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- La regola del "Tutto o Niente" del primo trimestre di gravidanza
Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... Oggi scopriremo insieme la regola del "tutto o niente" , o "tutto o nulla", del primo trimestre di gravidanza Scoprire di essere incinta è un'emozione indescrivibile, spesso accompagnata da mille domande e, inevitabilmente, da qualche piccola ansia. Una delle paure più comuni tra le future mamme riguarda i primissimi giorni di gestazione, quando ancora non si sapeva di aspettare un bambino: "E se quel brindisi tra amiche o quel farmaco preso per il mal di testa avessero fatto male al feto?" Ma la natura ha pensato anche a questo e ha previsto un meccanismo biologico affascinante e protettivo, noto in medicina come la regola del "tutto o nulla" , o "tutto o niente" nel linguaggio comune (in inglese "all-or-none period"). Attenzione però, questa legge naturale vale solo per le primissime settimane dal concepimento, e agisce come una sorta di scudo. Ma come funziona esattamente, quali sono i suoi limiti e perché è così importante conoscerla? In questo articolo faremo chiarezza insieme, e alla fine porterai con te un altro petalo di consapevolezza. Espandi ogni paragrafo. Se alla fine avrai ancora dei dubbi, contattami A cosa fa riferimento il principio del "tutto o nulla" ? La regola del "tutto o nulla" riguarda i possibili effetti negativi che alcuni agenti teratogeni (come farmaci, radiazioni , infezioni, o altre sostanze nocive), a cui la futura madre è stata esposta, potrebbero aver causato sull'embrione, quando lei ancora non era a conoscenza della gravidanza. (Se vuoi approfondire sugli agenti teratogeni, ti consiglio di leggere anche questo Anche se gli agenti teratogeni sono numerosi e appartengono a diverse categorie, la regola del "tutto o nulla" si applica principalmente ai farmaci, che sono più facilmente gestibili in termini di permanenza nell'organismo, permettendo di restringere il campo. Al contrario, per quanto riguarda sostanze nocive come agenti chimici, fumi, radiazioni e infezioni, non c'è alcuna certezza sulla loro permanenza anche dopo che l'esposizione è terminata. Cosa significa letteralmente " tutto o nulla"? "Tutto" = aborto spontaneo entro il terzo mese; "Nulla" = la gravidanza proseguirà e il feto non avrà riportato nessun danno. Attenzione: non è una regola assoluta! In caso di proseguimento della gravidanza, non esiste la certezza massima che l'agente teratogeno non abbia provocato alcun danno. La stessa cosa vale al contrario, cioè in caso di aborto spontaneo, non c'è certezza che sia stato causato effettivamente da un agente teratogeno; i fattori possono essere molteplici e non è mai semplice stabilire una causa specifica. È sempre valida la regola del "tutto o nulla"? Come accennavo prima, la regola ha dei limiti e non è assoluta: Esistono agenti teratogeni non facilmente valutabili e alcuni farmaci hanno un periodo di permanenza nell'organismo più lungo rispetto ad altri, oltre ad essere tutto molto soggettivo. la regola può essere applicata fino alle prime 2-3 settimane dal concepimento. Ti spiego meglio nel prossimo paragrafo Cosa significa 2-3 settimane dal concepimento? Dato che... Il giorno del concepimento di solito coincide con quello dell'ovulazione, e che, in un ciclo regolare, l'ovulazione si ha il 15° giorno (contando dal primo giorno di mestruazione), ne deriva che... le 2-3 settimane dopo il concepimento corrispondano alle 2 -3 settimane dopo l'ovulazione. Per praticità puoi iniziare a contare direttamente dal primo giorno dell'ultima mestruazione fino a 28- 35 giorni (=4-5 settimane) . Questo è il periodo entro il quale, se hai assunto accidentalmente dei farmaci potenzialmente teratogeni, rientri nella regola del " tutto o niente, o "tutto o nulla ", come ti piace di più. Quindi se hai un ciclo regolare, puoi arrivare fino a una settimana dopo il ritardo. Considera che non devi aver assunto il farmaco durante l'ultima settimana consentita, perchè devi tenere conto della permanernza del farmaco nell'organismo. il tuo medico saprà valutare. Cosa succede dopo il concepimento? Qui si entra nello specifico. Prima di giungere nella cavità uterina, l'ovocita fecondato compie un viaggio all'interno della tuba, durante il quale inizia a moltiplicare le sue cellule per poi giungere a destinazione nella cavità uterina dopo 3-5 giorni sottoforma di blastocisti (lo stadio avanzato dell'ovocita fecondato), e inizia a prepararsi per l'annidamento nella parete uterina. Una volta nell'utero, continua la sua trasformazione e resta libero ancora per un paio di giorni prima di iniziare l'annidamento ( 6°-7° giorno dalla fecondazione), che sarà completo intorno al 14° giorno. Ma fai attenzione: in questa fase, l'embrione non ha ancora una collegamento con il flusso sanguigno della madre, ma si sta ancora nutrendo delle cellule dei tessuti della parete uterina sulla quale è annidato. Per arrivare a comunicare davvero con i vasi sanguigni della madre dovrà trascorrere ancora una settimana. Quindi dal 21° giorno (3 settimane) dal concepimento, sappiamo che è in comunicazione diretta con il flusso ematico della madre e da ora in poi avrà un rischio maggiore di ricevere sostanze nocive che circolano nel sangue materno. Il fatto che nelle prime due settimane le cellule sono totipotenti, cioè non ancora differenziate nella formazione di un organo precisoi, fa sì che l'esposizione dell'embrione ad un agente teratogeno in quella fase possa provocare l'aborto ("tutto"), o nessuna malformazione (" niente"). Dalla seconda settimana in poi, invece, inizia l'organogenesi in cui le cellule si differenziano a formare i diversi organi, ed è questo il momento difficilmente avviene l'aborto spontaneo e aumenta il rischio di malformazioni causate dall'esposizione ad agenti teratogeni. Cosa devi fare se hai assunto un farmaco prima di scoprire la gravidanza? Informa il tuo medico ginecologo sull'assunzione del farmaco e fornisci tutte le informazioni riguardanti il nome del farmaco e in quali giorni e per quanto tempo l'hai assunto. Il tuo medico potrà dirti se quello che hai assunto è un potenziale farmaco teratogeno e qual'è la sua permanenza nell'organismo ( anche se spesso è soggettiva). In base a questo potrete valutare insieme se hai un rischio potenziale, o se rientri nella fascia compresa dalla regola del " tutto o nulla". Leggi il prossimo paragrafo con le eccezioni alla regola. Eccezioni alla regola Esistono molte sostanze con una lunghissima emivita (capaci di rimanere nel corpo per settimane), che possono permanere in circolo nel sangue e nei tessuti materni fino al periodo dell'organogenesi e causare malformazioni. Ad esempio: Radiazioni ionizzanti (radiografie ad alte dosi). Farmaci citotossici o Chemioterapici. Alcol e droghe pesanti (soprattutto in consumo elevato). Agenti infettivi o tossici Alcune evidenze scientifiche su modelli animali hanno infatti rivelato che un'esposizione a dosaggio elevato (es. alcol ) durante la prima settimana dal concepimento, pur non causando un aborto, potrebbe alterare lo sviluppo cerebrale o causare ritardi di crescita. Concludendo La regola del "tutto o niente" è dettata da evidenze scientifiche , ma non ha valore assoluto ed è vincolata da limiti specifici. È applicabile alle primissime 2-3 settimane dopo il concepimento, quasi come periodo "bonus natura " per salvaguardare l'integrità della gravidanza, quando ancora la futura madre è inconsapevole di essere incinta. E dev'essere presa in considerazione al fine di evitare che la futura mamma valuti di effettuare una IVG (interruzione volontaria di gravidanza), nel dubbio di aver causato malformazioni all'embrione. Inoltre non va assolutamente interpretata come un permesso speciale nell'assunzione di sostanze potenzialmente nocive per l'embrione. L'esistenza di questa regola ha il grande vantaggio di evitare che la futura mamma valuti di ricorrere all'interruzione volontaria di gravidanza (IVG) solo per paura che l'esposizione a un teratogeno nelle prime due settimane di gravidanza possa aver causato conseguenze sul bambino. Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza" Fonti: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22807395/#:~:text=Affiliation,Animals https://www.seslhd.health.nsw.gov.au/royal-hospital-for-women/services-clinics/directory/mothersafe/pregnancy#:~:text=All%20or%20none%20period%20The,risk%20time%20for%20birth%20defects.
