top of page

Risultati di ricerca

Search this site

38 risultati trovati con una ricerca vuota

  • Conoscere e gestire la nausea in gravidanza con serenità

    Lascia che questo petalo di consapevolezza si posi su di te... Una tazza di tisana allo zenzero La nausea in gravidanza è una compagna di viaggio fastidiosa, ma provare a combatterla non è la strategia più indicata, meglio conoscerla e saperla gestire. Il senso dell’olfatto diventa improvvisamente più sensibile e alcuni odori che prima non ti davano fastidio ora possono risultare insopportabili. Ti senti stanca, con lo stomaco sottosopra e hai solo voglia di scappare via dal cibo! Non preoccuparti, fa tutto parte del gioco, è il tuo corpo che sta cercando di adattarsi alla nuova vita che cresce dentro di te. Ma non per questo devi stare a guardare. Il sintomo della nausea è temporaneo, ma a volte può essere davvero limitante, e imparare a conoscerla e a gestirla, ti aiuterà a trascorrere il primo trimestre con più serenità. Avere la nausea in gravidanza è un buon segno? La presenza della nausea viene spesso considerata un segno del buon proseguimento della gravidanza. Forse è capitato anche a te di sentirlo dire. Ma è proprio così? In realtà esiste una percentuale di donne (circa il 10%-30%) che non soffre affatto di nausea in gravidanza, ma la loro gestazione procede comunque regolarmente. Allo stesso tempo, una parte di donne che ne soffrono si è ritrovata ad avere problemi nel primo trimestre, con conseguente aborto spontaneo. Quindi possiamo affermare che non c'è una regola precisa che possa farci stare totalmente tranquille, o estremamente preoccupate, sia in presenza che in assenza di nausea. Perché allora la nausea in gravidanza non è uguale per tutte? L'intensità della nausea in gravidanza può variare molto da donna a donna o essere addirittura assente, o perfino eccessiva e associata a vomito. Sappiamo che l'assetto ormonale di ogni gestante subisce una serie di cambiamenti rapidi e il corpo ha bisogno di adattarsi per creare un ambiente che consenta lo sviluppo di una nuova vita dentro di sé. Ma allora perché è così diversa la risposta di ognuna, a dei cambiamenti più o meno simili? Certo, i livelli di Beta-hCG ( l'ormone indicatore della gravidanza) possono variare e la familiarità e la predisposizione individuale a disturbi gastrici, o neurologici, giocano sicuramente un ruolo importante in queste differenze. Ma c'è dell'altro. Una scoperta recente (nel 2023-24) ha fatto luce su questo dilemma, rivelando il ruolo di un altro ormone, per il quale è stato dimostrato che ogni donna ha una sensibilità genetica diversa. Si tratta dell'ormone GDF15. Ho analizzato questo argomento in maniera dettagliata in un altro articolo, se ti va di approfondire leggi anche "L'ormone GDF15 è responsabile della nausea in gravidanza?" (se non è cliccabile non è ancora pubblicato). Quali sono le settimane peggiori per la nausea in gravidanza? La nausea in gravidanza tende a manifestarsi soprattutto nel primo trimestre, ma quali sono le settimane peggiori? Di solito, i sintomi iniziano intorno alla 6ª settimana contando dall'ultima mestruazione, quindi circa due settimane dopo la mestruazione mancata, e raggiungono il picco tra la 8ª e la 12ª settimana. Dopo questo periodo, molte donne iniziano a sentirsi meglio, anche se per alcune la nausea può persistere più a lungo. Quando chiedere aiuto e come gestire la nausea severa Quando la nausea diventa davvero intensa e accompagnata da vomito, può essere rischioso per la tua salute e quella del bambino. In questi casi si parla di iperemesi gravidica. Non esiste una criterio valido per tutte che indichi quando è il caso di rivolgersi al medico. L'unica regola è il malessere che percepisci tu e il livello di disagio che comporta per te questo disturbo. In linea generale, se vomiti più di tre volte al giorno, e non riesci a trattenere liquidi o cibo, sei molto debole, e perdi molto peso, ti consiglio fortemente di non aspettare a consultare il tuo medico o lo specialista. Il controllo medico, in questi casi è fondamentale anche per escludere la presenza di eventuali patologie dovute alla gravidanza, o l'aggravarsi di condizioni preesistenti di cui eri a conoscenza o meno. Rimedi nausea gravidanza: cosa funziona davvero? Ecco qualche consiglio rapido che potrebbe fare al caso tuo: Mangia poco e spesso: evita di restare a stomaco vuoto, perché la fame può peggiorare la nausea. Prova a fare piccoli spuntini ogni 2-3 ore. Scegli cibi leggeri e secchi: cracker, pane tostato, riso bianco sono ottimi per calmare lo stomaco. Bevi lentamente: l’acqua è fondamentale, ma sorseggiala piano, magari a temperatura ambiente o leggermente fresca. Zenzero, il tuo alleato naturale: tisane, caramelle o biscotti allo zenzero possono aiutare a ridurre la sensazione di nausea. Evita odori forti: profumi intensi, cibi speziati o fritti possono scatenare la nausea, quindi cerca di stare in ambienti ben ventilati. Riposa quando puoi: la stanchezza amplifica la nausea, quindi concediti pause e momenti di relax. Menta piperita: l’aroma fresco aiuta a calmare lo stomaco. Prova una tisana o semplicemente annusa una foglia di menta. Aromaterapia: oli essenziali come limone o lavanda possono alleviare la nausea. Usa un diffusore o metti qualche goccia su un fazzoletto da annusare. Respirazione profonda: quando senti la nausea arrivare, prova a fare respiri lenti e profondi. Ti aiuterà a rilassarti e a ridurre il senso di malessere. Alimentazione equilibrata: privilegia cibi ricchi di vitamine e minerali, ma evita quelli troppo grassi o pesanti. Ricorda: ogni rimedio va adattato a te e alle tue esigenze. Se qualcosa non ti piace o non ti fa sentire bene, prova un’altra soluzione. Questi sono solo alcuni dei rimedi più efficaci, ma ricorda che ogni corpo è diverso e che è sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico, soprattutto in caso di iperemesi (nausea e vomito in forma eccessiva) Ricorda che è una fase passeggera e che il tuo corpo sta facendo qualcosa di straordinario: creare una nuova vita.Non dimenticare di prenderti cura di te stessa, ascoltare il tuo corpo e concederti momenti di dolcezza. Parla con chi ti sta vicino, condividi le tue emozioni e non esitare a cercare supporto. Per scoprire altre strategie utili a portata di amno, leggi anche "Nausea in Gravidanza: tips" e ascolta l'episodio "Nausea in gravidanza" sul Podcast "Pianeta Prevenzione". Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza"

  • "Il Contatto Pelle a Pelle (o Skin-to-Skin)"

    Lascia che questo petalo di consapevolezza si posi su di te... Oggi scopriremo insieme l'importanza del contatto Pelle a Pelle del neonato con la mamma C'era una volta il taglio immediato del cordone, appena un bambino veniva al mondo...sì, c'era una volta, perché ora il cordone può attendere. La priorità assoluta, da circa 20 anni a questa parte, se l’è aggiudicata un’altra pratica: il contatto pelle a pelle (o skin to skin). Il taglio del cordone ombelicale, infatti, può essere ritardato fino a 3 minuti dalla nascita ( leggi l'articolo per approfondire). Ma perché è fondamentale che il contatto pelle a pelle venga agevolato fin dai primi istanti dopo la nascita? Prima di nascere si sentiva al sicuro Non possiamo ricordare la nostra vita dentro l'utero, ma possiamo immaginare cosa significhi crescere per 9 mesi immersi in un liquido sempre alla giusta temperatura, in un ambiente ovattato, dove i rumori esterni sono quasi impercettibili e l'unica certezza che abbiamo è quel suono costante e ritmato che rappresenta la colonna sonora della nostra esistenza: il battito del cuore della mamma. Ecco, ora immaginiamo di uscire improvvisamente da quell’ambiente, dopo varie peripezie, e ritrovarci all’asciutto, fra rumori e suoni mai sentiti così forti. Cosa potrebbe farci sentire ancora al sicuro? Esatto! Il contatto, il calore e il battito del cuore della mamma. Questo dovrebbe essere già più che sufficiente a farci comprendere l'importanza del contatto pelle a pelle con la mamma, immediatamente dopo la nascita, ma ti annuncio già che i benefici di questa pratica sono moltissimi, sia per il neonato che per la madre. I benefici del contatto pelle a pelle Potrebbe sembrare una pratica superflua, ma, in realtà, le evidenze scientifiche hanno dimostrato che esiste una serie di benefici importantissimi per il neonato e anche per la mamma. Uno dei benefici principali per il neonato è quello di riuscire a sviluppare il proprio microbiota, grazie al contatto con i batteri presenti sulla pelle della mamma. Il microbiota è l'insieme di microrganismi (batteri, virus, funghi) che vivono in simbiosi nel nostro corpo, principalmente nell'intestino, ma anche sulla pelle, nella bocca e in altri organi, ed è fondamentale per la salute. Lo sviluppo precoce del microbiota, quindi, aiuterà il neonato a regolare meglio la digestione e a rafforzare il sistema immunitario. Il contatto con voi gli permette, inoltre, di normalizzare e rendere stabili: il battito cardiaco, la respirazione, il livello di zuccheri nel sangue e la temperatura. Il pelle a pelle stimola nella madre il rilascio di alcuni ormoni che hanno il "potere" di rafforzare il legame emotivo madre-neonato (bonding), e allo stesso tempo di accelerare la produzione di latte: Ossitocina, conosciuta anche come "ormone dell'amore ": fondamentale per il bonding, il rilassamento e l'avvio dell'allattamento. Riduce lo stress e suscita una sensazione di benessere e calma. di cui beneficiano mamma e bambino. Nel neonato, favorisce la regolazione di temperatura, la frequenza cardiaca e la respirazione. Ed è utileanche a un altro paio di cose: la prima è che velocizza il processo di involuzione uterina, ossia scatena quelle simpaticone di contrazioni facendo in modo che il tuo utero torni alle dimensioni originarie; e la seconda è che riduce l’emorragia post-partum. Fondamentale. Prolattina: Stimolata dalla suzione e dal contatto, regola la produzione di latte materno. Beta-Endorfine: Aiutano a ridurre il dolore e lo stress post-parto, favorendo uno stato di benessere generale. I primi istinti del neonato Sai che il bambino appena nato è già in grado di recepire stimoli tattili, visivi, uditivi e olfattivi ? Lo so a vederlo non sembrerebbe, e invece è così. Anzi, nei primissimi minuti dalla nascita è all’apice del livello istintivo per andare alla ricerca del seno da solo e per farlo attiva ben 20 riflessi neonatali primitivi. E’ la sua prima missione per la sopravvivenza. Sai come viene chiamata questa impresa in inglese? “Breast Crawl”, che significa letteralmente arrampicata verso il seno. Cos'è il Brest Crawl? Il breast crawl è un comportamento istintivo in cui il neonato, guidato dall' odore del liquido amniotico e dalla temperatura, si muove attivando i propri riflessi per cercare di raggiungere il seno e attaccarsi per la prima poppata. Fai attenzione, non per forza tutti i neonati eseguono il breast crawling, o si attaccano al seno subito dopo la nascita; semplicemente i neonati non sono tutti uguali e non c'è motivo di forzare il processo. Alcuni accorgimenti possono favorire il breast crawl. Ad esempio la posizione semi-reclinata della mamma e il fatto di non asciugare le manine del neonato, affinchè mantengano l'odore del liquido amniotico, Continuare a sentire un odore familiare lo farà sentire più al sicuro e lo rilasserà nella sua ricerca del seno. L'importanza pelle a pelle precoce Proprio per poter sfruttare il picco di sensorialità del neonato, il primo contatto pelle a pelle dovrebbe avvenire nei primi minuti dopo la nascita, ancora prima del taglio del cordone ( quando è possibile) Sarà l'Ostetrica ad agevolare questo momento, posticipando il taglio del cordone e premurandosi di adagiare il neonato nudo sull'addome o sul petto della mamma, subito dopo la nascita. Se il cordone è abbastanza lungo, il bambino potrebbe iniziare istintivamente ad utilizzare le proprie competenze innate per intraprendere la sua "arrampicata" verso il seno, anche prima che il cordone venga tagliato. Oggi è raccomandato il "ritardato clampaggio" del cordone (dopo almeno 1-3 minuti o finché non smette di pulsare); per questo il breast crawl potrebbe iniziare già durante questa attesa. Se il taglio viene effettuato subito, il breast crawl può avvenire immediatamente dopo, ma sempre all'interno della "golden hour ", la prima ora di vita, considerata appunto l'ora d'oro. L’odore del colostro è molto simile a quello del liquido amniotico! Ecco un altro motivo per cui al neonato vengono asciugate solo la testa e il tronco appena nato ( per evitare la dispersione di calore), ma mai le manine, perché oltre ad essere una guida rassicurante verso il seno, permettendogli di continuare a sentire gli odori familiari, lo aiutano a riconoscere l'odore del colostro che è molto simile all'odore del liquido amniotico. Il primo contatto pelle a pelle , quello che si pratica subito dopo la nascita dovrebbe andare avanti indisturbato e durare almeno un’ora, dopo che il neonato ha ricevuto tutte le cure , è stato pesato ecc. e se ti senti a tuo agio. Se il bambino non si attacca subito al seno? So cosa ti stai chiedendo: “E se il bambino non si attacca subito e nemmeno nell’arco di quell’ora?” Nessun problema! Vi risulta che i neonati siano tutti uguali? Il vostro bambino è libero di decidere di non attaccarsi, magari vuole solo dormire, o magari non sente subiito lo stimolo della fame. Coinvolgere il padre Per finire, vorrei sottolineare una cosa importantissima. In questa pratica è opportuno coinvolgere sempre anche la figura paterna. Anche il Neopapà, infatti, può sperimentare, se lo desidera, lo skin to skin con il proprio figlio, in modo da rafforzare anche lui il legame con il bambino, così da sentirsi coinvolto giustamente nel suo ruolo di padre fin da subito. E ora che avete acquisito la conoscenza di tutti i segreti del contatto pelle a pelle, avrete anche capito che potete praticare lo skin to skin anche a casa, quando volete e soprattutto se lo richiedete. Potete assumere qualunque posizione vogliate, non c’è una regola , potete stare sdraiate sulla schiena, su un fianco, o sedute. L’unica "direttiva" è che la vostra pelle dev’essere in contatto con quella del bambino, potete però mettere una copertina o un lenzuolino sulla schiena del vostro piccoletto, Se la sua testina è appoggiata sul vostro petto potrà sentire anche il battito del vostro cuore e vedrete che sarà ancora più rilassato da quel suono ritmico e familiare che lo ha accompagnato per tutta la gravidanza, perché lo faceva sentire al sicuro. Vi do un suggerimento: soprattutto se siete da sole, prima di sistemarvi ricordate di tenere a portata di mano qualsiasi cosa pensate possa servire durante il pelle a pelle in modo da non dovervi alzare, dal cellulare, anche se sarebbe meglio tenerlo lontano, il telecomando della tv, fazzoletti, qualche snack. Ma potreste anche voler concentrare tutta la vostra attenzione sulle sensazioni che state provando, o magari potreste addormentarvi, per questo assicuratevi che la posizione sia sicura per il bambino. Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza" Fonti: http://Uppa.it https://www.bambinonaturale.it/blog/breast-crawling/

