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IVG con il metodo farmacologico (Interruzione Volontaria di Gravidanza)

  • Immagine del redattore: Ostetrica Sere
    Ostetrica Sere
  • 20 mag
  • Tempo di lettura: 12 min

Aggiornamento: 1 giorno fa

Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te...


Distressed woman covers her face as hands point at her; text reads my Body my Rules, with pills, a syringe, and gavel on gray.

Il limite tassativo per eseguire l'IVG con il metodo farmacologico è di 63 giorni (9 settimane) dall'ultimo ciclo. Se preferisci l'IVG farmacologica, dovrai muoverti rapidamente. In questo articolo trovi tutte le informazioni, i come e i perché del metodo farmacologico.



Per eseguire l'interruzione volontaria di gravidanza, puoi scegliere tra 2 metodi: farmacologico e chirurgico.

Negli ultimi anni il metodo più richiesto è quello farmacologico, ma il metodo chirurgico è ancora molto utilizzato.

Se vuoi avere ben chiare tutte le tappe del percorso di richiesta di IVG leggi anche "Gravidanza inattesa e aborto volontario (IVG): cosa fare?" , così saprai da dove iniziare e cosa fare, che tu sia maggiorenne o minorenne.


Attenzione al limite dei giorni!


Per l'IVG con metodo farmacologico, il limite dei giorni di gestazione diminuisce:

non è 90 come per il metodo chirurgico, ma 63 (9 settimane).

Se hai un ciclo regolare:

calcola i giorni partendo dal primo giorno dell'ultima mestruazione.

Se il tuo ciclo non è regolare:

attraverso l'ecografia, il ginecologo controllerà l'effettiva datazione della gravidanza e saprai se rientri nei 63 giorni previsti per il metodo farmacologico.


Quando puoi scegliere il metodo per l'IVG?


Già durante il colloquio e la visita per la richiesta di IVG, il tuo medico di fiducia, o un medico del Consultorio, ti farà una panoramica di entrambi i metodi a disposizione per interrompere la gravidanza (farmacologico e chirurgico) e avrete modo di valutare insieme, quale dei due si adatti al tuo caso.

Se dall'anamnesi, dalla visita ( che può comprendere o meno l'ecografia) e dagli eventuali esami prescritti dal medico, non emergeranno controindicazioni all'IVG con il metodo farmacologico, potrai recarti presso la struttura scelta per l'IVG dopo un periodo di "pausa" di 7 giorni (se non c'è urgenza), durante il quale avrai il tempo di riflettere sulle tue intenzioni ed eventualmente cambiare idea.

Ricorda che puoi ripensarci fino all'ultimo secondo prima di qualunque intervento


Cosa succede trascorsi i 7 giorni?

Dopo la pausa di 7 giorni, accederai al metodo farmacologico lo stesso giorno in cui ti presenterai nella struttura sanitaria per eseguire l'IVG.


  • Con chi parlerai?

    Direttamente con il medico ginecologo della struttura ospedaliera.

  • Cosa farà il medico ginecologo?

    Controllerà il certificato rilasciato dal medico a cui ti sei rivolta all'inizio per fare la richiesta, eseguirà un'ecografia, se necessario, e solo per sicurezza clinica e conferma della datazione della gravidanza, e una volta escluse le controindicazioni, ti consegnerà subito la prima pillola (Mifepristone).


L'ecografia è obbligatoria?

No, l'ecografia non è obbligatoria e puoi richiedere di non sottoporti a questo esame.


Ma sappi che il medico non può farti vedere le immagini dell'embrione o ascoltarne il battito cardiaco contro la tua volontà.


Considera, però, che in alcuni casi potrebbe risultare necessaria per stabilire se rientri effettivamente nei 63 giorni limite per l'IVG farmacologica, in caso tu abbia cicli irregolari.

Inoltre, con l'ecografia si può escludere una gravidanza extrauterina, o altre controindicazioni per cui potrebbe essere inutile o pericoloso procedere con l'aborto farmacologico, e potresti necessitare di un altro tipo di trattamento anche urgente.


Tieni presente anche l'eventualità che il battito cardiaco dell'embrione sia assente e che la gravidanza sia già compromessa a prescindere dalla tua decisione.

Saperlo prima potrebbe in qualche modo "sollevarti emotivamente".

In fondo all'articolo trovi moduli per tutelarti in caso trovassi ostacoli o violazioni dei tuoi diritti durante il tuo percorso di interruzione della gravidanza.

Quali farmaci vengono utilizzati per l'IVG farmacologica?


