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Toxoplasmosi(parte1): Rischi per il feto

  • Immagine del redattore: Ostetrica Sere
    Ostetrica Sere
  • 1 giu
  • Tempo di lettura: 6 min

Aggiornamento: 11 giu

Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te...


Coppia sogna cicogna con bebè

È importante conoscere bene la toxoplasmosi e i rischi per il feto e cosa succede quando il toxo-test della mamma risulta positivo


La Toxoplasmosi fa parte delle infezioni teratogene da evitare assolutamente durante la gravidanza, a causa del rischio di trasmissione all'embrione o al feto attraverso la placenta, e delle gravi conseguenze che questo potrebbe comportare.


Ho inserito anche qui la pratica  tabellina sintetica (fatta con le mie manine), che trovi nell'articolo "Toxo-test: cos'è e come si interpreta", per divertirti a interpretare il Toxo-test, prima di farlo esaminare al tuo medico.




A differenza delle infezioni di cui abbiamo parlato nell'articolo "Vaccini in fase preconcezionale", per la Toxoplasmosi non esiste ancora un vaccino.

Appena conoscerai meglio al toxoplasmosi e i rischi per il feto, ti renderai conto da sola di quanto sia importante stare alla larga da questa malattia, se sei alla ricerca di una gravidanza, o se la gravidanza è già iniziata.


La toxoplasmosi non è un'infezione virale o batterica, ma è provocata da un parassita che si trasmette dagli animali all'uomo, direttamente, o indirettamente, e per questo è classificata come zoonosi.

È lecito chiedersi: "Ma se la Toxoplasmosi è una zoonosi, cioè un' infezione che si trasmette dagli animali all'uomo, perché un bambino nel ventre materno dovrebbe essere a rischio, visto che non si trasmette fra esseri umani?"

Ecco, per sfortuna, l'unica via di trasmissione fra esseri umani è quella transplacentare, (cioè da madre a feto attraverso la placenta).

In casi molto rari può essere trasmessa anche durante una trasfusione di sangue o un trapianto di organi, da donatori infetti, ma solo in determinate circostanze.


Abstract microscopic view of translucent pink-and-blue cells floating over a wavy teal and magenta background.
Toxoplasma Gondii, il parassita che provoca la Toxoplasmosi

Il microorganismo responsabile della zoonosi è il parassita Toxoplasma Gondii.

Puoi conoscerlo meglio nei due articoli già disponibili, dedicati agli asccorgimrenti (Parte 2 e Parte 3), e nell'articolo ancora più specifico, attualmente in "cantiere"



Cosa sono le infezioni teratogene?


Le infezioni considerate teratogene sono quelle causate da agenti patogeni (virus, batteri o parassiti) in grado di attraversare la placenta durante la gravidanza e causare danni irreparabili all'embrione con conseguente aborto spontaneo, o malformazioni congenite, ritardi di crescita e danni neurologici permanenti nel feto.

La toxoplasmosi fa parte di queste, ed è per questo che non va sottovalutata



Toxo-test positivo in gravidanza, che succede?


Se la gravidanza è già iniziata e uno dei toxo-test di routine risulta improvvisamente positivo, cosa significa?

Un risultato positivo al test, indica, inizialmente, solo che la toxoplasmosi è presente nel tuo organismo e che hai già cominciato a produrre gli anticorpi contro la malattia.


In termini medici si parla di sieroconversione, cioè il passaggio da siero negatività (assenza di anticorpi specifici) a siero-positività (presenza degli anticorpi specifici)


Il toxo-test rileva, infatti, la presenza di anticorpi contro il parassita, ma questo

non significa che sia avvenuto in automatico anche il passaggio transplacentare e che il toxoplasma abbia già infettato il tuo bambino.

Quello che succede ora è l'attivazione di un protocollo specifico che servirà proprio a capire se l'infezione è diventata "congenita", cioè se ha attraversato la placenta.


Come avviene la diagnosi di toxoplasmosi congenita?


La diagnosi si divide in due passaggi :


1. La certezza dell'infezione materna (Toxo-test + Test di Avidità)


Dopo il primo campanello d'allarme, cioè il toxo-test positivo (presenza delle IgM),

è necessario approfondire eseguendo un ulteriore test: Il Test di Avidità delle IgG.

Questo test servirà a datare l'infezione in base al quantitativo di IgG presenti nel sangue:

  • Avidità alta =, infezione vecchia, di solito precedente alla gravidanza, quindi il feto è al sicuro e non servono altri accertamenti

  • Avidità bassa = infezione recente , avvenuta durante la gestazione, servono ulteriori controlli e si passa al secondo passaggio.


2. La diagnosi sul feto (Amniocentesi ed Ecografia)

Il secondo passaggio che segue il test di avidità risultato positivoSe l'infezione materna è confermata come positiva, il ginecologo deve verificare lo stato del feto attraverso due strumenti complementari:


  • L'Amniocentesi (La diagnosi di certezza): È l'esame fondamentale.