  • Ginnastica in acqua in Gravidanza- "La Dolce attesa in movimento"

    Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... Questo articolo fa parte della serie "La Dolce Attesa in Movimento" la nostra guida alle attività fisiche più amate dalle mamme in attesa. Dalla ginnastica in acqua allo yoga., scoprirai caratteristiche e benefici di ogni disciplina per scegliere il corso perfetto per te con consapevolezza e vivere la gravidanza in totale benessere. . (Gli altri articoli sono "in cantiere" e arriveranno presto) Se desideri ricevere la notifica delle nuove uscite, clicca il tasto qua sotto per lasciare il tuo indirizzo email, o seguimi sui social per le novità. Quando il pancione inizia a crescere, esiste solo un elemento in cui puoi provare sollievo e leggerezza: l'acqua. Questo è uno dei motivi per cui la ginnastica in acqua è fra i corsi più gettonati dalle mamme in attesa. Vuoi essere sicura che faccia anche al caso tuo? Conosciamolo insieme. Rivolgiti prima al tuo medico Prima di iniziare qualunque attività fisica, rivolgiti al tuo medico ginecologo per un consulto, in modo da escludere controindicazioni e scegliere in totale serenità. La ginnastica in acqua per gestanti è un’attività dinamica, considerata a basso impatto, secondo le linee guida del Ministero della Salute, ed è pensata appositamente per le esigenze delle donne in dolce attesa. Le lezioni si svolgono a tempo di musica e prevedono esercizi di tonificazione dolce per tutto il corpo, stretching e mobilità, pensati per farti muovere in sicurezza senza gravare sulle articolazioni. Durante l'anno, il corso si tiene nelle piscine coperte, in vasche dove l'acqua è riscaldata a una temperatura ideale (intorno ai 29-31°C) per evitare il surriscaldamento corporeo durante gli esercizi e lo sbalzo termico all'uscita dall'acqua. Nei mesi caldi, moltissimi centri sportivi spostano i corsi nelle piscine all'aperto, e se ti trovi in vacanza puoi tranquillamente praticare questi movimenti anche al mare! Alcuni stabilimenti offrono questo tipo di corsi. Il bello dell'acqua del mare, è che grazie alla concentrazione di sale favorisce una naturale galleggiabilità, rendendoti i movimenti più leggeri. Potrai beneficiare anche della brezza marina e dello iodio ( a meno che tu non presenti controindicazioni). È sempre consigliabile iniziare l'attività fisica in generale, a partire dall'inizio del secondo trimestre, in modo che la gravidanza si stabilizzi e tu sia più in forma, poiché i principali disturbi iniziali (come nausea e stanchezza) tendono a diminuire dalla fine del terzo mese, intorno alla 12ª-13ª settimana di gestazione. I corsi di ginnastica in acqua non fanno eccezione a questa regola. Direi che è il momento di conoscere da vicino il corso di ginnastica in acqua. Benefici Svantaggi e rischi Controindicazioni generiche e specifiche Caratteristiche e domande frequenti Abbigliamento e accesssori 👍🏻Benefici della ginnastica in acqua Il primo beneficio della ginnastica in acqua è il senso di leggerezza. Solo l'acqua può offrirti questa sensazione. Durante la gravidanza, il peso che porti può essere opprimente. Immagina di sentirti leggera, di provare un sollievo immediato! Ogni parte del tuo corpo si rilasserà, facendoti dimenticare la frenesia della vita moderna. Gli esercizi sono guidati da un operatore esperto, che può essere un'ostetrica o un istruttore preparato con brevetto e specializzazione in ginnastica per gestanti. Aumenta l'elasticità dei muscoli, con particolare attenzione a quelli che saranno protagonisti durante il travaglio e il parto: addominali, pavimento pelvico e gambe se deciderai, ad esempio, la posizione accovacciata per il parto. L'acqua agisce come un massaggio naturale, sciogliendo le tensioni e migliorando la circolazione sanguigna. Questo favorisce il ritorno venoso, riducendo gonfiore e pesantezza alle gambe. ( per questo motivo favorisce anche la diuresi). La magia di rivivere la vita fetale attraverso gli esercizi di rilassamento e meditazione. Questo trasmetterà al tuo bambino tranquillità e sicurezza e rafforzerai il legame con lui, poiché vi troverete entrambi nello stesso elemento: l'acqua In acqua, anche con il pancione, puoi eseguire esercizi che sulla terra ferma sarebbero impossibili da mettere in pratica. In acqua il sovrappeso non è un problema. L'acqua ti sosterrà e ti sentirai più leggera, potrai muoverti con facilità e godere dei benefici di ogni movimento. Se hai problemi alla schiena, come discopatie o dolori articolari, la ginnastica in acqua è un'ottima soluzione. Potrai tonificare i muscoli della schiena senza sovraccaricare le articolazioni. 👎🏻Alcuni Svantaggi e rischi Per valutare con consapevolezza se i corsi di ginnastica in acqua fanno al caso tuo, dobbiamo considerare anche i punti a sfavore. Vediamo quali sono e le possibili soluzioni. Le piscine pubbliche possono aumentare il rischio di contrarre micosi o infezioni vaginali, come la candida. Scegli una piscina con buone recensioni sull'igiene. Il cloro nell'acqua può irritare la pelle, già sensibile a causa degli ormoni. Se percepisci troppo cloro nell'acqua segnalalo al personale. Fai subito la doccia appena esci dalla piscina. Passare dall'acqua calda a un ambiente freddo può essere fastidioso e aumentare il rischio di raffreddori. Indossa subito l'accappatoio e asciuga piedi e capelli. Richiede tempo per spostarsi, cambiarsi e asciugarsi, il che può risultare faticoso nell'ultimo trimestre o se non hai troppo tempo da dedicare. Scegli una struttura più vicina possibile alla tua abitazione. Se inizia a diventare faticoso puoi sempre smettere e iniziare un altro tipo di attività fisica. I corsi specifici per gestanti in piscina possono avere un costo superiore rispetto ad altri corsi. Fai una ricerca accurata prima di iscriverti e valuta bene. 🚫Controindicazioni generiche e specifiche Le stesse controindicazioni presenti per qualsiasi attività fisica valgono anche per la ginnastica in acqua, ma a queste dobbiamo aggiungerne altre, specifiche per l'ambiente acquatico della piscina. Contrindicazioni generiche per tutte le attività fisiche Rottura prematura delle membrane Minaccia di parto prematuro o accorciamento della cervice uterina (collo dell'utero) Sanguinamento vaginale persistente. Placenta previa (quando la placenta ostruisce parzialmente o totalmente l'apertura dell'utero) diagnosticata dopo la 26ª settimana Preeclampsia (gestosi) o ipertensione grave indotta dalla gravidanza. Incompetenza cervicale (cerchiaggio uterino effettuato) c'è maggior rischio di infezione. Gravidanza multipla a rischio (es. gemellare o trigemina con fattori di rischio per parto pretermine). Cardiomiopatie o patologie polmonari restrittive gravi preesistenti nella madre. Minacce di aborto o parto prematuro. Controindicazioni specifiche per la ginnastica in acqua 1. Infezioni vaginali o urinarie in corso L'ambiente caldo-umido della piscina è il terreno ideale per la proliferazione di funghi e batteri (come la Candida). Se soffri di infezioni vaginali o urinarie ricorrenti, la piscina è fortemente sconsigliata perché l'acqua può alterare ulteriormente il pH vaginale e peggiorare la situazione. 2. Allergie o forte sensibilità al cloro Sembra banale, ma non lo è. Molte piscine usano quantità massicce di cloro per la disinfezione. In gravidanza la pelle e le mucose respiratorie sono molto più sensibili. Chi soffre di asma gestazionale, rinite allergica o dermatiti accentuate dal cloro deve evitare i corsi in piscina al chiuso. 3. Temperatura dell'acqua inadeguata (Rischio Ipertermia) Le linee guida mediche internazionali (come quelle dell'ACOG) indicano che le gestanti non devono mai far salire la propria temperatura corporea interna sopra i 38°C. [1] Acqua troppo calda (sopra i 34-35°C): Le piscine termali o le vasche idromassaggio riscaldate sono controindicate per l'attività fisica, perché causano una forte vasodilatazione, cali di pressione improvvisi e surriscaldamento. Acqua troppo fredda (sotto i 26-27°C): Può causare crampi muscolari improvvisi e irrigidimento dell'utero. 4. Otiti croniche o problemi ai timpani Dato che i movimenti in acqua – per quanto dolci – possono comportare schizzi o brevi immersioni della testa (soprattutto nei momenti di relax dell'acquaticità), chi soffre di patologie all'orecchio medio o perforazione del timpano deve evitare questo ambiente. Caratteristiche dei corsi di ginnastica in acqua Diamo una risposta alle domande più frequenti che si pongono le mamme. Attraverso le risposte approfondiamo la descrizione dei corsi di ginnastica in acqua. È necessario saper nuotare? No, non è assolutamente necessario saper nuotare per seguire un corso di ginnastica in acqua o di acquaticità in gravidanza. Perché i corsi sono strutturati appositamente per garantire la massima sicurezza a tutte le partecipanti, anche a chi non ha familiarità con il nuoto o ha paura dell'acqua alta. Ecco perché non corri alcun rischio anche se non sei capace di nuotare: Acqua bassa: L'attività si svolge dove l'acqua arriva al petto o alla vita. Potrai sempre toccare il fondo con i piedi in totale sicurezza. Supporti di galleggiamento: Si usano costantemente strumenti come tubi di gomma, tavolette e cinture galleggianti che ti sostengono senza alcuno sforzo. Presenza dell'istruttore: Le lezioni sono guidate da istruttori qualificati, o ostetriche Piccole apnee rilassanti (solo nell'acquaticità): In alcuni corsi più orientati al relax , l'istruttore potrebbe proporre di mettere il viso in acqua per pochissimi secondi (massimo 10-15 secondi). Questo esercizio serve solo a favorire il rilassamento profondo, a controllare l'ansia e a connettersi empaticamente con il bambino che fluttua nel liquido amniotico. Sei libera comunque di non farlo se non te la senti. Focus sull'espirazione: L'obiettivo principale in acqua è l'esatto contrario dell'apnea; si impara a buttare fuori l'aria lentamente (espirazione controllata), un esercizio utilissimo per gestire il dolore e il ritmo del respiro durante le contrazioni del travaglio. Se non sai nuotare, sarà l'occasione giusta per te di familiarizzare con l'acqua in totale tranquillità. Esistono diversi tipi di ginnastica in acqua? Sì, ognuno ha le proprie caratteristiche e si focalizza sul raggiungimento di determinati obiettivi. Potrai scegliere quello che si avvicina di più a ciò che desideri ottenere. Ecco come vengono denominati i vari tipi di corso e cosa devi aspettarti da ognuno : 1. Acquagym per gestanti e Ginnastica in acqua in gravidanza I due termini sono sinonimi e indicano l'approccio più tradizionale e dinamico. Focus principale: Allenamento fisico e tonificazione muscolare leggera. Cosa si fa: Esercizi a ritmo di musica per gambe, glutei, braccia e pavimento pelvico. Benefici: Stimola la circolazione sanguigna, riduce il gonfiore alle gambe e controlla il peso corporeo. A chi è adatto: A chi cerca un'attività pre-parto attiva e dinamica per muoversi e mantenersi in forma. 2. Acquaticità in gravidanza Questo percorso unisce il benessere fisico a una forte componente emotiva e psicologica. Focus principale: Consapevolezza corporea, rilassamento e legame con il bambino. Cosa si fa: Esercizi di galleggiamento, controllo del respiro, brevi apnee, stretching ed esplorazione sensoriale dell'elemento acqua. Benefici: Riduce lo stress, aiuta a gestire le paure del parto e favorisce il rilassamento profondo. A chi è adatto: A chi desidera un momento di calma per connettersi con il proprio corpo che cambia e con il nascituro. 3. Acquamotricità in gravidanza Questo approccio ha una matrice più tecnica, spesso guidata da ostetriche o chinesiologi. Focus principale: Postura, mobilità del bacino e preparazione biomeccanica al parto. Cosa si fa: Movimenti mirati a sciogliere le articolazioni, ridurre il mal di schiena (lombosciatalgia) e aprire il bacino. Benefici: Allevia i dolori posturali dovuti al peso del pancione e allena le posizioni utili per il travaglio. A chi è adatto: A chi soffre di dolori alla schiena o cerca una preparazione fisica specifica per le fasi del parto. Chi dirige un corso di ginnastica in acqua? Non esiste un'unica figura, ma un istruttore deve possedere competenze specifiche sia sulla fisiologia della gravidanza sia sulle tecniche di movimento in acqua. Le principali figure professionali che dirigono questi corsi sono: Ostetriche / Ostetrici che hanno integrato la loro formazione con brevetti di acquafitness o acquaticità. Rappresentano la figura ideale per l'approccio integrato alla preparazione al parto e alla salute del pavimento pelvico. Laureati in Scienze Motorie specializzati nel benessere della donna in gravidanza e all'ambiente acquatico. Istruttori di Nuoto o Acquafitness Specializzati: Professionisti del settore natatorio in possesso di brevetti riconosciuti (rilasciati dalla Federazione Italiana Nuoto o da Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI) che hanno frequentato moduli specifici per l'insegnamento alle gestanti. Quando si può iniziare un corso di ginnastica in acqua? In genere, è consigliabile iniziare dal secondo trimestre, a partire già dal quarto mese di gravidanza (13ª settimana), in modo da far trascorrere il primo trimestre che è sempre quello più a rischcio di aborto spontaneo e allo stesso tempo sarai più in forma, poiché i principali disturbi iniziali (come nausea e stanchezza) tendono a diminuire. Avrai avuto il tempo di consultare il tuo medico ginecologo in base anche all'esito dei primi esami Abbigliamento e accessori Ogni struttura avrà sicuramente le proprie richieste riguardo all'abbigliamento e agli accessori che ti serviranno per seguire il corso, ma per comodità ti faccio un elenco di quello che potrebbe servire: L'abbigliamento e accessori per l'acqua Costume da bagno: di solito va ben sia il costume intero che il bikini. Molte preferiscono il costume intero premaman, perché sostiene meglio il pancione e non stringe, L'importante è che il tessuto sia morbido e non comprima l'addome. Cuffia per capelli: Obbligatoria in quasi tutte le piscine. Le cuffie in tessuto o silicone morbido sono le migliori perché non stringono la testa e non tirano i capelli. Occhialini : se hai gli occhi sensibili e vuoi evitare che si arrossino a causa del cloro. Accappatoio in microfibra: Rispetto a quello di spugna, è leggerissimo, occupa pochissimo spazio nella borsa e si asciuga in un attimo. Ciabatte o infradito antiscivolo: Fondamentali per camminare a bordo vasca e nelle docce senza rischiare di scivolare. Doccia e dopo-doccia Docciaschiuma e shampoo delicati: La pelle in gravidanza è più sensibile e il cloro tende a seccarla. Meglio utilizzare prodotti più oleosi e idratanti rispetto a quelli che usi di solito a casa. Crema e olio corpo idratante: Per contrastare ulteriormente la secchezza della pelle, subito dopo la doccia è consigliabile spalmare, in particolare sul pancione, una crema idratante insieme a un olio ( quello di mandorle va benissimo). Gli extra ma indispensabili Una bottiglietta d'acqua o una tisana: Può sembrare strano, ma stare a mollo in piscina fa disidratare! L'immersione in acqua stimola la diuresi (noterai che ti scapperà la pipì molto più spesso) e lo sforzo della ginnastica ti farà sudare, anche se non te ne accorgi perché sei già bagnata. Per evitare cali di pressione e stanchezza, bevi a piccoli sorsi prima, durante e dopo la lezione. Uno spuntino leggero: Un frutto (come una banana) o un pacchetto di cracker da mangiare subito dopo il corso, per riprendere le forze. Un sacchetto impermeabile: Per riporre il costume bagnato senza inzuppare il resto della borsa Il mio consiglio Scegli una struttura abbastanza vicina. Cerca prima sul web le strutture disponibili nella tua zona e assicurati che abbiano delle buone recensioni riguardo la parte igienica e organizzativa. Visita di persona le strutture che ritieni più idonee e chiedi tutte le info che ti vengono in mente: temperatura dell'acqua, concentrazione di cloro, orari, tipologia di istruttori, abbigliamento e accessori, ecc. Cerca di essere costante nella frequentazione del corso( anche se in realtà so che non vedrai l'ora di tuffarti nella lezione successiva) Prenditi il tuo tempo e ricorda che il tuo benessere è quello del tuo bambino. Fai una scelta consapevole e consulta prima il tuo medico ginecologo. Ricorda Il blog è a titolo informativo, ma non sostituisce il parere del tuo medico Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza" Fonti: http://www.apneanationalschool.it/content.asp?ID=30 https://www.epicentro.iss.it/attivita_fisica/linee-guida-oms-2020