- Metodi Contraccettivi: il Coito Interrotto
Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... Perché il coito interrotto non dovrebbe essere usato dalle coppie di adolescenti, o nei rapporti occasionali? Osserviamolo da vicino e lo capirete da soli. Il coito interrotto, scientificamente noto come coitus interruptus e popolarmente chiamato "marcia indietro", è uno dei metodi contraccettivi naturali più antichi e diffusi al mondo. Tuttavia, oltre alla sua scarsa efficacia preventiva, questa pratica nasconde insidie spesso sottovalutate o non conosciute. Il coito interrotto viene purtroppo utilizzato spesso da coppie molto giovani e nei rapporti occasionali quando ci si trova sprovvisti di preservativo maschile e non si intende rinunciare al rapporto completo. Ma nella scelta consapevole di un metodo contraccettivo è fondamentale conoscerne a fondo pregi e difetti. Un dato su cui riflettere La percentuale di insuccessi di questo metodo è di circa il 20%, Vista così, può sembrare poco, ma in realtà è come dire che su 100 coppie che praticano il coito interrotto, per 20 coppie arriverà una gravidanza inaspettata e in molti casi purtroppo anche indesiderata! Quali vantaggi immediati vede la coppia nel coito interrotto? I vantaggi che una coppia vede in questo metodo riguardano principalmente la praticità : E’ immediato, non necessita di nessuna preparazione La sensibilità è al massimo durante il rapporto perché non sono presenti barriere. Non provoca gli effetti collaterali tipici dei contraccettivi ormonali E ovviamente è a costo zero, che soprattutto per le giovani coppie è un aspetto da non sottovalutare Quali rischi immediati non vede la coppia? Gravidanze indesiderate ed inattese Trasmissione di infezioni (IST): gonorrea, clamidia, candidosi, tricomoniasi, infezioni erpetiche genitali, HPV, AIDS ecc.) in poche parole: zero protezione. Ansie e tensioni post-prestazione Stress psicologico e paura di essere incinta Aumento del rischio di prostatite e varicocele nell'uomo Non protegge dalle infezioni sessualmente trasmissibili Il primo grande difetto di questo metodo, è che non garantisce alcuna protezione dalle Infezioni Sessualmente Trasmissibli (IST). Facendo parte del gruppo dei metodi naturali, infatti, il coito interrotto non prevede l'impiego di dispositivi meccanici barriera, per cui viene fortemente sconsigliato alle coppie di adolescenti e all'interno di rapporti occasionali. Come funziona il coito interrotto? Passiamo al lato pratico, come funziona il coito interrotto. Durante il rapporto sessuale, l’uomo dovrà ritrarre il pene dalla vagina poco prima di raggiungere l'orgasmo ed eiaculare lontano dai genitali della donna. Dove per "lontano" si intende distante sia dal canale vaginale, che dai genitali esterni, ossia dal pube e dalle grandi labbra, perché c’è sempre il rischio che lo sperma scivoli in vagina! Da questo capite bene che nella coppia può essere gestito solo dall’uomo. Solo lui infatti può capire quando sta raggiungendo l’orgasmo e quando è il momento "giusto" per inserire la "retromarcia". Richiede grandi abilità da parte sua? No, ma per scongiurare la perdita accidentale dello sperma nel canale vaginale, occorre avere di base molta consapevolezza del proprio corpo e un certo autocontrollo. Quindi se l'uomo è consapevole e ha un ottimo autocontrollo, è matematico che la gravidanza non arrivi inaspettatamente? Vi do una cattiva notizia: no, non è così. Purtroppo in molti casi questo non basta a scongiurare l'arrivo inatteso di una gravidanza, perché si deve mettere in conto un fattore che non viene quasi mai considerato. Fate attenzione perchè quello che sto per dirvi è molto importante e nessuno ci pensa mai. Il rischio del fluido pre-seminale Vi sarete accorti che durante la stimolazione iniziale del pene, fuoriesce un liquido trasparente , che è presente anche poco prima dell'eiaculazione. Questo liquido, chiamato fluido pre-seminale, o liquido pre-eiaculatorio, o ancora, liquido preliminare e precum (in gergo inglese), viene prodotto dalle ghiandole di Cowper, situate sotto la prostata, e svolge determinate funzioni: lubrificare per facilitare il rapporto. neutralizzare l’acidità nell’uretra causata dall’urina, proprio per creare un ambiente più favorevole e lubrificato per il passaggio dello sperma e mantenere l'integrità degli spermatozoi. modificare l’ambiente vaginale per assicurare la sopravvivenza degli spermatozoi Ma veniamo al punto: in che modo dovrebbe essere rischioso questo liquido? Dovete sapere che non di rado anche nel fluido preseminale possono essere presenti spermatozoi attivi che hanno la capacità di fecondare l'ovulo. Il liquido attraversa l'uretra per tutta la lunghezza del pene, prima di fuoriuscire, raccogliendo eventuali spermatozoi rimasti al suo interno, di solito dopo una precedente eiaculazione. Ma, in rari casi, la presenza di spermatozoi attivi nel liquido preliminare, potrebbe essere una condizione normale anche in assenza di un'eiaculazione recente. campioni di fluido preseminale per la ricerca di spermatozoi attivi presenti l dati di uno studio in merito mostrano che nella maggioranza dei casi non sono presenti spermatozoi attivi dopo un'astinenza di qualche giorno, ma le probabilità aumentano se se c'è stata un'eiaculazione anche nel giro di 1-2 giorni. Quello che interessa a voi è che, trattandosi di un evento non totalmente controllabile , la certezza assoluta che gli spermatozoi non siano presenti nel liquido preseminale, non c'è; per cui esiste sempre un rischio potenziale ogni volta che avete un rapporto completo senza nessuna protezione. Il coito interrotto è adatto alla vostra coppia? Senza drammatizzare, ma solo con razionalità, considerando quanto detto finora, la cosa migliore da fare è esaminare la vostra situazione di coppia e decidere se sia opportuno adottare questo metodo o altri più affidabili per prevenire una gravidanza. Vi chiedo: siete una coppia stabile? Se sì, allora dovreste riflettere su alcune considerazioni e guardandovi negli occhi domandatevi: Anche se non abbiamo in programma di avere bambini, se dovesse arrivare inaspettatamente una gravidanza, sarebbe problema che non riusciremmo ad affrontare? Ci troviamo in una situazione tale per cui saremmo costretti a fare un’interruzione volontaria di gravidanza? Abbiamo comunque in progetto di avere un bambino fra un po’ di tempo, ma se arrivasse ora sarebbe un problema? Non vogliamo avere figli, cosa facciamo se arriva una gravidanza indesiderata? In base a queste e altre considerazioni, capirete se è il caso di utilizzare un metodo contraccettivo così rischioso per gravidanze inaspettate. Questo metodo è utilizzato da un’altissima percentuale di coppie che non cercano una gravidanza, e la conseguenza è molto spesso l'aborto volontario. Se, invece siete una coppia di adolescenti, o partner occasionali, dovete tenere conto che non essendo un metodo barriera, il coito interrotto è rischioso anche per un altro motivo: le infezioni sessualmente trasmissibili (IST). Più che un consiglio, una regola Sembra ovvio, ma ho riscontrato che non lo è per tutti, che dopo un rapporto completo lui debba procedere con un'accurata igiene intima, per evitare che un contatto sessuale immediatamente successivo, porti a una gravidanza. Quindi ribadiamo il concetto specificando che dopo un rapporto completo, è assolutamente necessario per i partner maschili, urinare e poi lavare i genitali. Attenzione! Anche in questo modo , non abbiamo la certezza assoluta che nell'uretra non siano rimasti alcuni spermatozoi, che verrebbero rilasciati insieme al fluido preseminale durante il rapporto successivo (specialmente entro poche ore). (Leggi paragrafo) L'urina ripulisce davvero il canale da cui esce lo sperma? Il pene ha un canale unico (uretra) per la fuoriuscita sia dello sperma che del'urina, per questo motivo avrete sentito dire che è possibile "ripulire" il canale dallo sperma attraverso l'emissione di urina. Sarà vero? Bisogna fare attenzione, perché non sempre è sufficiente urinare per eliminare in modo assoluto tutti gli spermatozoi presenti nell'uretra dopo un'eiaculazione. Se non vengono eliminati, li ritroveremo con tutta probabilità nel liquido preseminale (paragrafo precedente), che attraversa l'uretra nel pene, prima di fuoriuscire. Per ridurre al minimo i rischi, è importante lavare accuratamente i genitali dopo aver urinato, in modo da rimuovere eventuali residui di sperma sul pene e nelle aree circostanti. Il senso di frustrazione Per molte coppie, il coito interrotto interferisce con il piacere e l'intensità dell'amplesso. La coppia sa fin dall'inizio che il partner maschile ha la responsabilità di interrompere il rapporto al momento "giusto", facendo coincidere la soddisfazione della compagna con la sua e allo stesso tempo evitare la gravidanza. In tutto questo, la partner femminile ha la consapevolezza di non avere alcun controllo sulla parte finale e vive spesso l'atto con un po' d'ansia. A rapporto terminato, inoltre, si insinua il dubbio che il metodo abbia funzionato come anticoncezionale, e la paura di una eventuale gravidanza spesso tormenta la donna fino all'arrivo delle mestruazioni, e farà scatterà l'allarme in caso di ritardo mestruale. Una conseguenza importante per i maschietti Finora abbiamo parlato del coito interrotto come un anticoncezionale rischioso e non protettivo per le IST, ma qualcuno si è chiesto se potrebbe avere conseguenze per l'uomo? Gli urologi avvertono che l'utilizzo abituale del coito interrotto, a lungo andare potrebbe danneggiare la prostata. L'atto di "frenare" forzatamente l'eiaculazione imminente, che richiede una contrazione muscolare anomala e contraria alla fisiologia del riflesso eiaculatorio, può danneggiare la prostata con queste conseguenze: Dolore o senso di peso nella zona pubica, perineale o testicolare. Bruciore durante o dopo la minzione. Eiaculazione precoce Disfunzione erettile. Concludendo Il coito interrotto dovrebbe essere utilizzato solo da coppie stabili, per le quali una eventuale gravidanza sarebbe ben accetta da entrambi. Al contrario è un metodo che non si addice a rapporti occasionali, e alle coppie di adolescenti, soprattutto se minorenni, sia per il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili (IST), che per le elevate probabilità di gravidanza. Il metodo contraccettivo ottimale va discusso e deciso all'interno della coppia, da entrambi i partner, ancora meglio con l’aiuto del medico ginecologo. Cercate fin da subito di avere ben chiara la posizione dell’altro sull’argomento figli , senza dare niente per scontato, neanche se siete una coppia convivente. Il risultato è ritrovarsi in situazioni in cui la gravidanza era indesiderata e sentirsi costretti a procedere con l’interruzione volontaria di gravidanza. Il metodo migliore per le coppie di adolescenti e i partner occasionali, o comunque coppie non stabili, resta il preservativo maschile, che protegge dalle IST e ha una buona percentuale di successo come metodo anticoncezionale, se usato nel modo corretto (leggi l'articolo). . Nessun metodo contraccettivo è perfetto, può essere solo più o meno adatto alla coppia (leggi anche "Metodi contraccettivi: elenco completo"), Spero di avervi fornito informazioni e consigli utili, ma se non sono stata abbastanza chiara potete contattarmi quando volete. Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. 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- Diabete Mellito (Tabella riassuntiva)
Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... Questa tabella riassuntiva offre una sintesi delle caratteristiche di ciascun tipo di diabete mellito. È uno strumento molto utile per avere rapidamente una visione chiara di questa malattia, che spesso viene sottovalutata. Tabella riassuntiva delle tipologie di Diabete mellito creata da Ostetrica Sere con Canva Se vuoi approfondire il diabete gestazionale leggi l'articolo dedicato appena verrà pubblicato Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza" Per qualunque domanda contattami , oppure richiedi una consulenza Ascolta anche il Podcast
- Cos'è la Menopausa?
Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... Il fiore lilla e la farfalla simboleggiano rinascita e libertà. il lilla spento è il colore della menopausa Non è il finale della storia è la tua fase di rinascita. Scopriamo insieme cos'è la menopausa Ogni donna, nel corso della propria vita, affronta cambiamenti, che seguono fasi e cicli, proprio come una luna in continua trasformazione. Tutto ha un inizio e una fine e il periodo fertile della donna non fa eccezione. Inizia con il Menarca e termina con la Menopausa. Ma sai davvero cos'è la Menopausa? Per definizione, la Menopausa è quella fase fisiologica della vita della donna che segna la fine del suo periodo fertile. Le cose da dire sull'argomento sono molte e questo articolo è solo l'inizio. Inauguriamo la nuova categoria "Menopausa" con un'introduzione alla fase di rinascita della donna. Scopriamo insieme cos'è la Menopausa. Naviga tra i paragrafi, clicca il titolo e espandi il testo. Cos'è la Menopausa? La menopausa fisiologica, ovvero quella in cui non è stata identificata un'altra causa fisiologica o patologica, corrisponde al cessazione irreversibile dell'attività ovarica. Le ovaie esauriscono gradualmente gli ovuli funzionanti. Solo una piccola percentuale viene persa durante la normale ovulazione. Il resto degli ovociti va incontro a un normale processo di atresia, di cui parleremo nello specifico nel prossimo paragrafo. Con l'avvicinarsi della menopausa, gli ovuli rimanenti diventano più resistenti all'FSH (Ormone Follicolo-Stimolante), responsabile della crescita dei follicoli ovarici e della conseguente maturazione degli ovociti. Questo fa sì che molti degli ovociti non raggiungano la completa maturazione durante la prima metà del ciclo mestruale. Come reazione di causa-effetto, le ovaie riducono drasticamente la produzione di estrogeni. Ecco innescata la catena che porterà all'esaurimento degli ovociti e all'arrivo della menopausa. L’età della menopausa varia da donna a donna, con una media mondiale di circa 50 anni. Atresia dei follicoli L'atresia degli ovociti (o atresia follicolare) è la degenerazione e il riassorbimento dei follicoli ovarici che non riescono a raggiungere la piena maturazione. È un meccanismo biologico continuo, che inizia già durante la vita fetale e prosegue nel corso dell'infanzia, della pubertà e dell'età adulta, fino alla menopausa. Il corpo mette in atto una vera e propria selezione naturale, scartando gli ovociti in eccesso e quelli probabilmente inadatti o più deboli. Questo determina così la progressiva riduzione della riserva ovarica della donna. Sai che al momento della menopausa potresti arrivare ad avere meno di 10.000 ovociti? Ti sembrano tanti? Confrontiamoli con quelli che avevi alla nascita: da 1 a 3 milioni; e con quelli che avevi all'inizio della tua vita fertile, cioè dal menarca: circa 400.000 ovociti. Non sarebbe possibile perderne così tanti se contassimo un solo ovocita espulso ogni mese. Infatti, ad ogni ciclo mestruale non parliamo di un follicolo, ma di un gruppo di follicoli che inizia a svilupparsi sotto l'effetto degli ormoni (principalmente FSH e LH). Tra tutti, di solito soltanto uno, chiamato anche follicolo dominante, arriva alla completa maturazione e all'ovulazione. Tutti gli altri follicoli che avevano iniziato la crescita durante quel ciclo, non avendo completato la maturazione, muoiono e vanno incontro ad atresia, venendo riassorbiti all'interno dell'ovaia. L'atresia, quindi, pur essendo un processo naturale, determina la progressiva riduzione della riserva ovarica, cioè del numero totale di ovociti disponibili. Questo processo aumenta con l'avanzare dell'età, soprattutto dopo i 35 anni, riducendo inesorabilmente sia la quantità che la qualità degli ovociti rimasti. Come saprai di essere in Menopausa? Ciò che segna in modo definitivo la fine del periodo fertile della donna è l'assenza del ciclo mestruale per almeno 12 mesi consecutivi. Durante la Perimenopausa, i cicli possono diventare molto irregolari. Può capitare che le mestruazioni restino assenti per qualche mese, facendoti credere di essere già in menopausa. Ma potresti avere diversi falsi allarmi prima che la menopausa arrivi davvero. Quando le mestruazioni non si fanno vedere per almeno 12 mesi, il tuo medico ginecologo, dopo gli opportuni esami di accertamento, potrà dichiarare che sei effettivamente entrata nella menopausa. Tra gli esami di conferma, c'è il dosaggio dei livelli dell'ormone follicolo-stimolante (FSH), che tende ad aumentare significativamente. Questo perché la riserva di follicoli nelle ovaie si è molto ridotta e l'ipofisi cerca di stimolare ancora qualche ovulazione producendo più FSH. Ecco perché valori elevati di FSH (superiori a 30-100 mIU/mL) sono un segnale tipico dell'ingresso nella menopausa. Questo verrà ulteriormente confermato dalla diminuzione degli estrogeni e dall'assenza di mestruazioni. Quello che potrai notare da sola, oltre all'assenza del ciclo per 12 mesi, saranno una serie di sintomatologie e cambiamenti legati al drastico calo degli estrogeni. I più eclatanti sono quelli vasomotori, ossia le cosiddette "vampate", con sudorazioni notturne e disturbi del sonno. Ma di questo te ne parlo più nel particolare nei prossimi articoli. Le terminologie intorno alla menopausa Vediamo quali termini girano intorno alla Menopausa. Alcuni di essi vengono spesso confusi. Menopausa (spontanea): come abbiamo detto, è la cessazione definitiva dei cicli mestruali derivata dalla perdita della funzione follicolare ovarica. Viene diagnosticata dopo 12 mesi consecutivi di amenorrea (assenza di mestruazioni). L’età della menopausa è in media 50 anni. Menopausa prematura (o precoce): quando la menopausa avviene prima dei 40 anni. Menopausa indotta: cessazione della mestruazione come conseguenza della rimozione chirurgica di entrambe le ovaie o della soppressione della funzione ovarica dovuta a trattamenti come la chemioterapia o le radiazioni. Postmenopausa: tutto il periodo che segue l’ultima mestruazione, indipendentemente dal tipo di menopausa (spontanea o indotta). Perimenopausa: il periodo di circa 3 anni prima della menopausa fino al primo anno dopo l’ultima mestruazione. Inizia con modificazioni biologiche, endocrine e cliniche con l'avvicinarsi della menopausa, come l'inizio delle irregolarità mestruali associate all'aumento dell’FSH. Premenopausa: spesso il termine è usato impropriamente per indicare il periodo di uno o due anni precedenti l’ultima mestruazione, ma in realtà indica tutto il periodo della vita riproduttiva che precede la menopausa. Climaterio: quella fase che precede e segue per un periodo variabile la transizione dalla fase riproduttiva a quella non riproduttiva. Il termine include quindi la perimenopausa e si estende a un periodo variabile prima e dopo la perimenopausa. Nei prossimi articoli approfondiremo, passo dopo passo, ogni sfaccettatura di questa complessa e affascinante fase della vita della donna. Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza"
- "Cercare una gravidanza a 42 anni" la storia di Vittoria
Ogni storia è un fiore che sboccia nel nostro giardino e un petalo di consapevolezza per chi la ascolta... Ti do il benvenuto nella rubrica 'Raccontami la tua Storia'. Qui condivido le storie di chiunque voglia raccontare le proprie esperienze in modo anonimo. I nomi sono inventati, ma le storie sono reali. Vorresti inviare anche il tuo contenuto? Leggi o ascolta come fare. Inizia a pensare ad un nome di fantasia... Ogni racconto ha il suo episodio sul Podcast "Pianeta Prevenzione" . Puoi ascoltare l'episodio direttamente dal lettore qui sotto o da Spotify, oppure sulla pagina del podcast sul sito cliccando l'icona delle cuffie. "Ciao sono Vittoria, ho 42 anni e da 2 anni io e mio marito di 49 stiamo cercando il terzo figlio.. Qualcuno mi prenderà per pazza, ma questo è un desiderio che non mi ha mai abbandonata, nonostante le prime due gravidanze non siano state rose e fiori e mi sia dovuta sottoporre entrambe le volte al parto cesareo. Perché possiate comprendere il motivo del mio apparentemente folle desiderio di cercare una gravidanza a 42 anni, che per giunta è il terzo figlio, devo fare un riferimento alla mia seconda gravidanza. Arrivata alla fine del terzo mese, entrando nel quarto, infatti è successa una cosa traumatica: è sceso improvvisamente quello che a me è sembrato un grumo di sangue somigliante più a un “sacchettino” e ho subito pensato che la gravidanza fosse appena terminata. Sono andata di corsa in ospedale con mio marito e con nostra sorpresa abbiamo scoperto che la bambina c’era e il suo cuoricino batteva e che quello che avevo perso in realtà era un’altro sacco gestazionale. Quindi alla fine erano due gemelli in sacchi separati. Per fortuna non è stata compromessa tutta la gravidanza. Dopo quello che è successo non posso che attribuire il mio forte desiderio di un terzo figlio alla perdita che ho subìto. Ho come una sensazione di vuoto incolmabile, una costante mancanza di qualcosa che avrei dovuto avere e non c’è. Ho espresso a mio marito il desiderio di una terza gravidanza quando la bambina aveva circa 5 anni, lui, però, non era d’accordo per una serie di motivi e la ricerca non è iniziata. Ma io non mi sono arresa e ho continuato a riproporgli più volte l’argomento, anche se lui restava della sua opinione. Al compimento dei miei 40 anni, però, come se avesse voluto farmi un regalo, mio marito ha deciso di assecondare il mio desiderio e abbiamo iniziato a cercare il terzo figlio. Per circa un anno la ricerca non è andata a buon fine e solo a Luglio del 2024 sono finalmente rimasta incinta. Eravamo felicissimi, ma il sogno è durato poco, perché alla sesta settimana purtroppo ho avuto un aborto spontaneo. Abbiamo