L’interruzione di gravidanza con metodo farmacologico prevede principalmente l’utilizzo di un farmaco, il Mifepristone (nome commerciale RU-486) conosciuto come “pillola abortiva” (da non confondere con la pillola del giorno dopo), seguito a distanza di 24-48 ore, da un analogo della Prostaglandina E (PGE), chiamato Misoprostolo.

Difficilmente è sufficiente solo il primo farmaco (Mifepristone) a completare l'espulsione dell'embrione e i suoi annessi, ma è tanto più efficace, quanto più l'epoca gestazionale è bassa.

N.B. La pillola abortiva NON può essere acquistata in farmacia, il suo impiego è possibile solo ed esclusivamente a livello ospedaliero o nelle strutture sanitarie convenzionate che effettuano il procedimento di interruzione della gravidanza.



Come agiscono in sinergia Mifepristone e Misoprostolo?


Ti spiego il "trucco" della sinergia tra Mifepristone e Misoprostolo


Il progesterone (l'ormone naturale prodotto dal nostro organismo) ha un compito fondamentale durante la gravidanza:

si lega ai recettori della parete interna dell'utero (endometrio e miometrio) e lo mantiene "rilassato" attraverso la produzione di un enzima che distrugge le prostaglandine naturali, che altrimenti agirebbero sull'utero provocando le contrazioni.


Il Mifepristone è uno steroide sintetico classificato come un antagonista puro del progesterone, perché riesce a legarsi agli stessi recettori ai quali si lega il progesterone.

"Sfrattando" il progesterone dai recettori, rende l'utero attaccabile dalle prostaglandine (una dose da 200 mg di Mifepristone è già biologicamente sufficiente a coprire e bloccare tutti i recettori disponibili per il progesterone).

  1. Il farmaco blocca il progesterone.

  2. L'utero, privato della "barriera", diventa improvvisamente attaccabile dalle prostaglandine.


È qui che entra in gioco il Misoprostolo, l'analogo delle prostaglandine, che dopo 24-48 ore dalla dose di Mifepristone troverà l'utero "disarmato" e agirà al massimo, attivando le contrazioni necessarie.



Le tappe dell'IVG con il metodo farmacologico


1° Giorno: accesso ambulatoriale/Ricovero in Day Hospital

  • Il medico ginecologo controlla eventuali esami, se erano stati richiesti, e valuta il tuo stato di salute. Se necessario, esegue l'ecografia.


  • La profilassi antibiotica non è raccomandata di routine in caso di aborto farmacologico. Viene riservata in caso di presenza di fattori di rischio di infezione noti


  • Il medico ti informa sui possibili effetti collaterali dei farmaci utilizzati per il metodo farmacologico.


  • Dovrai firmare il consenso informato.


  • Discuterete di contraccezione, da poter mettere in atto prima possibile, o quando si avrà la certezza che l'aborto è completo (di solito alla visita di controllo dopo 14-21 giorni). Verranno decisi modi e tempi in base al contraccettivo che sceglierai in base alle tue esigenze e su consiglio del medico.

    Informati subito sulla gratuità della contraccezione, che può cambiare da regione a regione, a seconda del metodo, o in base alla tua età.


  • Ti viene somministrato per via orale il Mifepristone (antiprogestinico), conosciuto in commercio come RU486. La dose minima risultata efficace è 200 mg.


  • Resti sotto osservazione per 30-60 minuti in caso dovessero insorgere effetti avversi.


  • Nel frattempo ti viene consegnato il secondo farmaco, le prostaglandine (Misoprostolo), che potrai assumere in autonomia a casa, dopo 24-48 ore dal primo farmaco, in base alle indicazioni del medico.


  • Sarai invitata a tornare per la visita di controllo dopo 14-21 giorni  dall'assunzione delle prostaglandine (Misoprostolo).

    In quell'occasione potrai decidere di iniziare la contraccezione

    (leggi "Spirale anticoncezionale dopo un aborto: tempi, modalità e tutto quello che c'è da sapere")


  • Se non hai manifestato effetti avversi nei 30-60 minuti di osservazione, puoi tornare a casa, con la raccomandazione di non restare da sola e di contattare la struttura per ricevere supporto telefonico o in telemedicina,  in caso dovessero insorgere delle complicanze, o non ti senta tranquilla.


    Potresti iniziare fin da subito ad accusare dolori addominali e vedere perdite di sangue, di solito rientra nella norma, ma ritieni di avere effetti avversi gravi, fatti accompagnare in ospedale.

2° Giorno: Fase di attesa e assunzione 2° farmaco ( se dopo 24 h)

  • In questa fase potresti accusare dolori addominali particolarmente intensi e perdite anche emorragiche da tenere sotto controllo.