  • Acido folico preconcezionale: un alleato prima della gravidanza

    Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... Assumere acido folico fin dal preconcepimento è importantissimo. Scopriamo insieme perché Quando si parla di prepararsi a diventare mamme, spesso si pensa a mille cose: visite mediche, cambiamenti nello stile di vita, emozioni a fior di pelle... Ma c’è un piccolo grande alleato che non va mai sottovalutato: l’acido folico. Sì, proprio lui! Quel nutriente che può fare la differenza ancor prima che il test di gravidanza dia il suo verdetto. Ti sei mai chiesta perché è così importante? O come prenderlo nel modo giusto? Oggi ti racconto tutto quello che devi sapere sull’acido folico pre-concezionale e perché è un vero e proprio amico della tua salute e di quella del tuo futuro bambino. Perché l’acido folico preconcezionale è così importante? Partiamo dal principio: l’acido folico è una vitamina del gruppo B, fondamentale per la sintesi del DNA e per la crescita cellulare. Ma non è solo questo! Quando stai pensando di avere un bambino, il tuo corpo ha bisogno di un supporto extra per garantire che tutto vada per il meglio fin dai primissimi giorni. Sai che il tubo neurale, la struttura da cui si sviluppa il cervello e il midollo spinale del bambino, si forma nelle prime settimane di gravidanza? Spesso, però, in quel periodo potresti ancora non sapere di essere incinta. Ecco perché è fondamentale assumere l’acido folico prima del concepimento: per ridurre il rischio di difetti del tubo neurale, come la spina bifida. Non è un caso che gli esperti raccomandino di iniziare a prenderlo almeno un mese prima di cercare una gravidanza e di continuare per tutto il primo trimestre. È un gesto semplice, ma di grande impatto! Come assumere l’acido folico preconcezionale: consigli pratici Ora che sai quanto è importante, ti starai chiedendo: come faccio a prenderlo nel modo giusto? Ecco qualche dritta che ti sarà utile: Consulta sempre il tuo medico : ogni corpo è diverso, e il dosaggio può variare in base alle tue esigenze personali. Integratori o alimenti? L’acido folico si trova naturalmente in molti cibi, come verdure a foglia verde, legumi, agrumi e cereali integrali. Però, per raggiungere la quantità raccomandata, spesso è necessario un integratore. Non aspettare troppo: inizia a prenderlo almeno un mese prima di provare a concepire. Non superare la dose consigliata: più non significa meglio! Segui sempre le indicazioni dello specialista. Ricorda di prenderlo ogni giorno: la costanza è la chiave per ottenere i benefici. Imposta un promemoria e assumilo possibilmente al mattino a stomaco vuoto per assimilarlo al meglio. La forma attiva è la migliore: l'acido folico nella sua forma attiva è più facilmente assimilabile, ed è quella che si trova negli alimenti; ma viene prodotto anche come integratore. (Cosa significa?Approfondisci qui) Ti sembra complicato? In realtà è un piccolo gesto quotidiano che può fare una grande differenza. E poi, pensa a quanto ti sentirai più serena sapendo di aver fatto tutto il possibile per il tuo benessere e quello del tuo bambino. A cosa serve l'acido folico se non sei incinta? Forse ti starai chiedendo: “Ma se non sto cercando una gravidanza, perché dovrei preoccuparmi dell’acido folico?” Ottima domanda! L’acido folico non è importante solo per chi vuole diventare mamma. Ha un ruolo fondamentale anche per la salute di tutte le donne, a prescindere dall’età o dai progetti futuri. Ecco qualche motivo per cui vale la pena prestare attenzione a questo nutriente: Supporta la produzione di globuli rossi: aiuta a prevenire l’anemia, che può causare stanchezza e debolezza. Favorisce la salute del sistema nervoso: è coinvolto nella sintesi di neurotrasmettitori, quindi contribuisce al benessere mentale. Aiuta a mantenere la pelle, i capelli e le unghie in salute: un piccolo aiuto per sentirti sempre al meglio. Può ridurre il rischio di alcune malattie cardiovascolari: grazie al suo ruolo nel metabolismo dell’omocisteina, un aminoacido che, se in eccesso, può danneggiare i vasi sanguigni. Insomma, l’acido folico è un vero e proprio alleato per la tua salute quotidiana. Non solo un “vitamina da gravidanza”, ma un supporto prezioso in ogni fase della vita. Quali sono le fonti naturali di acido folico? Se ti piace l’idea di assumere l’acido folico anche attraverso l’alimentazione, sei nel posto giusto! Ecco una lista di cibi ricchi di questa vitamina, facili da inserire nella tua dieta quotidiana: Verdure a foglia verde: spinaci, bietole, lattuga, cavolo riccio. Legumi: lenticchie, ceci, fagioli, piselli. Agrumi: arance, pompelmi, limoni. Frutta secca: noci, mandorle. Cereali integrali: pane integrale, riso integrale, avena. Avocado: un frutto cremoso e ricco di nutrienti. Ti consiglio di variare il più possibile, così da garantire un apporto equilibrato non solo di acido folico, ma anche di tante altre vitamine e minerali. E ricorda: la cottura può ridurre la quantità di acido folico nei cibi, quindi preferisci metodi delicati come la cottura a vapore o il consumo a crudo quando possibile. Come integrare l’acido folico nella tua routine quotidiana Integrare l’acido folico nella tua vita non deve essere un peso. Anzi, può diventare un momento di cura e attenzione verso te stessa. Ecco qualche idea per farlo con semplicità: Imposta un promemoria sul telefono: così non dimentichi mai di prendere l’integratore. Assumilo sempre alla stessa ora: magari insieme a una colazione o un pasto, per creare un’abitudine. Parlane con chi ti sta vicino: condividere il tuo percorso può aiutarti a sentirti supportata. Scegli alimenti ricchi di acido folico per i tuoi pasti: una bella insalata di spinaci o una zuppa di legumi possono diventare i tuoi alleati. Tieniti informata: leggere, chiedere e confrontarti con professionisti ti aiuterà a sentirti più sicura e consapevole. Un piccolo gesto, un grande passo verso il futuro Prendersi cura di sé è il primo passo per prendersi cura di chi verrà. L’acido folico prima della gravidanza è un esempio perfetto di come un’attenzione semplice e quotidiana possa fare la differenza. Non serve aspettare il momento esatto del concepimento per iniziare a pensare al benessere tuo e del tuo bambino. Se stai pensando a una gravidanza, o semplicemente vuoi migliorare la tua salute, considera l’acido folico come un piccolo grande alleato. E se hai dubbi o domande, non esitare a rivolgerti a un professionista: un’ostetrica, un medico, una nutrizionista possono accompagnarti in questo percorso con competenza e calore. La tua salute è preziosa. E ogni passo che fai per proteggerla è un passo verso un futuro più sereno e luminoso. Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza"

  • Sai che non è corretto dire: "Ho il ciclo" ?

    Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... Oggi scoprirai il significato della parola "mestruazione" e perché non è corretto dire "Ho il ciclo". "Le mie cose ", " il Marchese ", " Semaforo Rosso ", sono solo 3 dei mille eufemismi che". Certo, sono d'accordo, suona come una parolaccia e ci fa sentire in imbarazzo, e il senso del pudore prende il sopravvento, ma ormai dovremmo aver raggiunto un grado di consapevolezza tale, da non "vergognarci " più di questo evento naturale che ci caratterizza come donne. Che ne dici, allora, di definire una volta per tutte questa parolona tanto odiata? la parola "mestruazione" significa letteralmente "cosa mensile". Il termine deriva dal latino menstruus ("mensile"), che deriva a sua volta da mensis ("mese"). Lo sapevi? Se ti va, scrivilo nei commenti sotto l'articolo. Sì, alla fine il latino o il greco sono quasi sempre alla radice delle parole, e quando conosci il significato letterale di una parola, assume già un suono diverso, non è vero? Ora che abbiamo definito che la parola "mestruazione" significa semplicemente evento mensile, quindi niente di così terribile nel suono della parola, vorrei focalizzare la tua attenzione sul termine che oggi va più "di moda" per sostituirla, soprattutto fra le adolescenti : Ciclo Ti dice niente? Per caso è anche la tua forma preferita? Allora devi sapere questo: non è corretto dire "Ho il ciclo" Presa da sola, la parola "ciclo" ha una definizione ben precisa: una successione di eventi o fasi che si ripetono sempre nello stesso ordine, tornando al punto di partenza per ricominciare. Le mestruazioni rappresentano solo una fase del nostro ciclo di ormoni mensile di durata standard di 28 giorni. Quindi, quello che davvero inizia e prosegue con una successione di fasi che si ripetono sempre nello stesso ordine, tornando al punto di partenza per ricominciare, è il nostro complesso CICLO ORMONALE. Ora capisci perchè non è corretto chiamare ciclo le mestruazioni ? Forse da oggi, ogni volta che spontaneamente dirai "ho il ciclo", ci penserai almeno un po', o magari riuscirai a dire senza vergogna "ho le mestruazioni ". Chissà. Ma ora, se vorrai, potrai correggere le tue amiche. È sempre meglio sapere qualcosa in più, no? Lo sai, non si finisce mai di imparare. Nei prossimi giorni approfondiremo il tema del ciclo mestruale con una serie di articoli, e allora sì che, petalo dopo petalo, avrai acquisito, come meriti, un fiore completo di consapevolezza su come funziona il tuo corpo. Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza"

