top of page

Risultati di ricerca

38 risultati trovati con una ricerca vuota

  • "C'è un audio per te": il nuovo servizio per genitori di figlie adolescenti

    Vi presento "C'è un audio per te", il nuovo servizio per le mamme e i papà di ragazze adolescenti. Sappiamo bene quanto possa diventare difficile, a volte, comunicare con i figli a quell'età. Ma ricordate che in questa fase di "adulti principianti ", o "fanciulli esperti " dipende da che parte si guarda, hanno ancora più bisogno di voi e del vostro supporto. Sapete, vi parlo per esperienza, perché anch'io sono mamma di un'adolescente femmina, e ho imparato a mie spese, che quando la comunicazione è ai minimi termini e il rapporto è sul filo del rasoio, siamo noi a dover fare il primo passo. Ed è qui che posso darvi una mano. Spesso, a questa età, le ragazze evitano il dialogo con i genitori, si chiudono in camera, o rispondono a monosillabi. Non è cattiveria, fa parte della crescita (ma di questo ve ne parlerò nei dettagli in un articolo del blog dedicato all'adolescenza, trovate il link qui appena sarà pubblicato). Allora qual è questo servizio? Ho pensato di mettermi a disposizione per farvi da portavoce in un breve audio che invierete a vostra figlia. Cosa significa? Che voi pensate a cosa volete dirle, poi lo scrivete e me lo inviate. Io registrerò quello che avete scritto, vi manderò l'audio, e se lo approverete lo invierete a vostra figlia. Mi sono spiegata? il messaggio può essere da parte di uno dei due genitori o di entrambi e il tipo di audio è quello che preferite voi: un messaggio affettuoso per ricordarle quanto le volete bene, o qualcosa che non riuscite a dirle perché comunicare direttamente con lei è diventato difficile, oppure potete usare le mie conoscenze ostetriche per parlarle di argomenti delicati che creano imbarazzo fra di voi. È un modo per farle sentire che la capite, la rispettate e che potrà sempre contare su di voi, per qualunque cosa. Potete ascoltare l' audio dimostrativo con l'introduzione che precederà il vostro messaggio, nell'episodio del Podcast che vi ho inserito qui sopra Nell'audio Demo ho usato un nome a caso, che verrà sostituito con quello di vostra figlia adolescente. La intro è standard, ma possiamo personalizzarla come volete. Per quanto riguarda la durata del vostro messaggio, vi consiglio non più di 3 minuti, esclusa la mia introduzione, altrimenti rischiate che la nostra destinataria si rifiuti di ascoltare. Allora come inviate il messaggio? Il canale preferenziale, più comodo e rapido è Whatsapp, ma se non volete comunicare il vostro numero di telefono, va bene anche via mail, o con le chat dei social (meglio Instagram). Cosa mi invierete nella richiesta? Il nome di vostra figlia; Da parte di chi (mamma, papà, o entrambi) Il vostro messaggio; Il modo in cui devo riportare le vostre parole nell'audio, se leggendole in prima persona, come se parlaste voi, oppure come se spiegassi a modo mio il concetto che volete farle arrivare. Se invece volete che le parli da ostetrica di argomenti come sessualità, prevenzione, contraccezione ecc; mi direte l'argomento. In tutti i casi registrerò e vi invierò l'audio, che voi potrete approvare o chiedere di modificarlo. Se preferite che ritocchi e adatti il vostro testo, fatemelo sapere. Definiremo comunque tutti i dettagli quando mi invierete la richiesta. Testo Audio demo Ciao (nome), come stai? A parte l'ansia prima di premere Play. Respira, puoi stare tranquilla. Maria dice "c'è posta per te", Filippo dice "ho un video per te" e io sono Serena e ti dico "C'è un audio per te"... I tuoi genitori ci tengono tantissimo a dirti delle cose, ma in questo periodo non riuscite a comunicare bene, Vero? Io sono un'ostetrica online e faccio anche questo servizio di portavoce fra genitori e ragazze adolescenti, puoi curiosare sui social, cerca Ostetrica Sere. Se in futuro vorrai rivolgerti a me per sciogliere qualche dubbio, potrai farlo sempre gratuitamente. Bene, ma ora passiamo alla parte più interessante e cioè, il messaggio dei tuoi genitori. Allora, hai voglia di ascoltare? Questa era la intro che possiamo personalizzare come volete. Fatemi sapere nei commenti, con sincerità e rispetto, cosa ne pensate di questa iniziativa. E inviatemi le vostre richieste come e quando volete Grazie. Fino alla fine di Settembre gli audio saranno gratuiti, approfittatene! Ricordate sempre: la comunicazione con gli adolescenti è fondamentale. È la loro fase delicata. Non tollerano intrusioni nel loro mondo, ma hanno tanto bisogno di sapere che siete al loro fianco e che li sosterrete qualunque cosa accada. Vi aiuto a entrare in punta di piedi. A presto Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza"

  • Da Levatrice a Ostetrica: le tappe storiche in Italia

    Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... Conosci la storia dell’Ostetrica in Italia? Il passaggio da Levatrice a Ostetrica, nel nostro paese, è stato molto graduale ed è passato attraverso periodi storici difficili, ma nonostante questo, l'Ostetrica ha conquistato la propria autonomia professionale. Vediamo i cenni storici in ordine cronologico. Vorrei farti un breve excursus storico del percorso di crescita dell’Ostetrica attraverso le tappe più significative per la sua affermazione professionale in Italia. L’Ostetrica è una figura che ha dovuto affrontare molte difficoltà, prima di potersi affermare come professionista sanitaria. Quello che stai per leggere è un estratto della mia tesi presentata per il Master di Ostetrica di Comunità, conseguito nel 2025. Vediamo come si sono susseguite le conquiste L'ostetrica, figura professionale di riferimento per la donna durante la gravidanza e il parto, riveste un ruolo determinante anche nel delicato periodo post-natale. Il suo supporto, caratterizzato da un approccio olistico e individualizzato, si estende al nucleo familiare nel suo complesso, accompagnando i neogenitori nella gestione delle nuove sfide. “Parlare di salute olistica significa per l'ostetrica/o considerare la persona nella sua globalità, dove le componenti mente-corpo-cultura interagiscono tra loro intimamente” (https://www.fnopo.it/chi-e-l-ostetrica). Ben tre secoli fa, nel 1700, si assisteva alla nascita delle prime scuole per levatrici e all’istituzione della maestra ostetrica nelle città di Torino, Bologna e Padova; mentre nel 1876, il Regio decreto 2957 stabiliva il primo “Regolamento delle scuole per aspiranti levatrici”; per arrivare poi al 1888 con la legge Crispi 5849 con cui avviene il riconoscimento giuridico della professione di levatrice. Nel 1906 viene poi istituita la condotta ostetrica per garantire l'assistenza ostetrica a tutte le donne, comprese le non abbienti. Nel 1925 attraverso l’ONMI (Opera Nazionale Maternità e Infanzia) vennero affidati alle levatrici compiti ostetrici e pediatrici; mentre a seguire nel 1935 venne istituito l’ “Albo delle levatrici” presso i sindacati fascisti, per arrivare nel 1937 alla tappa che ha segnato il passaggio da Levatrice a Ostetrica. Vorrei sottolineare come, per quanto la valorizzazione della figura dell’ostetrica durante il periodo fascista potesse sembrare mossa dalla volontà di tutelare le donne e le famiglie nel loro diritto a procreare, e a ricevere assistenza , in realtà avesse come unico obbiettivo quello dell’incremento demografico in quanto sinonimo di potenza per il paese. Di conseguenza a una tale visione, la maternità non poteva che essere concepita solo come compito primario di ogni donna. A riguardo riporto di seguito uno stralcio estratto da un articolo sul sito “La città delle donne”: “Solo a questo scopo, e non come diritto sociale, diveniva necessario ridurre la mortalità infantile e migliorare la salute e le condizioni di vita di gestanti e madri in allattamento. Per questo l’Onmi doveva occuparsi di fornire alle donne bisognose assistenza medica durante la gravidanza e nei primi mesi dopo il parto, insegnare loro i «moderni metodi della puericultura», procurare corredini per neonati e latte in polvere, assistere i bambini in età prescolare”. Proseguendo nel percorso storico, un’altra tappa fondamentale è quella del 1946, anno in cui vengono creati i “Collegi professionali delle Ostetriche” . Dopo diversi anni, nel 1976 si assiste alla nascita dei primi Consultori; mentre nel 1977 il Parlamento approva la legge Anselmi sulla parità nel lavoro fra uomini e donne da cui deriva l’inserimento della figura ostetrica maschile. Nel 1978, in concomitanza con la Legge 23 dicembre 1978, n.833 che istituisce il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) , viene abolita la condotta ostetrica. Dobbiamo attendere gli anni ‘90 per assistere al delinearsi di un profilo ostetrico autonomo e al suo processo di riqualificazione ; precisamente questo accade con l’approvazione del D.M. 740/1994, all’interno del quale viene individuato il profilo della figura dell'ostetrica/o, come riportato nel testo della Gazzetta Ufficiale (GU Serie Generale n.6 del 09-01-1995): 1. L'ostetrica/o e' l'operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante e dell'iscrizione all'albo professionale, assiste e consiglia la donna nel periodo della gravidanza, durante il parto e nel puerperio, conduce e porta a termine parti eutocici con propria responsabilita' e presta assistenza al neonato. 2. L'ostetrica/o, per quanto di sua competenza, partecipa: a) ad interventi di educazione sanitaria e sessuale sia nell'ambito della famiglia che nella comunita' ; b) alla preparazione psicoprofilattica al parto; c) alla preparazione e all'assistenza ad interventi ginecologici; d) alla prevenzione e all'accertamento dei tumori della sfera genitale femminile; e) ai programmi di assistenza materna e neonatale. 3. L'ostetrica/o, nel rispetto dell'etica professionale, gestisce, come membro dell'equipe sanitaria, l'intervento assistenziale di propria competenza. L'ostetrica/o contribuisce alla formazione del personale di 4. supporto e concorre direttamente all'aggiornamento relativo al proprio profilo professionale e alla ricerca. 5. L'ostetrica/o e' in grado di individuare situazioni potenzialmente patologiche che richiedono intervento medico e di praticare, ove occorra, le relative misure di particolare emergenza. 6. L'ostetrica/o svolge la sua attivita' in strutture sanitarie, pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero-professionale. Con la successsiva Legge 42/1999 viene poi riconosciuta l’autonomia dell’Ostetrica, confermata attraverso il delineamento dell’organizzazione della professione con la Legge 251/2000. Nonostante la chiara affermazione dell’autonomia dell’ostetrica in termini di legge, valida sia in ambito pubblico che in quello privato, abbiamo dovuto attendere ancora qualche anno prima di vedere effettivamente riconosciuto dalla classe medica il nuovo status della professione ostetrica. Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza"