ugualmente proseguito la ricerca, illudendomi ogni mese che i sintomi tipici della sindrome premestruale fossero in realtà quelli dell’inizio di una gravidanza. Non essendo più rimasta incinta ho fatto ulteriori esami oltre a quelli già fatti per il preconcepimento, ed è risultato tutto nella norma. Addirittura ho la riserva ovarica superiore a quella che di solito si riscontra alla mia età. A Gennaio di quest’anno, però, mio marito ha eseguito anche l’esame per lo spermiogramma, che ha evidenziato un’ infezione dei dotti, la quale probabilmente ha causato una riduzione della fertilità, nonostante il numero di spermatozoi sia risultato comunque alto. Per questo motivo sono stati necessari gli antibiotici e abbiamo quindi sospeso la ricerca della gravidanza. Abbiamo da poco ripreso a cercarla e speravo che il mese di Aprile ci portasse fortuna perché è anche il mese del mio compleanno. Eh sì sarebbe stato un bellissimo regalo, ma la delusione è arrivata anche stavolta. Dopo l’ennesima illusione sui sintomi, sono arrivate le mestruazioni anche con un giorno di anticipo. Parlandone con le persone, mi sto rendendo conto che forse è il momento di abbandonare il desiderio di un altro figlio e pensare alla splendida famiglia che ho già, e che mia figlia sta entrando nell’adolescenza e ora più che mai ha bisogno che le stia vicina. E poi penso che alla mia età i rischi sono maggiori sia per il bambino che per me e mi sembra di pensare in maniera egoistica solo per soddisfare un mio bisogno. Senza contare il sovraccarico di lavoro che coinvolgerebbe anche mio marito, che è sempre stato molto presente per gli altri due figli e mi ha aiutata tantissimo. Inoltre non è da molto che sono riuscita a trovare il lavoro che ho sempre sperato di fare nella vita e per cui mi sono impegnata tantissimo negli ultimi anni. Insomma i pensieri si affollano e al momento sono confusa. Io e la mia famiglia siamo molto credenti e ci mettiamo nelle mani del Signore. Un figlio è un dono e se arriverà lo accoglieremo, ma cercherò di non trascorrere ogni mese con quello scopo in mente, tentando di indovinare che sintomi siano e a fare il test di gravidanza prima di un eventuale ritardo. Non sarà facile, ma ci proverò. Voi cosa fareste al mio posto?" Grazie a Vittoria, che ha contribuito ad arricchire la nostra rubrica Ti piacerebbe che venisse pubblicata anche la tua storia? Scopri come fare qui → "Raccontami la tua storia: cos'è e come funziona" o chiedimi info sulla Chat del sito o uno dei miei Contatti Tutte le storie sono ascoltabili sul Podcast "Pianeta Prevenzione" , qui sul sito e su tutte le piattaforme di ascolto Cerca "Cercare una gravidanza a 42 anni" la storia di Vittoria" Sai che leggerò i vostri commenti sul Podcast ? Aggiungo sempre anche le mie considerazioni. Lascia il tuo qua sotto, o sotto l’episodio sulle piattaforme di ascolto del Podcast
- "Violenza Ostetrica" La storia di Nany
Ogni storia è un fiore che sboccia nel nostro giardino e un petalo di consapevolezza per chi la ascolta... Ti do il benvenuto nella rubrica 'Raccontami la tua Storia'. Qui condivido le storie di chiunque voglia raccontare le proprie esperienze in modo anonimo. I nomi sono inventati, ma le storie sono reali. Vorresti inviare anche il tuo contenuto? Leggi o ascolta come fare. Inizia a pensare ad un nome di fantasia... Ogni racconto ha il suo episodio sul Podcast "Pianeta Prevenzione" . Puoi ascoltare l'episodio direttamente dal lettore qui sotto o da Spotify, oppure sulla pagina del podcast sul sito cliccando l'icona delle cuffie. Oggi diamo voce a Nany, che ci racconta in prima persona l'esperienza traumatica della violenza ostetrica subita durante il travaglio e il parto, della sua prima gravidanza. La violenza ostetrica è spesso minimizzata o non riconosciuta perché c'è una tendenza a considerare normali certi comportamenti del personale sanitario, che frequentemente vengono accettati come parte dell'evento. Il racconto di Nany può essere di aiuto per focalizzare a mente lucida sugli atteggiamenti anomali del personale sanitario. Ecco la storia di Nany, raccontata da lei stessa in prima persona: "Vorrei iniziare il mio racconto con una riflessione: Si parla spesso di “violenza ostetrica”, ma secondo me è una definizione imprecisa e riduttiva. In realtà, dovremmo chiamarla in un altro modo, perché la violenza che noi neomamme subiamo in un momento tanto delicato della nostra vita non arriva solo dalle ostetriche. La subiamo anche (e a volte soprattutto) dai ginecologi, dai medici di reparto, dalle infermiere, dagli anestesisti, dalle puericultrici. È una violenza che può essere fisica, psicologica, emotiva. È una violenza sistemica, che coinvolge più comparti e figure sanitarie, e che spesso ci lascia sole, spaventate, disorientate. È importante allargare lo sguardo e riconoscere l’intero sistema che, invece di prendersi cura di noi, ci ferisce proprio nel momento in cui siamo più vulnerabili. Io credo di aver subito una forma di violenza ostetrica, dal momento in cui sono arrivata in ospedale fino a quando ne sono uscita. Sono entrata in ospedale per un controllo, dovevo fare un monitoraggio. Dopo il monitoraggio ci siamo accorti che la bambina era diventata tachicardica, e io non la sentivo muoversi da alcune ore. A quel punto hanno deciso di ricoverarmi. Da lì sono iniziate le induzioni, che sono andate avanti per quattro giorni. Sono partiti con la fettuccia. Ho chiesto spiegazioni su cosa fosse, come funzionasse e cosa avrebbe comportato, ma non ho ricevuto alcuna risposta. Poi sono passati alle prostaglandine. L'applicazione avveniva ogni quattro, forse cinque ore. Ricordo bene che, già dopo dieci minuti dalla prima somministrazione, ho iniziato a sentire un bruciore fortissimo. Ho chiamato l’infermiera, che a sua volta ha chiamato l’ostetrica. Ho cominciato a fare domande, a chiedere se fosse normale, perché sono un soggetto allergico, con diverse allergie a numerosi farmaci. Ero preoccupata che stessi avendo una reazione avversa. Ma mi hanno detto che era tutto normale, che era normale sentirsi bruciare.... Successivamente mi è stata somministrata l’ossitocina, e da quel momento sono iniziate le contrazioni vere e proprie, molto forti. Io ritengo di aver subito, in questa fase, una forma di violenza ostetrica, esclusivamente perché nessuno rispondeva alle mie domande. Mi è stato imposto di restare sdraiata, ferma, immobile a letto. Non mi era permesso alzarmi. Ma per me, la violenza ostetrica non si è fermata lì. È continuata. Durante il travaglio, in sala parto, ho avuto accanto un’ostetrica meravigliosa: molto paziente, dolce, disponibile. Ammetto che da quel punto di vista sono stata fortunata. Mi è stata vicina per tutto il tempo, ha cercato di rassicurarmi, ricordo che mi faceva dei massaggi e mi ha sempre lasciato scegliere la posizione che ritenevo più adatta per me, sia durante il travaglio che durante il parto. Il problema è sorto quando è arrivata la ginecologa di turno. Entrata in sala travaglio ecco un'altra forma di violenza che ho subito, quella di dover praticamente pregare la ginecologa perché contattasse l’anestesista per farmi l’epidurale. N.B. L’ospedale dove ho partorito offriva la possibilità di fare l’epidurale, e io mi ero preparata con largo anticipo: avevo fatto tutte le visite necessarie, consegnato tutta la documentazione, seguendo scrupolosamente le indicazioni ricevute. Mi era stato detto chiaramente: “Signora, basta che alzi la mano e la richiede, e subito le verrà fatta.”. E invece no. Ho dovuto insistere, insistere tanto Non perché non ci fossero le condizioni mediche — ero dilatata solo di 3 cm, quindi perfettamente in tempo per riceverla — ma per una questione che ancora oggi non riesco a spiegarmi. La ginecologa continuava a ripetermi frasi del tipo: “Ma dai, sei così giovane, non riesci a sopportarlo? Non è così doloroso il parto…Sei arrivata fin qui, i primi centimetri sono i più difficili, poi è tutto in discesa. Non ti serve l’epidurale. È più il tempo che ci vuole a chiamare l’anestesista che il sollievo che ti darà" Alla fine sono riuscita a convincerla, ed è stata fatta la prima dose di epidurale. Peccato però che non mi abbiano spiegato che ne sarebbe servita una seconda. Secondo loro, avrei dovuto ricordarmi da sola — io, in travaglio attivo, sudata, stremata, con le contrazioni continue, in una stanza calda, mio marito che cercava di aiutarmi porgendomi l’acqua e l’ostetrica che provava a starmi vicino — dovevo ricordarmi io che dopo un’ora e mezza o due avrei dovuto chiedere un’altra dose. Mi è sembrato assurdo. E ingiusto. Durante il travaglio la ginecologa è entrata in sala, ha fatto uscire mio marito — lo ha praticamente obbligato a lasciare la stanza Poi, mentre mi visitava, mi ha detto: "Signora, adesso sentirà un pizzicore"... E invece, improvvisamente, ho sentito tutto il corpo bagnato, un senso di perdita fortissimo. Ho alzato la testa e ho visto tantissimo sangue. Mi sono spaventata. Ho cominciato a urlare, perché non capivo cosa stesse succedendo, nessuno mi aveva spiegato nulla. La ginecologa ha guardato l’ostetrica e le ha detto: “La signora deve partorire immediatamente, la bambina sta entrando in sofferenza.”I o ho urlato ancora, ma questa volta dalla rabbia, dalla paura, dal totale disorientamento. Da lì è iniziato tutto a succedere molto in fretta. L’ostetrica è corsa a chiamare mio marito e mi ha detto: “Come ti vuoi mettere per partorire? Vuoi la posizione classica? La sedia?” Ero talmente sconvolta che ho risposto d’istinto: la posizione classica. E così mi sono ritrovata lì, a spingere. Ma non ci riuscivo. Ero esausta, distrutta fisicamente, e mentalmente ero nel panico più totale. L’ostetrica se n’è accorta, ha capito che ero molto