  • Metodi contraccettivi : la minipillola

    Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... La prima grande differenza tra la pillola combinatane la minipillola sta nel principio attivo; infatti se la pillola combinata contiene le versioni sintetiche dei due ormoni femminili, estrogeno e progesterone la minipillola contiene solo la versione sintetica del progesterone. La minipillola è stata creata per le donne che non tollerano, per svariati motivi, la presenza dell’estrogeno. E come vedremo dopo in effetti la minipillola ha diversi vantaggi rispetto alla combinata. Esistono diverse versioni di minipillole che differenziano per i dosaggi e il progestinico utilizzato. Potrai trovare pillole contenenti ad esempio l’etinodiolo che fa parte dei progestinici di prima generazione, il Levonorgestrel ,che è fra i progestinici di II generazione , il Desogestrel e il Gestodene di terza GENERAZIONE Tra i più recenti, il più comune al momento è il Drospirenone, che si avvicina maggiormente al progesterone naturale rispetto agli altri. Le pillole che contengono il Drospirenone vengono prescritte soprattutto per la sua azione antiandrogenica, vale a dire capace di contrastare gli effetti degli ormoni androgeni, quelli che possono favorire l’acne e l’irsutismo, cioè l’eccesso di peluria ; inoltre sembra che aiuti anche a contrastare la ritenzione idrica, per tutti questi motivi è particolarmente apprezzato anche dalle donne più giovani. Un’altra cosa importante da sapere è che la pillola senza estrogeno è l’unica indicata durante l’allattamento. Può essere assunta dopo le prime 6 settimane dal parto, non prima , perché, dopo il parto, è necessario l’abbassamento dei livelli di progesterone in circolo per l’ avvio ottimale della lattazione e un inizio troppo precoce con la pillola progestinica potrebbe interferire con la produzione del latte, visto che si aggiungerebbe progesterone. Se invece si è deciso di non allattare si può iniziare la pillola già dopo le prime 3 settimane dal parto. In che modo funziona la Minipillola Addensa il muco della cervice uterina, impedendo o rendendo comunque molto difficoltoso lo spostamento degli spermatozoi lungo il canale vaginale e quello cervicale del collo dell’utero. Altera l'endometrio uterino rendendolo sottile e interferisce con la motilità delle tube di Falloppio, in modo da prevenire l'impianto dell'ovulo nell'utero; Inibisce il processo di ovulazione in maniera più o meno accentuata in base al dosaggio di progesterone nella pillola. A dosi progestiniche basse corrisponderà una percentuale di blocco dell'ovulazione pari al 50%; a dosi intermedie corrisponde una percentuale d'inibizione dell'ovulazione superiore al 97%. Come si usa Come per la combinata ,l'assunzione della minipillola deve iniziare il primo giorno del ciclo mestruale,che corrisponde al primo giorno delle mestruazioni; da quel momento assumerai la minipillola ogni giorno, sempre alla stessa ora. E’ meglio se scegli l’ora della giornata che ti è più comoda soprattutto per evitare dimenticanze. Un ciclo di assunzione della pillola è di 28 giorni , ma in base alla dose di progestinico contenuto in ogni compressa , esistono confezioni contenenti anche pillole placebo, che sono pillole senza principio attivo , utili solo a dare continuità all’assunzione della pillola ed evitare che ci si dimentichi di ripartire il giorno giusto con la nuova confezione. Per cui si possono trovare confezioni con 24 pillole cosiddette attive perché contengono il principio attivo + 4 pillole placebo, oppure 26 + 2 o 28 senza pillole placebo .Ogni confezione contiene comunque 28 pillole e una volta assunta l’ultima compressa della scatola inizierai l’altra confezione dal giorno successivo, quindi senza fare giorni di pausa. Se assunta nel modo corretto, la minipillola ha un'efficacia pari al 99%. Se ti dimentichi di assumere una compressa? Se sono passate meno di 12 ore dovrai assumere la compressa dimenticata appena ti accorgi della dimenticanza continua ad assumere la minipillola alla stessa ora; Per i successivi 7 giorni alla dimenticanza, dovrai usare all’occorrenza un ulteriore contraccettivo,meccanico e non ormonale ovviamente, come il preservativo. Rischi ed Effetti Collaterali della Minipillola La minipillola è un metodo contraccettivo sicuro e di solito ben tollerato. Infatti, gli effetti collaterali sono rari, e anche i rischi possibili per una assunzione prolungata sono quasi nulli. In ogni caso ti elenco i possibili effetti indesiderati : Mastalgia , cioè dolore al seno,associata ad aumento delle dimensioni del seno(quest’ultimo effetto di solito è ben accetto, come ti ho detto anche per la pillola combinata) Acne; Aumento del peso corporeo;, dovuto soprattutto a ritenzione idrica Cefalea ed emicrania; Nausea e vomito; Sbalzi d'umore; Alterazioni della libido; Irregolarità del ciclo mestruale, mestruazioni assenti o leggere e perdite di sangue intermestruali (spotting); Crampi addominali. In genere, questi effetti avversi si presentano nei primi mesi di utilizzo della minipillola; per poi diminuire gradualmente, fino a scomparirePer quanto riguarda invece i rischi da assunzioni prolungate della minipillola abbiamo: Il rischio di formazione di cisti ovariche. Anche se di solito non sono pericolose e tendono a scomparire spontaneamente, possono risultare dolorose (dolore pelvico); Il rischio di una maggiore predisposizione al tumore del seno e al tumore della cervice uterina. Controindicazioni alla Minipillola L'uso contemporaneo di alcuni farmaci può ridurre l'effetto della minipillola, come gli antibiotici , ad es rifampicina e rifabutina, gli antiepilettici , l'iperico e alcuni medicinali antiretrovirali usati per la cura dell'AIDS. La presenza di una malattia cardiovascolare; La presenza di una malattia epatica; Una storia passata di tumore al seno e la predisposizione familiare a tale tumore; Una storia passata di continue cisti ovariche. Vantaggi Grazie all'assenza di estrogeni e alla bassa concentrazione di progesterone sintetico nella sua preparazione, la minipillola presenta, rispetto alla pillola anticoncezionale combinata, alcuni vantaggi: Interferisce poco con la coagulazione, con la pressione arteriosa, con il metabolismo lipidico e con il colesterolo. Non altera il pH vaginale; Non provoca secchezza delle palpebre; Non provoca ritenzione idrica; Può essere assunta subito dopo il parto, quindi durante la lattazione; Può essere prescritta a donne di qualsiasi età e alle donne fumatrici di età superiore ai 35 anni;anche se come mi raccomando sempre è meglio in ogni caso non fumare. Permette un rapido recupero della fertilità, dopo la sua interruzione. Svantaggi Tende a provocare irregolarità del ciclo mestruale o la totale scomparsa delle mestruazioni. In ogni caso è bene fare almeno una volta all’anno degli esami specifici per valutare le condizioni generali durante l’assunzione della pillola. Gli esami che ti verranno prescritti sono: • pap-test; • esame completo delle urine; • analisi del sangue: glicemia, colesterolo (HDL), trigliceridi, transaminasi. Ti svelo una curiosità dell’ultim’ora: negli Stati uniti i è stato approvato il primo contraccettivo orale da banco, sarebbe a dire acquistabile senza prescrizione medica. Si potrà acquistare,oltre che nelle farmacie,anche nei minimarket e nei negozi di alimentari, e persino online. Il suo nome è Opill ed era già in commercio dal 1973 per l'uso con prescrizione medica,ma successivamente ne è stato richiesto il passaggio a prodotto da banco. Dopo che la casa farmaceutica è riuscita a dimostrarne la sicurezza e l’ efficacia,è riuscita a ottenere l’approvazione dell’FDA ,l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici . Poiché senza prescrizione medica potrà essere utilizzato liberamente dai consumatori, che dovranno affidarsi solo all'etichettatura del farmaco senza assistenza da parte del medico ginecologo. Lo scopo di questa manovra è quello di dare la possibilità a più persone possibili di acquistare un contraccettivo orale in maniera più semplice e più rapida. Opill contiene 0,075 mg del solo progestinico norgestrel, e sarà disponibile negli Stati Uniti probabilmente già da quest’anno Per finire, devi sapere che esistono ormai da tempo altri prodotti anticoncezionali ormonali, ma con via di somministrazione diversa. E sono l’anello vaginale, che è un vero e proprio anello da inserire in vagina; il cerotto contraccettivo che va applicato sulla cute; e l’impianto sottocutaneo, la cui applicazione è sottocute. Sono una validissima alternativa al contraccettivo orale. Se vuoi saperne di più cerca gli articoli dedicati sul blog e gli episodi sul podcast. Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza" Fonti https://www.topdoctors.it/articoli-medici/estetrolo-una-nuova-soluzione-nella-contraccezione-orale#:~:text=La%20nuova%20pillola%20contraccettiva%2C%20che,contraccettivo%20orale%20sicuro%20ed%20efficace https://www.dica33.it/prontuario-farmaci/contraccettivi-ormonali-sistemici/ https://fimmgformazione.org/sezione-scientifica/pillola-anticoncezionale-guida-alla-corretta-prescrizione/#:~:text=Drospirenone%3A%20in%20questo%20momento%20rappresenta,molecola%20di%20origine%2C%20lo%20spironolattone. https://www.my-personaltrainer.it/salute/pillola-anticoncezionale.html

  • Tabacco e svapo: proteggere l'adolescenza, la fertilità e la gravidanza

    Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... Il 31 maggio si celebra la Giornata Mondiale Senza Tabacco 2026, l'evento globale promosso dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Nel mirino tabacco e svapo. Quest'anno, infatti, lo slogan della campagna è "Smascherare il fascino: contrastare la dipendenza da nicotina e tabacco". L'obiettivo è svelare le strategie commerciali usate per rendere attraenti i nuovi dispositivi, catturando le generazioni più giovani e minacciando la salute riproduttiva delle donne. Adolescenti e "svapo": l'inganno dei trend social Le multinazionali del tabacco hanno sostituito le vecchie sigarette con dispositivi elettronici hi-tech e aromi dolci per agganciare le ragazze più giovani. Questo finto fascino nasconde una forte dipendenza chimica da nicotina: Aromi fruttati: usati per mascherare il sapore acre e l'irritazione delle vie respiratorie. Design alla moda: sigarette elettroniche (e-cig) e puff mascherati da accessori estetici o penne USB. Trappola digitale: sponsorizzazioni mirate sui social media per far sembrare il fumo un gesto di indipendenza. La nicotina assunta durante l'adolescenza altera lo sviluppo cerebrale e crea una dipendenza molto difficile da scardinare in età adulta. Preconcepimento: la fertilità inizia dalle scelte di oggi Per chi progetta una maternità futura, smettere di fumare non è un obbligo da rimandare al test di gravidanza positivo. I componenti tossici del tabacco e dei liquidi da svapo danneggiano il sistema riproduttivo ben prima del concepimento: Qualità ovocitaria: le tossine accelerano la perdita di ovociti, anticipando l'invecchiamento ovarico. Problemi di fertilità: le donne fumatrici impiegano più tempo a rimanere incinta e hanno tassi di successo inferiori nei percorsi di fecondazione assistita. Rischi iniziali: il fumo altera la motilità delle tube, aumentando il rischio di gravidanze extrauterine. Depurare l'organismo mesi prima del concepimento assicura un ambiente biologico sano per accogliere una nuova vita. Gravidanza e fumo: gli effetti reali sul feto Molte donne pensano erroneamente che passare alla sigaretta elettronica in gravidanza elimini i rischi. La nicotina, anche se svapata, attraversa la placenta e raggiunge direttamente il feto, con conseguenze documentate dalla scienza medica: Iposviluppo fetale: il monossido di carbonio riduce l'ossigeno fetale, causando un basso peso alla nascita. Parto prematuro: aumenta sensibilmente il rischio di distacco di placenta e nascita pretermine. Complicanze neonatali: il fumo materno è associato alla SIDS (Sindrome della morte improvvisa del lattante) e a problemi respiratori infantili come l'asma cronica. Gli strumenti per dire basta Uscire dalla dipendenza è possibile grazie a percorsi di supporto gratuiti e scientificamente validati: Centri Antifumo: le ASL del territorio offrono consulenze mediche e psicologiche personalizzate. Supporto LILT: la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori mette a disposizione esperti per superare la dipendenza psicologica. Consultori familiari: i professionisti accompagnano le donne in gravidanza con strategie mirate prive di farmaci dannosi. Smascherare il falso fascino della nicotina oggi significa fare un regalo immenso a se stesse e alle generazioni future. Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza" Fonti e Nota Bibliografica World Health Organization (WHO) – World No Tobacco Day Campaign Report: Dati globali sulla prevalenza del tabagismo giovanile e linee guida per il contrasto alla dipendenza da nicotina. Ministero della Salute Italiano – Linee guida e iniziative per la Giornata Mondiale Senza Tabacco: Direttive nazionali sulla prevenzione dei danni da fumo e monitoraggio dei dispositivi elettronici (e-cig e tabacco riscaldato). Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) – Servizi di disassuefazione dal fumo e supporto psicologico: Protocolli di supporto territoriale per la cessazione del fumo. Istituto Superiore di Sanità (ISS) – Linee guida cliniche sul tabagismo in gravidanza, salute riproduttiva e impatto dei prodotti del tabacco sul feto.