  • Potresti già dover assumere le prostaglandine (Misoprostolo) se il medico ti ha consigliato l'assunzione dopo 24 ore dal Mifepristone.


  • Su consiglio del medico potrai assumere un antidolorifico (come l'ibuprofene) circa 30-60 minuti prima di prendere il secondo farmaco.


  • Il Misoprostolo ha diverse vie di somministrazione : orale, buccale, sublinguale o vaginale.

    La scelta da parte del medico si basa principalmente sull'epoca gestazionale, ma vengono valutati altri fattori


  • Gli effetti delle prostaglandine potrebbero manifestarsi già dopo un'ora dall'assunzione e comprendono l'aumento dei crampi addominali e del sanguinamento.

    Il farmaco Induce la contrazione della muscolatura uterina e la dilatazione del collo dell'utero. Questo processo stimola l'espulsione del materiale embrionale, simulando le dinamiche di un aborto spontaneo.


  • In questa fase fai attenzione agli effetti delle Prostaglandine farmaco, e se ti appaiono eccessivi chiama in ospedale.

3° Giorno: secondo farmaco, se dopo 48 ore

  • Assumerai le prostaglandine (Misoprostolo) se il medico ti ha prescritto l'assunzione dopo 48 ore dal Mifepristone (vedi paragrafo precedente)


Dopo 14-21 giorni: visita di controllo e contraccezione

Il controllo post IVG non è obbligatorio, ma è fortemente raccomandato per avere la certezza che non siano rimasti piccoli frammenti di tessuto placentare o embrionale all'interno dell'utero.


Quindi anche se ti senti bene e le perdite sono finite, la visita di controllo dopo 2-3 settimane non è una semplice formalità burocratica, ma è l'unico modo che hai per avere la certezza che il tuo utero sia pulito e in salute, azzerando il rischio di complicanze o infezioni tardive.

L'esame che viene sempre eseguito è il dosaggio delle beta-hCG, con un prelievo ematico o dalle urine, associato ad un'ecografia transvaginale per verificare l’assenza del sacco gestazionale e confermare il successo della procedura.


Il controllo sarà più accurato, in caso tu riferisca al medico l’assenza di sanguinamento o la presenza solo di tracce di sangue sull’assorbente o sulla biancheria nelle 24 ore che sono seguite all’assunzione del misoprostolo, oppure che continui ad accusare i sintomi della gravidanza (es. nausea, vomito, tensione mammaria, stanchezza) anche dopo una settimana dall’IVG.

Questo quadro potrebbe indicare un mancato aborto e la necessità di procedere al completamento per via chirurgica o ancora farmacologica.


Durante la visita potrai procedere al posizionamento della spirale contraccettiva se è il metodo che hai scelto durante il colloquio preliminare con il medico.

Ogni metodo ha tempi e modi diversi.

Puoi approfondire il tema contraccezione nella sezione in basso Per le più curiose , al paragrafo espandibile "Contraccezione post-IVG " e in futuro nell'articolo dedicato.


Quando puoi riprendere i rapporti sessuali?


Subito dopo un'interruzione volontaria di gravidanza per via farmacologica, la fertilità ritorna quasi immediatamente: l'ovulazione può ripresentarsi già 7-14 giorni dopo l'espulsione. Per questo motivo, le linee guida mediche ufficiali, tra cui quelle della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), raccomandano di iniziare la contraccezione il prima possibile

In teoria, la ripresa dei rapporti sessuali potrebbe avvenire quando lo ritieni opportuno, ma la regola medica è:

niente rapporti fino alla visita di controllo (dopo circa 2-3 settimane).


Perché?

  1. Durante questa visita, il ginecologo verificherà che il collo dell'utero si sia richiuso perfettamente (un collo dell'utero ancora dilatato ti rende più vulnerabile alle infezioni), e confermerà che l'aborto sia davvero completo.


  2. Come già detto, la prima ovulazione dopo l'aborto potrebbe avvenire già dopo 7-14 giorni, per questo, prima di ripartire con la vita sessuale, è opportuno che tu abbia già iniziato ad usare un metodo contraccettivo per evitare una gravidanza indesiderata a breve termine o per il futuro.

    Del metodo avrai già discusso con il medico fin dal colloquio preliminare, lo stesso giorno in cui hai assunto il primo farmaco per l'IVG farmacologica (Mifepristone). A seconda del metodo che avevi scelto, potrai iniziare il giorno della visita di controllo, o subito dopo l'assunzione del secondo farmaco, le prostaglandine (Misoprostolo).