provata. Così ha richiamato la ginecologa. Lei è tornata, ha guardato mio marito e gli ha detto di uscire di nuovo. Poi mi ha guardata e ha detto: “Al mio tre spinge.” Ho spinto. Ma al suo “tre”, invece di aiutarmi con la voce o con il supporto, mi è salita sopra con tutto il corpo, premendo con forza sulla pancia per far uscire la bambina. Io ho urlato! Mi sono arrabbiata. Ero terrorizzata: temevo avesse fatto male alla mia bambina. Mio marito, sentendo le urla, è entrato di nuovo. L’ha vista sopra di me, si è arrabbiato anche lui. Non capiva cosa stesse succedendo. Solo quando ha visto che la bambina stava uscendo si è tranquillizzato un po’. La ginecologa se n’è andata poco dopo: era arrivato il cambio turno. Ha lasciato l’ostetrica da sola, che ha portato avanti il resto del parto. Poco dopo è nata mia figlia Il primo vero contatto con mia figlia sarebbe dovuto essere un momento indimenticabile, pieno d'amore. E lo è stato — ma non nel modo in cui avrei voluto. Quando è nata, me l’hanno appoggiata sul petto per il contatto pelle a pelle. Mio marito era accanto a me e mi diceva: "È nata, è la nostra principessa!" Ma io non riuscivo a rilassarmi. Non riuscivo nemmeno a respirare bene. Perché mia figlia era bluastra, non piangeva, e le ostetriche e la ginecologa si scambiavano sguardi preoccupati, parlavano sottovoce tra loro. Me l’hanno messa sul petto a pancia in su, ed è stato subito chiaro che qualcosa non andava. Dopo pochi secondi hanno iniziato la rianimazione. Non so quanto tempo sia passato, ma per me è sembrata un’eternità. Alla fine ha fatto un respiro. Il suo primo respiro. Nel frattempo io espellevo la placenta, mentre il personale faceva i controlli per assicurarsi che non ci fossero danni dovuti al parto. Dicevano che era tutto “nella norma”, ma per me, nulla di tutto ciò lo era. È stato un momento traumatico. Un trauma che mi porto dentro ancora oggi. Quella paura, quella sensazione di poter perdere mia figlia proprio nel momento in cui l’ho stretta per la prima volta, ha segnato qualcosa di profondo. Ha segnato il modo in cui oggi vivo la maternità, il modo in cui mi prendo cura di lei, il legame che abbiamo. Da quel giorno, ogni volta che lei sta male o piange, dentro di me si riaccende quella paura. Quella scena non riesco a dimenticarla. Il primo ricordo che ho di mia figlia non è stato gioia — è stata paura. E credo che tante cose si sarebbero potute evitare. La violenza — quella che definirei sistemica — non è finita con il parto. Anzi, è continuata nei momenti successivi, quelli in cui avrei dovuto iniziare a vivere l’inizio del legame con mia figlia con serenità. Avevo partorito alle sei del pomeriggio. Qualche ora dopo, ho chiesto a un'infermiera se potesse rimuovermi l’ago dell’accesso venoso, perché durante il parto si era spostato e avevo metà ago fuoriuscito dal braccio. Mi faceva male, era fastidioso, e soprattutto non riuscivo a prendere in braccio mia figlia con entrambe le mani. La risposta che ho ricevuto è stata glaciale: “Signora, questa non è un’emergenza. Siamo sotto organico, non posso aiutarla.” Io ho cercato di spiegare: “Capisco perfettamente la situazione, ma non riesco a prenderla in braccio con una mano sola. E se uso l’altro braccio, rischio di spezzare l’ago.” Ma nulla. Nessuno è venuto. Nessuno ha fatto nulla. Sono venuti solo la mattina dopo, alle dieci. Solo allora si sono ricordati di rimuovere l’ago, dopo tutta una notte in cui ho dovuto chiedere a mio marito di aiutarmi in tutto. Finché è potuto rimanere, lo ha fatto. Ma quando lo hanno fatto uscire, sono rimasta sola a dover chiedere aiuto continuamente, In un ospedale dove avrei dovuto sentirmi sicura, protetta, accompagnata." Grazie a Nany, che ha contribuito ad arricchire la nostra rubrica Ti piacerebbe che venisse pubblicata anche la tua storia? Scopri come fare qui → "Raccontami la tua storia: cos'è e come funziona" o chiedimi info sulla Chat del sito o uno dei miei Contatti Tutte le storie sono ascoltabili sul Podcast "Pianeta Prevenzione" , qui sul sito e su tutte le piattaforme di ascolto Cerca "Violenza Ostetrica- La storia di Nany" Sai che leggerò i vostri commenti sul Podcast ? Aggiungo sempre anche le mie considerazioni. Lascia il tuo qua sotto, o sotto l’episodio sulle piattaforme di ascolto del Podcast
- "Maternità: decisioni difficili" la storia di Mary
Ogni storia è un fiore che sboccia nel nostro giardino e un petalo di consapevolezza per chi la ascolta... Ti do il benvenuto nella rubrica 'Raccontami la tua Storia'. Qui condivido le storie di chiunque voglia raccontare le proprie esperienze in modo anonimo. I nomi sono inventati, ma le storie sono reali. Vorresti inviare anche il tuo contenuto? Leggi o ascolta come fare. Inizia a pensare ad un nome di fantasia... Ogni racconto ha il suo episodio sul Podcast "Pianeta Prevenzione" . Puoi ascoltare l'episodio direttamente dal lettore qui sotto o da Spotify, oppure sulla pagina del podcast sul sito cliccando l'icona delle cuffie. "Ciao sono una mamma di 3 bimbi piccoli." LA DECISIONE DI NON ALLATTARE "Non sentitevi meno mamme se avete deciso di non allattare perchè i bimbi crescono anche con il latte artificiale; però se potete datelo perché è un esperienza bellissima io li ho allattati fino a 11 mesi e devo dire che un po`mi è dispiaciuto smettere però l' ho dovuto fare perchè era diventato troppo faticoso. L’ ultimo figlio ho deciso di non allattarlo perchè avevo da poco rifatto il seno e perche` restando a casa da sola sarebbe stato impossibile restare ferma con gli altri due ancora piccoli; sarei stata costretta a staccarlo in continuazione. Quindi ho pensato che si sarebbe nutrito meglio con il latte artificiale. Quando ho allattato i primi due, infatti, ero abituata a tenerli attaccati almeno 30 minuti, con l’ultimo non avrei potuto. " UN'ALTRA DECISIONE DIFFICILE: GRAVIDANZA INATTESA E INDESIDERATA " I miei 3 figli hanno due anni di differenza fra di loro e quando ho scoperto di essere incinta della mia terza gravidanza ero già di 1 mese ed ero sconvolta, non lo volevo questo bambino non era nei miei pensieri (pur peccando perchè ci sono persone che nn possono averli). Qualcuno potrebbe dire - Non potevi stare attenta? I figli non capitano - Anch’ io pensavo queste cose finché non è capitato a me. Sì posso dire che a me è veramente capitata questa gravidanza. Ero sconvolta, piangevo perché non lo volevo e andai subito ad informarmi su come fare per abortire. Andai anche ai colloqui e preparai tutta la documentazione, ma poi non ce l'ho fatta a portare a termine quel gesto estremo. Decisi di tenerlo. Non me ne sono pentita, però è pesante. Non avendo aiuti da nessuno (perché mio marito collaborazione zero) sto praticamente h24 da sola con loro e la mia unica salvezza è quando vanno la mattina a scuola, per respirare e riordinare casa. Quindi la maternità è tosta se affrontata da sola come me." NON SIAMO SOLO MAMME "Ma noi mamme ci rimbocchiamo le maniche per i nostri figli. La maternità cambia il modo di pensare e vedere le cose perché ora vediamo tutto attraverso gli occhi dei nostri figli; il primo pensiero va a loro come è giusto che sia, ma non dimenticate che siamo donne e che è giusto dedicarci a noi stesse quando ci è possibile. Con tutta sincerità vi dico che nei momenti in cui sono veramente esausta a volte penso - Ma chi me lo ha fatto fare? Potevo restare con uno figlio o neanche uno - Non mi sento una cattiva madre quando lo penso perché sono umana. Poi quando mi guardano con gli occhi innamorati e quel sorriso mi passa tutta la stanchezza e anche i momenti no." Grazie a Mary, che ha contribuito ad arricchire la nostra rubrica Ti piacerebbe che venisse pubblicata anche la tua storia? Scopri come fare qui → "Raccontami la tua storia: cos'è e come funziona" o chiedimi info sulla Chat del sito o uno dei miei Contatti Tutte le storie sono ascoltabili sul Podcast "Pianeta Prevenzione" , qui sul sito e su tutte le piattaforme di ascolto Cerca "Maternità: decisioni difficili" la storia di Mary" Sai che leggerò i vostri commenti sul Podcast ? Aggiungo sempre anche le mie considerazioni. Lascia il tuo qua sotto, o sotto l’episodio sulle piattaforme di ascolto del Podcast
- "Raccontami la Tua Storia" : cos'è e come funziona
Ognuno ha una storia da raccontare, lunga, corta, bella, brutta, ma l'importante è farlo in uno spazio sicuro: Raccontami la tua Storia sarà il tuo spazio sicuro. Uno spazio sicuro è quello in cui potersi esprimere liberamente e trovare conforto nel raccontare senza sentirsi giudicati. La rubrica "Raccontami la tua storia" raccoglie le vostre esperienze in forma ANONIMA. La vostra storia sarà pubblicata in forma anonima. Scegliete un nome di fantasia Lo scopo di questa raccolta è quello di mettere a disposizione le proprie esperienze e fare tesoro di quelle degli altri. Provate a immagare quanto può essere utile un vostro vissuto per chi sta vivendo la stessa situazione e non aspetta altro che una soluzione, o di sentirsi meno solo. Raccontare in modo anonimo significa anche liberarsi dal peso di esperienze di cui non riesci a parlare faccia a faccia con nessuno, per paura di un giudizio. Sentitevi liberi anche di aggiungere consigli o richiedere suggerimenti. Ma vediamo nel particolare come funziona la rubrica A CHI mi rivolgo ? Teenagers Donne adulte Coppie alla ricerca di una gravidanza (Preconcepimento) Donne in Gravidanza Neomamme e Neopapà (sì anche i Neopapà) Donne in Perimenopausa e Menopausa Argomenti Teenagers: Sfera sessuale: richiesta di consigli e informazioni, o suggerimenti da dare; infezioni sessualmente trasmissibili avute o in corso; eventuali gravidanze e aborti volontari o spontanei. Educazione affettiva: richiesta di consigli; esperienze da condividere; primi