  • Cose da fare prima di cercare una gravidanza

    Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... C'è differenza tra cercare una gravidanza e cercarla in modo consapevole, e quello di informarsi è un ottimo punto di partenza. Se desiderate una gravidanza e volete il meglio per il benessere del bambino, ancora prima che esista, scopriamo insieme quali sono le cose da fare prima di cercare una gravidanza. Spero sempre di arrivare "in tempo" nella vita di una coppia che desidera un figlio, e quando dico "In tempo" mi riferisco a quell'intervallo, più o meno lungo, compreso tra il desiderio di una gravidanza e l'inizio della ricerca attiva della stessa: la fase preconcezionale Se vi trovate in questa fase preziosa, che spesso decide le sorti della gravidanza e il benessere di madre e figlio, avrete tutto il tempo per mettere in pratica i consigli che vi offro in questo e altri articoli dedicati al preconcepimento. Cercate la categoria "Preconcepimento" sulla pagina iniziale del Blog e li troverete tutti insieme. Vediamo, allora, quali sono le cose da fare prima di cercare una gravidanza. Innanzitutto avete la mia stima, perché, quasi mai, la gravidanza viene pianificata e si cercano informazioni su come preparare il "nido" a quel bambino ancora nei pensieri. La maggior parte delle donne, infatti, prenota la visita dal ginecologo quando ha già in mano il test di gravidanza positivo, e chissà quanto tempo è trascorso dall'ultima visita ginecologica e le ultime analisi del sangue. Non parliamo degli'aspiranti papà, che sono ancora meno propensi ai controlli della salute. Capite bene che procedere in questo modo non è esattamente la cosa più saggia da fare. Sarebbe opportuno pianificare la gravidanza e dedicare al futuro bambino, ma anche a voi stesse, quel tempo prezioso di cui parlavamo prima: la fase preconcezionale Non avete ancora un'idea di quante cose si possono, e si dovrebbero, fare in attesa di concepire, con la consapevolezza di aver usato tutti gli strumenti a disposizione, per un esito positivo del concepimento e della gravidanza. Il protocollo di esami gratuiti per il preconcepimento Sapevate che il SSN ha istituito un protocollo di esami preconcezionali gratuiti per la fase preconcezionale? Fanno parte dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza)Questi esami sono progettati per valutare lo stato di salute della coppia, al fine di aumentare le probabilità di un concepimento di successo e garantire un maggiore benessere per la madre e il bambino durante la gravidanza. Il protocollo dei LEA per la fase preconcezionale è suddiviso in 4 sezioni (espandi i paragrafi : 1. Prestazioni specialistiche per la donna: gli esami che seguono sono esclusivamente perla donna, ai quali si aggiungono quelli per la coppia. Prima visita ginecologica Anticorpi anti eritrociti (Test di Coombs indiretto) Rubeo-test: ricerca degli anticorpi IgG per il Virus della Rosolia, che indicano l'immunità dopo un'infezione passata o la copertura del vaccino; ricerca di anticorpi per sospetta infezione in atto (IgM) ; eventuale test di avidità se il risultato è dubbio. Emocromo : esame citometrico e conteggio leucocitario Emoglobine : dosaggio frazioni PAP test: esame citologico cervico-vaginale 2. Prestazioni specialistiche per l'uomo Li esegue l'uomo solo nel caso in cui la donna sia portatrice (eterozigote)di emoglobinopatie. Emocromo : esame citometrico e conteggio leucocitario Emoglobine : dosaggio frazioni 3. Prestazioni specialistiche per la coppia Questi si aggiungono agli esami per la donna, mentre per l'uomo sono i primi e unici che farà, a meno che la donna non sia portatrice di emoglobinopatie. HIV (Virus Immunodeficienza Acquisita). Test gruppo sanguigno (AB0) e Rh Treponema Pallidum (Sifilide) 4. Prestazioni specialistiche riservate a coppie che hanno una storia pregressa Questi sono gli esami a cui si deve sottoporre la coppia in caso di due aborti consecutivi o pregresse patologie della gravidanza con morte perinatale, o anamnesi familiare positiva per patologie ereditarie Prima visita di genetica medica. Visita specialistica genetica, che comprende: primo colloquio, anamnesi personale e familiare, costruzione di un albero genealogico familiare nei rami paterno e materno per almeno 3 generazioni. Consultazione della letteratura scientifica e di database di genetica clinica specifici. Formulazione dell'ipotesi diagnostica. Scelta del test genetico appropriato Scrittura della relazione. È esclusa la Visita multidisciplinare Analisi citogenetica post natale Ecografia Ginecologica con sonda transvaginale o addominale (2). Incluso: eventuale Ecocolordoppler. Isteroscopia diagnstica Biopsia endometrialeI Lupus anticoagulant (LAC) Anticorpi anticardiolipina Anticorpi anti Tireopirossidasi Anticorpi anti microsomi epatici e renaliI (LKMA) Anticorpi anti tireoglobulina (AbTg) Ecco le cose da fare durante il preconcepimento Programmare una visita ginecologica Rivolgetevi al medico di famiglia e richiedete l'impegnativa per la visita ginecologica preconcezionale, con la quale potrete prenotare la visita attraverso il CUP (online, telefonicamente, o di persona). La visita ginecologica preconcezionale fa parte del protocollo dei LEA per il preconcepimentoTutte le impegnative che riceverete per visite ed esami compresi nel protocollo gratuito per la fase preconcezionale, riporteranno il codicee d'esenzione M00 Durante l’incontro il ginecologo effettuerà una visita più un'ecografia per controllare che l'apparato riproduttivo non presenti ostacoli al concepimento e proseguimento della gestazione, come fibromi o polipi di grosse dimensioni o localizzati in sedi particolari. Nell’ambito della stessa visita il ginecologo farà insieme a voi la ricostruzione dell'anamnesi personale e familiare; in pratica si informerà se esistono patologie che riguardano voi aspiranti genitori o i vostri familiari, che possano rappresentare fattori di rischio di malformazioni genetiche o cromosomiche, oppure se vi siano stati esiti avversi in gravidanze precedenti. In questo modo sarà possibile stabilire se siano necessari o meno ulteriori approfondimenti o un consulto genetico. Effettuare gli esami gratuiti prescritti Durante la visita, il ginecologo prescrive gli esami gratuiti per entrambi, compresi nel protocollo per il preconcepimento. Eseguiteli prima possibile, perché in base agli esiti potreste dover fare ulteriori esami di accertamento, cure, o vaccini (la donna), prima del concepimento. Fare i vaccini necessari Come abbiamo visto, tra gli esami del sangue è incluso il rubeo-test, che permette di ricercare gli anticorpi della malatttia e stabilire se l'hai contratta in passato. Tuttavia, se viene contratta per la prima volta durante la gravidanza, è capace di causare problemi spesso molto seri al nascituro. Oggi la Rosolia non è considerata più una malattia endemica, quindi il rischio di contrarla durante la gravidanza è molto basso, ma per maggiore sicurezza viene somministrato il vaccino, di solito il quadrivalente che comprende anche varicella, morbillo e parotite. E’ importante sapere che le dosi di vaccino sono 2 da somministrare a distanza di almeno 4 settimane l'una dall'altra, e che prima di concepire deve passare almeno un mese dall'ultima dose. Quindi dalla prima dose di vaccino dovrete attendere almeno 2 mesi prima di cercare la gravidanza. (approfondisci l'argomento leggendo "Vaccini somministrabili in fase preconcezionale") Verifica la compatibilità di eventuali cure con la gravidanza Alcune malattie – soprattutto materne, ma talvolta anche paterne - possono influire sul buon andamento della gravidanza e provocare complicanze, determinate dalla patologia stessa o dai farmaci che si assumono per curarla: diabete, ipertensione, malattie della tiroide, asma, depressione, epilessia, non sono incompatibili con la maternità, tuttavia è fondamentale pianificare la gravidanza: ci sono casi in cui la terapia deve essere interrotta, altri in cui occorre rivedere la tipologia o il dosaggio del farmaco ancor prima di provare a concepire.è opportuno informare il medico curante di tutti i farmaci e gli integratori alimentari che si stanno assumendo, per valutare la loro innocuità. Assumi acido folico L'acido folico è il principale integratore del periodo preconcezionale, che deve essere assunto da tutte le donne almeno un mese prima del concepimento e per tutto il primo trimestre, per prevenire difetti a carico del tubo neurale, come la spina bifida. Il dosaggio raccomandato in genere è di 0,4 mg al giorno, ma in casi particolari dovrà essere aumentato: è il caso ad esempio delle donne obese, con diabete insulino-dipendente e nelle future mamme epilettiche, per cui si può arrivare a 5 mg al giorno. Leggi " Acido folico gioca d'anticipo" Conduci uno stile di vita sano Se fumi dovresti smettere ; dovresti limitare l'alcool e bandire l'uso di droghe di ogni tipo; cercare di raggiungere un peso nella norma, evitando sia l'obesità che il sottopeso (che, per ragioni diverse, espongono a maggiori rischi durante la gravidanza): sono buone regole che valgono sia per la futura mamma che per il futuro papà. E' bene inoltre rivedere la propria alimentazione, che deve essere variegata, equilibrata ed il più sana possibile. Fai attività fisica Essere fisicamente attivi aiuta non solo a tenere il peso sotto controllo ed arrivare alla gravidanza in condizioni fisiche ottimali, ma ha anche effetti positivi sulla fertilità, soprattutto nelle donne obese ed in quelle con problemi di policistosi ovarica. Non devi strafare, basta una camminata a passo veloce, un po' di nuoto, una passeggiata in bici per almeno mezz'ora al giorno. L'importante è la costanza. Fai il pap-test Dai 25 ai 29 anni: Se sono passati più di 3 anni dall'ultimo controllo, va ripetuto prima di cercare la gravidanza. Il Pap test ha validità di 3 anni. Dai 30 anni in su: Il test principale è diventato l'HPV DNA test. Essendo più sensibile, se l'ultimo esito era negativo, la sua validità è di 5 anni. Se sono passati più di 5 anni, è necessario ripeterlo. Perché è importante farlo prima? Effettuare il controllo nella fase preconcezionale permette di identificare e trattare tempestivamente eventuali lesioni o alterazioni della cervice uterina. Se hai superato i 35 anni è consigliabile anche anche una valutazione senologica. Se lo ritiene necessario, il ginecologo eseguirà anche un tampone vaginale per escludere infezioni vaginali come la candida, che possono interferire sia con il concepimento che con il buon esito della gestazione. Verifica la salubrità delle condizioni di lavoro Prima di cercare una gravidanza, è necessario evitare l'esposizione a prodotti chimici sul posto di lavoro, a sostanze tossiche o radiazioni, e situazioni che potrebbero provocare infezioni o danni al feto. Fissa una visita dal dentista Sicuramente vorrai evitare più possibile di ricevere un’anestesia locale dal dentista durante la gravidanza. Per questo è consigliabile inserire tra esami e controlli preconcezionali, anche la visita dal dentista, dove potrai curare subito eventuali carie o addirittura scoprire di avere patologie più complesse, come la malattia parodontale cronica (più nota come piorrea) che molti studi mettono in correlazione con alcune complicanze della gravidanza, come aborto precoce o tardivo e basso peso alla nascita, anche perché la parodontite è spesso solo una conseguenza di patologie che nemmeno sappiamo di avere. Un altro motivo per cui sarebbe meglio curare la bocca prima di una gravidanza, è che, come saprai, l’unico antidolorifico ritenuto sicuro per il feto è il paracetamolo, e nel caso di estrazione di denti o carie dolorose potrebbe non essere efficace a calmare il dolore Qui devo aprire una parentesi : nove mesi di gravidanza sono lunghi e potrebbe capitare che nonostante la visita preconcezionale dal dentista, tu possa avere nuovamente bisogno di lui durante la gestazione. Anche perché spesso subentrano problematiche ai denti o alle gengive proprio a causa dei cambiamenti ormonali .Per questo anche durante la gravidanza non bisogna assolutamente saltare i controlli abituali o, addirittura, evitare di andare nel caso in cui ci si accorga di avere un problema o un disturbo. In ogni caso, i medici consigliano di aspettare il secondo trimestre per fare la visita, anche se dipende chiaramente dal tipo di necessità da trattare. Quali trattamenti dentistici sono consentiti in gravidanza? : igiene, cioè la pulizia dei denti cura delle carie: l'anestesia locale è permessa perché non è assolutamente in grado di passare attraverso la placenta, anzi, un'infezione orale potrebbe invece avere conseguenze sul feto piccole estrazioni, meglio se nel secondo trimestre per evitare l'impiego di farmaci nel primo trimestre radiografie o ortopanoramiche, meglio a partire dal quarto mese, con le dovute precauzioni Nel caso tu avessi bisogno di interventi che richiedono l'uso di medicinali o in caso di radiografie, ti consiglio comunque di consultare il tuo ginecologo. Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza" Fonti https://www.nostrofiglio.it/gravidanza/salute-e-benessere/incinta-dal-dentista https:/www.perrimanereincinta.com/cosa-fare-prima-di-cercare-una-gravidanza/ https://www.epicentro.iss.it/rosolia/ https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderPdf.spring?seriegu=SG&datagu=18/03/2017&redaz=17A02015&artp=16&art=1&subart=1&subart1=10&vers=1&prog=001

