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- "Raccontami la Tua Storia" : cos'è e come funziona
Ognuno ha una storia da raccontare, lunga, corta, bella, brutta, ma l'importante è farlo in uno spazio sicuro: Raccontami la tua Storia sarà il tuo spazio sicuro. Uno spazio sicuro è quello in cui potersi esprimere liberamente e trovare conforto nel raccontare senza sentirsi giudicati. La rubrica "Raccontami la tua storia" raccoglie le vostre esperienze in forma ANONIMA. La vostra storia sarà pubblicata in forma anonima. Scegliete un nome di fantasia Lo scopo di questa raccolta è quello di mettere a disposizione le proprie esperienze e fare tesoro di quelle degli altri. Provate a immagare quanto può essere utile un vostro vissuto per chi sta vivendo la stessa situazione e non aspetta altro che una soluzione, o di sentirsi meno solo. Raccontare in modo anonimo significa anche liberarsi dal peso di esperienze di cui non riesci a parlare faccia a faccia con nessuno, per paura di un giudizio. Sentitevi liberi anche di aggiungere consigli o richiedere suggerimenti. Ma vediamo nel particolare come funziona la rubrica A CHI mi rivolgo ? Teenagers Donne adulte Coppie alla ricerca di una gravidanza (Preconcepimento) Donne in Gravidanza Neomamme e Neopapà (sì anche i Neopapà) Donne in Perimenopausa e Menopausa Argomenti Teenagers: Sfera sessuale: richiesta di consigli e informazioni, o suggerimenti da dare; infezioni sessualmente trasmissibili avute o in corso; eventuali gravidanze e aborti volontari o spontanei. Educazione affettiva: richiesta di consigli; esperienze da condividere; primi amori; episodi di violenza. Problematiche del Ciclo mestruale Disagi emotivi e sociali PCOS Donne Adulte: Sfera sessuale (contraccezione, infezioni sessualmente trasmissibili; eventuali gravidanze e aborti volontari o spontanei). Ciclo mestruale HPV (Papilloma virus) PCOS Episodi di violenza Coppie in Preconcepimento come procede la ricerca della gravidanza eventuali problematiche il vostro percorso Donne in Gravidanza: stile di vita emozioni stato di salute psico-fisica corso preparto situazione familiare e sociale rapporto di coppia aspettative per il travaglio e il parto Neomamme e Neopapà Esperienza del travaglio e del parto il post-parto ( contatto pelle a pelle e avvio dell'allattamento al seno) proseguimento dell'allattamento coinvolgimento del neopapà durante il parto e nel post-parto esperienza nel punto nascita ed eventuale rilevazione di violenza ostetrica il rientro a casa cura del neonato (cordone ombelicale, accorgimenti per prevenire la SIDS o altri problemi al bambino) il vostro stato di salute e quello del bambino proseguimento dell’allattamento organizzazione familiare maternity blues o la vera e propria depressione post parto. l'intimità di coppia e il rapporto di coppia dopo la nascita del bambino svezzamento, com’è andato, il metodo utilizzato e se ci sono state difficoltà. Donne in Perimenopausa e Menopausa come procede il ciclo, o da quanto tempo non lo avete più sintomi e problematiche eventuali rimedi provati da consigliare come la vivete emotivamente Vi ho dato solo dei suggerimenti per focalizzare meglio sugli argomenti, ma sentitevi liberi di dire tutto quello che vi passa per la testa, anche considerazioni, suggerimenti e consigli. Inoltre, non per forza deve trattarsi di una storia legata al presente, se vi sentite di condividere situazioni vissute anche molto tempo fa, fatelo. Dove mi inviate i vostri contenuti? Whatsapp : 3517472527 Email: serenatolomei@yahoo.it Sono i canali migliori, ma se preferite non fornire i vostri contatti personali, potete utilizzare le chat private dei social: Instagram Facebook Tik Tok Dove mi trovate sempre come @ostetricasere. (Sulle bio di Instagram e Fb trovate il mio Linktree con i link diretti per ogni pagina) Vorrei che fosse chiaro fin da subito, che io, in quanto Ostetrica, sono vincolata dal segreto professionale, oltre che dalla mia etica personale. Privacy Policy In che forma inviate i vostri contenuti? Messaggio vocale pronto per essere pubblicato con la vostra voce In questo caso, se preferite, posso modificare la voce prima di pubblicarlo sul Podcast. Messaggio vocale improvvisato che trascriverò modificando dove occorre e con la vostra approvazione, e registrerò con la mia voce, raccontando in prima persona. Messaggio scritto già pronto che riporterò nei vari formati senza nessuna modifica. Messaggio scritto come bozza da sistemare, che adatterò per ogni formato, sempre con la vostra approvazione. Quindi in caso di modifiche sui contenuti, sarà mia premura inviare la bozza per avere la vostra approvazione prima di procedere alla pubblicazione. L'ANONIMATO come funziona? Come vi dicevo, la particolarità di questa rubrica è l'anonimato. Io