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La regola del "Tutto o Niente" del primo trimestre di gravidanza

  • Immagine del redattore: Ostetrica Sere
    Ostetrica Sere
  • 22 lug 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 12 mar

Lascia che questo petalo di consapevolezza si posi su di te...

Oggi scopriremo insieme la regola del "tutto o niente" del primo trimestre di gravidanza


pillole colorate di farmaci

Forse non ne hai mai sentito parlare, o forse sì, ma senza comprenderne fino in fondo il significato

Oggi finalmente conoscerai davvero come funziona e perché esiste la regola del "tutto o niente" del primo trimestre di gravidanza.



Cosa si intende con "tutto o niente" ?

La regola del "tutto o niente" del primo trimestre di gravidanza ( in inglese : all-or-nothing rule), si spega così: "tutto" sta per aborto spontaneo entro il terzo mese e "niente" che la gravidanza proseguirà e il feto non avrà riportato nessun danno dovuto l'esposizione a un agente teratogeno.

Attenzione, però, perché anche in caso di aborto spontaneo dopo un'esposizione, non c'è certezza che l'aborto sia stato effettivamente provocato dall' agente teratogeno.

I fattori possono essere molteplici e non è mai semplice stabilire una causa specifica.

È sempre valida la regola del "tutto o niente"?

Questa regola ha i suoi limiti e non è assoluta; può essere applicata fino alle prime 2 settimane che seguono il concepimento.

Ricorda che il giorno del concepimento di solito coincide con quello dell'ovulazione, o al massimo avviene entro 24 ore.

In un ciclo regolare, l'ovulazione si ha il 15 giorno contando dal primo giorno di mestruazione. Per cui le due settimane dopo il concepimento corrispondono alle due settimane dopo l'ovulazione, ossia alle settimane 3 e 4 contando dal primo giorno di mestruazione.

Gli agenti teratogeni non sono solo i farmaci, ma la regola del "tutto o niente" è più facilmente applicabile e controllabile se abbiamo a che fare con l'assunzione di farmaci potenzialmente teratogeni, piuttosto che con l'esposizione a radiazioni o altro (leggi anche " i Teratogeni cosa sono?)".

Perchè il limite delle 2 settimane?

Prima di giungere nella cavità uterina, l'ovocita fecondato compie un viaggio all'interno della tuba, durante il quale inizia a moltiplicare le sue cellule per giungere a destinazione come blastocisti (lo stadio avanzato dell'ovocita fecondato), e inizia a prepararsi per l'annidamento nella parete uterina.

Per capire il limite delle 2 settimane, devi fare conto che il viaggio nella tuba può durare da un minimo di 3 a un massimo di 6 giorni, e che, una volta nell'utero, completa l'annidamento entro il 10°-13° giorno.

Subito dopo l'impianto la blastocisti inizierà ad essere in comunicazione con i tessuti materni, ma si tratta ancora di un insieme di cellule totipotenti, cioè non ancora differenziate a formare i vari organi.

Ed è proprio il fatto che nelle prime due settimane le cellule sono totipotenti, che l'esposizione dell'embrione ad un agente teratogeno potrebbe provocare un aborto ("tutto"), o nessuna malformazione (" niente") dal momento che nessuna cellula è differenziata nella formazione di un organo specifico.

Dalla seconda settimana in poi, inizia l'organogenesi in cui le cellule si differenziano a formatre i diversi organi, ed è questo il momento di maggire rischio di malformazioni causate dall'esposizione ad agenti teratogeni


Eccezioni alla regola

Esistono molte sostanze con una lunghissima emivita (capaci di rimanere nel corpo per settimane), che possono permanere in circolo nel sangue e nei tesusuti materni fino al periodo dell'organogenesi e causare malformazioni.

Ad esempio:

  • Radiazioni ionizzanti (radiografie ad alte dosi).

  • Farmaci citotossici o Chemioterapici.

  • Alcol e droghe pesanti (soprattutto in consumo elevato).

  • Agenti infettivi o tossici 


Alcune evidenze scientifiche su modelli animali hanno infatti rivelato che un'esposizione a dosaggio elevato (es. alcol ) durante la prima settimana, pur non causando un aborto, potrebbe alterare lo sviluppo cerebrale o causare ritardi di crescita.


Concludendo

La regola del "tutto o niente" è dettata da evidenze scientifiche , ma non ha valore assoluto ed è vincolata da limiti specifici.

È applicabile alle primissime 2 settimane dopo il concepimento, quasi come periodo "bonus natura " per salvaguardare l'integrità della gravidanza, quando ancora la futura madre è inconsapevole di essere incinta. Ma non va assolutamente interpretata come un permesso speciale nell'assunzione di sostanze potenzialmente nocive per l'embrione.

L'esistenza di questa regola ha, però, un grande vantaggio, quello di non dover ricorrere all'interruzione volontaria di gravidanza per paura di conseguenze sul bambino dopo l'esposizione a un teratogeno nelle prime due settimane di gravidanza.






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