    Per maggiore sicurezza anticoncezionale e per evitare infezioni, ti consiglio di utilizzare il preservativo maschile , almeno per il primo mese.


In questo modo potrai riprendere la tua vita sessuale con serenità.


Gli assorbenti interni si possono utilizzare?


L'uso di assorbenti interni è sconsigliato per almeno 1-2 settimane dopo l'assunzione del Misoprostolo (prostaglandine), almeno fino a quando le perdite ematiche abbondanti non si siano ridotte e il collo dell'utero non sia tornato alla normalità. Questo perchè un collo dell'utero ancora dilatato o eccessivamente ammorbidito può comportare maggior rischio di infezione.



Possibili complicanze durante la procedura di IVG


  • Sanguinamento prolungato e abbondante (oltre 2 assorbenti maxi l’ora per oltre 2 ore consecutive);

  • Cattivo odore dalla vagina;

  • Febbre per oltre 24 ore dopo l’ultima dose di misoprostolo;

  • Sensazione di malessere generale per oltre 24 ore dopo l’assunzione di misoprostolo.



Effetti collaterali dei farmaci


  • Contrazioni o crampi uterini;

  • Nausea, vomito;

  • Diarrea;

  • Abbondante sanguinamento;

  • Endometrite, malattia infiammatoria pelvica;

  • Crampi gastrointestinali di grado da lieve a moderato;

  • Abbassamento della pressione sanguigna;

  • Mal di testa;

  • Febbre;

  • Malessere generalizzato, stanchezza;

  • Capogiri, brividi, vampate di calore;

  • Orticaria e reazioni cutanee anche grave;

  • Reazioni allergiche, anche gravi, in persone sensibili.

Consiglio di Ostetrica Sere

Al di là dei termini di legge che consentono l'interruzione volontaria di gravidanza

entro il 90° giorno di gestazione (12 settimane + 6 giorni),

che diminuiscono a 63 in caso di IVG farmacologica,

ti consiglio caldamente di non aspettare troppo a presentare la richiesta di IVG al tuo medico o in Consultorio.


Più l'età gestazionale sarà bassa e minori saranno i rischi e le conseguenze per te, sia dal punto di vista fisico che da quello emotivo.


Non saltare la visita di controllo dopo 14 giorni.


Per una panoramica più dettagliata sul percorso e far valere i tuoi dritti per l'IVG, ti consiglio un sito dedicato https://www.ivgsenzama.it/ .

E questo è il link diretto alla guida pratica https://www.ivgsenzama.it/wp-content/uploads/2025/09/La_tua_scelta_zero_ostacoli_2a_ed.pdf

In fondo alla guida, trovi anche i moduli necessari, ma, per tua praticità, li ho estratti a parte.

Te li lascio qui:


Per le più curiose

Espandi i paragrafi che vuoi approfondire


Perché le donne preferiscono il metodo farmacologico?

Bisogna dire che negli ultimi anni è aumentato notevolmente l’utilizzo del metodo farmacologico, ma il metodo chirurgico è ancora ampiamente utilizzato e in molti casi addirittura l’unica scelta in presenza di controindicazioni nell’assunzione della pillola abortiva o dei prostaglandinici, oppure se l’età gestazionale è ormai troppo avanzata.

(ti ricordo che per il metodo farmacologico il limite è di 63 giorni e non di 90)

I motivi per cui le donne tendono a preferire il metodo farmacologico riguardano principalmente il lato pratico; infatti, la pillola abortiva non richiede interventi strumentali e, anche se il primo farmaco deve essere somministrato obbligatoriamente in ospedale in regime di day hospital, subito dopo la somministrazione (al massimo 30-60 minuti di osservazione) si può tornare a casa, a meno che non si presentino problemi che inducano il medico a ritenere necessaria la permanenza in ospedale fino alla completa espulsione del prodotto del concepimento.

Prima del Covid 19 era diverso

Prima del 2020 il limite per l'IVG farmacologica era di 7 settimane e la donna veniva sempre trattenuta in ospedale fino all'espulsione del prodotto del concepimento. Nel 2020, per ridurre il rischio di contagio da Covid, la somministrazione del farmaco è stata semplificata inviando la donna a casa subito dopo e aumentando il limite delle settimane da 7 a 9 (63 giorni).

Scelta della via di somministrazione del Misoprostolo (prostaglandine)

La scelta della via di somministrazione del Misoprostolo si basa principalmente su tre fattori :

  1. Età gestazionale,

  2. Profilo di efficacia e tollerabilità farmacocinetica

  3. Preferenze o condizioni cliniche della paziente.


I medici seguono le linee guida ufficiali dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) e della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), che ottimizzano la somministrazione in base ai seguenti criteri:


1. Età gestazionale (Il fattore principale)

I recettori dell'utero cambiano sensibilità con il progredire della gravidanza, modificando la risposta al farmaco. 