sono vincolata dal segreto professionale, oltre che dalla mia etica, per cui non divulgherò mai la vostra identità. Ma vorrei che fosse chiaro fin da subito, che se userete i canali principali, Whatsapp e E-mail, io avrò un vostro contatto, che sia il numero di telefono o la mail (Privacy Policy). (Leggi il paragrafo "Dove mi inviate i vostri contenuti"). Stessa cosa per le chat private dei canali social, conoscerò il vostro profilo, a meno che non ne usiate uno "improvvisato". Penso che la maggior parte di voi preferiranno non rivelare la propria identità nelle storie, ma se non avete difficoltà a far sapere chi siete, potete serenamente usare il vostro vero nome. In caso contrario, non dovete fare altro che pensare ad un NOME DI FANTASIA e comunicarmelo quando mi invierete la storia. Premetto che prima di pubblicare il vostro contenuto vi avviserò con un messaggio sul canale di comunicazione che avete scelto, ma avrete comunque bisogno di riconoscere il vostro racconto. Vi do qualche suggerimento per la scelta del nome inventato: Nomignolo : un nome che vi è sempre piaciuto; un' abbreviazione del vostro; il nome di un personaggio; ecc. Iniziale del nome + anno di nascita, e/o il luogo di provenienza Dove verranno pubblicate le vostre storie? Prima di pubblicare la storia sarete avvisati. e vi invierò una bozza del contenuto, se avrete acconsentito alle eventuali modifiche. Le storie saranno pubblicate in 3 formati diversi: Post sui Social: un carosello con la sintesi del vostro racconto che rimanderà alla storia completa sul Blog e sul Podcast (Controlla i post delle storie già pubblicate su Instagram) Articolo del Blog : lo stesso giorno sarà pubblicata la storia completa, scritta sul Questa è la copertina da personalizzare con il tuo nome inventato e il titolo della tua storiaBlog di questo sito, nella categoria "Raccontami la tua Storia" Episodio del Podcast: dopo 3 giorni registrerò la storia con la mia voce, o inserirò direttamente il vostro messaggio vocale, in base alla forma in cui mi avrete inviato il contenuto ( vai al paragrafo "In che forma inviate i vostri contenuti") e diventerà un Episodio del Podcast "Pianeta Prevenzione". Nell'immagine puoi vedere come si presenterà la copertina personalizzata per la tua storia sui social. Se avete bisogno di altre informazioni, contattatemi come preferite ("Contatti"). Potete inviare messaggi rapidi anche qui sul sito, sulla chat, che trovate in basso a destra. Vi ringrazio in anticipo per la vostra partecipazione. Ogni storia è un fiore che sboccia nel nostro giardino e un petalo di consapevolezza per chi la ascolta" P.S. Partecipo anch'io alla rubrica. Ogni tanto vi regalo un pezzo della mia vita che spero possa essere d'aiuto a qualcuno🌸🩷
- IVG metodo farmacologico (Interruzione Volontaria di Gravidanza Parte 2)
Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... Oggi capiremo come funziona l'interruzione volontaria di gravidanza con il metodo farmacologico. Nella Parte 1 ti ho descritto a grandi linee cosa prevede la legge 194 sull’ interruzione volontaria di gravidanza. In questa seconda parte approfondiremo uno dei 2 metodi a cui si ricorre per praticare l’aborto: IL METODO FARMACOLOGICO Abbiamo visto l’importanza che rivestono in particolare i consultori nell’accogliere e indirizzare le donne che presentano la richiesta di IVG. Si è constatato appunto che la maggior parte delle donne si rivolge ai consultori piuttosto che al proprio medico ,probabilmente perché si sentono più a proprio agio e meno giudicate; o più semplicemente perché il consultorio offre diverse figure a sostegno della donna e della coppia. Qui infatti si può trovare il supporto dell’ ostetrica, del ginecologo , dello psicologo e dell’ assistente sociale, ai quali di solito si affiancano altre figure professionali come ad esempio il sessuologo, l’infermiere, il pediatra, l’avvocato e il consulente familiare. E’ nel Consultorio familiare che si svolgeranno : il colloquio preliminare la certificazione l’anamnesi (se non ancora in possesso della donna) la valutazione clinica la valutazione psicologica. Durante il colloquio con l'operatore sanitario vengono considerati, come abbiamo detto nella Parte 1, tutti gli elementi che inducono la donna a fare l' intervento e si cerca di trovare le soluzioni possibili, mettendola a conoscenza dei propri diritti e degli aiuti che lo Stato fornisce per la gravidanza e la maternità. Inoltre si illustrano alla donna i metodi con cui può avvenire l’IVG. Esistono, infatti, due metodi, quello farmacologico che approfondiremo qui e quello chirurgico che potrai scoprire nella Parte 3. Tenendo in considerazione i diversi fattori che riguardano la donna, il medico decide insieme a lei quale dei due metodi è più adatto e meno