    Si preleva un piccolo campione di liquido amniotico (generalmente a partire dalla 18ª settimana di gravidanza e almeno 4-6 settimane dopo la presunta infezione della madre). Su questo liquido si esegue la PCR (Polymerase Chain Reaction), una tecnica molecolare che va a cercare direttamente il DNA del Toxoplasma gondii.

    Se il DNA del parassita è presente nel liquido, la diagnosi di toxoplasmosi congenita è confermata.

  • L'Ecografia fetale di secondo livello (Il monitoraggio dei danni): Viene eseguita periodicamente a intervalli ravvicinati per monitorare lo sviluppo del feto. L'ecografista cerca eventuali segni visibili causati dal parassita, come la dilatazione dei ventricoli cerebrali (idrocefalo), calcificazioni nel cervello o nel fegato, e anomalie della crescita.


    Principali effetti teratogeni e clinici sul neonato

    • Idrocefalo o microcefalia

    • Calcificazioni endocraniche

    • Corioretinite (grave infiammazione oculare che può portare a cecità)

    • Deficit cognitivi e ritardo psicomotorio

    • Convulsioni



Esiste una terapia dopo la diagnosi?


Sì, se l'amniocentesi conferma che il parassita ha infettato il feto, la mamma non viene lasciata sola: si inizia immediatamente una terapia antibiotica mirata, combinata  (solitamente con pirimetamina e sulfadiazina, associate ad acido folinico) guidata da centri ostetrici specializzati in gravidanze a rischio.

Questa terapia serve a bloccare la replicazione del parassita e a ridurre drasticamente la gravità dei danni d'organo prima della nascita. 

Sembra che con questo trattamento, almeno il 90% dei bambini che contraggono l'infezione in utero nasca senza sintomi evidenti, anche se viene comunque monitorato nei mesi successivi.


Ricorda: la tempestività è tutto. I controlli mensili servono proprio a questo: intercettare l'infezione quando è ancora "silenziosa" per proteggere il bambino prima ancora che nasca.



Quante possibilità di trasmissione al feto?


La natura ci viene quasi sempre incontro, e anche nel caso della toxoplasmosi in gravidanza, fa sì che il rischio di trasmissione transplacentare sia più basso, quando causerebbe più danni, cioè nel primo trimestre di gestazione.

La toxoplasmosi non rientra fra gli agenti teratogeni che seguono la regola del "tutto o niente", poiché i tempi di incubazione e permanenza nell'organismo non sono gestibili.

Primo trimestre

Il primo trimestre è la fase più delicata della gravidanza, quella in cui avviene la differenziazione delle cellule e la formazione dei primi organi dell'embrione.

Un' interferenza di qualunque tipo in questo periodo, potrebbe compromettere l'esito della gravidanza.

Come se la placenta lo sapesse (e in qualche modo a quanto pare lo sa), durante le prime settimane di gravidanza, fornisce una buona protezione contro il passaggio del Toxoplasma gondii, con una probabilità di appena il 5-15% che questo riesca a superare la barriera placentare e a raggiungere l'embrione.


Se l'aborto non avviene significa sempre che l'embrione non ha subito conseguenze?


No, non abbiamo alcuna certezza sugli eventuali danni subiti dall'embrione, anche se non si verifica l'aborto spontaneo. potrebbero subentrare danni molto gravi all'embrione, come idrocefalia o lesioni cerebrali, che comprometterebbero comunque l'esito della gravidanza nelle settimane successive, o pur arrivando al termine, il neonato potrebbe riportare un ritardo mentale o epilessia, oltre alla riduzione delle capacità visive, fino alla cecità.


Secondo e terzo trimestre

Man mano che la gravidanza procede, invece, le probabilità di trasmissione materna al feto aumentano, perché la placenta diventa meno protettiva e il toxoplasma riesce più facilmente a passare la barriera placentare, fino all’ 80% di probabilità.

Nel frattempo, però il feto cresce e diventa più resistente agli effetti dell'infezione, quindi di norma non subisce gli effetti devastanti che si hanno nel primo trimestre, ma in ogni caso difficilmente resterà del tutto incolume, purtroppo.

Infatti questi bambini la cui mamma abbia contratto la toxoplasmosi dopo le 16-24 settimane di gestazione appaiono spesso normali alla nascita, ma di solito attraverso indagini strumentali più approfondite anche dopo mesi, o anni, vengono evidenziate alcune anomalie.



Ecco la tabella riassuntiva per confrontare e interpretare facilmente i risultati del toxo-test. Puoi ingrandirla e scaricarla. Ti piace?


Tabella rosa sul toxo-test con le combinazioni dei valori positivi e negativi delle IgM e IgG e  il loro significato
Tabella risultati del Toxo-test in base alla presenza(+) o all'assenza(-) delle IgM e delle IgG (Creata con Canva da Ostetrica Sere)



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