  • Toxoplasmosi(parte1): Rischi per il feto

    Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... È importante conoscere bene la toxoplasmosi e i rischi per il feto e cosa succede quando il toxo-test della mamma risulta positivo La Toxoplasmosi fa parte delle infezioni teratogene da evitare assolutamente durante la gravidanza, a causa del rischio di trasmissione all'embrione o al feto attraverso la placenta, e delle gravi conseguenze che questo potrebbe comportare. Ho inserito anche qui la pratica tabellina sintetica (fatta con le mie manine), che trovi nell'articolo "Toxo-test: cos'è e come si interpreta", per divertirti a interpretare il Toxo-test, prima di farlo esaminare al tuo medico. A differenza delle infezioni di cui abbiamo parlato nell'articolo "Vaccini in fase preconcezionale", per la Toxoplasmosi non esiste ancora un vaccino. Appena conoscerai meglio al toxoplasmosi e i rischi per il feto, ti renderai conto da sola di quanto sia importante stare alla larga da questa malattia, se sei alla ricerca di una gravidanza, o se la gravidanza è già iniziata. La toxoplasmosi non è un'infezione virale o batterica, ma è provocata da un parassita che si trasmette dagli animali all'uomo, direttamente, o indirettamente, e per questo è classificata come zoonosi. È lecito chiedersi: "Ma se la Toxoplasmosi è una zoonosi, cioè un' infezione che si trasmette dagli animali all'uomo, perché un bambino nel ventre materno dovrebbe essere a rischio, visto che non si trasmette fra esseri umani?" Ecco, per sfortuna, l'unica via di trasmissione fra esseri umani è quella transplacentare, (cioè da madre a feto attraverso la placenta). In casi molto rari può essere trasmessa anche durante una trasfusione di sangue o un trapianto di organi, da donatori infetti, ma solo in determinate circostanze. Toxoplasma Gondii, il parassita che provoca la Toxoplasmosi Il microorganismo responsabile della zoonosi è il parassita Toxoplasma Gondii. Puoi conoscerlo meglio nei due articoli già disponibili, dedicati agli asccorgimrenti (Parte 2 e Parte 3), e nell'articolo ancora più specifico, attualmente in "cantiere" Cosa sono le infezioni teratogene? Le infezioni considerate teratogene sono quelle causate da agenti patogeni (virus, batteri o parassiti) in grado di attraversare la placenta durante la gravidanza e causare danni irreparabili all'embrione con conseguente aborto spontaneo, o malformazioni congenite, ritardi di crescita e danni neurologici permanenti nel feto. La toxoplasmosi fa parte di queste, ed è per questo che non va sottovalutata Toxo-test positivo in gravidanza, che succede? Se la gravidanza è già iniziata e uno dei toxo-test di routine risulta improvvisamente positivo, cosa significa? Un risultato positivo al test, indica, inizialmente, solo che la toxoplasmosi è presente nel tuo organismo e che hai già cominciato a produrre gli anticorpi contro la malattia. In termini medici si parla di sieroconversione, cioè il passaggio da siero negatività (assenza di anticorpi specifici) a siero-positività (presenza degli anticorpi specifici) Il toxo-test rileva, infatti, la presenza di anticorpi contro il parassita, ma questo non significa che sia avvenuto in automatico anche il passaggio transplacentare e che il toxoplasma abbia già infettato il tuo bambino. Quello che succede ora è l'attivazione di un protocollo specifico che servirà proprio a capire se l'infezione è diventata "congenita", cioè se ha attraversato la placenta. Come avviene la diagnosi di toxoplasmosi congenita? La diagnosi si divide in due passaggi : 1. La certezza dell'infezione materna (Toxo-test + Test di Avidità) Dopo il primo campanello d'allarme, cioè il toxo-test positivo (presenza delle IgM), è necessario approfondire eseguendo un ulteriore test: Il Test di Avidità delle IgG. Questo test servirà a datare l'infezione in base al quantitativo di IgG presenti nel sangue: Avidità alta =, infezione vecchia, di solito precedente alla gravidanza, quindi il feto è al sicuro e non servono altri accertamenti Avidità bassa = infezione recente , avvenuta durante la gestazione, servono ulteriori controlli e si passa al secondo passaggio. 2. La diagnosi sul feto (Amniocentesi ed Ecografia) Il secondo passaggio che segue il test di avidità risultato positivoSe l'infezione materna è confermata come positiva, il ginecologo deve verificare lo stato del feto attraverso due strumenti complementari: L'Amniocentesi (La diagnosi di certezza): È l'esame fondamentale. Si preleva un piccolo campione di liquido amniotico (generalmente a partire dalla 18ª settimana di gravidanza e almeno 4-6 settimane dopo la presunta infezione della madre). Su questo liquido si esegue la PCR (Polymerase Chain Reaction), una tecnica molecolare che va a cercare direttamente il DNA del Toxoplasma gondii. Se il DNA del parassita è presente nel liquido, la diagnosi di toxoplasmosi congenita è confermata. L'Ecografia fetale di secondo livello (Il monitoraggio dei danni): Viene eseguita periodicamente a intervalli ravvicinati per monitorare lo sviluppo del feto. L'ecografista cerca eventuali segni visibili causati dal parassita, come la dilatazione dei ventricoli cerebrali (idrocefalo), calcificazioni nel cervello o nel fegato, e anomalie della crescita. Principali effetti teratogeni e clinici sul neonato Idrocefalo o microcefalia Calcificazioni endocraniche Corioretinite (grave infiammazione oculare che può portare a cecità) Deficit cognitivi e ritardo psicomotorio Convulsioni Esiste una terapia dopo la diagnosi? Sì, se l'amniocentesi conferma che il parassita ha infettato il feto, la mamma non viene lasciata sola: si inizia immediatamente una terapia antibiotica mirata, combinata (solitamente con pirimetamina e sulfadiazina, associate ad acido folinico) guidata da centri ostetrici specializzati in gravidanze a rischio. Questa terapia serve a bloccare la replicazione del parassita e a ridurre drasticamente la gravità dei danni d'organo prima della nascita. Sembra che con questo trattamento, almeno il 90% dei bambini che contraggono l'infezione in utero nasca senza sintomi evidenti, anche se viene comunque monitorato nei mesi successivi. Ricorda: la tempestività è tutto. I controlli mensili servono proprio a questo: intercettare l'infezione quando è ancora "silenziosa" per proteggere il bambino prima ancora che nasca. Quante possibilità di trasmissione al feto? La natura ci viene quasi sempre incontro, e anche nel caso della toxoplasmosi in gravidanza, fa sì che il rischio di trasmissione transplacentare sia più basso, quando causerebbe più danni, cioè nel primo trimestre di gestazione. La toxoplasmosi non rientra fra gli agenti teratogeni che seguono la regola del "tutto o niente", poiché i tempi di incubazione e permanenza nell'organismo non sono gestibili. Primo trimestre Il primo trimestre è la fase più delicata della gravidanza, quella in cui avviene la differenziazione delle cellule e la formazione dei primi organi dell'embrione. Un' interferenza di qualunque tipo in questo periodo, potrebbe compromettere l'esito della gravidanza. Come se la placenta lo sapesse (e in qualche modo a quanto pare lo sa), durante le prime settimane di gravidanza, fornisce una buona protezione contro il passaggio del Toxoplasma gondii, con una probabilità di appena il 5-15% che questo riesca a superare la barriera placentare e a raggiungere l'embrione. Se l'aborto non avviene significa sempre che l'embrione non ha subito conseguenze? No, non abbiamo alcuna certezza sugli eventuali danni subiti dall'embrione, anche se non si verifica l'aborto spontaneo. potrebbero subentrare danni molto gravi all'embrione, come idrocefalia o lesioni cerebrali, che comprometterebbero comunque l'esito della gravidanza nelle settimane successive, o pur arrivando al termine, il neonato potrebbe riportare un ritardo mentale o epilessia, oltre alla riduzione delle capacità visive, fino alla cecità. Secondo e terzo trimestre Man mano che la gravidanza procede, invece, le probabilità di trasmissione materna al feto aumentano, perché la placenta diventa meno protettiva e il toxoplasma riesce più facilmente a passare la barriera placentare, fino all’ 80% di probabilità. Nel frattempo, però il feto cresce e diventa più resistente agli effetti dell'infezione, quindi di norma non subisce gli effetti devastanti che si hanno nel primo trimestre, ma in ogni caso difficilmente resterà del tutto incolume, purtroppo. Infatti questi bambini la cui mamma abbia contratto la toxoplasmosi dopo le 16-24 settimane di gestazione appaiono spesso normali alla nascita, ma di solito attraverso indagini strumentali più approfondite anche dopo mesi, o anni, vengono evidenziate alcune anomalie. Ecco la tabella riassuntiva per confrontare e interpretare facilmente i risultati del toxo-test. Puoi ingrandirla e scaricarla. Ti piace? Tabella risultati del Toxo-test in base alla presenza(+) o all'assenza(-) delle IgM e delle IgG (Creata con Canva da Ostetrica Sere) Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza" Fonti https://www.epicentro.iss.it/toxoplasmosi/ https://www.mypersonaltrainer.it/salute/toxoplasmosi.html#:~:text=Toxoplasma%20gondii%20%C3%A8%20un%20protozoo,costituiti%20da%20una%20sola%20cellula https://www.my-personaltrainer.it/salute/toxo-test-toxoplasmosi-gravidanza.html https://www.izslt.it/toxoplasma-gondii/ Linee guida https://www.epicentro.iss.it/itoss/pdf/LG-Gravidanza-Fisiologica-Parte1_protetto.pdf https://www.salute.gov.it/new/it/tema/esenzioni-dal-ticket/esenzioni-gravidanza/ https://associazioneitalianaostetricia.it/wp-content/uploads/2024/05/LEA-2017.pdf

  • Toxo-test : cos'è e come si interpreta

    Lascia che un petalo d consapevolezza si posi su di te... Se stai pianificando una gravidanza o hai appena scoperto di essere in dolce attesa, il Toxo-test è senza dubbio uno dei primi esami del sangue che sentirai nominare. Vediamo cos'è e come si interpreta. Il Toxo-test è indicato solo per la futura mamma e viene raccomandato fin dall'inizio della gravidanza (entro 13 settimane+6), e, in caso di negatività, verrà ripetuto ogni 4-6 settimane (30-40 giorni) fino alla fine della gravidanza. È inserito nel protocollo della gravidanza, fra gli esami gratuiti raccomandati (LEA- Livelli Essenziali di Assistenza). Questo perché la toxoplasmosi non è una malattia con sintomi evidenti ed esclusivi che la rendano facilmente riconoscibile; al contrario, i sintomi sono piuttosto lievi e facilmente confondibili con una qualunque influenza : stanchezza, febbre, mal di testa ,mal di gola, linfonodi ingrossati, sensazione di "ossa rotte". Niente di così allarmante se il tuo sistema immunitario funziona bene. Per questo il toxo-test si rende particolarmente necessario in gravidanza per scoprire se si è già contratta l'infezione in passato o è in atto.( leggi " Toxoplasmosi: rischi per il feto Nonostante sia raccomandabile anche in fase preconcezionale, il Toxo-test non fa più parte del protocollo degli esami gratuiti per la fase preconcezionale, e deve essere richiesto a parte. Devi sapere che dal 2017 non è più gratuito con il codice M00 standard. Dovrai pagare il ticket, a meno che tu non abbia una storia medica di gravidanze precedenti interrotte o malformazioni: in quel caso specifico, sarà lo specialista a prescriverti l'esame gratuitamente inserendo il sospetto diagnostico in ricetta. Perché il toxo-test non è più fra gli esami preconcezionali ? Era presente fino all'aggiornamento dei LEA nel 2017 , ma è stato tolto, perchè non esiste un vaccino per la toxoplasmosi, e sapere di essere negative un mese prima di rimanere incinte non permette di fare interventi medici preventivi, se non dare consigli e informazioni per evitare il contagio. Per questo lo Stato ha ritenuto superfluo finanziare il test prima della gestazione, Anche se a pagamento, Io, continuo a consigliare di farti prescrivere anche il toxo-test insieme agli esami preconcezionali gratuiti, perché ti servirà a scoprire in anticipo: Se possiedi già gli anticorpi contro la toxoplasmosi significa che hai già contratto la malattia e gli anticorpi sviluppati ti proteggeranno tutta la vita, così non sarà necessario ripetere il toxo-test per tutta la gestazione. Se l'infezione è in corso dovrai attendere la completa guarigione e ripetere il toxo-test, prima di iniziare la ricerca attiva della gravidanza. Se sei suscettibile di contrarre la malattia. saprai di dover adottare gli accorgimenti necessari ancora prima di concepire per evitare di contagiarti durante il concepimento. Come si esegue il Toxo- test? Si esegue su un campione di sangue, con un semplice prelievo, sul quale si ricercano gli anticorpi IgM e IgG (rispettivamente le immunoglobuline M e le immunoglobuline G) Cosa indicano le IgM e le IgG ? Le IgM sono gli anticorpi che vengono prodotti per combattere l'infezione e indicano la presenza della malattia in corso. Le IgG rappresentano gli anticorpi "memoria" che proteggono per sempre dalla malattia una volta contratta. Se tu avessi la fortuna di averla già contratta saresti immune per tutta la vita e non dovresti preoccupartene in gravidanza. Possibili risultati del Toxo-test Anche se i risultati dovrai farli interpretare dal tuo medico, te li spiego in maniera semplice, così ti fai un’idea. E più in basso trovi una pratica tabella riassuntiva. Solo IgM presenti : la malattia è in corso da pochi giorni, quindi sei nella fase acuta. Solo IgG presenti: la malattia non è in atto, ma è stata comunque contratta in passato e ora sei protetta per sempre dalla toxoplasmosi. ( il risultato sperato) IgM e IgG presenti contemporaneamente : non è immediato interpretare il risultato e serve un ulteriore test di approfondimento, chiamato test di avidità, per datare la malattia. IgM e le IgG entrambe assenti: questo non è il risultato sperato, perché significa che non c’è la malattia in atto e non c’ è mai stata. In pratica NON SEI PROTETTA. Per cui una volta in gravidanza ,dovrai ripetere il toxo-test a partire dal primo controllo e lo ripeterai ogni 4-6 settimane in caso di negatività. E dovrai soprattutto seguire scrupolosamente gli accorgimenti per evitare il contagio ( leggi Parte 2 e Parte 3). Cos'è il test di avidità? Test di avidità delle IgG: quantifica nello specifico le IgG . In base alla loro quantità infatti si riesce più o meno a capire da quanto tempo è stata contratta la malattia. Questo serve soprattutto in caso di toxo-test positivo durante la gravidanza. Ecco la tabella riassuntiva per confrontare e interpretare facilmente i risultati del toxo-test. Puoi ingrandirla e scaricarla. Ti piace? Tabella risultati del Toxo-test in base alla presenza(+) o all'assenza(-) delle IgM e delle IgG (Creata con Canva da Ostetrica Sere) Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza" Fonti https://www.epicentro.iss.it/toxoplasmosi/ https://www.mypersonaltrainer.it/salute/toxoplasmosi.html#:~:text=Toxoplasma%20gondii%20%C3%A8%20un%20protozoo,costituiti%20da%20una%20sola%20cellula https://www.my-personaltrainer.it/salute/toxo-test-toxoplasmosi-gravidanza.html https://www.izslt.it/toxoplasma-gondii/ Linee guida https://www.epicentro.iss.it/itoss/pdf/LG-Gravidanza-Fisiologica-Parte1_protetto.pdf https://www.salute.gov.it/new/it/tema/esenzioni-dal-ticket/esenzioni-gravidanza/ https://associazioneitalianaostetricia.it/wp-content/uploads/2024/05/LEA-2017.pdf