  • La Spirale anticoncezionale: IUD al rame e IUS ormonale

    Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... Se cerchi una contraccezione sicura, a lunga durata, e senza il pensiero di dimenticare qualcosa, probabilmente la spirale anticoncezionale è adatta a te. La spirale anticoncezionale, come l'avrai sentita chiamare nel linguaggio comune, è, in realtà, un piccolo dispositivo in materiale plastico, a forma di "T", o di àncora, che viene inserito all'interno dell'utero dal medico ginecologo. Esiste in due versioni: una al rame e una a rilascio ormonale. Entrambe le versioni fanno parte dei metodi contraccettivi reversibili di lunga durata, i LARC (Long Acting Reversible Contraceptives), proprio perché puoi lasciare lo stesso dispositivo all'interno dell'utero per anni, e dopo la sua rimozione, la fertilità viene ripristinata quasi istantaneamente. Dei LARC fa parte anche l'impianto sottocutaneo. Ti sei mai chiesta perchè si chiama "spirale anticoncezionale" se ha la forma di una "T" ? Leggi la sezione "Per le più curiose" Il "vero" nome della spirale anticoncezionale Il termine scientifico generico è "dispositivo intrauterino", noto in inglese con l'acronimo IUD (Intra Uterine Device). Nello specifico per le due versioni viene utilizzato : IUD al rame : Cu-IUD dove Cu è il simbolo del rame sulla tavola periodica (dal latino Cuprum). IUS ormonale : LNG-IUS, dove LNG è l'abbreviazione del progestinico sintetico Levonorgestrel, unico ormone contenuto. Caratteristiche principali dei dispositivi intrauterini Efficacia contraccettiva molto elevata: oltre il 99% di affidabilità; Lunga durata d'azione: in media 3-8 anni in base al modello; Reversibile: la capacità di concepire viene ripristinata fin da subito; NON protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili ; Viene inserita all'interno dell'utero; L'inserimento può essere fatto dal medico ginecologo; 2 tipologie: ormonale (LNG-IUS) e al rame (Cu-IUD); Lo IUD al rame può essere utilizzata anche come contraccettivo d'emergenza; come la pillola del giorno dopo, ma senza ormoni; Lo IUS ormonale viene utilizzato anche per scopi terapeutici Potrebbero fare al caso tuo se: Cerchi la massima efficacia a lungo termine: lo stesso dispositivo protegge dai 3 agli 8 anni a seconda del modello (ne esiste uno garantito anche fino a 10 anni); Desideri una contraccezione reversibile: in caso tu decida di cercare una gravidanza, la fertilità torna immediatamente ai livelli normali dopo la rimozione del dispositivo; Hai la tendenza alle dimenticanze, ad esempio nell'assunzione della pillola, o nel cambio del cerotto transdermico o dell'anello cotraccettivo; Siete una coppia stabile e non vuoi metodi barriera; Non vuoi o non puoi assumere contraccettivi orali; Non puoi assumere estrogeni Cerchi una contraccezione sicura dopo l'IVG (Interruzione Volontaria di gravidanza). (Leggi anche Spirale anticoncezionale dopo un aborto: tempi, modalità e tutto quello che c'è da sapere) Non presenti controindicazioni all'inserimento del dispositivo; Se stai allattando e vuoi usare un contraccettivo; Vuoi iniziare la contraccezione dopo il parto (dopo 4 o più settimane) Hai fattori di rischio per altri metodi contraccettivi ( fumo, obesità, ipertensione) Hai familiarità di 1° grado per trombosi venosa profonda, o embolia polmonare; Soffri di trombosi venosa superficiale; Soffri di cefalea o emicrania con aura ( è più consigliato lo IUD al rame) Puoi utilizzare IUD E IUS anche se non hai mai partorito? Sì, dal 2013-2014 linee guida mediche internazionali (come quelle della World Health Organization) chiariscono che tutti i tipi di spirale possono essere inseriti nelle donne che non hanno partorito. In quegli anni, infatti, sono entrati in commercio dispositivi intrauterini di nuova generazione, progettati con dimensioni ridotte per estenderne l'utilizzo anche alle donne che non hanno mai partorito (nullipare) e alle donne più giovani, comprese le adolescenti. La differenza è di pochi millimetri, ma sufficiente a garantire un inserimento, una permanenza e una rimozione più accessibili e meno fastidiosi, oltre a ridurre il rischio di espulsione del dispositivo. Conosciamo da vicino Cu-IUD e LNG-IUS Cu-IUD al Rame Forma: a "T" (la più diffusa e accettata oggi); Corpo : in plastica; Filo di puro rame avvolto intorno all'asse verticale; Nessun ormone o farmaco; Efficacia contraccettiva: molto elevata.99,2% Durata.: 5-8 anni; Azione: spermicida, inibisce la motilità degli spermatozoi; crea un ambiente sfavorevole all'impianto dell'ovulo nell'utero. Particolarità: può essere utilizzata anche come contraccettivo d'emergenza, Te lo spiego bene qui "Contraccezione d'emergenza "la pillola del giorno dopo" e lo IUD al rame" I modelli in rame in versione ridotta (chiamati comunemente Mini o Short) hanno iniziato a diffondersi in Europa a partire dal 2014, con il lancio di modelli come la Mona Lisa NT Cu380 Mini. Questi dispositivi presentano bracci orizzontali più corti (circa 24 mm contro i 32 mm di una spirale standard) per adattarsi perfettamente alle cavità uterine più contratte e piccole. Un’altra caratteristica della spirale è che è dotata di due fili che sporgono leggermente in vagina. Ti saranno utili per capire se la spirale è ancora posizionata correttamente. Il ginecologo ti darà indicazioni a riguardo, ma in poche parole dovrai fare caso se senti i fili più corti o più lunghi rispetto a quando ti è stata inserita la spirale e da questo potrai renderti conto se sia sempre posizionata correttamente. Ti tranquillizzo anche sul fatto che In genere i fili non vengono avvertiti dal partner durante i rapporti, ma nel caso dessero fastidio si può valutare con il ginecologo di tagliarli leggermente più corti. LNG-IUS (ormonale) Il Sistema intrauterino ormonale è a rilascio di solo progestinico sintetico Levonorgestrel, da cui l'abbreviazione in LNG Forma: a "T" (la più diffusa e accettata oggi); Corpo : in plastica; Medicato con Ormone progestinico Levonorgestrel; Avvolto sull'asse verticale da una membrana semipermeabile che funge da serbatoio per il progestinico ; Efficacia contraccettiva: molto elevata 99.8% Durata.: 5-10 anni; Non impedisce l'ovulazione (almeno non sempre) Azione: rende il muco cervicale più denso, impedendo agli spermatozoi di entrare nell'utero e creando un ambiente sfavorevole all'impianto dell'ovulo nell'utero. Particolarità: può essere usata a scopo terapeutico, nella sua forma più grande (Mirena) contenente una dose maggiore di Levonorgestrel, per controllare flussi mestruali molto abbondanti, endometriosi e adenomiosi, in menopausa iperplasia endometriale in menopausa, associato alla TOS(Terapia Ormonale Sostitutiiva. Modello Standard (Mirena) Questo è il modello più comune, consigliato per controllare i flussi molto abbondanti. Larghezza (bracci orizzontali): 32 mm Lunghezza (asse verticale): 32 mm Diametro del tubo di inserimento: 4,4 mm Modelli "Mini" (Kyleena e Jaydess) Questi modelli sono più piccoli e sottili, progettati per uteri più piccoli o per donne che non hanno mai partorito. Larghezza (bracci orizzontali): 28 mm Lunghezza (asse verticale): 30 mm Diametro del tubo di inserimento: 3,8 mm Durata La durata della spirale ormonale Mirena dipende dal motivo per cui viene utilizzata: Contraccezione: dura fino a 8 anni. La protezione contro le gravidanze indesiderate resta superiore al 99% per tutto il periodo. Flussi abbondanti (Menorragia): dura fino a 5 anni. Dopo questo periodo il rilascio di ormoni diminuisce e potrebbe non bastare più a controllare le emorragie. Terapia in Menopausa: dura fino a 5 anni per proteggere l'endometrio durante la terapia ormonale sostitutiva. Questo dispositivo dovrà essere inserito all’interno della cavità dell’utero dal medico ginecologo e una volta inserito inizierà a rilasciare piccole quantità del progesterone sintetico che contiene(Levonorgestrel) A differenza della pillola, di solito non blocca l’ovulazione, ma agisce soprattutto sugli altri due fronti: Endometrio, il rivestimento interno dell’utero, rendendolo molto sottile e inospitale per un eventuale annidamento di un ovulo fecondato; Muco cervicale, il muco prodotto dal collo dell’utero, rendendolo molto più denso e vischioso, tanto da impedire il movimento e lo spostamento degli spermatozoi che non riusciranno a raggiungere l’ovulo. In questo ambiente è molto improbabile che possa avvenire il concepimento. Come per lo Cu-IUD è dotato di due fili che sporgono leggermente in vagina. Ti saranno utili per capire se la spirale è ancora posizionata correttamente. Il ginecologo ti darà indicazioni a riguardo, ma in poche parole dovrai fare caso se senti i fili più corti o più lunghi rispetto a quando ti è stata inserita la spirale e da questo potrai renderti conto se sia sempre posizionata correttamente. Ti tranquillizzo anche sul fatto che In genere i fili non vengono avvertiti dal partner durante i rapporti, ma nel caso dessero fastidio si può valutare con il ginecologo di tagliarli leggermente più corti. Inserimento Qual è il momento migliore per inserire lo IUD? L'inserimento della spirale contraccettiva può avvenire in un qualsiasi momento del ciclo mestruale, ma i ginecologi consigliano di eseguirlo durante le mestruazioni, perché il collo dell'utero (cervice) risulta più morbido e dilatato. Come si inserisce? Per stabilire la tua idoneità all’inserimento dello IUD , prima di tutto dovrai sottoporti a una visita ginecologica accurata, attraverso la quale il medico farà l’anamnesi completa e un test di gravidanza, per accertarsi che tu non sia incinta e alcuni test , fra cui il PAP-test, per escludere eventuali infezioni. Infine procederà all’ecografia interna per stabilire il tipo di spirale più adatto a te. A questo punto, se non ci sono controindicazioni si può procedere all’inserimento del dispositivo. E’ una procedura ambulatoriale che si svolge in tempi brevi, di solito non più di 15-20 minuti. I vari passaggi sono questi: Il ginecologo ti farà accomodare su un lettino ginecologico, dove assumerai la stessa posizione che si usa per eseguire il Pap-test; Dopodiché inserirà lo speculum, in vagina e utilizzerà una soluzione antisettica, per pulire il canale cervicale e ridurre al minimo il rischio di infezioni pelviche. La spirale, è conservata all’interno di un tubicino, che il medico spinge prima in vagina, poi in cervice e infine nell'utero. A questo punto la spirale viene espulsa dal tubicino e il ginecologo perfezionerà la posizione del dispositivo in base anche alle caratteristiche del modello usato. Il primo controllo è consigliato dopo le prime 3-6 settimane dall'applicazione della spirale contraccettiva; Dopodiché, in genere, i controlli ginecologici vanno eseguiti ogni 6 mesi. L'inserimento della spirale è doloroso? Cosa si prova davvero Una delle paure più comuni riguardo alla spirale riguarda il momento dell'inserimento e il dolore ad esso associato. È importante rassicurare le lettrici: nella maggior parte dei casi non si tratta di un dolore insopportabile, ma piuttosto di un fastidio intenso e temporaneo, molto simile ai forti crampi mestruali. La percezione del dolore è del tutto soggettiva, ma l'esperienza varia molto in base ad alcuni fattori: I primi secondi (Il fastidio principale): il momento più fastidioso dura solo pochi secondi, ovvero quando il ginecologo attraversa il collo dell'utero per posizionare il dispositivo. In quel momento si avverte una sensazione di forte pressione o un crampo acuto. Chi ha già partorito: le donne che hanno già avuto un parto vaginale tendono ad avvertire molto meno fastidio, poiché il canale cervicale è leggermente più pervio. Chi non ha mai avuto figli (Nullipare): l'inserimento è assolutamente possibile anche per loro, ma il fastidio potrebbe essere leggermente più intenso. Per questo motivo, oggi esistono modelli di spirale più piccoli e sottili (sia ormonali che al rame) progettati appositamente per chi non ha mai partorito. Come ridurre al minimo il fastidio? I ginecologi utilizzano piccoli accorgimenti per rendere la procedura il più confortevole possibile: Scegliere il momento giusto: l'inserimento viene consigliato durante i giorni del ciclo mestruale. In questa fase, infatti, il collo dell'utero è naturalmente più morbido e parzialmente dilatato, rendendo il passaggio del dispositivo molto più facile e meno doloroso. Analgesici preventivi: il medico consiglia spesso di assumere un antidolorifico (come l'ibuprofene) circa un'ora prima dell'appuntamento per prevenire i crampi. Anestesia locale: nei casi in cui la paziente sia molto ansiosa o abbia una soglia del dolore molto bassa, il ginecologo può applicare un gel anestetico o fare una piccola anestesia locale sul collo dell'utero. Cosa succede subito dopo? Una volta terminata la procedura (che richiede in tutto appena 5-10 minuti), è normale avvertire dei leggeri crampi alla pancia per il resto della giornata e avere piccole perdite di sangue (spotting). Riposarsi un paio d'ore e applicare una borsa dell'acqua calda sulla pancia di solito basta a far passare ogni fastidio. La Spirale potrebbe spostarsi da sola? In generale accade in pochissimi casi, ma esistono alcuni fattori che potrebbero favorire lo spostamento della spirale: Giovane età (età inferiore ai 20 anni); Nulliparità (non aver avuto figli); Gravidanza o aborto recente (N.B: aborto al secondo trimestre); Fibromi uterini; Dimensioni o forma insolita dell'utero. Controindicazioni all'utilizzo della Spirale (I.U.D). Esistono controindicazioni universali all’utilizzo di entrambe le tipologie di I.U.D. e a queste si aggiungono le controindicazioni specifiche per ognuno dei due. Controindicazioni universali all'uso della Spirale Gravidanza o sospetta tale; Infezione sessualmente trasmessa (IST) al momento dell'inserimento (presenza di vaginite, cervicite ecc.); Malformazioni congenite a carico dell'utero (difficoltà a inserire la spirale); Malattia infiammatoria pelvica acuta; Storia di malattia infiammatoria pelvica (salvo la donna non abbia avuto figli); Neoplasia confermata o sospetto all'utero o alla cervice; Sanguinamento anomalo e a origine sconosciuta dall'utero; Qualsiasi condizioni che favorisce lo sviluppo di infezioni a livello pelvico; Storia di aborto settico o di endometrite post-partum negli ultimi 3 mesi; Ipersensibilità confermata a uno dei componenti del dispositivo; Mancata rimozione di un precedente IUD. Controindicazioni specifiche per ogni tipologia Spirale Ormonale Tumore al seno sospetto o confermato Tutti i tumori sensibili alle fluttuazioni di progesterone; Tumore al fegato maligno o benigno; Insufficienza epatica acuta. Malattie trombotiche attive: trombosi venosa profonda o embolia polmonare in atto. Infezioni pelviche in corso: Malattia Infiammatoria Pelvica (PID) o endometrite attiva. Allergia al levonorgestrel: o a uno qualsiasi degli eccipienti del dispositivo. Spirale al Rame Flussi mestruali molto abbondanti (Menorragia): il rame può aumentare l'intensità e la durata del ciclo. Anemia grave: causata o peggiorata dalle mestruazioni molto abbondanti. Dismenorrea grave: forti dolori e crampi durante il ciclo, che lo IUD al rame potrebbe accentuare. Morbo di Wilson: una rara malattia genetica che causa l'accumulo di rame nell'organismo. Allergia al rame: o ai materiali plastici che compongono il supporto dello IUD. Infezioni pelviche in corso: come per la versione ormonale, l'inserimento è vietato in caso di infezioni attive. Possibili Effetti indesiderati della Spirale Anticoncezionale Infezioni pelviche (di solito, compaiono entro i primi 20 giorni successivi l'inserimento; pertanto, superato questo lasso di tempo, ci si può considerare fuori pericolo); Candida vaginale; Rigetto della spirale o suo spostamento dalla sede corretta; Danno all'utero; Gravidanza in caso di fallimento del metodi; Gravidanza extrauterina, parto pretermine, infezioni, aborto. Uso della Spirale dopo una Gravidanza Dopo una gravidanza, devono essere trascorse almeno 4 settimane dal parto (non ha importanza se il parto è avvenuto naturalmente o con taglio cesareo).In quest'arco temporale dovrai far uso di un contraccettivo alternativo se vuoi essere protetta da una gravidanza indesiderata. Uso della Spirale dopo un aborto Trovi un articolo dedicato interamente a questo argomento: "Spirale anticoncezionale dopo un aborto: tempi, modalità e tutto quello che c'è da sapere" Conclusione Sia la spirale ormonale che quella alrame, rappresentano una valida scelta per una contraccezione davvero sicura dal punto di vista dell'efficacia anticoncezionale. LLo I.U.D. al rame, in particolare èil sostituto ideale dei contraccettivi ormonali, nel caso in cui non si tolleri l'assunzone di ormoni sintetici sotto nessuna foorma (pillola, anello contraccettivo, impianto sottocutaneo, cerotto contraccettivo). Lasciati consigliare dal tuo medico ginecologo, lui saprà indirizzarti verso la scelta più adatta a te. Per le più curiose... Questo metodo contraccettivo ha assunto una miriade di forme nel corso degli anni, fra cui quella di una vera spirale negli anni '60 del secolo scorso, da cui ha mantenuto il nome nel linguaggio comune, fino a oggi. È in arrivo un articolo sulla Pagina delle curiosità: "Quando la spirale anticoncezionale era davvero una spirale" (se questo titolo è cliccabile, l'articolo è disponibile). Mentre aspetti puoi visitare la "Pagina delle Curiosità" e leggere articoli molto interessanti. Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza" Fonti: https://www.my-personaltrainer.it/benessere/spirale-contraccettiva.html https://my.clevelandclinic.org/health/drugs/17741-paragard-copper-iud https://www.nhsfife.org/services/all-services/sexual-health/contraception/the-coil/mirena-use-extended/ http://www.drorlandella.it/contraccezione/museo-spirali/ https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/cultura/arte/2018/03/04/a-vienna-museo-storia-contraccezione_da80180f-d70a-4eb4-a653-3d6765356d3f.html https://www.fanpage.it/cultura/vienna-nasce-il-museo-della-contraccezione-nel-nome-di-sigmund-freud/ https://youtu.be/2Kl2GSFqboU?si=JgoI9s_Yt3tBzNqW https://muvs.org/en/contraception/spirals/dana-cuprum-iud-id1299/ https://artsci.case.edu/dittrick/online-exhibits/history-of-birth-control/contraception-in-america-1950-present-day/intrauterine-device-iud/

  • “Mi sono rotto!” disse Imene: l'imene e la verginità

    Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... "Se l'imene si rompe ho perso la verginità?" Te lo sei chiesto anche tu? Allora proviamo a comprendere insieme il legame tra l'imene e la verginità Forse qualcuno ti ha detto che la verginità è collegata alla rottura di una piccola membrana che si trova all'entrata della vagina. Ma chi te lo ha detto, ti ha poi spiegato cos'è la verginità e cos'è questa famosa membrana che non hai ancora avuto il piacere di conoscere? Allora, prima di tutto, facciamo le presentazioni: "Chi " è Imene? Forse saprai che la tua vulva ha 2 orifizi (vedi figura): uno un po' nascosto, dal quale esce l'urina e uno piuttosto visibile che rappresenta l'entrata del canale vaginale, dal quale escono le mestruazioni (se hai già avuto il primo ciclo sai perfettamente di cosa parlo). L'entrata del canale vaginale è chiamata orifizio vaginale ed è qui che si trova il nostro protagonista di oggi, quella membrana sottile ed elastica formata da tessuto connettivo: Imene. Apparato genitale esterno femminile (dal "Manuale di Ginecologia e Ostetricia" di Pescetto e collab.ed. 1997) Imene è con te dalla nascita e ha un ruolo, non sta lì a caso. Il suo compito è sempre stato quello di proteggere la tua vagina da .sporcizia, germi o feci. Fino a 2 o 3 anni di età, Imene era più rigido e protettivo, perchè la tua vagina non era in grado di difendersi da sola. Man mano che sei cresciuta, è cambiato insieme a te, assottigliandosi e consumandosi, creando aperture più ampie, perché intanto la tua vagina ha iniziato a proteggersi da sola, creando una bella flora batterica capace di combattere contro gli agenti esterni. Ora che sei un’adolescente, Imene sarà ormai una membrana più o meno sottile e più o meno elastica, probabilmente con piccole aperture a forma di mezza luna, oppure di piccoli buchi o uno strappo. Difficilmente Imene ostruisce totalmente l’orifizio vaginale, altrimenti si impedirebbe la fuoriuscita delle mestruazioni. I casi in cui accade sono patologici e necessitano di un trattamento chirurgico. Il canale vaginale, oltre a rappresentare la via d'uscita delle mestruazioni, diventa canale del parto al termine della gravidanza ed è anche l'entrata dell'organo genitale maschile durante i rapporti completi. È qui che entra in gioco il legame fra l'imene e la verginità, per cui si associa la rottura di Imene alla perdita della verginità. Verginità in senso etico e religioso Se consideriamo la verginità, dal punto di vista etico e religioso, è la condizione in cui una donna si trova quando non ha avuto ancora il primo rapporto sessuale completo. Per rapporto sessuale completo si intende la penetrazione dell'organo sessuale maschile in quello femminile. Cosa c'entra Imene in tutto questo? La parte etica e religiosa dovrebbe essere sufficiente a determinare la perdita della verginità, a prescindere dal fatto che l'imene si rompa o meno, ma purtroppo le due cose sono state collegate fin dall'antichità, poiché si pensava di identificare una donna ancora vergine solo dalla presenza del fedele amico Imene. e che i rapporti sessuali possono avvenire anche tra persone dello stesso sesso, e per una donna perdere la verginità durante un ra che ha rapporti con un'altra donna, diventa una questione etica strettamente legata o solo fra un uomo e una donna, poichè un rapporto sessuale può avvenire In questi casi sarà la persona a sentire di aver perso la sua verginità, considerando un determinato atto, come un rapporto completo, la sua "prima volta" . Imene si rompe sempre durante il primo rapporto completo fra uomo e donna? Il primo rapporto sessuale potrebbe non lacerare Imene se è molto elastico, e per questo non necessariamente sarà presente del sangue. In questo caso anche il dolore sarà minimo. Al contrario se Imene è fragile, o l’apertura è stretta si romperà e potresti avvertire un leggero dolore e vedere del sangue, ma è comunque tutto nella norma. Tutto questo gran preambolo è per sfatarti il mito della verginità legata alla semplice rottura di Imene. Anche perché se ci riferiamo alla prima volta di un maschietto, dovremmo dire che anche lui ha perso la verginità, senza che necessariamente si sia rotto qualcosa nel suo organo genitale maschile. Alla luce di tutto questo, se finora per paura di rompere Imene e "perdere la verginità" hai evitato di utilizzare dispositivi mestruali interni (come la coppetta mestruale o gli assorbenti interni), mi auguro che ora il concetto ti sia chiaro e ti senta libera di scegliere il dispositivo mestruale che preferisci. Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza"