  • Fino a 7 settimane (49 giorni di amenorrea):

    L'efficacia della via orale (deglutita) è molto alta. In Italia esiste un farmaco specifico registrato per l'uso orale esclusivo a questo dosaggio (400 μg) entro i 49 giorni.

  • Tra 7 e 9 settimane (fino a 63 giorni):

    La via orale perde progressivamente efficacia. Le linee guida AIFA prevedono quindi il passaggio a vie d'assorbimento diverse: vaginale, buccale (tra guancia e gengiva) o sublinguale (sotto la lingua) con un dosaggio maggiore (800 μg).

  • Secondo trimestre (oltre la 12ª settimana):

    Per l'induzione dell'espulsione in epoche più avanzate si predilige nettamente la via vaginale, poiché garantisce un'azione locale mirata e più costante nel tempo. 


2. Farmacocinetica ed effetti collaterali

Le diverse vie cambiano la velocità con cui il farmaco entra nel sangue e la durata della sua azione:

  • Via Sublinguale e Buccale: Hanno un assorbimento rapidissimo e raggiungono un picco molto alto di farmaco nel sangue. Questo provoca contrazioni forti e veloci, ma può aumentare la frequenza di effetti collaterali gastrointestinali come nausea, vomito, diarrea e brividi. 

  • Via Vaginale: Ha un assorbimento più lento e graduale, ma i livelli di farmaco nel sangue rimangono costanti per molto più tempo. Genera un'ottima risposta contrattile dell'utero con effetti collaterali sistemici ridotti (meno nausea e vomito rispetto alle vie orali/sublinguali).


3. Condizioni cliniche e preferenze della paziente

L'equipe medica valuta la situazione specifica della donna:


  • Presenza di vomito: Se la paziente soffre di forti nausee o vomito indotto dalla gravidanza o dal primo farmaco (mifepristone), si esclude la via orale/sublinguale e si sceglie la via vaginale per evitare che il farmaco venga rigettato prima di essere assorbito.

  • Preferenza personale e logistica: In regime ambulatoriale o di day-hospital, le linee guida SIGO specificano che, a parità di efficacia scientifica tra le vie non-orali, la scelta può essere concordata con la paziente per garantirle il massimo comfort fisico e psicologico. 



Contraccezione post-IVG farmacologica

I metodi contraccettivi utilizzabili si dividono in base al momento esatto in cui possono essere avviati:


1. Metodi da iniziare SUBITO (Il giorno stesso del primo farmaco o entro 3 giorni)

Questi metodi possono essere avviati immediatamente, senza attendere la fine delle perdite di sangue o la visita di controllo. Non interferiscono con l'efficacia dei farmaci abortivi (mifepristone e misoprostolo):

  • Impianto contraccettivo sottocutaneo: È un bastoncino flessibile che il ginecologo inserisce sotto la pelle del braccio. Può essere applicato il giorno stesso in cui si assume il primo farmaco (mifepristone) in ospedale o al consultorio.


  • Pillola contraccettiva progestinica (Mini-pillola): Contiene solo progestinico (senza estrogeni). Si può iniziare a prenderla la sera stessa del secondo farmaco (misoprostolo) o nei giorni immediatamente successivi.


  • Pillola estroprogestinica classica, Cerotto o Anello vaginale: I contraccettivi ormonali combinati possono essere iniziati entro i primi 3-5 giorni dall'assunzione del Misoprostolo (prostaglandine). Iniziarli subito garantisce una protezione contraccettiva immediata.


  • Preservativo (Metodo di barriera): È fondamentale utilizzarlo fin dai primi rapporti sessuali successivi all'aborto. Oltre alla contraccezione, protegge dalle infezioni in un momento in cui il collo dell'utero è ancora leggermente pervio (dilatato)


2. Metodi da iniziare DOPO (Alla visita di controllo, circa 14 giorni dopo)


Alcuni metodi richiedono obbligatoriamente che l'utero sia tornato vuoto e alle sue dimensioni normali. Non si possono usare subito durante la fase di sanguinamento attivo

  • Spirale intrauterina (IUD al rame o ormonale): A differenza dell'aborto chirurgico (dove la spirale si può inserire subito durante l'intervento), nell'aborto farmacologico bisogna attendere la visita di controllo a 14 giorni. Il ginecologo eseguirà l'ecografia per verificare che l'espulsione sia completa e, nella stessa seduta, inserirà la spirale in totale sicurezza.



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