amori; episodi di violenza. Problematiche del Ciclo mestruale Disagi emotivi e sociali PCOS Donne Adulte: Sfera sessuale (contraccezione, infezioni sessualmente trasmissibili; eventuali gravidanze e aborti volontari o spontanei). Ciclo mestruale HPV (Papilloma virus) PCOS Episodi di violenza Coppie in Preconcepimento come procede la ricerca della gravidanza eventuali problematiche il vostro percorso Donne in Gravidanza: stile di vita emozioni stato di salute psico-fisica corso preparto situazione familiare e sociale rapporto di coppia aspettative per il travaglio e il parto Neomamme e Neopapà Esperienza del travaglio e del parto il post-parto ( contatto pelle a pelle e avvio dell'allattamento al seno) proseguimento dell'allattamento coinvolgimento del neopapà durante il parto e nel post-parto esperienza nel punto nascita ed eventuale rilevazione di violenza ostetrica il rientro a casa cura del neonato (cordone ombelicale, accorgimenti per prevenire la SIDS o altri problemi al bambino) il vostro stato di salute e quello del bambino proseguimento dell’allattamento organizzazione familiare maternity blues o la vera e propria depressione post parto. l'intimità di coppia e il rapporto di coppia dopo la nascita del bambino svezzamento, com’è andato, il metodo utilizzato e se ci sono state difficoltà. Donne in Perimenopausa e Menopausa come procede il ciclo, o da quanto tempo non lo avete più sintomi e problematiche eventuali rimedi provati da consigliare come la vivete emotivamente Vi ho dato solo dei suggerimenti per focalizzare meglio sugli argomenti, ma sentitevi liberi di dire tutto quello che vi passa per la testa, anche considerazioni, suggerimenti e consigli. Inoltre, non per forza deve trattarsi di una storia legata al presente, se vi sentite di condividere situazioni vissute anche molto tempo fa, fatelo. Dove mi inviate i vostri contenuti? Whatsapp : 3517472527 Email: serenatolomei@yahoo.it Sono i canali migliori, ma se preferite non fornire i vostri contatti personali, potete utilizzare le chat private dei social: Instagram Facebook Tik Tok Dove mi trovate sempre come @ostetricasere. (Sulle bio di Instagram e Fb trovate il mio Linktree con i link diretti per ogni pagina) Vorrei che fosse chiaro fin da subito, che io, in quanto Ostetrica, sono vincolata dal segreto professionale, oltre che dalla mia etica personale. Privacy Policy In che forma inviate i vostri contenuti? Messaggio vocale pronto per essere pubblicato con la vostra voce In questo caso, se preferite, posso modificare la voce prima di pubblicarlo sul Podcast. Messaggio vocale improvvisato che trascriverò modificando dove occorre e con la vostra approvazione, e registrerò con la mia voce, raccontando in prima persona. Messaggio scritto già pronto che riporterò nei vari formati senza nessuna modifica. Messaggio scritto come bozza da sistemare, che adatterò per ogni formato, sempre con la vostra approvazione. Quindi in caso di modifiche sui contenuti, sarà mia premura inviare la bozza per avere la vostra approvazione prima di procedere alla pubblicazione. L'ANONIMATO come funziona? Come vi dicevo, la particolarità di questa rubrica è l'anonimato. Io sono vincolata dal segreto professionale, oltre che dalla mia etica, per cui non divulgherò mai la vostra identità. Ma vorrei che fosse chiaro fin da subito, che se userete i canali principali, Whatsapp e E-mail, io avrò un vostro contatto, che sia il numero di telefono o la mail (Privacy Policy). (Leggi il paragrafo "Dove mi inviate i vostri contenuti"). Stessa cosa per le chat private dei canali social, conoscerò il vostro profilo, a meno che non ne usiate uno "improvvisato". Penso che la maggior parte di voi preferiranno non rivelare la propria identità nelle storie, ma se non avete difficoltà a far sapere chi siete, potete serenamente usare il vostro vero nome. In caso contrario, non dovete fare altro che pensare ad un NOME DI FANTASIA e comunicarmelo quando mi invierete la storia. Premetto che prima di pubblicare il vostro contenuto vi avviserò con un messaggio sul canale di comunicazione che avete scelto, ma avrete comunque bisogno di riconoscere il vostro racconto. Vi do qualche suggerimento per la scelta del nome inventato: Nomignolo : un nome che vi è sempre piaciuto; un' abbreviazione del vostro; il nome di un personaggio; ecc. Iniziale del nome + anno di nascita, e/o il luogo di provenienza Dove verranno pubblicate le vostre storie? Prima di pubblicare la storia sarete avvisati. e vi invierò una bozza del contenuto, se avrete acconsentito alle eventuali modifiche. Le storie saranno pubblicate in 3 formati diversi: Post sui Social: un carosello con la sintesi del vostro racconto che rimanderà alla storia completa sul Blog e sul Podcast (Controlla i post delle storie già pubblicate su Instagram) Articolo del Blog : lo stesso giorno sarà pubblicata la storia completa, scritta sul Questa è la copertina da personalizzare con il tuo nome inventato e il titolo della tua storiaBlog di questo sito, nella categoria "Raccontami la tua Storia" Episodio del Podcast: dopo 3 giorni registrerò la storia con la mia voce, o inserirò direttamente il vostro messaggio vocale, in base alla forma in cui mi avrete inviato il contenuto ( vai al paragrafo "In che forma inviate i vostri contenuti") e diventerà un Episodio del Podcast "Pianeta Prevenzione". Nell'immagine puoi vedere come si presenterà la copertina personalizzata per la tua storia sui social. Se avete bisogno di altre informazioni, contattatemi come preferite ("Contatti"). Potete inviare messaggi rapidi anche qui sul sito, sulla chat, che trovate in basso a destra. Vi ringrazio in anticipo per la vostra partecipazione. Ogni storia è un fiore che sboccia nel nostro giardino e un petalo di consapevolezza per chi la ascolta" P.S. Partecipo anch'io alla rubrica. Ogni tanto vi regalo un pezzo della mia vita che spero possa essere d'aiuto a qualcuno🌸🩷
- Metodi Contraccettivi: elenco completo
Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... Il contraccettivo ideale non esiste, ma per scegliere con consapevolezza, dovrai prima scoprire quanti e quali metodi esistono e quali possono o non possono fare al caso tuo (vostro). Qui trovi l'elenco completo dei metodi contraccettivi con le principali info, e poi potrai approfondire quelli che vorrai nell'articolo dedicato. E’ un argomento in cui si va sempre un po’ a tentoni ,si sanno le cose per sentito dire. E nel dubbio, che si fa? Si fa senza! Eh no! E’ per questo che sto puntando i riflettori sui metodi contraccettivi. Per non sbagliare ed essere il più aggiornata possibile ho cercato le informazioni sul sito del Ministero della Salute del quale vi lascio il link di riferimento. Riadatterò molto poco il testo, perché è già molto chiaro e sintetico. Inserirò solo ulteriori spiegazioni e commenti personali quando e se sarà necessario. Intanto partiamo con una infarinatura generale suddividendo in 3 macrogruppi l’insieme di tutti i contraccettivi. La classificazione riguarda i momenti in cui vengono utilizzati i vari metodi contraccettivi. Cioè Prima del rapporto sessuale, durante e dopo: Prima del rapporto sessuale Con prima del rapporto intendo che il metodo deve essere già in uso , quindi non si intende appena prima del rapporto (dopo che avrai ascoltato elenco capirai cosa voglio dire) : contraccettivi ormonali (pillola estroprogestinica, pillola con solo progestinico, anello contraccettivo estroprogestinico, cerotto transdermico estroprogestinico, impianto sottocutaneo a rilascio di progestinico) e dispositivi intrauterini IUD (Intra Uterine Device) comunemente conosciuti col nome di spirale. Durante il rapporto sessuale Preservativo o condom Diaframma Spermicidi (in capsule, ovuli, gelatine, creme); Metodi naturali (Ogino-Knaus, temperatura basale, Billings, coitus interruptus) che con l’individuazione del periodo fertile nel ciclo mestruale indicano il periodo di astinenza dai rapporti sessuali. Dopo il rapporto sessuale contraccezione di emergenza, che rappresenta una misura occasionale “di emergenza” ,appunto, e non sostituisce un regolare metodo contraccettivo: I metodi chirurgici (sterilizzazione tubarica per la donna e vasectomia per l’uomo) non possono essere considerati metodi contraccettivi perché, ad oggi, la loro reversibilità non è garantita. Breve descrizione di ogni contraccettivo, Trovi quella completa nei vari articoli (e relativi episodi del Podcast), dedicati ad ognuno dei metodi di cui ti ho parlato qui. Contraccettivi ormonali agiscono impedendo l’ovulazione (l’unione dello spermatozoo con l’ovulo). Offrono, inoltre, effetti benefici extracontraccettivi, tra cui la riduzione del rischio dei tumori dell’ovaio e dell’endometrio. Contengono estrogeni e/o progestinici. Pillola combinata Minipillola Dispositivi intrauterini impediscono che gli spermatozoi possano risalire lungo il canale cervicale dell’utero e che possano raggiungere l’ovocita. Sono disponibili due tipologie di IUD: lo IUD ormonale (contenente levonorgestrel, un progestinico) e lo IUD al rame (IUD- Cu). N.B. I contraccettivi ormonali e i dispositivi intrauterini non proteggono dalle infezioni sessualmente trasmesse. Metodi barriera L’efficacia dei metodi di barriera è legata essenzialmente alla corretta modalità del loro utilizzo. Condom (detto anche preservativo o profilattico): protegge dalle infezioni sessualmente trasmesse e in modo moderatamente efficace dalle gravidanze indesiderate Diaframma (detto anche preservativo femminile): non assicura la medesima garanzia di protezione dalle gravidanze né dalle infezioni a trasmissione sessuale. Spermicidi (capsule, ovuli, creme spermicide) Non garantiscono, se usati da soli, un’alta protezione da gravidanze indesiderate né da infezioni