  • Come funziona la "pillola del giorno dopo": contraccezione d'emergenza spiegata in breve

    Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... Quante volte ti sei chiesta cosa succede davvero quando prendi la pillola del giorno dopo? È normale avere dubbi, domande, qualche timore... Ma sai una cosa? Capire come funziona questo metodo di contraccezione d'emergenza può davvero fare la differenza. Ti va di scoprirlo insieme? Ti prometto che sarà chiaro, semplice e, perché no, anche un po’ rassicurante. La pillola del giorno dopo non è una magia, ma un meccanismo ben studiato. Serve a prevenire una gravidanza indesiderata quando il metodo contraccettivo abituale non è stato usato o ha fallito. Ma come? E soprattutto, quando è davvero efficace? Andiamo con ordine. Contraccezione d'emergenza spiegata: cosa devi sapere Prima di tutto, chiariamo una cosa: la contraccezione d'emergenza non è una pillola abortiva. Non interrompe una gravidanza già in corso. Serve a evitare che la gravidanza inizi. Funziona principalmente ritardando o bloccando l’ovulazione, cioè il momento in cui l’ovulo viene rilasciato dall’ovaia e può essere fecondato. Ci sono due tipi principali di pillola del giorno dopo: A base di levonorgestrel: da prendere entro 72 ore (3 giorni) dal rapporto a rischio. A base di ulipristal acetato: più efficace, può essere presa fino a 120 ore (5 giorni) dopo. Entrambe agiscono in modo diverso, ma con lo stesso obiettivo: impedire che l’ovulo e lo spermatozoo si incontrino. Ti starai chiedendo: "Ma se l’ovulazione è già avvenuta, la pillola funziona ancora?" Purtroppo, no. Se l’ovulo è già stato rilasciato e fecondato, la pillola non può più intervenire. Per questo è fondamentale prenderla il prima possibile. Quanto è probabile rimanere incinta con la pillola del giorno dopo? Ecco la domanda che tutte ci facciamo: quanto è efficace davvero? La risposta dipende da diversi fattori, ma in generale: Se assunta entro 24 ore dal rapporto, la pillola riduce il rischio di gravidanza fino al 95%. Se presa entro 72 ore, l’efficacia scende al 85%. Oltre i 3 giorni, l’efficacia diminuisce ulteriormente, ma con ulipristal acetato si può arrivare fino a 5 giorni. Non è una garanzia al 100%, ma è un’ottima soluzione d’emergenza. Ricorda: non è un metodo contraccettivo da usare abitualmente, ma un aiuto in situazioni impreviste. Se ti capita di doverla usare, non aspettare. Ogni ora conta. E se hai dubbi o sintomi strani dopo l’assunzione, consulta sempre un medico o un’ostetrica. Come si prende la pillola del giorno dopo? Prendere la pillola del giorno dopo è semplice, ma ci sono alcune regole da seguire per massimizzare l’efficacia: Assumila il prima possibile dopo il rapporto a rischio. Se vomiti entro 2 ore dall’assunzione, devi riprenderla. Non è necessario fare un test di gravidanza prima di prenderla. Puoi prenderla anche se stai allattando. Non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili. Dopo averla presa, potresti avere qualche effetto collaterale: nausea, mal di testa, stanchezza o alterazioni del ciclo mestruale. Sono normali e temporanei. Pillola del giorno dopo come funziona: un link per approfondire Se vuoi capire ancora meglio il meccanismo, ti consiglio di leggere questo articolo dettagliato sulla pillola del giorno dopo come funziona. Troverai spiegazioni scientifiche ma anche consigli pratici per usarla al meglio. Quando è il momento giusto per rivolgersi a un professionista? Anche se la pillola del giorno dopo è disponibile senza ricetta in molte farmacie, non sottovalutare l’importanza di un confronto con un esperto. Un’ostetrica o un ginecologo possono aiutarti a: Scegliere il metodo contraccettivo più adatto a te. Capire come gestire eventuali effetti collaterali. Ricevere supporto emotivo e informazioni personalizzate. Non sei sola in questo percorso. Avere qualcuno con cui parlare fa la differenza. Vivere con consapevolezza ogni fase della vita La contraccezione d’emergenza è solo un pezzo del puzzle del benessere femminile. Prendersi cura di sé significa anche informarsi, ascoltarsi e scegliere con consapevolezza. Ricorda: la tua salute è preziosa. E sapere come funziona la pillola del giorno dopo è un altro petalo di consapevolezza che oggi si è posato su di te. Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza"

  • Contraccezione d'emergenza "la pillola del giorno dopo" e lo IUD al rame

    Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... Sai che la contraccezione d'emergenza non si fa solo con i farmaci? I metodi contraccettivi d’emergenza vengono ancora chiamati "pillola del giorno dopo", ma fra poco capirai perché non è corretto. E' possibile ricorrere alla contraccezione di emergenza dopo un rapporto sessuale non protetto o non protetto adeguatamente; un intervento che ha lo scopo di evitare una gravidanza indesiderata, se usato in tempi btrevissimi. La contraccezione di emergenza può essere di due tipi: Farmacologica (preparati ormonali) Non farmacologica (dispositivo intrauterino - IUD-Cu) Contraccezione di emergenza farmacologica La contraccezione d’emergenza farmacologica è impropriamente detta “pillola del giorno dopo” o “pillola dei cinque giorni dopo”. Si tratta di una compressa, a contenuto ormonale, da assumere il prima possibile dopo un rapporto a rischio di gravidanza indesiderata. Non protegge dalla gravidanza, qualora si verifichino altri rapporti a rischio durante lo stesso ciclo, e non protegge dalle infezioni sessualmente trasmesse. I metodi disponibili in Italia sono: preparati orali progestinici contenenti levonorgestrel: le confezioni in vendita contengono 1 compressa da 1,5 mg da assumere in un'unica somministrazione preparati orali contenenti ulipristal acetato: le confezioni contengono 1 compressa da 30 mg da assumere in un'unica somministrazione Da sapere L’efficacia è massima (95%) se i preparati orali vengono assunti nelle prime 24 ore, nelle quali l’efficacia dell’ulipristal acetato è tre volte superiore a quella del levonorgestrel. I preparati orali progestinici contenente levonorgestrel devono essere assunti entro 72 ore al rapporto non prOtetto. I preparati contenenti ulipristal acetato devono essere assunti entro 5 giorni (120 ore) dal rapporto non protetto. Se il rapporto ha avuto luogo nelle ore o nei giorni che precedono l’ovulazione, il levonorgestrel e l’ulipristal acetato impediscono la fecondazione Se il rapporto ha avuto luogo quando il processo che conduce all’ovulazione è già iniziato, il levonorgestrel non ha effetto, mentre l’ulipristal acetato è in grado di posticipare l’ovulazione di alcuni giorni. Se il processo di impianto è già iniziato (anche se da poco tempo) il farmaco non è efficace. È necessario utilizzare un altro metodo contraccettivo di supporto (ad esempio il preservativo) fino alla comparsa delle mestruazioni e poi tornare ad usare quello consueto. Modalità di prescrizione I preparati progestinici contenenti il principio attivo levonorgestrel non sono soggetti a prescrizione medica (SOP - senza obbligo di prescrizione) per le persone di età pari o superiore a 18 anni, mentre per le minori di 18 anni è obbligatoria la prescrizione medica, da rinnovare di volta in volta (RNR - ricetta non ripetibile) - Determina AIFA 8 ottobre 2020 Norlevo I preparati contenenti il principio attivo ulipristal non sono soggetti a prescrizione medica, né per le maggiorenni né per le minorenni (SOP - senza obbligo di prescrizione, ma non da banco) - Determina AIFA 8 ottobre 2020 Ellaone Effetti collaterali e controindicazioni Si possono riscontrare raramente cefalea, astenia e dolori pelvici I preparati ormonali in generale sono considerati privi di gravi controindicazioni, poiché il tempo di assunzione è molto breve. Contraccezione di emergenza con IUD al rame (non farmacologica) La contraccezione di emergenza non farmacologica con l’uso dello IUD al rame (IUD-Cu, detto anche spirale al rame), dopo il rapporto a rischio, è considerata la forma di contraccezione d'emergenza più efficace in assoluto, con una percentuale di successo che supera il 99%. Questo IUD non contiene ormoni e viene utilizzato di norma come un normale metodo contraccettivo a lunga durata d’azione (La Spirale anticoncezionale: IUD al rame e IUS ormonale ), ma diventa un "contraccettivo di emergenza" quando viene applicato all'interno dell'utero, il più presto possibile, dopo un rapporto sessuale non protetto, o a rischio. Attenzione! L'inserimento dev'essere fatto obbligatoriamente da un medico ginecologo. Cosa devi fare per richiedere lo IUD d'emergenza? Il consultorio è la scelta più rapida ed economica per le urgenze. Come funziona: Ci si presenta senza appuntamento o telefonando per un'urgenza entro i 5 giorni dal rapporto a rischio. La visita: Il ginecologo del consultorio valuta la situazione ed effettua la visita pre-inserimento. Chi compra lo IUD? Molti consultori hanno già i dispositivi in sede. In Regioni con contraccezione gratuita (come Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Piemonte, Lazio) lo IUD e l'inserimento sono completamente gratuiti per i giovani (under 26) o per specifiche fasce di reddito. Nelle altre Regioni o fasce d'età, il medico potrebbe rilasciare una ricetta urgente per comprarlo al volo nella farmacia più vicina (il costo di un modello base al rame va dai 40 agli 80 euro), per poi inserirlo subito dopo in consultorio. 2. Il percorso tramite Ospedale / Pronto Soccorso Come funziona: Se il consultorio è chiuso (ad esempio nel weekend), ci si può rivolgere al Pronto Soccorso Generale o al Pronto Soccorso Ostetrico-Ginecologico. Chi compra lo IUD? Trattandosi di una prestazione d'emergenza ospedaliera, se la struttura decide di procedere con l'inserimento immediato, utilizza i dispositivi medici già presenti nella farmacia interna dell'ospedale. Alla dimissione si pagherà l'eventuale ticket della prestazione, a meno che non si abbiano esenzioni. 3. Il percorso Privato Come funziona: Si contatta un ginecologo privato che abbia disponibilità immediata entro le 120 ore. Chi compra lo IUD? Il ginecologo rilascia la prescrizione (ricetta bianca). La donna deve andare a comprarlo di tasca propria in farmacia e portarlo in studio per l'applicazione. In questo caso si pagherà il costo del dispositivo in farmacia più l'onorario del professionista per la visita e la procedura di inserimento. Entro quanti giorni va inserito? Entro 48 ore dal rapporto a rischio può evitare l’insorgenza del 99,9% delle gravidanze. Agisce riducendo il numero e la motilità degli spermatozoi e impedisce l’impianto dell’ovulo, nel caso venga fecondato, in quanto la sua presenza nei giorni successivi modifica il rivestimento interno dell’utero (endometrio), rendendolo inadatto alle gravidanze; Entro 5 giorni (ovvero 120 ore) dal rapporto resta efficace al 99,9% Fino a 7 giorni solo se non sono passati più di 5 giorni dall'ovulazione presunta. Questo serve a garantire che il dispositivo venga applicato prima che un eventuale ovulo fecondato possa iniziare l'impianto nell'endometrio. Ad esempio: Se hai un rapporto a rischio il lunedì, ma ovuli il mercoledì, il ginecologo ha tempo fino al lunedì successivo (ovvero 7 giorni dopo il rapporto) per inserire la spirale. Questo è possibile perché lo IUD al rame agisce impedendo l'impianto dell'ovulo fecondato nell'utero, un processo che richiede circa 5-7 giorni dal momento dell'ovulazione. È sempre comunque consigliabile non superare i 5 giorni dal rapporto Dopo quanti giorni puoi toglierlo? La tempistica minima: Il dispositivo deve rimanere in utero per un periodo minimo che va dai 10 ai 14 giorni successivi al rapporto a rischio. Questo lasso di tempo garantisce la completa efficacia del meccanismo d'azione biologico. La conferma della mestruazione: Nella pratica medica quotidiana, si raccomanda di attendere il flusso mestruale successivo. La comparsa del ciclo (non dello spotting) offre la certezza assoluta che il rischio di una gravidanza legata a quel rapporto sia del tutto superato. A quel punto, la rimozione può essere programmata in qualsiasi momento. I ginecologi tendono a consigliare di mantenere il dispositivo in sede anche per il futuro come metodo contraccettivo a lunga durata. Vantaggi Massima efficacia garantita: A differenza della pillola del giorno dopo, la cui efficacia diminuisce se il peso corporeo è elevato o se l'ovulazione è già avvenuta, lo IUD al rame mantiene la stessa identica efficacia in qualsiasi situazione e blocca l'annidamento. Contraccezione continuativa: Una volta inserito per l'emergenza, il dispositivo può essere tranquillamente lasciato nella sua sede e continuare a proteggere da gravidanze indesiderate fino a 5 o 10 anni (a seconda del modello). Devi sapere che: Se si manifestano dolori al ventre, perdite maleodoranti, febbre è necessario consultare il medico/ginecologo. In qualche caso lo IUD può essere espulso spontaneamente. Sono raccomandati controlli periodici dal medico/ginecologo Controindicazioni Infezioni degli organi genitali o forti infiammazioni del collo dell'utero. Mestruazioni particolarmente abbondanti e/o dolorose. Malformazioni dell'apparato genitale. Tumori degli organi genitali. Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza" Fonti https://www.salute.gov.it/portale/donna/dettaglioContenutiDonna.jsp?lingua=italiano&id=4475&area=Salute%20donna&menu=societa https://www.libertywomenshealth.ca https://www.islandsexualhealth.org https://www.who.int https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov https://www.saperidoc.it https://www.cliniquedesfemmes.com https://www.thewomensclinic.co.uk https://premom.com https://www.thewomensclinic.co.uk https://www.aspivix.com https://www.femalegp.co.nz Controindicazioni

  • Spirale anticoncezionale dopo un aborto: tempi, modalità e tutto quello che c'è da sapere

    Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... Si può inserire la spirale anticoncezionale dopo un aborto? Affrontare un aborto, che sia spontaneo o una scelta volontaria (IVG), è un momento delicato per il corpo e la mente di una donna. È fondamentale scegliere un metodo contraccettivo sicuro ed efficace: la spirale è indicata in molti casi. Molte donne si chiedono: è possibile inserire subito la spirale anticoncezionale dopo un aborto? Ci sono differenze tra un aborto spontaneo e uno volontario? In questo articolo faremo chiarezza, analizzando tempi, controindicazioni e modalità d'inserimento in base al tipo di percorso vissuto. Aborto spontaneo e volontario: ci sono differenze per la spirale? Dal punto di vista prettamente clinico e dell'efficacia contraccettiva, non esiste alcuna differenza tra l'inserimento della spirale dopo un aborto spontaneo e dopo un aborto volontario. Le linee guida delle principali organizzazioni sanitarie internazionali, come l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), confermano che la spirale (sia essa ormonale o al rame) è un metodo sicuro, immediato e altamente raccomandato in entrambi i casi. La vera differenza non risiede nella "causa" dell'interruzione di gravidanza, ma nel metodo con cui l'utero è stato svuotato (chirurgico o farmacologico) e nella presenza di eventuali complicazioni. 1. Spirale dopo Aborto Chirurgico (Volontario o Spontaneo) Se l'aborto è avvenuto per via chirurgica (tramite isterosuzione o raschiamento, procedure utilizzate sia nell'Interruzione Volontaria di Gravidanza sia in caso di aborto spontaneo incompleto), la gestione della spirale è molto lineare. Quando si inserisce: Nella maggior parte dei casi, l'inserimento avviene immediatamente durante la stessa seduta operatoria, subito dopo che il medico ha completato lo svuotamento dell'utero e mentre la donna è ancora sotto sedazione o anestesia locale. I vantaggi: Questa modalità offre una protezione contraccettiva istantanea. Inoltre, dal momento che il collo dell'utero è già parzialmente pervio a causa dell'intervento, l'inserimento della spirale non comporta alcun dolore o fastidio aggiuntivo per la paziente. Il rischio di espulsione: Sebbene l'inserimento immediato sia sicuro, il rischio che l'utero espella spontaneamente il dispositivo nei giorni successivi è leggermente più alto rispetto a un inserimento standard (a causa delle contrazioni uterine post-intervento). Per questo motivo, è fondamentale eseguire un'ecografia di controllo dopo 4-6 settimane. 2. Spirale dopo Aborto Farmacologico L'aborto farmacologico (effettuato tramite l'assunzione di specifici farmaci che indicano il distacco e l'espulsione della camera gestazionale) richiede tempi di attesa differenti. Quando si inserisce: Non è possibile inserire la spirale immediatamente. È necessario attendere che il processo di espulsione sia del tutto completato. Di norma, il ginecologo posiziona il dispositivo durante la visita di controllo (circa 2-4 settimane dopo) o alla comparsa della prima vera mestruazione successiva all'aborto. Perché bisogna aspettare? Prima dell'inserimento, il medico deve avere la certezza matematica, tramite ecografia, che l'utero sia completamente libero da residui placentari o embrionali e che le sue dimensioni siano tornate alla normalità. Inserire lo IUD in un utero non ancora pulito aumenterebbe drasticamente il rischio di infezioni ed espulsione. L'unica vera controindicazione: L'Aborto Settico Esiste una situazione clinica in cui l'uso della spirale è assolutamente vietato nell'immediato: l'aborto settico. Se l'aborto (spontaneo o volontario) è stato accompagnato da un'infezione dell'utero (caratterizzata da febbre alta, forti dolori pelvici e perdite maleodoranti), l'inserimento della spirale non può essere effettuato. Il ginecologo dovrà prima curare completamente l'infezione con una terapia antibiotica mirata. Solo dopo la totale guarigione e a distanza di qualche mese si potrà valutare il posizionamento del dispositivo. Quale tipo di spirale (i.u.s. o i.u.d.) scegliere dopo un aborto? La scelta del modello dipende dalle caratteristiche della donna e dalle sue preferenze, concordate sempre con lo specialista: I.U.S Ormonale Rilascia una piccola quantità di progestinico. È particolarmente indicata per le donne che soffrono di flussi naturalmente molto abbondanti o dolorosi, poiché riduce l'entità delle mestruazioni. I.U.D. al Rame Non contiene ormoni e funziona da spermicida naturale. È l'ideale per chi non vuole o non può assumere ormoni, ma richiede un ciclo mestruale di partenza con flusso leggero o normale, poiché il rame può aumentare l'intensità del flusso. In ogni caso, la fertilità viene ripristinata immediatamente non appena il dispositivo viene rimosso, permettendo di pianificare una nuova gravidanza nel momento in cui ci si sentirà pronte. Quando chiamare il medico? I segnali d'allarme nei primi giorni Dopo l'inserimento della spirale (sia ormonale che al rame), specialmente se avvenuto a seguito di un aborto spontaneo o volontario, è assolutamente normale avvertire dei leggeri crampi alla pancia o notare piccole perdite di sangue (spotting) per i primi giorni o settimane. Il corpo ha semplicemente bisogno di tempo per abituarsi al dispositivo e riprendersi dall'evento. Tuttavia, esistono alcuni sintomi che non devono essere sottovalutati perché potrebbero indicare un'infezione in corso, uno spostamento o un'espulsione della spirale. Contatta subito il tuo ginecologo o rivolgiti al medico se nei giorni successivi all'inserimento noti uno di questi segnali: Febbre o brividi: anche alterazioni leggere (sopra i 37,5°C) senza altri motivi apparenti (come un raffreddore). Dolore pelvico forte o in peggioramento: crampi addominali acuti che non passano o che aumentano di intensità anziché diminuire, e che non rispondono ai normali antidolorifici. Perdite vaginali anomale: perdite insolite, dense, di colore giallastro/verdastro o con un odore forte e sgradevole. Sanguinamento molto abbondante: perdite ematiche emorragiche, molto più intense di una normale mestruazione (ad esempio, se è necessario cambiare l'assorbente ogni ora). Sensazione di spostamento: se toccando delicatamente l'ingresso della cervice non avverti più i fili di controllo della spirale, o se al contrario senti la parte in plastica rigida del dispositivo che sporge dal collo dell'utero. Malessere generale intenso: debolezza estrema, vertigini o nausea persistente. Consiglio Se qualcosa non ti convince, non aspettare la visita di controllo prevista dopo 4 settimane. Una telefonata preventiva al tuo medico o al consultorio è sempre la scelta più sicura per la tua salute e per la tua serenità. Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza" Fonti https://www.ipas.org/clinical-update/english/postabortion-care/postabortion-iud-use-safety-and-timing/ https://www.acog.org/clinical/clinical-guidance/committee-opinion/articles/2021/08/access-to-postabortion-contraception https://www.saperidoc.it/quando-inserirlo/

  • IVG con metodo chirurgico entro 90 giorni (Interruzione Volontaria di Gravidanza )

    Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... L'IVG con metodo chirurgico è uno dei due metodi disponibili per l'interruzione volontaria di gravidanza. Oggi capiremo nel particolare cosa succede durante l'intervento. Per una scelta consapevole leggi anche il metodo farmacologico . Il percorso di IVG in breve Quando presenterai la richiesta di IVG al tuo medico di fiducia, o presso un Consultorio, ti verranno fornite tutte le indicazioni sul percorso e le informazioni sulle metodiche di esecuzione dell'IVG, farmacologica e chirurgica, e ti sarà rilasciato un documento che certifica il tuo stato di gravidanza e la tua volontà di interromperla. La certificazione verrà firmata sia da te che dal medico. Dopo il colloquio, avrai 7 giorni di "pausa" a disposizione per fare le tue considerazioni e contattare la struttura sanitaria per fissare un appuntamento con il medico ginecologo. All'appuntamento consegnerai il certificato e il medico eseguirà una valutazione clinica attraverso l'anamnesi, la visita e l'ecografia; ti fornirà informazioni dettagliate sui metodi di IVG disponibili e a quel punto potrai scegliere consapevolmente con quale metodo desideri interrompere la gravidanza. Alla fine della visita dovrai firmare il modulo di consenso informato. Per i dettagli, leggi "Gravidanza inattesa e aborto volontario (IVG): cosa fare?" Ricorda sempre che puoi ripensarci fino all'ultimo secondo. Il metodo chirurgico: panoramica L'IVG con metodo chirurgico è ancora molto utilizzata, nonostante molte donne, da qualche anno a questa parte, preferiscano eseguire l' IVG con il metodo farmacologico, per il vantaggio di poter svolgere la procedura quasi del tutto in autonomia, sottovalutando, però, gli aspetti negativi legati a questo metodo. Lo svuotamento della cavità uterina con procedura strumentale viene utilizzata anche in associazione al metodo farmacologico, quando l'aborto risulta incompleto. Esistono anche situazioni per cui l'IVG chirurgica resta l'unica opzione, a causa di controindicazioni all'IVG farmacologica, o perchè il limite dei giorni è stato superato (ti ricordo che per il metodo farmacologico il limite è di 63 giorni, 9 settimane). L'aborto volontario con metodo chirurgico può essere eseguito esclusivamente in una struttura sanitaria idonea, pubblica o privata, entro 90 giorni di gestazione (12 settimane + 6 giorni), contando dal primo giorno dell'ultima mestruazione. L'intervento viene eseguito in anestesia, in regime di day hospital, e ha una durata media di circa 15 minuti. La tecnica più utilizzata è l'Isterosuzione, mentre il raschiamento è stato quasi del tutto abbandonato e viene utilizzato in rari casi per aborti oltre le 12 settimane, o difficili per la sola isterosuzione, o in caso l'isterosuzione sia controindicata per qualche motivo. In assenza di complicazioni, necessita solo di alcune ore di ricovero. Preospedalizzazione L’intervento chirurgico prevede un pre-ricovero, o preospedalizzazione, per il quale ti verrà fissato un appuntamento il giorno della visita, ll giorno della preospedalizzazione, dovrai presentarti a digiuno, per eseguire gli esami del sangue, l’elettrocardiogramma e la visita anestesiologica. Di solito serve una mattinata intera per fare tutto. Ricorda di portare sempre un documento d'identità valido, la tessera sanitaria, e qualsiasi documentazione ti abbiano rilasciato nei giorni precedenti e eventuali esiti di esami recenti. Se sei minorenne (non hai compiuto 18 anni) dovranno essere presenti entrambi i genitori (o uno solo munito di delega dell'altro genitore), oppure, in caso tu sia autorizzata dal Tribunale dei minori, puoi presentarti al pre-ricovero anche da sola. Potrai discutere anche di contraccezione, come l'inserimento della spirale, che potrà avvenire alla fine dell'intervento. Preferisci essere cosciente o no durante l'intervento? Tieni presente che dopo un'anestesia locale e/o sedazione cosciente, dovrai restare sotto osservazione, dopo l'intervento, per circa 30 minuti. Nel caso di sedazione non cosciente e anestesia generale, il periodo di osservazione sarà maggiore e prima della dimissione sarà valutato il tuo stato di salute. Hai la possibilità di scegliere il tipo di anestesia per il tuo intervento. Durante la visita anestesiologica, l'anestesista valuterò la tua storia clinica e ti illustrerà le opzioni disponibili per l'anestesia (solitamente sedazione profonda e in alcuni casi l'anestesia locale). Potrai scegliere in base al tuo: Livello di ansia o paura del dolore. Desiderio di un recupero più rapido Esperienze anestesiologiche passate. La tua scelta conta, ma sarà l'anestesista a stabilire se il tipo di anestesia che preferisci è davvero adatto al tuo caso. I limiti riguardano l'urgenza, i fattori di rischio e le linee guida della struttura: Condizioni di urgenza: In caso di emorragia severa, si procede immediatamente con la tecnica più rapida e sicura per stabilizzare la paziente. Fattori di rischio medici: Presenza di forte obesità, grave reflusso gastroesofageo, anomalie delle vie aeree o patologie cardiache/respiratorie croniche possono rendere l'anestesia generale obbligatoria o, al contrario, controindicata rispetto a una sedazione. Linee guida della struttura: Alcuni ospedali o cliniche hanno protocolli standardizzati per la chirurgia ambulatoriale. L'anestesista confermerà la procedura che avete concordato e firmerete il consenso informato. Per motivi organizzativi della struttura, una volta entrata in sala operatoria non potrai cambiare la tua decisione, a meno che non insorgano complicanze all'ultimo minuto. In questo paragrafo espandibile puoi conoscere in anticipo tutte le tipologie di anestesia Tipi di anestesia per IVG chirurgica Ecco una panoramica dei tipi di anestesia a disposizione, così avrai già un'idea: Anestesia locale Iniezione di anestetici intorno al collo dell'utero (blocco paracervicale), o direttamente nel collo dell'utero (intracervicale) Sedazione “minima” Può accompagnare l'anestesia locale. Ansiolitici per bocca, 30-60 minuti prima della procedura Eseguita dall’operatore/trice che pratica l’intervento, e che può essere associata a sedazione cosciente Effetti Riduce l’ansia prima e durante la procedura. Non ha effetto sul dolore. Sarai cosciente e potrai rispondere alle domande. Non ha effetti sulle vie respiratorie, la ventilazione e l'apparato cardiovascolare. Sedazione cosciente Combinazione di analgesici e ansiolitici. Deve essere fatta da personale sanitario formato in tecniche BLS/ALS Viene assicurato un adeguato controllo del dolore, ma viene evitata la sedazione eccessiva con perdita di coscienza. Effetti Riduce l’ansia prima e durante la procedura Riduce il dolore Sopore, ma risposta normale allo stimolo verbale o tattile No ha effetti su vie respiratorie, ventilazione, apparato cardiovascolare Monitoraggio ogni 3-5 minuti. Ossigeno supplementare Sedazione non cosciente (profonda) Può essere eseguita solo in presenza di un/una anestesista. Dose iniziale di ansiolitico seguita da una combinazione di analgesici. Prima dell’intervento È necessaria una valutazione anestesiologica preoperatoria Devono passare almeno: 2 ore da quando, e se, hai bevuto liquidi chiari 6 ore dall’ultimo pasto leggero 8 ore dall’ultimo pasto grasso o con carne Effetti Ansia e dolore sono ben controllati. Potresti percepire gli stimoli dolorosi ripetuti . Sarai addormentata. .Possono essere necessari posizionamento adeguato e supporto ventilatorio La funzione cardiovascolare viene mantenuta Monitoraggio continuo delle funzioni vitali Ossigeno supplementare Anestesia generale È necessaria la presenza dell’anestesista. Richiede sempre un controllo delle vie aeree con maschere laringee e/o intubazione. Presenta un rischio aumentato di complicazioni anestesiologiche. Prima dell’intervento È necessaria una valutazione anestesiologica preoperatoria Devono passare almeno: 2 ore da quando, e se, hai bevuto liquidi chiari 6 ore dall’ultimo pasto leggero 8 ore dall’ultimo pasto grasso o con carne Effetti Ansia e dolore sono ben controllati Amnesia, analgesia, rilassamento muscolare Supporto ventilatorio Può essere necessario supporto cardiovascolare Monitoraggio continuo delle funzioni vitali Ossigeno supplementare L’OMS raccomanda di NON utilizzare di routine l’anestesia generale, per i maggiori rischi nella gestione e le complicanze. Il giorno dell'intervento Il giorno dell'intervento dovrai essere a digiuno da 6 ore da cibi solidi e da 2 ore dai liquidi chiari, soprattutto in caso di sedazione profonda. Non utilizzare: lenti a contatto; smalto e trucco; togli eventuali protesi dentarie mobili; oggetti metallici (anelli, orecchini, piercing). Prima di entrare in sala operatoria Accettazione; Parametri vitali: pressione arteriosa, frequenza cardiaca e temperatura; Ago cannula: servirà come accesso venoso per la somministrazione di farmaci e dell'anestesia; Profilassi antibiotica : ti viene somministrata una dose di antibiotico poco prima, o durante, l'intervento, per ridurre il rischio di complicazioni infettive dopo l’IVG chirurgica. Prostaglandine (Misoprostolo) : se non presenti controindicazioni, ti vengono somministrate 400 mcg di un analogo delle prostaglandine (Misoprostolo), sottoforma di compresse. I tempi variano in base alla via di somministrazione: 1-2 ore prima dell’intervento se per via sublinguale 2-3 ore prima dell’intervento, se per via vaginale o buccale. Le prostaglandine facilitano la dilatazione del collo dell'utero (cervical priming o cervical ripening), rendendolo più morbido, e allo stesso tempo scatenano le contrazioni, favorendo il distacco degli annessi dell'embrione, in modo da rendere meno traumatica l'aspirazione del contenuto uterino. L'utilizzo delle prostaglandine, quindi, riduce il rischio di lacerazioni cervicali, perforazioni dell'utero e aborto incompleto. Per contro, a seguito della somministrazione, accuserai dei dolori all'addome, dovuti alle contrazioni. In questa fase possono essere utilizzati degli antidolorifici, come l'ibuprofene. Qualunque sintomo dovessi accusare, fallo presente al personale della struttura. Se hai controindicazioni alla somministrazione del Misoprostolo, la dilatazione del collo dell'utero avverrà solo per via strumentale con i dilatatori di Hegar all'inizio dell'intervento, salvo casi in cui si utilizzano i dilatatori osmotici (più usati nell'induzione del travaglio) Attesa: il tempo necessario perché le prostaglandine abbiano effetto, da 1 a 3 ore, in base alla via di somministrazione In caso tu abbia scelto la sedazione leggera con ansiolitico, ti verrà somministrato per bocca 30-60 minuti prima di entrare in sala operatoria Entri in sala operatoria In sala operatoria La scelta dell'anestesia l'avrai fatta durante il colloquio con l'anestesista, il giorno della preospedalizzazione, una volta in sala operatoria Lo svuotamento strumentale dell'utero per l'interruzione di gravidanza può essere fatto sfruttando due metodiche singolarmente o in maniera complementare: -Aspirazione (o isterosuzione), eventualmente seguita da raschiamento se necessario. -Raschiamento, chiamato anche D&C, dilatazione e curettage ). Curette per raschiamento (Manuale di ginecologia e Ostetricia di Pescetto e collab. Una procedura che prevede l'utilizzo di uno strumento noto come "curette" (vedi figura a fianco), grazie al quale è possibile raschiare delicatamente il rivestimento uterino per asportare ciò che non è stato possibile rimuovere con l'aspirazione. metodica utilizzata ormai solo in casi particolari o in alcune cliniche che ancora non si sono adeguate alle nuove linee guida. È molto più rischioso dell'isterosuzione. Cosa succede in sala operatoria? Verrai fatta accomodare sul lettino operatorio, strutturato per la posizione ginecologica (o posizione litotomica), dotato di gambali per appoggiare le gambe. Avviene la disinfezione; Il medico ginecologo che eseguirà l'intervento ti visita per avere un'idea chiara della posizione, della flessione e delle dimensioni del tuo utero. Applica uno speculum (o due valve vaginali) per esporre la cervice; Se hai scelto l'anestesia locale, il medico praticherà le iniezioni di anestetico direttamente sul collo dell'utero, e se avevi deciso di associare la sedazione, ti verrà iniettato l'analgesico attraverso l'ago cannula precedentemente inserito. Se avevi scelto l'anestesia generale ti saranno iniettati gli anestetici e sarà necessario il monitoraggio e l'intubazione ( leggi il paragrafo espandibile Tipi di anestesia per IVG chirurgica) Inizieranno le manovre chirurgiche solo quando non percepirai dolore (in caso di anestesia locale, associata o meno a sedazione), o finchè non sarai addormentata (in caso di sedazione profonda o anestesia generale); La dilatazione Pinze ad anelli (imm. da Manuale di Ginecologia e Ostetricia, di Pescetto e collab.) A questo punto non dovresti sentire alcun dolore, ma continuerai a percepire il tatto. In caso tu senta dolore, fallo presente al medico. Vengono utilizzate le pinze da collo (pinze ad anelli, vedi figura a fianco) per esercitare una leggera trazione della cervice, e procedere con la dilatazione. Per permettere il passaggio della cannula di aspirazione per l'isterosuzione, il medico utilizza i dilatatori di Hegar: piccoli cilindri di acciaio, lisci e con la punta arrotondata, simili a sottili candele(vedi immaginealcune cliniche utilizzano i dilatatori monouso in plastica). Dilatatori di Hegar Se le settimane di gestazione sono molto basse, a volte non serve dilatare il collo dell'utero manualmente prima dell'isterosuzione; saranno sufficienti le prostaglandine ( se si ritengono necessarie) che lo avranno già reso più morbido per l'introduzione della cannula di aspirazione. Di solito, fino a 8 settimane di gestazione viene utilizzata l’isterosuzione senza dilatazione della cervice (soprattutto se hai già avuto almeno un parto vaginale). Da 8 a 12 settimane, viene in genere eseguita anche la dilatazione. In caso vengano utilizzati, i dilatatori di Hegar saranno inseriti uno alla volta, partendo dal più piccolo, per allargare il canale in modo millimetrico e fluido per ottenere una dilatazione molto graduale e non traumatica della cervice. Sono calibrati con diametro crescente di mezzo millimetro in mezzo millimetro, di solito da 2mm a 30mm, e vengono inseriti in sequenza, togliendo il precedente e inserendo il successivo, fino ad arrivare al numero corrispondente o di 1-2 millimetri inferiore alle settimane di gravidanza. Ad esempio: se sei di 8 settimane, il medico dilaterà la cervice fino al numero 7 o 8 (7-8 mm). Se è a 10 settimane, utilizzerà progressivamente i dilatatori fino ad arrivare al numero 9 o 10 (9-10 mm). Se è a 12 settimane, arriverà intorno al numero 10 o 11. Perché si usa questa proporzione? Più la gravidanza è avanti, più il contenuto dell'utero è grande, e di conseguenza serve una cannula di aspirazione leggermente più larga per svuotarlo in modo sicuro e senza problemi. Al contrario, nelle primissime settimane (es. 5 o 6 settimane), i tessuti sono così piccoli che il ginecologo userà una cannula sottilissima e la dilatazione con i cilindri di Hegar sarà minima o a volte persino non necessaria (specie se hai già avuto figli). Isterosuzione Subito dopo la dilatazione, il medico inserisce un piccolo tubicino di plastica flessibile e trasparente, con la punta arrotondata, chiamato cannula di Karman. La misura della cannula viene scelta in base all'età gestazionale, e corrisponderà più o meno alla misura dell'ultimo dilatatore utilizzato. La cannula viene collegata a un dispositivo di aspirazione delicato, chiamato "isterosuttore", di solito elettrico, ma esiste anche la versione manuale. Una volta inserita, viete attivato l'isterosuttore e, durante l'aspirazione, la cannula viene ruotata dolcemente, di 180°, in senso orario e in senso antiorario. Nel giro di pochissimi minuti (circa 3-5), il contenuto uterino viene rimosso in modo sicuro. Alla fine il medico eseguirà un'ecografia per controllare che non siano rimasti nell'utero resti dell'embrione. Se fossero presenti, per prevenire un'infezione, è possibile completare l'intervento di nuovo per aspirazione, o mediante raschiamento. Possibili Complicazioni Entro il primo trimestre di gestazione, l'aborto chirurgico è piuttosto sicuro ed efficace. Sono stai registrati circa il 2% e il 3% di casi con complicanze. La maggior parte riguardano complicazioni non gravi: dolore sanguinamento infezioni complicazioni legate all’anestesia; Le complicazioni gravi sono molto più rare e sono: emorragie più frequente a seguito di raschiamento (0,7%) rispetto all’isterosuzione (0,2%) perforazione uterina lesioni agli organi pelvici (soprattutto vescica e intestino) lacerazioni della cervice coagulazione intravascolareL’emorragia è risultata più frequente a seguito di raschiamento (0,7%) rispetto all’isterosuzione (0,2%) Inserire un dispositivo intrauterino contraccettivo Al termine dell'intervento, se richiesto durante la preospedalizzazione e se il medico non rileva problemi, è possibile inserire un dispositivo intrauterino contraccettivo, la spirale IUD, allo scopo di prevenire future gravidanze non desiderate. Dopo l'intervento Al termine dell'intervento, resterai sotto osservazione da un minimo di 30 minuti fino a qualche ora, in base al tipo di anestesia e al tuo stato di salute. Monitoraggio del dolore: il personale sanitario si occuperà di osservare le perdite di sangue post-intervento e si informerà sul grado di dolore che accusi, e in caso tu ne senta il bisogno provvederà a somministrarti un antidolorifico. Tieni presente che il dolore è simile a quello di una mestruazione. Puoi mangiare? Meglio di no, soprattutto se l'intervento era in anestesia generale. Segui comunque le indicazioni del medico. Dimissioni Prima di lasciare la struttura, il personale sanitario si assicurerà che tu riesca ad urinare spontaneamente e non sia presente una forte emorragia; sono criteri obbligatori che i medici controllano per poterti firmare le dimissioni. Cosa ti consegneranno al momento della dimissione? Lettera di dimissione: è il lascia-passre per tornare a casa, ti sarà consegnata la relazione medica con la descrizione dell'intervento. Prescrizioni mediche: ti verranno indicate eventuali terapie da seguire a casa (antibiotici, antidolorifici, o terapia contraccettiva). Prenotazione controllo: Verrà fissato l'appuntamento per la visita di controllo (dopo circa 15-20 giorni). Ritorno a casa: Puoi tornare a casa, ma dovresti essere accompagnata da una persona adulta, soprattutto dopo la sedazione profonda o l'anestesia generale; ma, anche in caso di somministrazione di ansiolitici, non è consigliato guidare. Senza contare che potresti non sentirti bene a causa dell'intervento stesso. A casa Una volta a casa, dalla sera stessa o dal giorno successivo, puoi tranquillamente tornare a mangiare in modo del tutto normale. Alcune raccomandazioni: È meglio la doccia piuttosto che l'immersione nella vasca., c'è meno rischio di infezione. Non fare lavande vaginali interne Non usare assorbenti interni. Cerca di riposare più che puoi Evita i rapporti sessuali penetrativi, almeno fino alla vista di controllo, dopo 14-21 giorni, quando il medico ti avrà dato il via libera e sarà in atto un metodo contraccettivo. Ricorda : l'utero deve aver il tempo di tornare alla normalità e poiché la cervice resta leggermente dilatata nei giorni seguenti all'intervento, sei esposta a un maggior rischio di infezioni. Dopo 14-21 giorni: visita di controllo e contraccezione Il controllo post IVG non è obbligatorio, ma è fortemente raccomandato per avere la certezza che non siano rimasti piccoli frammenti di tessuto placentare o embrionale all'interno dell'utero. Quindi anche se ti senti bene e le perdite sono finite, la visita di controllo dopo 2-3 settimane non è una semplice formalità burocratica, ma è l'unico modo che hai per avere la certezza che il tuo utero sia pulito e in salute, azzerando il rischio di complicanze o infezioni tardive. L'esame che viene sempre eseguito è il dosaggio delle beta-hCG, con un prelievo ematico o dalle urine, associato ad un'ecografia transvaginale per verificare l’assenza del sacco gestazionale e confermare il successo della procedura. Durante la visita, se non hai già inserito la spirale contraccettiva alla fine dell'intervento, potrai informarti su come e quale metodo contraccettivo iniziare ad usare. Ogni metodo ha tempi e modi diversi. Puoi approfondire il tema contraccezione nella sezione in basso Per le più curiose , al paragrafo espandibile "Contraccezione post-IVG " e in futuro nell'articolo dedicato. Conclusioni La percentuale d’insuccesso del metodo è quasi nulla (0,3% contro 5% dell’IVG farmacologica), ma è importante ricordare che alcune IVG farmacologiche “incomplete” dovranno essere “terminate” in modo chirurgico. Come dopo un parto, nei giorni successivi all’intervento, vedrai le perdite di sangue, simili alle mestruazioni, ma se dovessero risultare eccessivamente abbondanti, o tu avverta forte dolore all'addome, rivolgiti alla struttura dove si è svolta l'IVG, per escludere complicanze e infezioni. Se hai bisogno di parlare con me, contattami Cosa sono i Liquidi Chiari? I liquidi chiari sono tutte quelle bevande trasparenti che non contengono residui solidi, particelle, grassi o latte. I liquidi chiari sono gli unici che si possono assumere fino a 2 ore prima dell'intervento (salvo diversa indicazione del medico). Quali sono i liquidi chiari Acqua naturale (o frizzante). Tè o camomilla (filtrati, senza aggiunta di latte). Caffè nero d'orzo o espresso (senza un goccio di latte o panna). Succhi di frutta senza polpa (es. succo di mela limpido o succo d'uva bianca, l'importante è che siano trasparenti e non torbidi). Brodo vegetale o di carne chiarificato (perfettamente filtrato, privo di grasso o pezzetti). [2] Nota: possono essere zuccherati o dolcificati. Quali NON sono liquidi chiari (richiedono almeno 6 ore di digiuno) Latte (anche vegetale come soia, avena, mandorla) e cappuccino. Succhi di frutta con polpa (es. succo di pera, pesca, spremuta d'arancia non filtrata). Frullati, centrifugati densi o yogurt da bere. Bevande alcoliche. Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza" . Fonti MINISTERO DELLA SALUTE C_17_pubblicazioni_2924_allegato.pdf (salute.gov.it) https://www.ivgsenzama.it/modulistica/ https://www.ivgsenzama.it/wp-content/uploads/2025/09/La_tua_scelta_zero_ostacoli_2a_ed.pdf https://www.alessandragraziottin.it/it/div_scheda.php/Aborto-farmacologico-come-funziona-la-RU486?ID=6852#t8 https://www.asst-nordmilano.it/interruzione-volontaria-di-gravidanza-ivg- https://www.grupposandonato.it/news/2025/settembre/sedazione-profonda-cose-differenze-sedazione-leggera https://www.agi.it https://www.fabiamater.it

  • Nausea in Gravidanza: Tips rapide

    Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te Ecco per te alcune tips da consultare rapidamente per una “convivenza pacifica” con la nausea in gravidanza nel primo trimestre. Si sa, è sempre tutto molto soggettivo, e quelli di seguito sono consigli generici per la nausea in gravidanza, ma la maggior parte di loro ti saranno molto utili. Ricorda di adattarli alla tua situazione in particolare, soprattutto in presenza di patologie che sai già di avere. Chiedi sempre un consulto al tuo medico ginecologo. Ecco le tue TIPS 1. Appena sveglia mangia qualcosa prima di alzarti dal letto; tieni CIBO TAMPONE vicino al letto ( crackers, grissini, frutta secca ecc. ). 2. Fai 5 pasti al giorno : Colazione, spuntino di metà mattina, pranzo, merenda , cena. Se necessario mangia uno snack un’oretta prima di dormire ,ma non sdraiarti a stomaco pieno. 3. Prediligi : cibi leggeri , non grassi, non pesanti, poco speziati; mastica a lungo e evita cibi e odori che ti danno fastidio. 4. Bevi : molta acqua ,tisane con erbe consentite, te’ deteinato Evita di bere: caffè, succhi di frutta , fumo e alcool; bevi a piccoli sorsi, non durante i pasti, fai passare almeno mezz’ora prima coricarti. 5. Appena puoi : fai lunghe passeggiate all’aria aperta, riposa, distraiti con attività che ti piacciono. Evita : viaggi lunghi in macchina, luoghi chiusi e affollati; tieni in borsa dei crackers. 6. Indossa indumenti comodi non troppo stretti in vita. Non stare seduta troppo a lungo per non comprimere lo stomaco. 7. Assumi vitamina B6 (dopo aver consultato il tuo medico) 8. Prova i braccialetti anti-nausea, quelli che si usano anche per i viaggi sui mezzi di trasporto. Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza"

  • IVG con il metodo farmacologico (Interruzione Volontaria di Gravidanza)

    Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... Il limite tassativo per eseguire l'IVG con il metodo farmacologico è di 63 giorni (9 settimane) dall'ultimo ciclo. Se preferisci l'IVG farmacologica, dovrai muoverti rapidamente. In questo articolo trovi tutte le informazioni, i come e i perché del metodo farmacologico. Per eseguire l'interruzione volontaria di gravidanza, puoi scegliere tra 2 metodi: farmacologico e chirurgico. Negli ultimi anni il metodo più richiesto è quello farmacologico, ma il metodo chirurgico è ancora molto utilizzato. Se vuoi avere ben chiare tutte le tappe del percorso di richiesta di IVG leggi anche "Gravidanza inattesa e aborto volontario (IVG): cosa fare?" , così saprai da dove iniziare e cosa fare, che tu sia maggiorenne o minorenne. Attenzione al limite dei giorni! Per l'IVG con metodo farmacologico, il limite dei giorni di gestazione diminuisce: non è 90 come per il metodo chirurgico, ma 63 (9 settimane). Se hai un ciclo regolare: calcola i giorni partendo dal primo giorno dell'ultima mestruazione. Se il tuo ciclo non è regolare: attraverso l'ecografia, il ginecologo controllerà l'effettiva datazione della gravidanza e saprai se rientri nei 63 giorni previsti per il metodo farmacologico. Quando puoi scegliere il metodo per l'IVG? Già durante il colloquio e la visita per la richiesta di IVG, il tuo medico di fiducia, o un medico del Consultorio, ti farà una panoramica di entrambi i metodi a disposizione per interrompere la gravidanza (farmacologico e chirurgico) e avrete modo di valutare insieme, quale dei due si adatti al tuo caso. Se dall'anamnesi, dalla visita ( che può comprendere o meno l'ecografia) e dagli eventuali esami prescritti dal medico, non emergeranno controindicazioni all'IVG con il metodo farmacologico, potrai recarti presso la struttura scelta per l'IVG dopo un periodo di "pausa" di 7 giorni (se non c'è urgenza), durante il quale avrai il tempo di riflettere sulle tue intenzioni ed eventualmente cambiare idea. Ricorda che puoi ripensarci fino all'ultimo secondo prima di qualunque intervento Cosa succede trascorsi i 7 giorni? Dopo la pausa di 7 giorni, accederai al metodo farmacologico lo stesso giorno in cui ti presenterai nella struttura sanitaria per eseguire l'IVG. Con chi parlerai? Direttamente con il medico ginecologo della struttura ospedaliera. Cosa farà il medico ginecologo? Controllerà il certificato rilasciato dal medico a cui ti sei rivolta all'inizio per fare la richiesta, eseguirà un'ecografia, se necessario, e solo per sicurezza clinica e conferma della datazione della gravidanza, e una volta escluse le controindicazioni, ti consegnerà subito la prima pillola (Mifepristone). L'ecografia è obbligatoria? No, l'ecografia non è obbligatoria e puoi richiedere di non sottoporti a questo esame. Ma sappi che il medico non può farti vedere le immagini dell'embrione o ascoltarne il battito cardiaco contro la tua volontà. Considera, però, che in alcuni casi potrebbe risultare necessaria per stabilire se rientri effettivamente nei 63 giorni limite per l'IVG farmacologica, in caso tu abbia cicli irregolari. Inoltre, con l'ecografia si può escludere una gravidanza extrauterina, o altre controindicazioni per cui potrebbe essere inutile o pericoloso procedere con l'aborto farmacologico, e potresti necessitare di un altro tipo di trattamento anche urgente. Tieni presente anche l'eventualità che il battito cardiaco dell'embrione sia assente e che la gravidanza sia già compromessa a prescindere dalla tua decisione. Saperlo prima potrebbe in qualche modo "sollevarti emotivamente". In fondo all'articolo trovi moduli per tutelarti in caso trovassi ostacoli o violazioni dei tuoi diritti durante il tuo percorso di interruzione della gravidanza. Quali farmaci vengono utilizzati per l'IVG farmacologica? L’interruzione di gravidanza con metodo farmacologico prevede principalmente l’utilizzo di un farmaco, il Mifepristone (nome commerciale RU-486) conosciuto come “pillola abortiva” (da non confondere con la pillola del giorno dopo), seguito a distanza di 24-48 ore, da un analogo della Prostaglandina E (PGE), chiamato Misoprostolo. Difficilmente è sufficiente solo il primo farmaco (Mifepristone) a completare l'espulsione dell'embrione e i suoi annessi, ma è tanto più efficace, quanto più l'epoca gestazionale è bassa. N.B. La pillola abortiva NON può essere acquistata in farmacia, il suo impiego è possibile solo ed esclusivamente a livello ospedaliero o nelle strutture sanitarie convenzionate che effettuano il procedimento di interruzione della gravidanza. Come agiscono in sinergia Mifepristone e Misoprostolo? Ti spiego il "trucco" della sinergia tra Mifepristone e Misoprostolo Il progesterone (l'ormone naturale prodotto dal nostro organismo) ha un compito fondamentale durante la gravidanza: si lega ai recettori della parete interna dell'utero (endometrio e miometrio) e lo mantiene "rilassato" attraverso la produzione di un enzima che distrugge le prostaglandine naturali, che altrimenti agirebbero sull'utero provocando le contrazioni. Il Mifepristone è uno steroide sintetico classificato come un antagonista puro del progesterone, perché riesce a legarsi agli stessi recettori ai quali si lega il progesterone. "Sfrattando" il progesterone dai recettori, rende l'utero attaccabile dalle prostaglandine (una dose da 200 mg di Mifepristone è già biologicamente sufficiente a coprire e bloccare tutti i recettori disponibili per il progesterone). Il farmaco blocca il progesterone. L'utero, privato della "barriera", diventa improvvisamente attaccabile dalle prostaglandine. È qui che entra in gioco il Misoprostolo, l'analogo delle prostaglandine, che dopo 24-48 ore dalla dose di Mifepristone troverà l'utero "disarmato" e agirà al massimo, attivando le contrazioni necessarie. Le tappe dell'IVG con il metodo farmacologico 1° Giorno: accesso ambulatoriale/Ricovero in Day Hospital Il medico ginecologo controlla eventuali esami, se erano stati richiesti, e valuta il tuo stato di salute. Se necessario, esegue l'ecografia. La profilassi antibiotica non è raccomandata di routine in caso di aborto farmacologico. Viene riservata in caso di presenza di fattori di rischio di infezione noti Il medico ti informa sui possibili effetti collaterali dei farmaci utilizzati per il metodo farmacologico. Dovrai firmare il consenso informato. Discuterete di contraccezione, da poter mettere in atto prima possibile, o quando si avrà la certezza che l'aborto è completo (di solito alla visita di controllo dopo 14-21 giorni). Verranno decisi modi e tempi in base al contraccettivo che sceglierai in base alle tue esigenze e su consiglio del medico. Informati subito sulla gratuità della contraccezione, che può cambiare da regione a regione, a seconda del metodo, o in base alla tua età. Ti viene somministrato per via orale il Mifepristone (antiprogestinico), conosciuto in commercio come RU486. La dose minima risultata efficace è 200 mg. Resti sotto osservazione per 30-60 minuti in caso dovessero insorgere effetti avversi. Nel frattempo ti viene consegnato il secondo farmaco, le prostaglandine (Misoprostolo), che potrai assumere in autonomia a casa, dopo 24-48 ore dal primo farmaco, in base alle indicazioni del medico. Sarai invitata a tornare per la visita di controllo dopo 14-21 giorni dall'assunzione delle prostaglandine (Misoprostolo). In quell'occasione potrai decidere di iniziare la contraccezione (leggi "Spirale anticoncezionale dopo un aborto: tempi, modalità e tutto quello che c'è da sapere") Se non hai manifestato effetti avversi nei 30-60 minuti di osservazione, puoi tornare a casa, con la raccomandazione di non restare da sola e di contattare la struttura per ricevere supporto telefonico o in telemedicina, in caso dovessero insorgere delle complicanze, o non ti senta tranquilla. Potresti iniziare fin da subito ad accusare dolori addominali e vedere perdite di sangue, di solito rientra nella norma, ma ritieni di avere effetti avversi gravi, fatti accompagnare in ospedale. 2° Giorno: Fase di attesa e assunzione 2° farmaco ( se dopo 24 h) In questa fase potresti accusare dolori addominali particolarmente intensi e perdite anche emorragiche da tenere sotto controllo. Potresti già dover assumere le prostaglandine (Misoprostolo) se il medico ti ha consigliato l'assunzione dopo 24 ore dal Mifepristone. L'indicazione è infatti da un minimo di 24 ore au massimo di 72, ma in genere si consiglia l'assunzione dopo 24-48 ore. Su consiglio del medico potrai assumere un antidolorifico (come l'ibuprofene) circa 30-60 minuti prima di prendere il secondo farmaco. Il Misoprostolo ha diverse vie di somministrazione : orale, buccale, sublinguale o vaginale. La scelta da parte del medico si basa principalmente sull'epoca gestazionale, ma vengono valutati altri fattori Gli effetti delle prostaglandine potrebbero manifestarsi già dopo un'ora dall'assunzione e comprendono l'aumento dei crampi addominali e del sanguinamento. Il farmaco Induce la contrazione della muscolatura uterina e la dilatazione del collo dell'utero. Questo processo stimola l'espulsione del materiale embrionale, simulando le dinamiche di un aborto spontaneo. In questa fase fai attenzione agli effetti delle Prostaglandine farmaco, e se ti appaiono eccessivi chiama in ospedale. 3° Giorno: secondo farmaco (se dopo 48 ore) In base alle indicazioni del medico potresti dover assumere oggi il Misoprostolo (prostaglandine), quindi dopo 48 ore. Leggi il paragrafo precedente "2° Giorno". Dopo 14-21 giorni: visita di controllo e contraccezione Il controllo post IVG non è obbligatorio, ma è fortemente raccomandato per avere la certezza che non siano rimasti piccoli frammenti di tessuto placentare o embrionale all'interno dell'utero. Quindi anche se ti senti bene e le perdite sono finite, la visita di controllo dopo 2-3 settimane non è una semplice formalità burocratica, ma è l'unico modo che hai per avere la certezza che il tuo utero sia pulito e in salute, azzerando il rischio di complicanze o infezioni tardive. L'esame che viene sempre eseguito è il dosaggio delle beta-hCG, con un prelievo ematico o dalle urine, associato ad un'ecografia transvaginale per verificare l’assenza del sacco gestazionale e confermare il successo della procedura. Il controllo sarà più accurato, in caso tu riferisca al medico l’assenza di sanguinamento o la presenza solo di tracce di sangue sull’assorbente o sulla biancheria nelle 24 ore che sono seguite all’assunzione del misoprostolo, oppure che continui ad accusare i sintomi della gravidanza (es. nausea, vomito, tensione mammaria, stanchezza) anche dopo una settimana dall’IVG. Questo quadro potrebbe indicare un mancato aborto e la necessità di procedere al completamento per via chirurgica o ancora farmacologica. Durante la visita potrai procedere al posizionamento della spirale contraccettiva se è il metodo che hai scelto durante il colloquio preliminare con il medico. Ogni metodo ha tempi e modi diversi. Puoi approfondire il tema contraccezione nella sezione in basso Per le più curiose , al paragrafo espandibile "Contraccezione post-IVG " e in futuro nell'articolo dedicato. Quando puoi riprendere i rapporti sessuali? Subito dopo un'interruzione volontaria di gravidanza per via farmacologica, la fertilità ritorna quasi immediatamente: l'ovulazione può ripresentarsi già 7-14 giorni dopo l'espulsione. Per questo motivo, le linee guida mediche ufficiali, tra cui quelle della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), raccomandano di iniziare la contraccezione il prima possibile In teoria, la ripresa dei rapporti sessuali potrebbe avvenire quando lo ritieni opportuno, ma la regola medica è: niente rapporti fino alla visita di controllo (dopo circa 2-3 settimane). Perché? Durante questa visita, il ginecologo verificherà che il collo dell'utero si sia richiuso perfettamente (un collo dell'utero ancora dilatato ti rende più vulnerabile alle infezioni), e confermerà che l'aborto sia davvero completo. Come già detto, la prima ovulazione dopo l'aborto potrebbe avvenire già dopo 7-14 giorni, per questo, prima di ripartire con la vita sessuale, è opportuno che tu abbia già iniziato ad usare un metodo contraccettivo per evitare una gravidanza indesiderata a breve termine o per il futuro. Del metodo avrai già discusso con il medico fin dal colloquio preliminare, lo stesso giorno in cui hai assunto il primo farmaco per l'IVG farmacologica (Mifepristone). A seconda del metodo che avevi scelto, potrai iniziare il giorno della visita di controllo, o subito dopo l'assunzione del secondo farmaco, le prostaglandine (Misoprostolo). Per maggiore sicurezza anticoncezionale e per evitare infezioni, ti consiglio di utilizzare il preservativo maschile , almeno per il primo mese. In questo modo potrai riprendere la tua vita sessuale con serenità. Gli assorbenti interni si possono utilizzare? L'uso di assorbenti interni è sconsigliato per almeno 1-2 settimane dopo l'assunzione del Misoprostolo (prostaglandine), almeno fino a quando le perdite ematiche abbondanti non si siano ridotte e il collo dell'utero non sia tornato alla normalità. Questo perchè un collo dell'utero ancora dilatato o eccessivamente ammorbidito può comportare maggior rischio di infezione. Possibili complicanze durante la procedura di IVG Sanguinamento prolungato e abbondante (oltre 2 assorbenti maxi l’ora per oltre 2 ore consecutive); Cattivo odore dalla vagina; Febbre per oltre 24 ore dopo l’ultima dose di misoprostolo; Sensazione di malessere generale per oltre 24 ore dopo l’assunzione di misoprostolo. Effetti collaterali dei farmaci Contrazioni o crampi uterini; Nausea, vomito; Diarrea; Abbondante sanguinamento; Endometrite, malattia infiammatoria pelvica; Crampi gastrointestinali di grado da lieve a moderato; Abbassamento della pressione sanguigna; Mal di testa; Febbre; Malessere generalizzato, stanchezza; Capogiri, brividi, vampate di calore; Orticaria e reazioni cutanee anche grave; Reazioni allergiche, anche gravi, in persone sensibili. Consiglio di Ostetrica Sere Al di là dei termini di legge che consentono l'interruzione volontaria di gravidanza entro il 90° giorno di gestazione (12 settimane + 6 giorni), che diminuiscono a 63 in caso di IVG farmacologica, ti consiglio caldamente di non aspettare troppo a presentare la richiesta di IVG al tuo medico o in Consultorio. Più l'età gestazionale sarà bassa e minori saranno i rischi e le conseguenze per te, sia dal punto di vista fisico che da quello emotivo. Non saltare la visita di controllo dopo 14 giorni. Per una panoramica più dettagliata sul percorso e far valere i tuoi dritti per l'IVG, ti consiglio un sito dedicato https://www.ivgsenzama.it/ . E questo è il link diretto alla guida pratica https://www.ivgsenzama.it/wp-content/uploads/2025/09/La_tua_scelta_zero_ostacoli_2a_ed.pdf In fondo alla guida, trovi anche i moduli necessari, ma, per tua praticità, li ho estratti a parte. Te li lascio qui: Per le più curiose Espandi i paragrafi che vuoi approfondire Perché le donne preferiscono il metodo farmacologico? Bisogna dire che negli ultimi anni è aumentato notevolmente l’utilizzo del metodo farmacologico, ma il metodo chirurgico è ancora ampiamente utilizzato e in molti casi addirittura l’unica scelta in presenza di controindicazioni nell’assunzione della pillola abortiva o dei prostaglandinici, oppure se l’età gestazionale è ormai troppo avanzata (ti ricordo che per il metodo farmacologico il limite è di 63 giorni e non di 90). I motivi per cui le donne tendono a preferire il metodo farmacologico riguardano principalmente il lato pratico; infatti, la pillola abortiva non richiede interventi strumentali e, anche se il primo farmaco deve essere somministrato obbligatoriamente in ospedale in regime di day hospital, subito dopo la somministrazione (al massimo 30-60 minuti di osservazione) si può tornare a casa, a meno che non si presentino problemi che inducano il medico a ritenere necessaria la permanenza in ospedale fino alla completa espulsione del prodotto del concepimento. Non tutte però conoscono bene gli effetti di un aborto farmacologico, e soprattutto non sanno quali effetti potrebbe avere su di loro la pillola abortiva. Il problema più garnde riguarda le adolescenti che sentono parlare con troppa semplicità di un metodo di IVG che di fatto non conoscono. La'unica cosa che salta allocchio è la semplicità we la rapidità del metdo e il fatto che non c'è ricovero e accade tutto acasa. immaginano la procedura come uno stimolo forzato al ritorno delle mestruazione, e poi niente più pensieri Prima del Covid 19 era diverso Prima del 2020 il limite per l'IVG farmacologica era di 7 settimane e la donna veniva sempre trattenuta in ospedale fino all'espulsione del prodotto del concepimento. Nel 2020, per ridurre il rischio di contagio da Covid, la somministrazione del farmaco è stata semplificata inviando la donna a casa subito dopo e aumentando il limite delle settimane da 7 a 9 (63 giorni). Scelta della via di somministrazione del Misoprostolo (prostaglandine) La scelta della via di somministrazione del Misoprostolo si basa principalmente su tre fattori : Età gestazionale, Profilo di efficacia e tollerabilità farmacocinetica Preferenze o condizioni cliniche della paziente. I medici seguono le linee guida ufficiali dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) e della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), che ottimizzano la somministrazione in base ai seguenti criteri: 1. Età gestazionale (Il fattore principale) I recettori dell'utero cambiano sensibilità con il progredire della gravidanza, modificando la risposta al farmaco. Fino a 7 settimane (49 giorni di amenorrea): L'efficacia della via orale (deglutita) è molto alta. In Italia esiste un farmaco specifico registrato per l'uso orale esclusivo a questo dosaggio (400 μg) entro i 49 giorni. Tra 7 e 9 settimane (fino a 63 giorni): La via orale perde progressivamente efficacia. Le linee guida AIFA prevedono quindi il passaggio a vie d'assorbimento diverse: vaginale, buccale (tra guancia e gengiva) o sublinguale (sotto la lingua) con un dosaggio maggiore (800 μg). Secondo trimestre (oltre la 12ª settimana): Per l'induzione dell'espulsione in epoche più avanzate si predilige nettamente la via vaginale, poiché garantisce un'azione locale mirata e più costante nel tempo. 2. Farmacocinetica ed effetti collaterali Le diverse vie cambiano la velocità con cui il farmaco entra nel sangue e la durata della sua azione: Via Sublinguale e Buccale: Hanno un assorbimento rapidissimo e raggiungono un picco molto alto di farmaco nel sangue. Questo provoca contrazioni forti e veloci, ma può aumentare la frequenza di effetti collaterali gastrointestinali come nausea, vomito, diarrea e brividi. Via Vaginale: Ha un assorbimento più lento e graduale, ma i livelli di farmaco nel sangue rimangono costanti per molto più tempo. Genera un'ottima risposta contrattile dell'utero con effetti collaterali sistemici ridotti (meno nausea e vomito rispetto alle vie orali/sublinguali). 3. Condizioni cliniche e preferenze della paziente L'equipe medica valuta la situazione specifica della donna: Presenza di vomito: Se la paziente soffre di forti nausee o vomito indotto dalla gravidanza o dal primo farmaco (mifepristone), si esclude la via orale/sublinguale e si sceglie la via vaginale per evitare che il farmaco venga rigettato prima di essere assorbito. Preferenza personale e logistica: In regime ambulatoriale o di day-hospital, le linee guida SIGO specificano che, a parità di efficacia scientifica tra le vie non-orali, la scelta può essere concordata con la paziente per garantirle il massimo comfort fisico e psicologico. Contraccezione post-IVG farmacologica I metodi contraccettivi utilizzabili si dividono in base al momento esatto in cui possono essere avviati: 1. Metodi da iniziare SUBITO (Il giorno stesso del primo farmaco o entro 3 giorni) Questi metodi possono essere avviati immediatamente, senza attendere la fine delle perdite di sangue o la visita di controllo. Non interferiscono con l'efficacia dei farmaci abortivi (mifepristone e misoprostolo): Impianto contraccettivo sottocutaneo: È un bastoncino flessibile che il ginecologo inserisce sotto la pelle del braccio. Può essere applicato il giorno stesso in cui si assume il primo farmaco (mifepristone) in ospedale o al consultorio. Pillola contraccettiva progestinica (Mini-pillola): Contiene solo progestinico (senza estrogeni). Si può iniziare a prenderla la sera stessa del secondo farmaco (misoprostolo) o nei giorni immediatamente successivi. Pillola estroprogestinica classica, Cerotto o Anello vaginale: I contraccettivi ormonali combinati possono essere iniziati entro i primi 3-5 giorni dall'assunzione del Misoprostolo (prostaglandine). Iniziarli subito garantisce una protezione contraccettiva immediata. Preservativo (Metodo di barriera): È fondamentale utilizzarlo fin dai primi rapporti sessuali successivi all'aborto. Oltre alla contraccezione, protegge dalle infezioni in un momento in cui il collo dell'utero è ancora leggermente pervio (dilatato) 2. Metodi da iniziare DOPO (Alla visita di controllo, circa 14 giorni dopo) Alcuni metodi richiedono obbligatoriamente che l'utero sia tornato vuoto e alle sue dimensioni normali. Non si possono usare subito durante la fase di sanguinamento attivo Spirale intrauterina (IUD al rame o ormonale): A differenza dell'aborto chirurgico (dove la spirale si può inserire subito durante l'intervento), nell'aborto farmacologico bisogna attendere la visita di controllo a 14 giorni. Il ginecologo eseguirà l'ecografia per verificare che l'espulsione sia completa e, nella stessa seduta, inserirà la spirale in totale sicurezza. Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza" Fonti https://www.sigo.it/wp-content/uploads/2024/09/21.-RaccomandazioniTFA.pdf https://www.issalute.it https://www.ivgsenzama.it/ . https://www.ivgsenzama.it/wp-content/uploads/2025/09/La_tua_scelta_zero_ostacoli_2a_ed.pdf https://www.sigo.it https://www.epicentro.iss.it https://www.epicentro.iss.it https://www.agite.eu https://servizissiir.regione.emilia-romagna.it https://www.ricercaepratica.it https://www.saperidoc.it https://www.saperidoc.it https://nursetimes.org