rischioso per il suo caso. Vediamo ora nello specifico il METODO FARMACOLOGICO. Bisogna dire che negli ultimi anni è aumentato notevolmente l’utilizzo del metodo farmacologico, ma il metodo chirurgico è ancora ampiamente utilizzato e in molti casi addirittura l’unica scelta possibile, ad esempio se si riscontrano controindicazioni nell’assunzione della pillola abortiva o dei prostaglandinici, oppure se l’età gestazionale è ormai troppo avanzata. I motivi che inducono molte donne a preferire il metodo farmacologico riguardano soprattutto il lato pratico, nfatti la pillola abortiva deve essere somministrata in ospedale in regime di day hospital ,e subito dopo la somministrazione la donna ha la possibilità di essere mandata a casa,a meno che non si riscontrino delle problematiche per cui si ritenga opportuno farla permanere in ospedale fino alla completa espulsione del prodotto del concepimento. In realtà non è sempre stato così; prima del 2020, a seguito della somministrazione del farmaco la donna veniva trattenuta fino al completamento dell’aborto. Nel 2020, però, durante la pandemia, si è reso necessario modificare le “Linee di indirizzo sulla interruzione volontaria di gravidanza”, per consentire la continuità del servizio anche in quel periodo particolare, ma con la riduzione al minimo del rischio di contagio. Nelle nuove linee di indirizzo, che sono tutt’ora in vigore, sono state infatti diminute le tempistiche di ricovero per le IVG effettuate con metodo farmacologico ed è stato aumentato il limite delle settimane entro cui poter effettuare l’aborto con questo metodo. Tutto questo ovviamente deciso sulle basi di uno studio sui vari casi clinici e sulle percentuali di rischio. Quindi se prima il limite era di 7 settimane di amenorrea (mancanza di mestruazione), con le modifiche del 2020 questo limite è stato portato a 9 settimane (63 giorni). Riassumendo: ad oggi la somministrazione della pillola abortiva viene effettuata obbligatoriamente in ospedale, o in strutture autorizzate, entro 9 settimane di amenorrea e subito dopo la somministrazione la donna può essere rimandata a casa, se non si riscontrano delle problematiche per cui si ritiene opportuno farla permanere in ospedale fino alla completa espulsione del prodotto del concepimento. Ma in cosa consiste il metodo farmacologico? L’interruzione di gravidanza con questo metodo prevede l’utilizzo di un farmaco, detto anche “pillola abortiva”. [N.B. Questa pillola non va assolutamente confusa con la “ pillola del giorno dopo” o con la pillola dei 5 giorni dopo, che sono farmaci utilizzati per la contraccezione d'emergenza. Queste ultime infatti prevengono la gravidanza prima che possa verificarsi; la pillola abortiva, invece, interrompe una gravidanza già in atto] (leggi o ascolta anche “I metodi contraccettivi (Parte 1): metodi naturali e di emergenza) La pillola abortiva è una compressa per uso orale contenente il principio attivo mifepristone - uno steroide sintetico con azione antiprogestinica, cioè capace di bloccare gli effetti del progesterone ,che è l’ormone indispensabile per la prosecuzione della gravidanza. In poche parole in questo modo la gravidanza decade perché la parete interna dell’utero dov’è impiantato l’embrione si destabilizza e cede causando la cessazione della vitalità dell'embrione. Per aiutare il processo di espulsione, vengono poi somministrate, dopo circa 48 ore, le prostaglandine, che favoriscono le contrazioni come nel parto indotto. La pillola abortiva NON può essere acquistata in farmacia, ma, come abbiamo detto, il suo impiego è possibile solo ed esclusivamente a livello ospedaliero o nelle strutture sanitarie convenzionate che effettuano il procedimento di interruzione della gravidanza. Vediamo le TAPPE DELLA PROCEDURA: 1 GIORNO: Accesso ambulatoriale/ricovero in Day Hospital controllo clinico e degli esami ematochimici da parte del ginecologo valutazione dell'eventuale necessità di profilassi antibiotica viene somministrato Mifepristone. La dose minima risultata efficace nei trial condotti è 200 mg. controllo clinico con refertazione delle evidenze in cartella clinica invio a domicilio della paziente dopo 30 minuti dalla somministrazione del mifepristone 2 GIORNO: La donna è a domicilio. In caso di necessità si raccomanda alla donna di contattare il servizio a cui si è rivolta (consultoriale o ospedaliero). 