Da Levatrice a Ostetrica: le tappe storiche in Italia
- Ostetrica Sere

- 4 ago
- Tempo di lettura: 4 min
Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te...

Conosci la storia dell’Ostetrica in Italia? Il passaggio da Levatrice a Ostetrica, nel nostro paese, è stato molto graduale ed è passato attraverso periodi storici difficili, ma nonostante questo, l'Ostetrica ha conquistato la propria autonomia professionale. Vediamo i cenni storici in ordine cronologico.
Vorrei farti un breve excursus storico del percorso di crescita dell’Ostetrica attraverso le tappe più significative per la sua affermazione professionale in Italia.
L’Ostetrica è una figura che ha dovuto affrontare molte difficoltà, prima di potersi affermare come professionista sanitaria.
Quello che stai per leggere è un estratto della mia tesi presentata per il Master di Ostetrica di Comunità, conseguito nel 2025.
Vediamo come si sono susseguite le conquiste
L'ostetrica, figura professionale di riferimento per la donna durante la gravidanza e il parto, riveste un ruolo determinante anche nel delicato periodo post-natale.
Il suo supporto, caratterizzato da un approccio olistico e individualizzato, si estende al nucleo familiare nel suo complesso, accompagnando i neogenitori nella gestione delle nuove sfide.
“Parlare di salute olistica significa per l'ostetrica/o considerare la persona nella sua globalità, dove le componenti mente-corpo-cultura interagiscono tra loro intimamente” (https://www.fnopo.it/chi-e-l-ostetrica).
Ben tre secoli fa, nel 1700, si assisteva alla nascita delle prime scuole per levatrici e all’istituzione della maestra ostetrica nelle città di Torino, Bologna e Padova; mentre nel 1876, il Regio decreto 2957 stabiliva il primo “Regolamento delle scuole per aspiranti levatrici”; per arrivare poi al 1888 con la legge Crispi 5849 con cui avviene il riconoscimento giuridico della professione di levatrice.
Nel 1906 viene poi istituita la condotta ostetrica per garantire l'assistenza ostetrica a tutte le donne, comprese le non abbienti.
Nel 1925 attraverso l’ONMI (Opera Nazionale Maternità e Infanzia) vennero affidati alle levatrici compiti ostetrici e pediatrici; mentre a seguire nel 1935 venne istituito l’ “Albo delle levatrici” presso i sindacati fascisti, per arrivare nel 1937 alla tappa che ha segnato il passaggio da Levatrice a Ostetrica.

Vorrei sottolineare come, per quanto la valorizzazione della figura dell’ostetrica durante il periodo fascista potesse sembrare mossa dalla volontà di tutelare le donne e le famiglie nel loro diritto a procreare, e a ricevere assistenza , in realtà avesse come unico obbiettivo quello dell’incremento demografico in quanto sinonimo di potenza per il paese. Di conseguenza a una tale visione, la maternità non poteva che essere concepita solo come compito primario di ogni donna.
A riguardo riporto di seguito uno stralcio estratto da un articolo sul sito “La città delle donne”:
“Solo a questo scopo, e non come diritto sociale, diveniva necessario ridurre la mortalità infantile e migliorare la salute e le condizioni di vita di gestanti e madri in allattamento.
Per questo l’Onmi doveva occuparsi di fornire alle donne bisognose assistenza medica durante la gravidanza e nei primi mesi dopo il parto, insegnare loro i «moderni metodi della puericultura», procurare corredini per neonati e latte in polvere, assistere i bambini in età prescolare”.
Proseguendo nel percorso storico, un’altra tappa fondamentale è quella del 1946, anno in cui vengono creati i “Collegi professionali delle Ostetriche” .
Dopo diversi anni, nel 1976 si assiste alla nascita dei primi Consultori; mentre
nel 1977 il Parlamento approva la legge Anselmi sulla parità nel lavoro fra uomini e donne da cui deriva l’inserimento della figura ostetrica maschile.
Nel 1978, in concomitanza con la Legge 23 dicembre 1978, n.833 che istituisce il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) , viene abolita la condotta ostetrica.
Dobbiamo attendere gli anni ‘90 per assistere al delinearsi di un profilo ostetrico autonomo e al suo processo di riqualificazione ; precisamente questo accade con l’approvazione del D.M. 740/1994, all’interno del quale viene individuato il profilo della figura dell'ostetrica/o, come riportato nel testo della Gazzetta Ufficiale (GU Serie Generale n.6 del 09-01-1995):
1. L'ostetrica/o e' l'operatore sanitario che, in possesso del
diploma universitario abilitante e dell'iscrizione all'albo
professionale, assiste e consiglia la donna nel periodo della
gravidanza, durante il parto e nel puerperio, conduce e porta a
termine parti eutocici con propria responsabilita' e presta
assistenza al neonato.
2. L'ostetrica/o, per quanto di sua competenza, partecipa:
a) ad interventi di educazione sanitaria e sessuale sia
nell'ambito della famiglia che nella comunita' ;
b) alla preparazione psicoprofilattica al parto;
c) alla preparazione e all'assistenza ad interventi ginecologici;
d) alla prevenzione e all'accertamento dei tumori della sfera
genitale femminile;
e) ai programmi di assistenza materna e neonatale.
3. L'ostetrica/o, nel rispetto dell'etica professionale, gestisce,
come membro dell'equipe sanitaria, l'intervento assistenziale di
propria competenza.
L'ostetrica/o contribuisce alla formazione del personale di
4. supporto e concorre direttamente all'aggiornamento relativo al
proprio profilo professionale e alla ricerca.
5. L'ostetrica/o e' in grado di individuare situazioni
potenzialmente patologiche che richiedono intervento medico e di
praticare, ove occorra, le relative misure di particolare emergenza.
6. L'ostetrica/o svolge la sua attivita' in strutture sanitarie,
pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero-professionale.
Con la successsiva Legge 42/1999 viene poi riconosciuta l’autonomia dell’Ostetrica, confermata attraverso il delineamento dell’organizzazione della professione con la Legge 251/2000.
Nonostante la chiara affermazione dell’autonomia dell’ostetrica in termini di legge, valida sia in ambito pubblico che in quello privato, abbiamo dovuto attendere ancora qualche anno prima di vedere effettivamente riconosciuto dalla classe medica il nuovo status della professione ostetrica.

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