  • Il Preservativo Maschile: tutto quello che devi sapere

    Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... Il preservativo maschile, conosciuto anche come profilattico e condom, fa parte dei cosiddetti metodi di barriera ed è l'unico metodo contraccettivo che protegge dalle infezioni sessualmente trasmissibili (IST). Ma qual'è il suo utilizzo corretto? Premetto che essendo io un’ ostetrica ed essendo questo l’unico metodo capace di preservare sia da gravidanze inaspettate , sia dalle malattie sessualmente trasmesse (MST), farò riferimento esclusivamente ai rapporti sessuali fra uomo e donna, per i quali è presente sia il rischio di IST che di gravidanza inaspettata. Per quanto riguarda i rapporti omosessuali fra uomini, il metodo è utilizzato ovviamente solo per la protezione dalle mst. In ogni caso le modalità d’uso sono le stesse e vanno messe in pratica per scongiurare contagi da infezioni. Cosa si intende con metodi barriera? Sono tutti dispositivi che impediscono meccanicamente che lo sperma entri all’interno del canale cervicale,o collo dell’utero ,evitando ,così che possa raggiungere la cellula uovo nel periodo ovulatorio. Oltre ai preservativi esistono altri dispositivi con questa caratteristica, e sono: Diaframma , che trovi spiegato in un altro episodio di questa serie Cappuccio cervicale Preservativo femminile; Spugnette cervicali Gli ultimi 3 sono metodi poco utilizzati per cui ne faccio solo un breve accenno nell’articolo “ Metodi Contraccettivi : Altri metodi barriera:” Quali sono i vantaggi nell’utilizzo del preservativo maschile? Intanto è’ l’unico metodo contraccettivo che protegge anche dalle malattie sessualmente trasmesse. E già per questo merita il primo posto, soprattutto nei rapporti occasionali. Non richiede la ricetta medica e non richiede esami. É il metodo contraccettivo più indicato per gli adolescenti É facile da reperire ( farmacia, supermercati, distributori automatici , alcuni negozi, sul web. E’ semplice da utilizzare sin dalla prima volta, seguendo le istruzioni sul foglietto illustrativo. Inoltre sul web ormai si possono trovare sia foto che video esplicativi. Per rafforzare l’efficacia contraccettiva ,al profilattico si possono abbinare altri metodi contraccettivi: uno è lo spermicida. Sinceratevi prima della sua compatibilità con il tipo di profilattico scelto e che non risulti troppo aggressivo o allergizzante soprattutto per lei; l’altro metodo che si può associare è la pillola. L’abbinamento con quest’ultima è il top , perché si ha l’efficacia contraccettiva quasi al 100% data soprattutto dalla pillola e una protezione quasi totale dalle mst, data dal preservativo. Cos’è il preservativo maschile? E’ una guaina sottile, impermeabile che deve essere indossata dall’uomo al momento dell’erezione. Com'è fatto? Per chi non l’avesse mai visto , né dal vivo né in foto, si presenta chiuso in bustine sigillate e prima dell’utilizzo è completamente arrotolato su se stesso . Una volta srotolato ha la forma di un palloncino lungo. La forma calza a pennello con la forma del pene. Sulla parte iniziale , quella che poi andrà a contatto con il glande (cioè la punta del pene), di solito si trova un serbatoio, che serve a raccogliere lo sperma, e si riconosce perché è un piccolo prolungamento più stretto del resto della guaina. Alcuni però non ne sono dotati. L’apertura sulla base, invece, è bordata da un anello più rigido, composto dallo stesso materiale della guaina. Di che materiale è fatto? I profilattici possono essere di diversi materiali come il lattice ,il silicone, il poliuretano e suoi derivati. A dire il vero, anche se pare brutto, esistono anche di budello animale, come quello di agnello, ma sembra non siano sicuri come quelli di materiale sintetico. Alcuni studi documentano una maggiore tendenza alla rottura dei profilattici di poliuretano rispetto a quelli di puro lattice. Se avete l'allergia al lattice? Per chi soffre di allergia al lattice sono da preferire i profilattici in poliuretano. Le buone regole partono dall'apertura dell'involucro Bisogna dire che la percentuale di protezione sia da gravidanze che da malattie sessualmente trasmissibili è piuttosto alta, infatti si aggira intorno al 98%, o dovrei dire si aggirerebbe, visto che questa percentuale cala drasticamente all’82%, se il preservativo non viene utilizzato a regola d’arte. Allora vediamo qual’è il modo corretto di utilizzare il preservativo maschile la prima buona regola sarebbe quella di lavarsi le mani prima di aprire l’involucro , ma ho il sospetto che non sarà sempre possibile. secondo accorgimento : prima di strappare l’incarto, spostate il preservativo al lato opposto rispetto al lato di apertura per evitare di lacerarlo durante lo strappo dell’involucro. Non è consigliabile tagliare la confezione con le forbici. terzo accorgimento: fate attenzione a non provocare microrotture del profilattico con le unghie o con altri oggetti, come bracciali, anelli, collane, piercing e quant’altro..) una volta estratto il preservativo dall’involucro controllate sempre che sia integro. A questo punto si può indossare sul pene in erezione.Potete decidere insieme se sarà lui da solo a posizionarlo ,o se vuole farlo lei o addirittura insieme, rendendo questo momento più intimo e coinvolgente per entrambi piuttosto che un’azione meccanica distaccata che potrebbe rovinare l’atmosfera. Come si mette? Appoggiare il profilattico, ancora arrotolato, sul glande scoperto, con l'anello di gomma rivolto verso l'esterno; N.B. : fate attenzione perché a volte non è semplice e immediato capire qual’è la parte giusta. Ora ,stringendo il serbatoio tra pollice e indice per evitare la formazione di bolle d'aria durante il rapporto, che potrebbero provocare rotture del profilattico, va srotolato lungo tutta la lunghezza del pene,Se invece il preservativo non è dotato di serbatoio, durante l'applicazione va lasciato comunque uno spazio di circa 1 cm in corrispondenza del glande sempre per evitare che si formi dell'aria al suo interno. Comunque la maggior parte dei preservativi possiede il serbatoio. Durante lo srotolamento vi accorgerete sicuramente se avete posizionato dalla parte giusta il preservativo sul pene, perché in caso contrario non riuscirete a srotolarlo. Attenzione! Nel caso sia la parte sbagliata, va rimosso dal pene, gettato lettreralmente nella spazzatura, e sostituito con uno nuovo. Sì certo , sono d’accordo con voi ,sembra uno spreco, e infatti molto spesso questa importante regola purtroppo non viene messa in pratica, soprattutto se si ha a disposizione un solo preservativo. Io direi di focalizzare su un punto: però: il prezzo di un preservativo non si può paragonare alle conseguenze che deriverebbero dal suo utilizzo scorretto, ossia una gravidanza o una malattia sessualmente trasmessa, che ne dite? Come si dice dalle mie parti “meglio ave’ paura che toccanne” Infatti una quantità, anche minuscola, di spermatozoi contenuti in quel famoso liquido pre-eiaculatorio di cui vi parlavo all’inizio, potrebbe essere rimasta sulla parte della guaina appoggiata sul glande e questa parte, una volta arrovesciato il preservativo verrà a contatto con il canale vaginale,mi sono spiegata? Se avete capito bene ,potete dedurre da soli che il rischio di una gravidanza aumenta notevolmente e anche la possibilità, in questo caso solo per lei, di contrarre una mst, malattia sessualmente trasmessa. Questa è una delle tante piccole -grandi accortezze che fanno la differenza nella percentuale sull’efficacia contraccettiva del preservativo. Altra cosa importante da considerare è l’utilizzo di prodotti per favorire la lubrificazione vaginale. Sappiate che i preservativi in lattice, non devono essere abbinati a lubrificanti oleosi (es.vasellina) perché si rischia di danneggiare materialmente il profilattico, vanno bene invece quelli a base acquosa. Per quelli in poliuretano è diverso , perché sopportano anche quelli a base oleosa. Ma se la parte della vestizione è importante, lo è anche, o forse di più, l’ultima parte : Come si rimuove il preservativo? Fate molta attenzione perché questo è un momento cruciale, e un errore in questa fase potrebbe essere fatale. Al termine del rapporto, sappiamo che in maniera naturale e più o meno immediata il pene diventa meno rigido e diminuisce di volume ( il termine tecnico è detumescenza). Per questo motivo, è buona norma estrarre il pene dalla vagina prima che l'erezione sia completamente terminata e il profilattico possa sfilarsi facilmente durante l’uscita. Prima di uscire dal canale vaginale, quindi cosa bisogna fare? Bisogna sempre trattenere il preservativo con le dita alla base del pene, per evitare, appunto, che questo si sfili facendo fuoriuscire lo sperma all’interno del canale vaginale. Lo stesso, fate attenzione, vale per i rapporto anale, perchè c'è il rischio che lo sperma possa scivolare in vagina, in base alla posizione tenuta durante il rapporto. Senza contare che anche con il rapporto anale si possono trasmettere le IST. Se NON va a buon fine? Nel caso la procedura non vada a buon fine, almeno per scongiurare la gravidanza, sarà bene ricorrere alla contraccezione d’emergenza, che conoscerai come pillola del giorno dopo; se vuoi approfondire cos’è e come funziona ,te lo spiego bene nell’articolo dedicato “Contraccezione d'emergenza "la pillola del giorno dopo" e lo IUD al rame “. Se ti fa stare più tranquilla puoi fare una lavanda vaginale subito dopo il rapporto a rischio, ma sappi che da sola non basterà. Se si sfila durante il rapporto? Qualche volta accade che il profilattico si sfili addirittura durante il rapporto, anche prima dell’eiaculazione . Perchè può accadere? Il preservativo potrebbe essere troppo grande, o non è stato correttamente srotolato fino alla base del pene. Quindi sarà bene sincerarsi sia di aver scelto la misura corretta del preservativo, constatando la giusta aderenza una volta indossato, e premurarsi di averlo srotolato fino alla base del pene. Anche in questi casi , anche se l’eiaculazione non è ancora avvenuta, c’è sempre quella percentuale di rischio di gravidanza dovuta al suddetto liquido preeiaculatorio, oltre alle IST (Infezioni Sessualmente Trasmissibili) Quindi per maggiore tranquillità sarebbe meglio anche in questo caso ricorrere alla contraccezione di emergenza, e augurarsi di non aver contratto nessuna infezione. Se procede per il verso giusto? A questo punto si può sfilare il preservativo e gettarlo nella spazzatura. Ma come si fa a sapere se il preservativo è rimasto integro fino alla fine? Potreste attuare ,come ultima accortezza per la vostra tranquillità, una procedura finale: prima di gettarlo, riempitelo d'acqua e controllate se questa esce da eventuali microrotture. Occhio alla data di Scadenza! Per quanto riguarda l’integrità del preservativo, è molto importante non sottovalutare la data di scadenza dei preservativi. Sulle confezioni infatti viene riportata la data di scadenza ed è assolutamente da rispettare. I profilattici scaduti non vanno utilizzati. In genere, i preservativi hanno una durata di circa 5 anni dalla data di produzione ,però, anche se la scadenza è lontana, ma sono stati mal conservati da diverso tempo, è meglio non utilizzarli, perché la data si riferisce sempre al confezionamento integro correttamente conservato e non esposto a fonti di calore o umidità. Per cui è bene sincerarsi che siano stati conservati in un luogo asciutto e lontano da fonti di calore, come cita ogni etichetta che si rispetti. Può dare altre allergie? È doverosa una panoramica delle reazioni allergiche possibili e come riconoscerle. Parlando di reazioni allergiche, queste in realtà potrebbero presentarsi per qualunque materiale del preservativo oppure a causa delle eventuali sostanze lubrificanti che contiene. La reazione potrebbe essere di entità lieve, e presentarsi in alcuni casi con una semplice orticaria e un rash cutaneo con piccole protuberanze. Se la reazione si limita a questo effetto, sarà sufficiente applicare, dopo il rapporto, una crema antistaminica e/o a base di idrocortisone. Esistono, però, anche casi peggiori, in cui si presenta anche un gonfiore nelle aree che non sono neanche entrate in contatto con il preservativo, associato qualche volta a lacrimazione degli occhi, oppure a irritazione della gola, arrossamento del viso, naso che cola o congestione nasale, tosse e respirazione difficoltosa; e in casi veramente gravi può subentrare la vera e propria anafilassi, dove l’iniziale orticaria si associa rapidamente a ipotensione, nausea, difficoltà a deglutire, gonfiore di bocca, gola o viso, vertigini, vomito, diarrea, mal di stomaco, svenimento, dispnea e battito cardiaco accelerato. In questo caso è necessaria la somministrazione immediata di epinefrina se si ha a disposizione e la richiesta di soccorso medico urgente. Naturalmente se si è già a conoscenza di avere allergie ad alcune sostanze, soprattutto al lattice, ci si dovrà premunire e informarsi prima dell’utilizzo. Nel caso invece ci si accorga inaspettatamente di avere un’ allergia solo al momento del rapporto, consiglio di cessare il rapporto al primo sintomo e rivolgersi al pronto soccorso se i sintomi tendono comunque a progredire. Questi sono avvertimenti doverosi, ma non lasciatevi spaventare troppo, perché ,come accade per ogni medicinale, se dovessimo regolarci sulle possibili reazioni avverse non ne assumeremmo neanche uno. L’importante è riconoscere subito i sintomi e agire di conseguenza. Riassumendo Il preservativo maschile, o profilattico, o condom,è una sottilissima guaina di gomma che avvolge completamente il pene in erezione per evitare il contatto diretto con l’apparato genitale della donna si trova in diversi materiali: lattice , silicone, poliuretano e budello animale Si utilizza indossandolo sul pene in erezione prima di qualsiasi contatto con l’apparato genitale femminile. L’uomo deve estrarre il pene dalla vagina prima che l’erezione diminuisca, per evitare che lo sperma fuoriesca dal preservativo. Si deve sempre trattere il preservativo con le dita alla base del pene, per evitare che si sfili all’interno della vagina o dell’ano per evitare la fuoriuscita di liquido seminale. Si può, per maggiore precauzione, utilizzare in associazione al preservativo un prodotto spermicida. Ogni preservativo può essere utilizzato una sola volta. Ne esistono di differenti tipi in grado quindi di soddisfare ogni esigenza; alcuni hanno un piccolo serbatoio per raccogliere lo sperma all’estremità, cosa che assicura una maggiore sicurezza. Se tale serbatoio manca bisogna lasciare un po’ di spazio tra l’estremità del pene e quella del preservativo. Vantaggi Essenzialmente la sua comodità d’uso. È liberamente in vendita. I profilattici di poliuretano, rispetto a quelli di lattice hanno anche il vantaggio dii essere resistenti ai lubrificanti a base oleosa, e una volta indossati risultano più confortevoli perchè stringono meno il glande. Permette di avere rapporti sessuali senza rischi di contrarre malattie a trasmissione sessuale. gonorrea, clamidia, candidosi, tricomoniasi, condilomi acuminati, infezioni erpetiche genitali, Hpv, HIV ecc. Ok mi auguro di non avervi annoiato. E’ che ci tengo che tutti capiscano l’importanza della contraccezione e in particolar modo di questo dispositivo , che è l’unico a preservaci anche dalle malattie sessualmente trasmissibili. Per cui sarebbe bello da parte vostra se condivideste questo srticolo e il relativo episodio per essere di aiuto a più persone possibile Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza" Fonti https://www.thecircleoflife.it/contraccezione/contraccezione/#collapse5 https://www.my-personaltrainer.it/benessere/contraccettivi-barriera.html#232375 https://www.finestresullarte.info/musei/rijksmuseum-espone-raro-preservativo-dell-ottocento-con-stampa-erotica