3* GIORNO: Accesso consultoriale/ambulatoriale/Ricovero in Day Hospital Per ridurre i casi di espulsione a domicilio il protocollo prevede la somministrazione distanziata di 2-3 dosi di prostaglandine Previo controllo ecografico, se necessario, viene somministrato preventivamente un antinfiammatorio per os (ad es. ibuprofene 600 mg). quindi vengono somministrati 400 microgrammi di prostaglandine (misoprostolo). La via di somministrazione che si è dimostrata più idonea per ottenere in alta percentuale una espulsione è quella per bocca, che garantisce un maggior picco iniziale di farmaco in circolo e allo stesso tempo una emivita (cioè la permanenza nel sangue) comparabile a quella per via vaginale. Dopo 3 ore, in caso di mancata o parziale risposta, si procederà a una seconda somministrazione di pari dosaggio. (La dose massima somministrabile è 1200mcg) La pillola abortiva contenente mifepristone, come qualsiasi altro farmaco, è in grado di causare effetti collaterali. Fra questi ricordiamo: Contrazioni o crampi uterini; Nausea, vomito; Diarrea; Abbonante sanguinamento; Endometrite, malattia infiammatoria pelvica; Crampi gastrointestinali di grado da lieve a moderato; Abbassamento della pressione sanguigna; Mal di testa; Febbre; Malessere generalizzato, stanchezza; Capogiri, brividi, vampate di calore; Orticaria e reazioni cutanee anche grave; Reazioni allergiche, anche gravi, in persone sensibili. Oltre a quanto detto finora, ulteriori effetti indesiderati possono manifestarsi in seguito all'assunzione degli analoghi prostaglandinici. Ad ogni modo, durante il colloquio prima dell'interruzione di gravidanza, nel caso in cui si ricorra all'uso di mifepristone, il medico illustrerà alla donna come verrà eseguita la procedura e quali sono i possibili effetti collaterali e le potenziali complicazioni cui potrebbe andare incontro. E' necessario, quindi, che il medico acquisisca il consenso informato della donna affinché lei sia pienamente consapevole dell’intera procedura farmacologica, delle alternative disponibili (metodo chirurgico) e di eventuali eventi avversi, così che possa valutare e decidere liberamente. Nella Parte3 trovi la descrizione del metodo chirurgico. Puoi ascoltare l'episodio dedicato a questo argomento sulla pagina del Podcast
- La Toxoplasmosi (parte 3): Cibo, gli accorgimenti
Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te... Oggi scoprirai gli accorgimenti per evitare di contrarre la Toxoplasmosi attraverso il cibo. Siamo giunti alla terza ed ultima parte sul tema Toxoplasmosi. Avete già letto le altre due o siete passati direttamente a questa? Io consiglio sempre di avere il quadro completo di ogni cosa, e sulla Toxoplasmosi secondo me è bene sapere più che si può. Quindi, a buon intenditor...fate voi. Se nella Parte 2 vi ho tranquillizzato sul contagio attraverso i gatti, ridimensionando le credenze popolari, non posso fare altrettanto in questo episodio sul contagio attraverso il cibo. Gli alimenti che chiameremo in causa infatti sono la carne e i frutti dell’orto (verdure ortaggi ecc.), che come vedremo fra poco sono rischiosi per motivi diversi e vi dico già che il consumo di carne cruda o poco cotta è risultato la principale fonte di contagio in gravidanza. Nella Parte 2 vi avevo accennato che il responsabile della toxoplasmosi è un parassita chiamato Toxoplasma gondii, che può infettare moltissimi animali a sangue caldo, come i mammiferi, tra cui noi esseri umani e molti degli animali che finiscono sulla nostra tavola ,ma anche gli uccelli ,i roditori e altri. Solo nei gatti completa il suo ciclo vitale e viene espulso con le feci, mentre nel resto degli animali, compreso l’uomo, si deposita nei muscoli o negli organi interni sotto forma di cisti. Per questo motivo non si trasmette per via aerea o per contatto , come virus e batteri, ma esclusivamente mangiando carne cruda infetta. Il contagio fra esseri umani, infatti ,non è possibile ( ricordo che nei paesi civilizzati il cannibalismo è un reato!). L’unica via di trasmissione più probabile da un essere umano all’altro è quella transplacentare da madre a feto , anche se esiste, ma con meno probabilità, il contagio attraverso emotrasfusioni e trapianto di organi da donatori infetti. Ma in ogni caso non esiste contagio con il semplice contatto o la convivenaza con persone infette. Per cui, per la tua gioia aspirante papà / papà in attesa, ne deriva che gli accorgimenti sull’alimentazione, debbano essere seguiti esclusivamente dalla futura mamma,nella fase preconcezionale e soprattutto in gravidanza. Per te quindi nessun divieto. Sei contento ? Puoi mangiare ciò che vuoi, però pensa alla salute eh , ah e con il dovuto rispetto per la futura mamma, che avrà ragione di disprezzarti se ti permetterai di addentare davanti a lei senza pudore una bel panino col salame! Se avete notato, infatti, non vi ho mai parlato di un toxo-test da fare ai futuri papà, e i motivi erano quelli che vi ho appena detto. Comunque alla futura mamma tocca la scocciatura di cambiare la dieta (come non bastassero la nausea e altri agenti patogeni da evitare in gravidanza al di là della toxoplasmosi), ma i futuri papà hanno il diritto