  • Toxoplasmosi(parte 2): Gatto o non gatto? Questo è il problema

    Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... Toxoplasmosi e gatto sono uniti da un filo invisibile. Ma davvero la tua palla di pelo felina è così pericolosa per il contagio durante il preconcepimento e la gravidanza? Chiariamo due cosette. Lo so aspirante mamma, parenti e amici ti avranno già messa in guardia che in gravidanza non potrai assolutamente stare a contatto con nessun gatto, neanche il tuo! "non puoi accarezzarlo..." ; "in braccio no eh… " ; "non respirare vicino a lui..." ; "dallo a me, me ne occupo io stai tranquilla..." ; "non fare l’ incosciente..." Shhh fate silenzio! Ecco, quando avrai finito di leggere, sarai ben felice di far sapere loro che si sbagliavano di grosso! In "Toxoplasmosi(parte1): Rischi per il feto e Toxo-test" abbiamo scoperto quali sono i rischi per il feto e come si interpreta il toxo-test. In questa seconda parte, invece, daremo un po’ di giustizia ai nostri amici felini. Capiremo una volta per tutte perché la toxoplasmosi viene associata ai gatti, e in quale modo potrebbero davvero trasmettercela. Troverete anche un elenco di semplici accorgimenti da mettere in pratica per evitare il contagio in gravidanza, già a partire dalla fase preconcezionale, ma senza eccessi di ansie, fobie e psicosi. (Leggi anche Toxoplasmosi parte 3 : cibo gli accorgimenti) Vuoi interpretare i risultati del toxo-test? Guarda questa pratica tabellina riassuntiva carina e coccolosa, creata con le mie manine. Allora, innanzi tutto vorrei che fosse chiara una cosa: chi deve prestare davvero la massima attenzione a non contrarre la toxoplasmosi è colei che porta in grembo o porterà a breve, il frutto del concepimento, la personcina che rischia di più in assoluto. Quindi aspirante mamma, e mamma in attesa prendete carta e penna per gli appunti. Perché toxoplasmosi = gatto? Quello che vi interessa sapere è che il nostro parassita protagonista ,Toxoplasma gondii, in realtà può infettare moltissimi animali a sangue caldo, come i mammiferi tra cui gli esseri umani, e anche uccelli , roditori e altri. Perché allora i nostri poveri micetti sono sempre nell’occhio del mirino? Ve lo spiego: dovete sapere che tutti gli altri animali, compreso l’essere umano, sono dei semplici ospiti intermedi, dove il toxoplasma gondii non riesce a raggiungere lo stadio adulto e al limite si deposita nei muscoli o negli organi interni sottoforma di cisti. Da qui il rischio di contagio attraverso l’alimentazione con carne cruda o poco cotta, di animali infetti. Il gatto, invece, ha l’onore di essere stato scelto come ospite definitivo, in cui il parassita riesce a completare il suo ciclo vitale e a riprodursi producendo le cosiddette oocisti che vengono poi espulse dal gatto con le feci (tenetelo a mente che ora ci torniamo). Premettendo che non tutti i gatti hanno per forza la toxoplasmosi, io vi consiglierei prima di tutto di scoprire se il vostro gatto ce l’ha. Come? Vi basterà far analizzare dal veterinario un campione delle sue feci o del suo sangue. Se il vostro gatto risulta positivo alla toxoplasmosi? Come potrebbe contagiarvi? Escludendo l’opzione di servirlo in tavola, rimangono solo le sue feci. Le oocisti presenti nelle feci, però, non volano, quindi se il tuo gatto usa la lettiera, per infettarti dovresti ingerirle in qualche modo: ad esempio portando le mani alla bocca o toccando del cibo senza esserti lavata le mani dopo aver pulito la lettiera; INOLTRE: le oocisti del Toxoplasma Gondii presenti nelle feci del gatto, si schiudono circa 2-3 giorni dopo la deposizione delle feci, a una temperatura ambientale di 24°C e ad alta umidità". Per cui il rischio di contaminazione si riduce notevolmente se la lettiera viene pulita ogni giorno" Se il vostro gatto risulta negativo alla toxoplasmosi Sarebbe una buona notizia per stare più sereni no? Certo, sereni, ma non adagiati. Non voglio rovinarvi la festa, ma c’è ancora la possibiltà che il micio mao contragga la toxoplasmosi; però le possibilità si riducono quasi a zero se avete uno o più gatti che stanno esclusivamente in casa e non hanno a che fare con altri gatti che stanno anche fuori. Un gatto che sta soltanto in casa, infatti, potrebbe infettarsi solo se mangiasse carne cruda potenzialmente infetta, oppure in caso, che ne so , vada a leccare le vostre scarpe con le quali avete disgraziatamente calpestato un terreno su cui aveva defecato un gatto infetto. Insomma diciamo che se evitate di dare carne cruda al gatto, le probabilità che si contagi in altra maniera sono quasi nulle. Se invece il vostro gatto sta anche, o addirittura, soltanto fuori, ovviamente ha più probabilità di entrare in contatto con il parassita. A quel punto potrebbe infettarsi sia mangiando carne cruda di animali infetti, tra cui topi e uccelli , sia entrando in contatto con terreno contaminato da feci infette di altri gatti. Per cui le attenzioni si moltiplicano se si ha a che fare con gatti che stanno sia fuori che in casa. Mentre se il gatto sta esclusivamente fuori, non avrete il problema lettiera, quindi meno possibilità di eventuali contagi. Facendo il punto della situazione, alla luce di quanto detto, noi esseri umani potremmo infettarci sia mangiando carne cruda, o comunque poco cotta, di animali infetti ( bovini, ovini, suini) tutto ciò che finisce in -ini (tranne felini voglio sperare), sia attraverso le oocisti eventualmente presenti nelle feci del gatto. Ma se il futuro papà contrae la Toxoplasmosi, contagia anche la futura mamma? NO, in realtà no. La Toxoplasmosi non si trasmette fra esseri umani . L’unica via di trasmissione fra esseri umani è quella transplacentare, da madre a feto, attraverso la placenta appunto. Gli aspiranti e i futuri papà devono in ogni caso essere al corrente degli accorgimenti da adottare, per evitare che la futura mamma possa contagiarsi. Accorgimenti Per quanto detto finora, il primo passo è fare al micetto le analisi per la toxo , per essere sicuri che non l’abbia già contratta e stare più rilassati. Se risulta negativo meglio tenerlo in casa ed evitare che entri in contatto con altri gatti soprattutto randagi. Offrite al gatto solo alimenti cotti, conservati o secchi; quindi no carne cruda . Mi dispiace dirlo , e so bene quanto è dura, ma sarebbe meglio evitare di dare bacini al gatto soprattutto sulla bocca, perché, come sappiamo, lui ha un unico modo per pensare alla sua igiene intima...ci siamo capiti. Vale anche per te aspirante papà perché se dopo il bacio al gatto segue quello alla compagna ...ci sono ridotte possibilità di eventuale contagio, ma io non rischierei inutilmente. Se vuoi tenerlo sulle gambe cerca di mettere prima un telino o una copertina, in modo che i tuoi vestiti non vengano in contatto con le parti intime del gatto. Dopo sarà sufficiente togliere la copertina e lavarsi le mani. ( Qui siamo già un po’ nell’eccesso di zelo, ma nel più ci sta il meno.) Problema lettiera: dopo averla pulita lava accuratamente mani e unghie con acqua e sapone e cerca comunque di utilizzare i guanti. Se non ti senti tranquilla falla pulire a qualcun’ altro se possibile. L’importante è pulirla tutti i giorni. Lava sempre le mani anche se tocchi materiale potenzialmente contaminato da feci di gatto , quindi oltre alla sabbietta della lettiera, e alla relativa, paletta, fai molta attenzione alla terra del giardino o dell’orto. Utilizza sempre i guanti quando fai lavori di giardinaggio, lava gli utensili usati e come al solito lava mani e unghie con acqua e sapone. Come vedi, non c’è bisogno di evitare i gatti come la peste e tantomeno di far custodire il proprio gatto a qualcun’ altro per 9 mesi! Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza" Fonti https://www.epicentro.iss.it/toxoplasmosi/ https://www.my-personaltrainer.it/salute/toxoplasmosi.html#:~:text=Toxoplasma%20gondii%20%C3%A8%20un%20protozoo,costituiti%20da%20una%20sola%20cellula https://www.my-personaltrainer.it/salute/toxo-test-toxoplasmosi-gravidanza.html https://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/dieta-prevenzione-toxoplasmosi.html https://www.izslt.it/toxoplasma-gondii/ Linee guida https://www.epicentro.iss.it/itoss/pdf/LG-Gravidanza-Fisiologica-Parte1_protetto.pdf