sessuali; la loro efficacia nella protezione da gravidanze indesiderate aumenta se vengono utilizzati insieme ad altri metodi contraccettivi. Metodi naturali Metodo Ogino-Knaus si basa sul calcolo teorico dei giorni potenzialmente fecondi per la donna. La sua efficacia dipende soprattutto dalla regolarità del ciclo mestruale e dalla correttezza del calcolo dei giorni fecondi. Metodo Billings si basa sull'osservazione e valutazione dell'aspetto del muco cervicale. Anche in questo caso non si tratta di un metodo infallibile perché numerosissimi fattori (infezioni vaginali, alterazioni mestruali, uso di lavande vaginali, stress etc.) possono interferire con la valutazione del muco. Coitus interruptus consiste nell'immediata e tempestiva interruzione del rapporto sessuale qualche istante prima dell'eiaculazione. Il metodo ha un alto tasso di insuccessi. Contraccezione d'emergenza La cosiddetta "pillola del giorno dopo" può essere di tipo farmacologico o non farmacologico, e può essere utilizzata dopo un rapporto sessuale a rischio. Deve essere usata tempestivamente. Il tipo farmacologico consiste in una compressa, a contenuto ormonale da assumere , entro 3 o 5 giorni a seconda del principio attivo che contiene. Il tipo non farmacologico si basa sull’uso dello IUD al rame,che assume la connotazione di "contraccettivo di emergenza" quando viene applicato in utero, il più presto possibile, dopo un rapporto sessuale non protetto. Entro 48 ore dal rapporto può evitare l’insorgenza del 99% delle gravidanze Per avere indicazioni corrette sul metodo da adottare è necessario rivolgersi al proprio medico di fiducia/ginecologo o recarsi presso un consultorio familiare. Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza" Fonti https://www.salute.gov.it/portale/donna/dettaglioContenutiDonna.jsp?lingua=italiano&id=4475&area=Salute%20donna&menu=societa
- La PREVENZIONE inizia con la CONSAPEVOLEZZA
La Prevenzione inizia con la consapevolezza , ma cosa significa davvero avere la "consapevolezza"? Per come la vedo io è semplice : se conosci puoi sapere cosa è meglio per te, e per chi ti è vicino, e comportarti di conseguenza. Nella vita non si finisce mai di imparare e non potremo mai conoscere tutto, ma possiamo concentrarci sulla cosa più preziosa: la salute . Niente può essere più importante della salute psico-fisica, non credi? L''universo femminile ha ancora molti segreti , ma gran parte di quelli che lo erano un tempo, oggi sono stati svelati, e abbiamo gli strumenti per poter conoscere, prevenire ed evitare il problema. La cura è un altro strumento, ma il nostro obiettivo dev'essere sempre quello della prevenzione, e se non riusciamo a prevenire, almeno cerchiamo di ottenere una diagnosi precoce. In questa mappa ho riassunto i passaggi che portano ad un percorso di prevenzione. Man mano svilupperò ogni punto, in modo da fornirti il materiale per la tua consapevolezza. Se hai qualunque domanda, commenta sotto l'articolo, o contattam i in privato. Per qualunque domanda o consulenza contattami su Whatsapp , o vai alla pagina CONTATTI e scegli il metodo che preferisci Ascolta anche i Podcast
- IL MENARCA
Tecnicamente il menarca è la comparsa della prima mestruazione, che segna l'inizio dell'attività ovarica e proseguirà ciclicamente una volta al mese fino alla menopausa. ( Infatti Il termine "menarca" deriva dal greco ed è composto dai vocaboli mén, ménos "mese" ed arché "inizio" ; ad indicare il carattere ciclico che assumerà il flusso mestruale dopo il suo inizio ) . In pratica, però, per mamma e papà è l'improvvisa presa di coscienza che la loro bambina sta per passare dalla fanciullezza alla fase più delicata della sua vita : l'adolescenza ! Mentre per la nostra novella adolescente potrebbe essere l'inizio della conquista del mondo ,oppure un evento traumatico. Tu mamma puoi fare la differenza nel suo stato d'animo quando vedrà comparire quella macchia rossa sugli slip. E' vero che nella nostra epoca i bambini e gli adolescenti ricevono molte informazioni da internet e danno l'impressione di saperne molto più dei genitori , ma non sempre le fonti di informazione sono affidabili, quindi ,care mamme e cari papà, in questa epoca si rende ancora più necessario un impegno da parte nostra a intraprendere un dialogo costante e privo di tabù con i nostri figli, perchè assimilino le informazioni corrette e possano sciogliere i propri dubbi nel modo giusto. Non preoccuparti mamma, avrai tutto il tempo di preparare la tua bambina all'arrivo del menarca, poichè è visibilmente preceduto da altre due fasi: il Telarca, che consiste nella comparsa della ghiandola mammaria ; di solito si manifesta come una piccola massa al di sotto del capezzolo che viene chiamata bottone mammario . Questi bottoni possono essere anche doloranti e sensibili al tatto. Inizialmente di solito la comparsa è monolaterale , ma in poco tempo diventa bilaterale. Se noti una piccola differenza di dimensione, sappi che è perfettamente normale. Il pubarca , può seguire il telarca a distanza di qualche mese o qualche anno e si manifesta con la comparsa della prima peluria sul pube e sulle ascelle. Insieme a tutto questo arriveranno anche le prime perdite vaginali di colore biancastro che annunciano la produzione di estrogeni che porteranno pian piano alla maturazione del primo ovocita, innescando ,così, la ciclicità ormonale mensile. (leggi o ascolta anche " Le fasi del ciclo mestruale") Da questo momento per la tua bambina inizierà uno scatto di crescita e passerà da 5-6 cm all'anno a 10-11 cm all'anno. Tra il pubarca e il menarca , possono passare da 1 a 2 anni circa Quindi , come ti dicevo, avrai tutto il tempo di preparare la tua bambina al grande giorno. L'argomento potrebbe venire fuori per caso; ad esempio se tua figlia si trova con te in bagno e ti stai cambiando l'assorbente; oppure se avrà bisogno di spiegazioni perché ha sentito qualcuno toccare l'argomento. Sappi che, per quanto tu ci giri intorno, lei non si accontenterà di una risposta vaga; per cui la cosa migliore è darle informazioni senza giri di parole; in questo modo non avrà inutili tabù in testa sull'argomento e non dovrà chiedere a nessun'altro. Ovviamente la spiegazione sarà più o meno dettagliata in base all'età di tua figlia. Se è molto piccola basterà dirle che non è una ferita, ma una cosa normale che succede a tutte le donne ogni tanto per qualche giorno e che fra qualche anno succederà anche a lei e vorrà dire che è diventata grande. Se ha 10 anni puoi specificare dicendo che succede una volta al mese per qualche giorno, perchè la donna ogni mese produce del sangue in più che servirebbe al bambino se fosse incinta ,ma , se non lo è , questo sangue viene eliminato perché non serve a nessuno. Potrai anche iniziare a istruire la tua bambina dicendole che quando vedrà le mutandine macchiate di sangue non si dovrà spaventare ma fartelo sapere subito. Se il pubarca è avviato da qualche mese, ti consiglio di iniziare a mettere almeno un assorbente nello zaino scolastico di tua figlia e insegnale come deve fare se vede le prime gocce di sangue e si trova a scuola. E poi eccola! Arriva la prima mestruazione! A questo punto avrai già fatto le tue raccomandazioni alla tua piccola donna e appena succederà sarai più emozionata di lei! Un bel bacio e il benvenuta nel mondo delle donne sarà sufficiente a farla sentire tranquilla e a suo agio. Dopo potrai darle indicazioni sull'utilizzo dei dispositivi mestruali di ultima generazione. Gli assorbenti esterni usa e getta ora si trovano in cotone biologico biodegrabili , molto più traspiranti e anallergici. Io personalmente ti consiglio anche di farle provare gli assorbenti lavabili e riutilizzabili, creati con fibra di bamboo e materiale anallergico molto piacevole a contatto con la pelle; assorbono molto , quindi necessitano di pochi cambi e hanno anche un aspetto molto carino. In alternativa esistono anche gli slip mestruali lavabili, che sono delle vere e proprie mutandine con la parte centrale assorbente. Sia gli assorbenti riutilizzabili che gli slip mestruali sono acquistabili anche su internet. Per domande o consulti privati , contattami come vuoi. Puoi ascoltare l' episodio dedicato a questo argomento sulla pagina del Podcast
- ADOLESCENZA: alla SCOPERTA del SESSO
Allora teen .. mi pare che siamo qui per parlare di un argomentone di cui sicuramente non sai un bel niente...Cosa? Non ho capito...Aaah sai già tutto? Tutto...ora..detto fra noi ,tutto mi sembra un parolone. Allora ti confesso una cosa: nemmeno io so tutto ! E poi, ascolta, mica sono qui a rovinarti la sorpresa, parliamoci chiaro, semmai vorrei evitarti brutte sorprese. Il mitico "Cioè" Ai miei tempi (voce anziana) ,scusa mi sono sentita un attimo anziana..l’unica fonte del sapere era il mitico “Cioè”, lo conosci? Cè ancora eh, non mi perdevo un numero. E’ una rivista per le teen-agers che ha sempre un gadget e ha con una serie di rubriche sui cantanti del momento e altre cose, fra cui domande e risposte su temi delicati come il sesso… Ma nonostante questa , avevo ancora le idee un po’ confuse. Va bene torniamo nel 2024. Mi rendo conto che non è facile parlare di questo argomento con i tuoi genitori: neanch’io con i miei avevo questo tipo di dialogo,ma sai com’è sono dei boomers...io no cara io no, io faccio parte della generazione X modestamente. Ah a proposito, c’è un post sulla mia pagina instagram “ostetrica sere” proprio sulla classificazione delle generazioni, perché mi pare ci sia un po’ di confusione al riguardo. Comunque volevo dire che trovo un po’ antiquato il fatto che ancora oggi non si riesca ad affrontare l’argomento sesso fra genitori e figli adolescenti. Capisco l’imbarazzo, ma nemmeno lasciare che le uniche fonti per tuo figlio siano