e il dovere di sapere come mettere in pratica gli accorgimenti che fra poco vi elencherò, per evitare alla futura mamma di contagiarsi attraverso il cibo. La contaminazione con cibo infetto non è da sottovalutare e dobbiamo prevenirla con delle accortezze alle quali non sempre si pensa. Fra poco capirete perché. Ora , dato che dopo avrete un elenco di accorgimenti da seguire, potreste sentire il bisogno di capire il perché di queste accortezze. Quindi brevemente vi spiego. La prima importantissima cosa che vi interessa sapere è : Come si eliminano le cisti dalla carne infetta? Noi non possiamo sapere se stiamo trattando carne infetta, quindi nel dubbio dobbiamo adottare procedure idonee all’ eliminazioine di eventuali cisti dalla carne. Quali sono i metodi davvero sicuri ? La cottura a partire da una temperature di 67°C almeno per 3-4 minuti assicurandosi che arrivi bene all’interno dell'alimento; Il congelamento a -20°C per almeno 15 giorni. In ogni caso la cottura della carne va sempre eseguita. Diciamo che il congelamento è da considerare un’ulteriore sicurezza. Al contrario, la refrigerazione degli alimenti in frigorifero a 4° non elimina il parassita e ,allo stesso modo, la cottura al microonde non distrugge i parassiti E non sono sicuri neanche il metodo di essiccazione e la stagionatura e tanto meno l’affumicatura. La seconda importante informazione che dovete acquisire per quanto riguarda la carne cruda è che potrebbe contaminare, attraverso il contatto, oggetti ed altri cibi (anche questo è uno dei concetti da fissare nella mente per capire gli accorgimenti). Per stare più tranquilli è meglio scegliere solo carne allevata ed evitare la cacciagione e la carne di animali cresciuti a livello casalingo. ( Dino il contadino dovrà attendere almeno 9 mesi prima di rivederti.) Tra i vari tipi di bestiame allevato, quelli più a rischio di infezione riguardano: maiali, pecore, capre e polli. I bovini possono essere contaminati dal parassita, ma il loro organismo è in grado di guarire eliminandolo in poche settimane con le feci; per cui le cisti nella carne bovina sono molto rare. Non per questo si richiede meno attenzione eh. Ora spostiamo l’inquadratura su ortaggi e verdure. Qui ci riallacciamo agli amici felini. I loro “ricordini” possono arricchire il terreno e se sono feci di gatti con toxoplasmosi, il terreno lo contaminano proprio e di conseguenza il rischio è che le oocisti ce le ritroviamo su ortaggi e verdure, soprattutto quelli più a contatto con la terra ( insalata , carote ecc.). Se avete un orto dovete prestate ancora più attenzione. ACCORGIMENTI PER EVITARE LA CONTAMINAZIONE ATTRAVERSO IL CIBO. CARNE UOVA E LATTICINI Scegliere solo carne allevata (eliminare provvisoriamente la cacciagione e la carne di animali cresciuti a livello casalingo). Dopo aver acquistato la carne assicuratevi che sia ben sigillata e depositatela sul fondo del frigorifero. Se preferite potete tenerla prima in congelatore a -20° per 15 giorni come ulteriore sicurezza, come vi ho spiegato prima. Tenete sempre separati o protetti i cibi pronti da consumare senza cottura dalla carne cruda, o dalle verdure non lavate (di cui fra poco parleremo) Per te futura mamma meglio se utilizzi i guanti durante la lavorazione della carne cruda ed eviti il contatto con le mucose, soprattutto la bocca, senza prima esserti lavata le mani. Usate taglieri diversi uno per i cibi cotti o comunque già pronti al consumo, e uno per quelli crudi, magari di colore diverso così li distinguete bene. Io direi rosso sangue per la carne… Tenete sempre protetti i cibi da mosche e altri insetti, che potrebbero essere un veicolo per il parassita. Dopo aver manipolato carne cruda ,procedete alla pulizia accurata di superfici e utensili che sono venuti in contatto con la carne.. se lo fai tu futura mamma lasciati i guanti. La direttiva suprema per te futura mamma : la carne deve essere consumata sempre cotta e, per la precisione, ben cotta anche all'interno, soprattutto nel caso di cotolette e roast beef . Non ci sarebbe bisogno di dirlo, ma sono vietate, le bistecche al sangue e il carpaccio. VIETATO anche assaggiare carne cruda, o semicruda, durante la preparazione. EVITA il consumo di carne essiccata e di alimenti stagionati o affumicati perché, come ti ho accennato, questi processi di lavorazione degli alimenti non garantiscono l’eliminazione delle cisti parassitarie. Quindi da evitare prosciutto crudo , salsiccia, speck, lonza, pancetta, capocollo, salame, bresaola, a meno che non tu non li cuocia prima di consumarli (ti ricordo, però, che la cottura dovrebbe essere almeno a 67° per 3 -4 minuti) SI' invece a prosciutto cotto, mortadella e porchetta, chiaramente non in eccesso, per altri motivi. Vanno bene anche i salumi di tacchino e