  • La Toxoplasmosi (parte 3): approfondimenti e accorgimenti per il cibo

    Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... Oggi approfondiremo la Toxoplasmosi e vi indicherò gli accorgimenti per evitare di contrarla attraverso il cibo. In questo articolo trovate 2 sezioni. La prima è di approfondimento, vi servirà per conoscere meglio la Toxoplasmosi e comprendere fino in fondo gli accorgimenti. La seconda sezione riguarda gli accorgimenti pratici Ho organizzato con elenchi espandibili per facilitarvi la consultazione N.B. : questo articolo è stato aggiornato dopo l'uscita del relativo episodio del Podcast, per cui l'episodio non è fedele all'articolo (per ora) Se nella Parte 2 vi ho tranquillizzati sul contagio attraverso i gatti, ridimensionando le credenze popolari, sui nostri a-mici non posso fare altrettanto sul contagio attraverso il cibo, dal quale si può contrarre la toxoplasmosi in modo più diretto. Più o meno In ordine di rischio abbiamo: Carne cruda o poco cotta Salumi non cotti Verdura e frutta a contatto con la terra Acqua di pozzo o di sorgente: Se non è potabile o filtrata, può essere contaminata dalle feci di gatti selvatici. Latte non pastorizzato e latticini da latte crudo Molluschi e pesce crudi (cozze, vongole, ostriche): Filtrano l'acqua di mare e possono trattenere le oocisti del parassita arrivate dai fiumi. Approfondimenti sulla Toxoplasmosi: conosciamola meglio L'infezione da toxoplasmosi Il Toxoplasma Gondii è il parassita responsabile della Toxoplasmosi ed è capace di infettare tutti gli animali a sangue caldo (mammiferi, uccelli, roditori ecc.). Tra i mammiferi sono presenti anche gli esseri umani ovviamente. La malattia si contrae attraverso l'ingestione del parassita, e per via transplacentare (vedi paragrafo successivo). Quando il Toxoplasma entra in un ospite, si riproduce per via asessuata e si deposita nei muscoli o negli organi interni sotto forma di cisti, e lì resta senza riuscire a completare il proprio ciclo vitale. Per farlo ha bisogno che il suo ospite possieda un intestino particolarmente ricco di acido linoleico (grazie all'assenza di attività dell' enzima delta-6-desaturasi), l'ingrediente fondamentale che permette al Toxoplasma di riprodursi sessualmente e completare il proprio ciclo vitale con la nascita delle oocisti, che verranno successivamente espulse con le feci. Questo è possibile grazie all'assenza di attività di un enzima specifico (delta-6-desaturasi). In quali animali il Toxoplasma completa il suo ciclo vitale? Indovinate un po'. Sì, proprio loro, i Felini (o Felidi), di cui fa parte il gatto. Nel gatto, infatti, il toxoplasma riesce a completare il suo ciclo vitale riproducendosi sessualmente e "mettendo al mondo" le oocisti che verranno poi espulse con le feci dei nostri cari gattini (leggi Parte 2 ). Da tutto questo deriva il rischio di contagio attraverso le feci e la conseguente cautela nella pulizia della lettiera, nella manipolazione del terreno (es. giardinaggio) e nel consumo dei prodotti dell'orto. La toxoplasmosi si trasmette fra esseri umani? A questo punto ci ritroviamo, su un fronte, il rischio di contagio attraverso l'ingestione di carne contenente le cisti del parassita, dall'altro, il rischio di contagio attraverso le feci del gatto, che possono contaminare il terreno e di conseguenza i frutti della terra. Ma la toxoplasmosi si può trasmettere fra esseri umani? Un parassita non si comporta come un virus o un batterio, per cui Il contagio fra esseri umani non è "quasi mai " possibile. La via di trasmissione più probabile da un essere umano all’altro è quella transplacentare da madre a feto, con potenziali rischi per l'embrione e il feto L’unica via di trasmissione più probabile da un essere umano all’altro, infatti, è quella transplacentare da madre a feto, con potenziali rischi per lo sviluppo dell'embrione e del feto ( leggi Parte 1). Mentre il contagio attraverso emotrasfusioni e trapianto di organi da donatori infetti è meno comune. Via libera per i futuri papà, ma... In virtù del paragrafo precedente possiamo quindi affermare che: il contagio NON AVVIENE con il semplice contatto o la convivenza con persone infette. Se avete notato, infatti, non vi ho mai parlato di un toxo-test da fare ai futuri papà, per cui, per la gioia degli aspiranti papà e i papà in attesa, ne deriva che gli accorgimenti sull’alimentazione, debbano essere seguiti esclusivamente dalla futura mamma, sia nella fase preconcezionale che durante la gravidanza. E potete convivere e abbracciarvi in tranquillità. il contagio fra esseri umani non avviene con il contatto e la convivenza Per i papà, quindi, via libera, MA: pensate alla vostra salute seguite scrupolosamente gli accorgimenti per evitare il contagio della futura mamma! Soprattutto attraverso la contaminazione degli oggetti. La contaminazione con cibo infetto non è assolutamente da sottovalutare e dobbiamo prevenirla con delle accortezze alle quali non sempre si pensa. Alla futura mamma tocca la scocciatura di cambiare la dieta (come non bastassero la nausea e altri agenti patogeni da evitare in gravidanza al di là della toxoplasmosi), ma il futuro papà ha il compito di supervisionare e non contribuire al rischio. Non è solo "quale carne scegli", ma "come la cuoci"! Siamo portati a pensare che la carne a maggior rischio di contagio sia quella bovina. In realtà dovete sapere che i bovini, hanno un sistema immunitario così forte che li rende capaci di distruggere rapidamente il parassita, impedendogli di annidarsi per troppo tempo nei muscoli. Al contrario di suini, ovini, i caprini, polli e conigli, in cui le cisti parassitarie rimangono vitali nei tessuti per tutta la vita dell'animale. Questa differenza diminuisce notevolmente le probabilità di acquistare carne bovina infetta rispetto a quella di altre specie. Il paradosso si crea a causa del tipo di cottura:: la carne di pollo o di agnello è biologicamente più infetta, ma la consumiamo sempre ben cotta, azzerando il pericolo. Il manzo, invece, pur essendo un animale più "resistente", diventa la fonte di rischio principale per le future mamme a causa della radicata abitudine di mangiarlo al sangue, in tartare o carpaccio. In definitiva, non è solo una questione di quale tipo di carne consumare, ma di come siamo scrupolosi nella cottura. Mangiare fuori casa A casa hai maggiore controllo sulla contaminazione e la cottura dei cibi, tutto dipende da te e da chi convive con te. Quando vai al ristorante, non puoi vedere cosa succede "dietro le quinte" nelle cucine e non puoi essere certa di un'eventuale contaminazione, o della cottura ottimale della carne. La prima regola d'oro è comunicare immediatamente e senza timidezza. Appena vi sedete al tavolo, fate presente al responsabile di sala o al cameriere la vostra condizione di gravidanza e le vostre necessità igieniche [1]. Chiedete esplicitamente che questa informazione venga riferita direttamente allo chef e alla cucina, affinché i cuochi prestino la massima attenzione alla pulizia delle superfici e degli utensili durante la preparazione del vostro piatto [1]. Un ristorante professionale sarà felice di coccolarvi e garantirvi la massima sicurezza [1]. La seconda regola riguarda la scelta strategica del menu. Anche se avete avvisato la cucina, il modo migliore per azzerare il rischio alla radice è ordinare esclusivamente cibi che nascono cotti e che vengono serviti caldi. Evitate i piatti 'misti' o ambigui: ordinate una carne che richieda strutturalmente una cottura completa (come il pollo o il maiale) ed evitate i tagli di manzo come filetti o costate, che lo chef tende biologicamente a lasciare al sangue al cuore. Bandite completamente i contorni di verdura cruda o le insalate, perché non potrete mai avere la certezza matematica del modo in cui sono state lavate; optate sempre per contorni di verdure cotte, grigliate o al forno. Gestire il pasto fuori casa significa semplicemente fare scelte intelligenti: comunicare chiaramente le proprie esigenze e preferire piatti in cui il calore della cottura ha già fatto tutto il lavoro di sicurezza per voi e per il vostro bambino."Ti consiglio, prima di tutto, di fare subito presenti le tue necessità, al responsabile del locale., in modo che (es. se lo chef usa lo stesso tagliere non lavato per sminuzzare l'insalata o le verdure crude di guarnizione, che invece possono ospitare il Toxoplasma della terra Accorgimenti pratici per ridurre al minimo i rischi di contagio attraverso il cibo Ora che avete il quadro generale possiamo passare alla pratica quotidiana Carne Come scegliere la carne acquistare solo carne allevata evitare la cacciagione e la carne di animali cresciuti a livello casalingo. Vi ricordo che gli animali più a rischio di infezione sono: maiali, pecore, capre e polli. Come conservare la carne in frigorifero Dopo aver acquistato la carne assicuratevi che sia ben sigillata e depositatela sul fondo del frigorifero. Tenete sempre separati o protetti dalla carne cruda, i cibi pronti da consumare senza cottura Attenzione! La refrigerazione degli alimenti in frigorifero a 4° NON elimina il parassita. Congelamento della carne Congelare la carne serve principalmente a conservarla più a lungo, ma a determinate temperature per un certo tempo, è un'ulteriore sicurezza per l'eliminazione delle eventuali cisti infette ancora prima della cottura. Ricordate, però, che la certezza dell'eliminazione delle cisti si ha solo dopo una buona cottura La regola d'oro per abbattere il rischio toxoplasmosi nella carne attraverso il congelamento è di almeno 3 giorni (72 ore) a una temperatura minima di -20 °C Cottura della carne Se vi capita di leggere che il Toxoplasma muore a 67 °C, è perché è scientificamente provato in laboratorio. Tuttavia, i Ministeri della Salute mondiali raccomandano, soprattutto alle donne in gravidanza, di far raggiungere alla carne i 71 °C al cuore ( e 74 °C per il pollo), per almeno 3-4 minuti Il termometro da cucina è utile per assicurarsi che la carne abbia raggiunto la temperatura interna minima per l'eliminazione del Toxoplasma (71°C) Questo piccolo scarto di sicurezza serve a garantire che la cottura sia effettivamente uniforme in ogni parte dell'alimento, azzerando qualsiasi rischio, anche per altri patogeni. Vi consiglio di servirvi di un temometro da cucina Contaminazione con la carne cruda Cosa fare e cosa no: Per te, aspirante o futura mamma, meglio se indossi i guanti durante la lavorazione della carne cruda. Se non utilizzi i guanti, evita il contatto con le mucose, soprattutto la bocca, e lava bene le mani dopo la manipolazione della carne cruda NON lavate mai la carne sotto l'acqua corrente, perché diffondereste i germi sulle superfici circostanti, contaminando cibo e oggetti vicini. Tenete sempre la carne cruda ben sigillata Sciacquate accuratamente anche con detersivo per i piatti, tutti gli utensili utilizzati durante la manipolazione della carne cruda. Pulite le superfici con cui la carne cruda è stata a contatto Usate taglieri diversi ( di diverso colore per distinguerli) , uno per i cibi cotti, o già pronti al consumo, e uno per la carne cruda e altri alimenti potenzialmente infetti. Divieto assoluto VIETATO assaggiare carne cruda, o semicruda, durante la preparazione. Salumi Salumi da evitare se non dopo cottura In generale i metodi di stagionatura ,essiccazione e affumicatura non eliminano il Toxoplasma, per cui sono da evitare : Prosciutto crudo Salsiccia, speck Lonza Pancetta Capocollo Salame Bresaola wurstel Puoi mangiare i salumi vietati solo se completamente cotti in forno o in padella fino a diventare croccanti (es. prosciutto crudo sulla pizza margherita cotta in forno). Salumi consentiti prosciutto cotto mortadella porchetta salumi di tacchino e pollo ! Attenzione all'affettatrice (rischio di contaminazione)! Se acquisti i salumi al banco e il salumiere usa la stessa affettatrice per tutti i salumi, o usa gli stessi guanti e coltelli per tagliare prima un salume crudo a rischio (come il prosciutto crudo o il salame) e subito dopo un salume cotto, sicuro, c'è il rischo di contaminazione. Per cui assicurati di informare il salumiere della tua necessità di evitare il contagio da Toxoplasmosi e controlla che segua le norme. Se necessario guidalo tu. Vegetali Vegetali e felini Per quanto riguarda ortaggi e verdure, ci riallacciamo agli amici felini, che con i loro “ricordini” possono "arricchire" il terreno e se sono feci di gatti con toxoplasmosi, il terreno lo contaminano proprio e di conseguenza il rischio è che le oocisti ce le ritroviamo su ortaggi e verdure, soprattutto quelli più a contatto con la terra ( insalata , carote, fragole, ecc.). Se avete un orto dovrete prestare ancora più attenzione. (Leggi o ascolta la Parte 2 ) Congelamento delle verdure serve? C'è una grande differenza biologica tra Cisti nei muscoli e Oocisti nel terreno: Il parassita presente nella carne si trova sotto forma di cisti tissutali, le quali sono piuttosto sensibili al freddo estremo. Al contrario, le oocisti espulse con le feci dei gatti (che si trovano nella terra o sulla verdura non lavata) sono protette da un guscio fortissimo e resistono al congelamento anche per mesi. Per questo motivo congelare le verdure o i frutti di bosco, quindi, non serve a eliminare il rischio. Come trattare la verdure e la frutta Prima di consumare verdure, ortaggi e frutta, lavateli possibilmente in ammollo con un po' di bicarbonato , o amuchina. Se avete un orto dovrete essere ancora più scrupolosi. La frutta meglio lavarla e sbucciarla, non solo per la toxoplasmosi Frutta caduta dagli alberi: se raccogli un frutto da terra (es. fichi, pesche), la buccia subisce lo stesso identico rischio dei prodotti dell'orto Le fragole crescono raso terra e la loro superficie porosa trattiene facilmente i residui di terriccio, vanno quindi lavate bene. Frutti di bosco (lamponi, more, mirtilli): le cavità interne e le superfici irregolari possono nascondere microscopici granelli di terra impossibili da eliminare senza un lavaggio meticoloso. Meloni e angurie: pur crescendo isolati dalla polpa, la buccia poggia a terra. Se il coltello taglia la buccia sporca, trascina il parassita all'interno della polpa., quindi lavare sempre la buccia prima di tagliarli. Anche per le insalate pronte dove trovate scritto “lavata e pronta al consumo”, meglio non dare per scontato e lavare anche quelle. Come per la carne, poi procedete alla pulizia accurata di superfici e utensili che sono venuti in contatto con la verdura. Per te futura mamma rimane la preferenza dell’utilizzo di guanti. Acqua La regola generale è: mai bere acqua non potabile Acqua del rubinetto L' acqua del rubinetto viene definita sicura poiché i sistemi di potabilizzazione e i rigidi controlli microbiologici previsti dalla legge garantiscono la totale assenza di parassiti e batteri. Pozzi privati Attenzione se vivi in campagna non utilizzare l'acqua di un pozzo privato non collegato all'acquedotto pubblico. E non va usata per lavare la verdura, a meno che non sia dotata di appositi sistemi di microfiltrazione certificati o che non venga prima bollita. Acqua in bottiglia È biologicamente pure all'origine e quindi sicura al 100% Cubetti di ghiaccio fuori casa Non fidarti dei cubetti di ghiaccio nei locali pubblici: le oocisti di Toxoplasma sono resistentissime al gelo. Il congelamento nei normali freezer non le distrugge. Se il ghiaccio viene prodotto partendo da acqua non controllata, da macchinari con filtri non puliti correttamente o manipolato con mani non igienizzate, può essere veicolo di infezione. Quindi ordina bevande senza ghiaccio. Latticini Il latte crudo è sempre vietato Il latte crudo è pericoloso non solo per l'eventuale presenza del toxoplasma, ma anche per altri batteri, come la listeria ( di cui vi parlerò nello specifico in un altro articolo). Usa solo latte pastorizzato, in quanto già trattato termicamente. Evita anche i formaggi prodotti da latte crudo ( sull'etichetta del formaggi deve essere riportata la dicitura “Fabbricato con Latte Crudo”) Formaggi freschi I latticini industriali freschi e confezionati sono assolutamente concessi, purché sull'etichetta ci sia scritto "da latte pastorizzato": Mozzarella Ricotta confezionata Robiola e crescenza Fiocchi di latte Formaggi spalmabili (es. Philadelphia) Formaggi stagionati I formaggi Stagionati e a Pasta Dura sono sempre sicuri anche se prodotti all'origine con latte crudo. La stagionatura prolungata (oltre i 9-12 mesi) riduce l'umidità e aumenta la concentrazione di sale e acidità, creando un ambiente in cui né il Toxoplasma né la Listeria possono sopravvivere. Sì a: Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Pecorino stagionato. I formaggi da evitare (se da latte crudo o con muffe): Il vero pericolo sono i formaggi a Latte Crudo e a Pasta Molle Questo è il punto cruciale in cui la Toxoplasmosi lascia il posto alla Listeriosi. Se un formaggio è fresco, a pasta molle o con la crosta fiorita/muffitata, ed è prodotto con latte crudo (non pastorizzato), è severamente vietato in gravidanza. Alcuni esempi sono: Feta, Roquefort, Gorgonzola (le venature blu/verdi favoriscono la Listeria). Brie, Camembert, Taleggio (la crosta non va mai mangiata e il cuore molle è a rischio). Formaggi freschi acquistati direttamente dal pastore o nei mercati locali, se non vi è la certezza matematica della pastorizzazione del latte. Pesce I pesci NON si ammalano di Toxoplasmosi, ma fanno da "veicoli" I pesci sono animali a sangue freddo. Abbiamo detto che il Toxoplasma gondii è in grado infettare formando cisti nei tessuti solo negli animali a sangue caldo. Per cui i pesci non possono sviluppare le classiche "cisti tissutali" nei muscoli Tuttavia, se nuotano in acque contaminate, il parassita si infiltra sulla loro pelle, nelle branchie e nel tratto digerente. Quindi alla fine il pesce si comporta come un trasportatore meccanico "accidentale". I molluschi bivalvi (Cozze, vongole, ostriche) sono i veri "filtri" I molluschi bivalvi si nutrono filtrando enormi quantità di acqua marina. Le oocisti di Toxoplasma ( quelle espulse dal gatto, ricordate?) arrivano arrivano in mare attraverso il terreno e rimangono bloccate nei tessuti di filtraggio e di cozze e ostriche selvatiche. Gli allevamenti controllati in mare aperto mostrano un rischio bassissimo, grazie alla minore esposizione agli scarichi della terraferma. Consumare pesce e molluschi sempre e solo cotti Non essendo presenti le cisti nei tessuti di pesci e molluschi, il rischio reale di contrarre la toxoplasmosi da queste specie è quasi nullo, ma non inesistente! In ogni caso per il pesce crudo (come sushi o carpaccio di pesce in genere) pericolo sono l'Anisakis (un verme parassita del pesce) e la Listeria. Se il pesce è stato regolarmente abbattuto e manipolato in modo igienico, dal punto di vista della sola toxoplasmosi sarebbe sicuro. Lo stesso vale per i molluschi bivalvi crudi (ostriche, cozze, vongole ecc.) che sono pericolosi veicoli di Listeriosi, Salmonella, Norovirus ed Epatite A. La cottura prolungata (fino all'apertura completa delle valve in pentola) azzera completamente ogni pericolo biologico. Se te lo stai chiedendo, sì il tonno in scatola è sicuro, poiché è cotto. Non devi smettere di mangiare pesce in gravidanza! Sarebbe un errore eliminare del tutto il pesce dalla tua dieta. Quando si pianifica una gravidanza o si è già nei nove mesi, il pesce rappresenta un alimento ricco di proteine nobili e acidi grassi, Omega-3 (DHA), fondamentali per lo sviluppo del cervello e della vista del bambino Attenzione al mercurio nei pesci di taglia grande L'una regola è di non fare un consumo eccessivo di pesci di grande taglia, come salmone, tonno e pesce spada, perché contengono un'elevata concentrazione di mercurio, un metallo che non si può eliminare dalla carne del pesce ed è pericoloso per la sua capacità di superare facilmente la barriera placentare. Un'esposizione eccessiva può interferire negativamente con il normale sviluppo cerebrale del bambino Il mercurio impiega diversi mesi a essere smaltito dall'organismo materno, quindi fai attenzione già dal preconcepimento. Se volete approfondire trovate tutte le fonti in basso. Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza" Fonti https://www.epicentro.iss.it/toxoplasmosi/ https://www.my-personaltrainer.it/salute/toxo-test-toxoplasmosi-gravidanza.html https://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/dieta-prevenzione-toxoplasmosi.html https://www.izslt.it/toxoplasma-gondii/ Linee guida https://www.epicentro.iss.it/itoss/pdf/LG-Gravidanza-Fisiologica-Parte1_protetto.pdf https://www.italybite.it/it/blog/post/alla-scoperta-dei-formaggi-italiani-a-latte-crudo.html https://www.cdc.gov/toxoplasmosis/prevention/index.html https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/zph.12630 https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11010209/#abstract2 https://www.mypersonaltrainer.it/salute/toxoplasmosi.html#:~:text=Toxoplasma%20gondii%20%C3%A8%20un%20protozoo,costituiti%20da%20una%20sola%20cellula).

bottom of page