internet o qualche amica che fa la saputella a caso. Va be’, visto che tanto è così, io e la mia coscienza abbiamo deciso di intervenire. Vedi? E’ facile io scrivo , tu leggi e puoi fare tutte le smorfie che ti pare e prendermi in giro quanto vuoi, tanto non ti vedo! No aspetta, non è divertente...per te sì, lo so. Ora, l’età di una teen-ager va dai 12 ai 19 anni, quindi io non so tu quanti anni hai, ma io mi manterrò su un linguaggio semplice per chi non ne sa niente o quasi. Quindi vuoi sapere cos’è il sesso Vediamo un po’ da dove posso iniziare….mmm...ah sì: dalle basi La femmina ha la vulva e la vagina il maschio ha il pene ...ok lo sapevi già. Ti insegno una cosa che forse non sai: la vulva è la parte esterna dell’organo genitale femminile ,che è formata dalle grandi labbra , le piccole labbra e il clitoride, mentre la sua parte interna , che è un canale , si chiama vagina o canale vaginale appunto. Guarda un po’ che buffo , il pene e la vagina sembrerebbero fatti apposta per entrare l’uno nell’altra...Cosa? Ah è così? Mmmh, sei più preparata di quanto credessi... Allora togliamoci subito il pensiero e diciamo che il rapporto sessuale completo consiste in pratica nell’unione dell’organo genitale maschile con quello femminile e per la precisione il pene entra nel canale vaginale. La funzione principale di questo atto dovrebbe essere la riproduzione. Infatti noi femmine , dopo l’arrivo del menarca , che è la primissima mestruazione ,siamo in grado di procreare, cioè di rimanere incinte. I maschi non hanno le mestruazioni, e dirai , buon per loro, quindi come si capisce quando sono in grado di procreare? Cioè di mettere incinta una donna ? Bella domanda: da quando iniziano a produrre lo sperma nei testicoli (che si trovano al di sotto del pene); ma per capire se hanno iniziato a produrlo hanno bisogno di farlo fuoriuscire stimolando in un certo modo il loro pene , o da soli, in questo caso si parla di masturbazione, o con l’atto sessuale. Quindi si capisce che hanno raggiunto lo sviluppo, che poi si chiama pubertà sia per il maschio che per la femmina, quando si accorgono di produrre sperma. Dicevamo prima che la funzione principale del sesso è quella della riproduzione. E in effetti per la maggior parte, per non dire tutte specie del regno animale, è così….per noi esseri umani ,invece, non è esattamente così. La natura , da sempre fa in modo che la stimolazione degli organi sessuali sia una cosa piacevole e dia delle sensazioni speciali, che sia i maschi che le femmine hanno l’istinto di provare. Ci tengo a dirti che queste sensazioni e questi istinti sono del tutto normali e non devi sentirti strana o addirittura in colpa per desiderare di provare questo tipo di benessere. Come avrai visto, ora sui social non esistono più tabù e si parla continuamente della ricerca del piacere anche da soli. Non c’è niente di male e non devi per forza confidarlo a qualcuno. Ma qui vorrei focalizzare sul sesso di coppia. Ti piace un ragazzo? Qual’é il tuo primo pensiero nei suoi confronti? Intanto ti piace sicuramente guardarlo e diventi rossa se solo ti rivolge parola. Cosa vorresti fare se tu avessi l’occasione? Credo che la tua risposta sia: baciarlo . Per le ragazze di solito, il sesso non è il primo pensiero. Per i ragazzi è diverso, è proprio un istinto naturale e sono più propensi a provare il sesso vero e proprio quasi da subito. Non è detto che tu sia pronta per il rapporto sessuale completo e non devi farti influenzare se il ragazzo che ti piace o con cui fai coppia, ti chiede di farlo e magari a modo suo. Esistono altri modi per iniziare a fare sesso. C’è il sesso senza penetrazione. Si chiama Petting , non so se ne hai sentito parlare. Per molti adolescenti, è uno modo per avvicinarsi alla sessualità e conoscere pian piano l’altra persona . è un insieme di effusioni come coccole , carezze , e baci appassionati . D’altra parte Petting deriva dal verbo inglese " to pet ", che significa letteralmente « coccolare » e indica il gesto con cui si accarezza il pelo di un cane o un gatto (i "pets", animali domestici). Se tu e il tuo ragazzo vi sentite di andare oltre ,ma sempre evitando la penetrazione , potete iniziare toccando le parti intime dell’altro, magari dai vestiti, oppure iniziate un contatto pelle a pelle solo della parte superiore del corpo e pian piano scoprirete anche la parte inferiore e inizierete a toccarvi senza vestiti. Lo so che quando arriverete a questo sarà difficile non andare oltre , soprattutto per lui, ma se ritieni che non sia il momento giusto per te o non vuoi avere un rapporto sessuale completo specialmente se sei troppo giovane o semplicemente non vuoi che la tua prima volta sia con lui, non devi fare altro che dire “ NO ”. FRENAAA ! Un altro freno alla penetrazione è ,o dovrebbe essere , la mancanza di metodi contraccettivi barriera come il preservativo maschile, che proteggono da una gravidanza indesiderata e dalle malattie sessualmente trasmissibili ( MST ). Per favore ascolta anche gli episodi sui metodi contraccettivi. C’è proprio quello sul preservativo maschile e sulla pillola e poi quello sul coito interrotto (scoprirai perché questo è il metodo peggiore da utilizzare ). E se invece pensi sia il momento giusto? Cosa dovresti sapere se è la tua prima volta per il rapporto sessuale completo?? Che sensazioni potresti provare? Paura e insicurezza ad esempio. Paura di tante cose : del dolore che potresti sentire; di ripensarci ma non avere il coraggio di dirglielo; di pentirti di aver perso la verginità troppo presto o con la persona sbagliata. Dipenderà da tante cose, da quanto vi conoscete , da quanta confidenza hai con lui e da quanto ti senti a tuo agio con lui. Perdere la verginità in termini fisici significa che durante la penetrazione si romperà il tuo imene Cos'è l'imene? E' la membrana che chiude in parte l’entrata del canale vaginale , a meno che tu non abbia un imene talmente elastico da non rompersi. La rottura dell’imene potrà provocarti un pochino di dolore e potrai vedere qualche goccia di sangue , ma è tutto normale . La raccomandazione che devi fare al tuo ragazzo è quella di farti lubrificare la vagina prima di iniziare la penetrazione. Potrà stimolare la produzione delle tue secrezioni vaginali inserendo una o due dita in vagina e muovendole in modo che tu provi piacere. Tu invece potrai stimolare il suo pene per fargli raggiungere l’ erezione , cioè l’irrigidimento e l’aumento delle dimensioni. Tranquilla perché sicuramente ti guiderà lui nei movimenti della tua mano che gli procurano piacere. Una volta raggiunta l’erezione e la tua lubrificazione è il momento per lui di indossare il preservativo , se avete deciso di usarlo, e io mi auguro proprio di sì per il bene di tutti e due. Seguite bene le istruzioni mi raccomando. Dopo questa fase sarete pronti per sperimentare una nuova esperienza ( in sicurezza spero), che soprattutto per te sarà indimenticabile per tanti motivi. Posizione migliore per la prima volta Come posizione da utilizzare la prima volta , io ti consiglio quella in cui tu sei sdraiata a pancia in su e lui è sopra di te, sarà più facile per entrambi gestire la cosa. L’importante è non avere fretta e rispettare i tempi dell’altro. Tu potresti avere il problema del dolore e lui quello dell’erezione non stabile perché è sotto stress e magari ha paura anche lui di farti male. La prima volta ci vuole un po’ di pazienza e non è detto che ne venga fuori una bella performance, e potresti non raggiungere l’ orgasmo , che è l’apice del piacere, dove si prova un senso di benessere estremo, che dura, però, solo pochi secondi, ma dopo il quale subentra la sensazione di relax e di appagamento. Se la prima penetrazione fosse troppo fastidiosa o dolorosa? Se per te lo sarà, è probabile che tu non sia del tutto rilassata e i muscoli della vagina siano contratti. Altrimenti il tuo imene potrebbe essere più spesso del dovuto e non riesce a rompersi bene. Quindi se per un motivo o per un altro non riuscite a completare il rapporto e neanche lui ha raggiunto l’orgasmo, se desiderate comunque continuare in altri modi, potete sempre tornare al petting e stimolare i genitali manualmente o con l’uso della bocca finché non raggiungete l’orgasmo entrambi. Tu in questo caso potresti preferire solamente la stimolazione esterna del clitoride, visto che l’entrata della vagina sarà un po’ dolorante. Il rischio di rimanere incinta è reale e dietro le porte Non è per metterti paura, ma purtroppo si sottovaluta questa possibilità perché si pensa che “tanto al limite interrompo la gravidanza con l’aborto volontario”. Allora intanto se questo è un tuo pensiero ti consiglio di ascoltare gli episodi sull’ IVG ( "Interruzione Volontaria di Gravidanza: IVG" parte1" ), per avere un’idea di come funziona. E ho sentito dire spesso dalle ragazzine: "quando fai l’aborto non è ancora un bambino , solo cellule. " SBAGLIATO! Già dopo 3 settimane dalla fecondazione dell’ovulo dallo spermatozoo, si iniziano a formare i primi organi dell’embrione , fra cui il cervello e il cuore. Quindi ora quando senti dire la la storia delle cellule, per favore di’ a quella persona che sta dicendo una cavolata. Come si fa per non rimanere incinta? Semplice , si usano i contraccettivi . Non sai cosa sono? Per avere più dettagli leggi gli articoli qui sul blog, che trovi sia nella categoria “ Adolescenza ” che in “ Sessualità ”, oppure metti le cuffie e ascolta gli episodi sul Podcast “Ostetrica Sere” in particolare quello sul preservativo maschile e la pillola e poi quello sul coito interrotto, che come vedrai è il metodo più sbagliato da utilizzare. Puoi ascoltare l'episodio dedicato a questo argomento sulla pagina del Podcast

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