pollo, e volendo anche i wurstel a patto che vengano bolliti o grigliati. Per il pesce crudo ( come il sushi o carpaccio di pesce in genere) in teoria non c’è rischio specifico di toxoplasmosi, se non consideriamo le contaminazioni con gli utensili, però in gravidanza è consigliabile evitarlo perché può contenere altri germi, come la salmonella, oltre a un più elevato contenuto di mercurio ,soprattutto se si tratta di pesce di taglia grande come il tonno, il salmone e il pesce spada. Direi meglio evitare e basta. Altri due alimenti da consumare cotti, sono le uova, anche per il rischio di salmonella, e il latte. Usa solo latte confezionato, quindi pastorizzato in quanto già trattato termicamente. In pratica non improvvisarti Heidi. Di conseguenza meglio non mangiare formaggi prodotti da latte crudo, soprattutto da piccole aziende. Tra i formaggi a latte crudo sono compresi il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano. Comunque sull'etichetta del formaggi deve essere riportata la dicitura “Fabbricato con Latte Crudo”. VEGETALI Prima di consumare verdure, ortaggi e frutta, lavateli sotto l’acqua corrente senza detergenti o saponi, e teneteli in ammollo con un po' di bicarbonato , o amuchina. Se avete un orto dovrete essere ancora più scrupolosi. La frutta, poi, meglio sbucciarla, non solo per la toxoplasmosi. Anche per le insalate pronte dove trovate scritto “lavata e pronta al consumo”, meglio non dare per scontato e lavare anche quelle. Come per la carne, poi procedete alla pulizia accurata di superfici e utensili che sono venuti in contatto con la verdura. Per te futura mamma rimane la preferenza dell’utilizzo di guanti. Non bere mai acqua non potabile; o del rubinetto. Potrebbero sembrare consigli eccessivi, ma come vi ho già detto una volta, nel più ci sta il meno e conoscendo i rischi della toxoplasmosi per il feto, la prudenza non è mai troppa. Siamo giunti alla fine della saga toxoplasmosi e mi auguro che ora vi siano più chiari i motivi delle direttive che vi verranno date dal medico ginecologo. In più, qui avete il vostro promemoria. Vi ricordo che se volete approfondire trovate tutte le fonti qui in basso. FONTI: https://www.epicentro.iss.it/toxoplasmosi/ https://www.my-personaltrainer.it/salute/toxoplasmosi.html#:~:text=Toxoplasma%20gondii%20%C3%A8%20un%20protozoo,costituiti%20da%20una%20sola%20cellula). https://www.my-personaltrainer.it/salute/toxo-test-toxoplasmosi-gravidanza.html https://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/dieta-prevenzione-toxoplasmosi.html https://www.izslt.it/toxoplasma-gondii/ Linee guida https://www.epicentro.iss.it/itoss/pdf/LG-Gravidanza-Fisiologica-Parte1_protetto.pdf https://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/dieta-prevenzione-toxoplasmosi.html#2 https://www.italybite.it/it/blog/post/alla-scoperta-dei-formaggi-italiani-a-latte-crudo.html Puoi ascoltare l'episodio dedicato a questo argomento sulla pagina del Podcast
- Diabete Mellito (Tabella riassuntiva)
Tabella delle tipologie di Diabete mellito In questa Tabella riassuntiva trovi sintetizzate le caratteristiche di ogni tipo di diabete mellito. Molto utile per avere a portata di mano un quadro chiaro e veloce di questa malattia che viene troppo spesso sottovalutata. Se vuoi approfondire il diabete gestazionale leggi l'articolo dedicato. Per qualunque domanda o consulenza contattami su Whatsapp , o vai alla pagina CONTATTI e scegli il metodo che preferisci. Ascolta anche i Podcast
- Nausea in Gravidanza: Tips rapide
Lascia che un petalo di consapevolezza si posi su di te Ecco per te alcune tips da consultare rapidamente per una “convivenza pacifica” con la nausea in gravidanza nel primo trimestre. Si sa, è sempre tutto molto soggettivo, e quelli di seguito sono consigli generici, ma la maggior parte di loro ti saranno molto utili. Ricorda di adattarli alla tua situazione in particolare, soprattutto in presenza di patologie che sai già di avere. Chiedi sempre un consulto al tuo medico ginecologo. Ecco le tue TIPS. 1. Appena sveglia mangia qualcosa prima di alzarti dal letto; tieni CIBO TAMPONE vicino al letto ( crackers, grissini, frutta secca ecc. ). 2. Fai 5 pasti al giorno : Colazione, spuntino di metà mattina, pranzo, merenda , cena. Se necessario mangia uno snack un’oretta prima di dormire ,ma non sdraiarti a stomaco pieno. 3. Prediligi : cibi leggeri , non grassi, non pesanti, poco speziati; mastica a lungo e evita cibi e odori che ti danno fastidio. 4. Bevi : molta acqua ,tisane con erbe consentite, te’ deteinato Evita di bere: caffè, succhi di frutta , fumo e alcool; bevi a piccoli sorsi, non durante i pasti, fai passare almeno mezz’ora prima coricarti. 