  • Gravidanza inattesa e aborto volontario (IVG): cosa fare?

    Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... Cosa cambia se sei maggiorenne o minorenne? Ti accompagno nel percorso per richiedere l'aborto volontario entro i 90 giorni Hai scoperto di essere incinta, ma non desideri la gravidanza? Oppure ti trovi costretta a interromperla ? Che differenza c'è se sono maggiorenne o minorenne? Qualunque sia il tuo caso, hai bisogno di sapere subito come muoverti per richiedere l'Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) Clicca per espandere ogni paragrafo È importante che tu sappia che L'IVG (Interruzione Volontaria di Gravidanza) in Italia è legale e gratuita, ma è limitata nei tempi e nei modi, perché non venga utilizzato come strumento per il controllo delle nascite. La legge italiana che regola l'aborto volontario è la n. 194 del 1978 Non devi conoscerla tutta, ma i limiti da tenere in mente sono questi: Servono motivazioni valide che verranno valutate L'IVG è consentita fino al 90° giorno ( 12 settimane + 6 giorni) a partire dal primo giorno dell'ultima mestruazione. L'IVG con metodo farmacologico ha il limite di 63 giorni (9 settimane) e non 90 giorni come per quello chirurgico. Dopo 90 giorni è possibile eseguire l'IVG, ma esclusivamente in circostanze particolari Se hai meno di 18 anni serve l'approvazione di chi ha la responsabilità genitoriale ( o la tutela) su di te. Senza l'approvazione, la procedura è più complessa (ma non impossibile) ( se vuoi approfondire "IVG: la legge 194 (Interruzione Volontaria di Gravidanza Parte 1)). Non aspettare a richiedere l'IVG l'IVG è consentita fino al 90° giorno a partire dal primo giorno dell'ultima mestruazione. Esistono dei tempi d'attesa Più l'epoca gestazionale è bassa e più il metodo di interruzione sarà efficace e meno complicato. Più passano i giorni e più sarà difficile, sia dal punto di vista fisico, che da quello psicologico. In situazioni particolari le tempistiche del percorso possono allungarsi. In caso tu preferisca il metodo farmacologico, il limite si abbassa a 63 giorni (9 settimane), per motivi legati alle indicazioni per i farmaci utilizzati, che richiedono un'età gestazionale più bassa per garantirne la buona riuscita con minor rischio di complicanze. Vediamo come funziona se sei già maggiorenne (almeno 18 anni compiuti), o se sei ancora minorenne (minore di 18 anni). Se sei maggiorenne A chi ti rivolgi? Puoi scegliere tra: Medico di fiducia ( medico di famiglia, ginecologo/a ) Consultorio Struttura socio sanitaria. Ovunque deciderai di andare, la procedura sarà la stessa, ma se necessiti di una consulenza con diverse figure professionali, come lo psicologo e l'assistente sociale, ti consiglio di rivolgerti direttamente a un consultorio, dove hai a disposizione un'équipe multidisciplinare, cioè un gruppo di professionisti con competenze diverse (mediche, psicologiche e sociali ,ecc. ) che collaborano per valutare e trattare una stessa persona in modo più completo. Puoi procedere da sola? Sì, puoi presentare personalmente la richiesta di IVG e sei libera di consentire o meno la presenza del "padre del concepito" (Art. 5). Le tue informazioni sono al sicuro? Sì, sarai sempre protetta dal segreto professionale, che impone ai professionisti sanitari di mantenere la riservatezza sul tuo stato e sulle tue decisioni, salvo tuo consenso per la condivisione delle informazioni. Cosa succede all' incontro con il/i professionista/i ? La figura professionale che ti troverai di fronte ha una serie di compiti da svolgere: Accertare lo stato di gravidanza: Accertare il tuo stato di salute per stabilire che non siano presenti patologie o condizioni tali da rendere urgente l'interruzione di gravidanza. Esaminare con te e con il padre del concepito (se hai acconsentito alla sua presenza e partecipazione), le possibili soluzioni dei problemi proposti. Aiutarti/vi a rimuovere le cause che portano all' interruzione della gravidanza. Metterti in grado di far valere i tuoi diritti di lavoratrice e di madre Promuovere interventi e aiuti necessari sia durante la gravidanza che nel post-parto. Indicarti strutture socio-sanitarie e consultori a cui puoi rivolgerti. Illustrarti entrambi i metodi per l’interruzione di gravidanza: farmacologico e chirurgico Tutto questo dovrà svolgersi sempre nel rispetto per la tua dignita' e la tua libertà (Art.5 ) Se dopo l'incontro, resterai ancora dell'idea di procedere con l'interruzione di gravidanza, il medico ti consegnerà la copia di un documento firmato da entrambi, dove si attesta il tuo stato di gravidanza la tua intenzione di proseguire con l'interruzione volontaria. Se il medico, riscontra nel tuo caso uno stato di urgenza, ti consegnerà un certificato con il quale puoi recarti fin da subito nella struttura scelta, per praticare l' IVG. Se, al contrario, non c'è urgenza, ti consegnerà la copia di un documento firmato da entrambi, e dovranno trascorrere 7 giorni, prima che tu possa fare l'intervento. Cosa puoi fare in quei 7 giorni di attesa? Questi giorni servono a te per : Avere il tempo di elaborare le informazioni e riflettere sulla tua decisione. Rivolgerti ad altri professionisti per ottenere ulteriori informazioni Eseguire eventuali esami di approfondimento richiesti dal medico Puoi recarti alla struttura scelta per l'IVG, nel giorno della settimana in cui si può accedere all'ambulatorio IVG. Qui il medico ginecologo effettuerà la valutazione clinica del tuo caso, ti fornirà ulteriori informazioni e chiarimenti su entrambi i metodi per l'interruzione, farmacologico e chirurgico, e acquisirà il tuo consenso informato. Se sceglierai il metodo farmacologico potrai iniziare il trattamento il giorno stesso. Durante l'incontro verrà effettuata anche una consulenza sulla contraccezione, ed è possibile programmare il posizionamento di un dispositivo contraccettivo, come la spirale, al termine dell'intervento nell'IVG chirurgica, mentre in caso di aborto farmacologico, il momento giusto coincide generalmente con la visita di controllo post-IVG, che si effettua dopo 14-21 giorni dall'assunzione del farmaco. La maggior parte dei consultori mette a disposizione un servizio dedicato ai giovani (di solito tra i 13 e i 25 anni) per il quale non serve l'appuntamento. Se hai superato i 25 anni, puoi telefonare (o recarti lì di persona se preferisci), per prenotare un appuntamento. In consultorio si trovano diverse figure professionali, anche su richiesta, ma le principali sono: ginecologa/o, ostetrica/o, psicologa/o e assistente sociale. Ricorda sempre che puoi cambiare idea in qualunque momento Se sei minorenne Il percorso è lo stesso, con la differenza che, se non hai compiuto i 18 anni, ti occorrerà l'approvazione di chi ha la responsabilità genitoriale, o la tutela, su di te. Ma esistono delle soluzioni alternative. A chi ti rivolgi? Anche se sei minorenne puoi scegliere tu dove presentare la richiesta di IVG : Medico di famiglia Medico ginecologo di fiducia Consultorio Struttura socio sanitaria. Ovunque deciderai di andare, la procedura sarà la stessa, ma se necessiti di una consulenza con diverse figure professionali, come lo psicologo e l'assistente sociale, ti consiglio di rivolgerti direttamente a un consultorio, dove hai a disposizione un'équipe multidisciplinare, cioè un gruppo di professionisti con competenze diverse (mediche, psicologiche e sociali ,ecc. ) che collaborano per valutare e trattare una stessa persona in modo più completo. Attenzione: pur essendo possibile anche per te richiedere l'IVG personalmente, e non necessariamente accompagnata, per poter poi procedere all'IVG occorre comunque l'approvazione di chi ha la responsabilità genitoriale su di te, o la tutela.(Art.12). Esiste un modo per non metterli al corrente i genitori o i tutori? Sì, ma servono seri motivi che "impediscano" o "sconsiglino" di coinvolgerli nella decisione. Se loro non sono d 'accordo con l'ivg, sei costretta a portare avanti la gravidanza? No. Se non sono d'accordo con l'interruzione della gravidanza, o hanno pareri diversi, dovrà intervenire un' altra figura professionale: il Giudice Tutelare. Cosa fa il Giudice Tutelare? Il medico che ti ha accolta e ascoltata inoltrerà al Giudice Tutelare, entro 7 giorni, una relazione del tuo caso, con il proprio parere personale. Il Giudice Tutelare, entro 5 giorni, ti riceverà e ascolterà le tue motivazioni e dopo aver valutato, deciderà se autorizzare o meno l'IVG. Nella maggior parte dei casi l'autorizzazione arriva e, a quel punto, nessuno può reclamare per cambiare la decisione del Giudice. E se l'ivg è urgente? In questo caso le cose cambiano. Se il medico accerta l'urgenza dell'intervento a causa di un "grave pericolo" per la tua salute, non è più necessario l'assenzo di chi ha la responsabilità genitoriale (o tutela) su di te e nemmeno l'intervento del Giudice Tutelare. Il medico emette una certificazione con la quale puoi recarti d'urgenza nella struttura per praticare l'intervento. Ricorda sempre che puoi cambiare idea in qualunque momento Quali sono le motivazioni valide? Questo è il testo della legge che descrive genericamente le "motivazioni valide" per poter accedere all'interruzione volontaria della gravidanza entro i primi novanta giorni Art. 4 [...] la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternita' comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui e' avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malform"Il Contatto Pelle a Pelle (o Skin-to-Skin)"azioni del concepito[...] Il mio consiglio per te... In ogni caso, ma soprattutto se sei minorenne, o hai una situazione familiare particolare, è meglio se scegli di rivolgerti al consultorio, dove potrai essere seguita da più figure professionali ed essere indirizzata più rapidamente verso degli aiuti concreti. Per la tua tranquillità è meglio se hai accanto una persona di cui ti fidi, ma se vai da sola non preoccuparti perchè in consultorio ti accoglieranno e ti accompagnerannoin questo percorso. ad esempio il referto del test di gravidanza di laboratorio. Anch'io posso stare al tuo fianco Se hai bisogno di un consiglio e di essere seguita anche solo telefonicamente o attraverso messaggi, puoi contattarmi quando vuoi, sarò felice di sostenerti in un momento così delicato della tua vita. Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza" Fonti https://www.uslcentro.toscana.it/consultorio/interruzione-volontaria-di-gravidanza Ti consiglio di visitare questo sito che racchiude informazioni pratiche dettagliate https://www.ivgsenzama.it/modulistica/ https://www.ivgsenzama.it/wp-content/uploads/2025/09/La_tua_scelta_zero_ostacoli_2a_ed.pdf https://www.sigo.it/wp-content/uploads/2024/09/21.-RaccomandazioniTFA.pdf

bottom of page