5. Appena puoi : fai lunghe passeggiate all’aria aperta, riposa, distraiti con attività che ti piacciono. Evita : viaggi lunghi in macchina, luoghi chiusi e affollati; tieni in borsa dei crackers. 6. Indossa indumenti comodi non troppo stretti in vita. Non stare seduta troppo a lungo per non comprimere lo stomaco. 7. Assumi vitamina B6 (dopo aver consultato il tuo medico) 8. Prova i braccialetti anti-nausa, quelli che si usano anche per i viaggi sui mezzi di trasporto. Per approfondire, ascolta anche l'Episodio "Nausea in gravidanza" sul podcast "Pianeta Prevenzione" Se ti va, lascia il tuo commento qua sotto e una valutazione, grazie. Conosci la rubrica "Raccontami la tua storia?" . Hai anche tu una storia da raccontare? Leggi o ascolta come fare. Ti aspetto ai prossimi articoli e per qualunque cosa contattami Hai già toccato questo simbolo in alto vicino al menù? È i kanji della parola Sakura che significa fiore di ciliegio. Toccandolo, vedrai sbocciare le indicazioni per il "Gioco dei Cherry Blossom" Grazie a questo gioco, otterrai la parola "magica" per entrare nel "Giardino della consapevolezza"
- La PREVENZIONE inizia con la CONSAPEVOLEZZA
La Prevenzione inizia con la consapevolezza , ma cosa significa davvero avere la "consapevolezza"? Per come la vedo io è semplice : se conosci puoi sapere cosa è meglio per te, e per chi ti è vicino, e comportarti di conseguenza. Nella vita non si finisce mai di imparare e non potremo mai conoscere tutto, ma possiamo concentrarci sulla cosa più preziosa: la salute . Niente può essere più importante della salute psico-fisica, non credi? L''universo femminile ha ancora molti segreti , ma gran parte di quelli che lo erano un tempo, oggi sono stati svelati, e abbiamo gli strumenti per poter conoscere, prevenire ed evitare il problema. La cura è un altro strumento, ma il nostro obiettivo dev'essere sempre quello della prevenzione, e se non riusciamo a prevenire, almeno cerchiamo di ottenere una diagnosi precoce. In questa mappa ho riassunto i passaggi che portano ad un percorso di prevenzione. Man mano svilupperò ogni punto, in modo da fornirti il materiale per la tua consapevolezza. Se hai qualunque domanda, commenta sotto l'articolo, o contattam i in privato. Per qualunque domanda o consulenza contattami su Whatsapp , o vai alla pagina CONTATTI e scegli il metodo che preferisci Ascolta anche i Podcast
- IL MENARCA
Tecnicamente il menarca è la comparsa della prima mestruazione, che segna l'inizio dell'attività ovarica e proseguirà ciclicamente una volta al mese fino alla menopausa. ( Infatti Il termine "menarca" deriva dal greco ed è composto dai vocaboli mén, ménos "mese" ed arché "inizio" ; ad indicare il carattere ciclico che assumerà il flusso mestruale dopo il suo inizio ) . In pratica, però, per mamma e papà è l'improvvisa presa di coscienza che la loro bambina sta per passare dalla fanciullezza alla fase più delicata della sua vita : l'adolescenza ! Mentre per la nostra novella adolescente potrebbe essere l'inizio della conquista del mondo ,oppure un evento traumatico. Tu mamma puoi fare la differenza nel suo stato d'animo quando vedrà comparire quella macchia rossa sugli slip. E' vero che nella nostra epoca i bambini e gli adolescenti ricevono molte informazioni da internet e danno l'impressione di saperne molto più dei genitori , ma non sempre le fonti di informazione sono affidabili, quindi ,care mamme e cari papà, in questa epoca si rende ancora più necessario un impegno da parte nostra a intraprendere un dialogo costante e privo di tabù con i nostri figli, perchè assimilino le informazioni corrette e possano sciogliere i propri dubbi nel modo giusto. Non preoccuparti mamma, avrai tutto il tempo di preparare la tua bambina all'arrivo del menarca, poichè è visibilmente preceduto da altre due fasi: il Telarca, che consiste nella comparsa della ghiandola mammaria ; di solito si manifesta come una piccola massa al di sotto del capezzolo che viene chiamata bottone mammario . Questi bottoni possono essere anche doloranti e sensibili al tatto. Inizialmente di solito la comparsa è monolaterale , ma in poco tempo diventa bilaterale. Se noti una piccola differenza di dimensione, sappi che è perfettamente normale. Il pubarca , può seguire il telarca a distanza di qualche mese o qualche anno e si manifesta con la comparsa della prima peluria sul pube e sulle ascelle. Insieme a tutto questo arriveranno anche le prime perdite vaginali di colore biancastro che annunciano la produzione di estrogeni che porteranno pian piano alla maturazione del primo ovocita, innescando ,così, la ciclicità ormonale mensile. (leggi o ascolta anche " Le fasi del ciclo mestruale") Da questo momento per la tua bambina inizierà uno scatto di crescita e passerà da 5-6 cm all'anno a 10-11 cm all'anno. Tra il pubarca e il menarca , possono passare da 1 a 2 anni circa Quindi , come ti dicevo, avrai tutto il tempo di preparare la tua bambina al grande giorno. L'argomento potrebbe venire fuori per caso; ad esempio se tua figlia si trova con te in bagno e ti stai cambiando l'assorbente; oppure se avrà bisogno di spiegazioni perché ha sentito qualcuno toccare l'argomento. Sappi che, per quanto tu ci giri intorno, lei non si accontenterà di una risposta vaga; per cui la cosa migliore è darle informazioni senza giri di parole; in questo modo non avrà inutili tabù in testa sull'argomento e non dovrà chiedere a nessun'altro. Ovviamente la spiegazione sarà più o meno dettagliata in base all'età di tua figlia. Se è molto piccola basterà dirle che non è una ferita, ma una cosa normale che succede a tutte le donne ogni tanto per qualche giorno e che fra qualche anno succederà anche a lei e vorrà dire che è diventata grande. Se ha 10 anni puoi specificare dicendo che succede una volta al mese per qualche giorno, perchè la donna ogni mese produce del sangue in più che servirebbe al bambino se fosse incinta ,ma , se non lo è , questo sangue viene eliminato perché non serve a nessuno. Potrai anche iniziare a istruire la tua bambina dicendole che quando vedrà le mutandine macchiate di sangue non si dovrà spaventare ma fartelo sapere subito. Se il pubarca è avviato da qualche mese, ti consiglio di iniziare a mettere almeno un assorbente nello zaino scolastico di tua figlia e insegnale come deve fare se vede le prime gocce di sangue e si trova a scuola. E poi eccola! Arriva la prima mestruazione! A questo punto avrai già fatto le tue raccomandazioni alla tua piccola donna e appena succederà sarai più emozionata di lei! Un bel bacio e il benvenuta nel mondo delle donne sarà sufficiente a farla sentire tranquilla e a suo agio. Dopo potrai darle indicazioni sull'utilizzo dei dispositivi mestruali di ultima generazione. Gli assorbenti esterni usa e getta ora si trovano in cotone biologico biodegrabili , molto più traspiranti e anallergici. Io personalmente ti consiglio anche di farle provare gli assorbenti lavabili e riutilizzabili, creati con fibra di bamboo e materiale anallergico molto piacevole a contatto con la pelle; assorbono molto , quindi necessitano di pochi cambi e hanno anche un aspetto molto carino. In alternativa esistono anche gli slip mestruali lavabili, che sono delle vere e proprie mutandine con la parte centrale assorbente. Sia gli assorbenti riutilizzabili che gli slip mestruali sono acquistabili anche su internet. Per domande o consulti privati , contattami come vuoi. Puoi ascoltare l' episodio dedicato a questo argomento sulla pagina del Podcast
- HPV: IL VACCINO
Eccoci, stavolta siamo davvero all’ultimo tassello della nostra serie sulla prevenzione del cervicocarcinoma. Se mi hai seguita fin qui, avrai acquisito delle conoscenze che non hanno tutte le donne, purtroppo, perché non sono informazioni che si leggono o si ascoltano tutti i giorni. Te ne accorgerai parlandone con amiche , parenti o conoscenti , che questo argomento è conosciuto per sentito dire. Inoltre come ti dico sempre, le ricerche e gli studi in campo medico non si fermano mai e sono necessari continui aggiornamenti. Lo scopo di questo blog e del podcast è appunto quello di divulgare informazioni aggiornate e il più possibile dettagliate, con l’aggiunta di consigli e opinioni personali. Per questo motivo sarei molto felice se tu mi aiutassi a divulgare le informazioni che apprendi qui, come un passaparola, oppure che tu condividessi questi articoli sulla prevenzione o gli episodi del podcast che reputi debbano essere ascoltati dalla maggior parte delle donne . Ti ringrazio Ricorda: la conoscenza è la chiave di tutto A proposito di informazione, sai cosa pensano le donne del vaccino anti HPV quando viene detto loro che è somministrabile in età adulta? Dopo aver fatto compilare un questionario a un gruppo di donne di età dai 25 ai 45 anni, la risposta più frequente è stata: « Pensavo fosse solo per adolescenti …» In pratica In generale, dal questionario è emerso che: ● La consapevolezza del rischio HPV è risultata scarsa , così come le informazioni sul vaccino. ● Molte donne erano convinte che fosse indicato solo per le adolescenti , che non ci fossero abbastanza dati sulla sicurezza dopo i 26 anni ed erano preoccupate per gli effetti avversi gravi. ● Molte donne sposate >30 aa si sentivano «al sicuro dal rischio». Dunque dunque, cosa ti ho detto all’inizio? Disinformazione . Ecco, in virtù di questi risultati cosa si è concluso? Che il counselling vaccinale delle donne adulte deve essere mirato alla consapevolezza sia del rischio correlato alle patologie , e qui parliamo del rischio che l’infezione da hpv possa portare al cervicocarcinoma , sia dei vantaggi del vaccino. Allora, per stare tutti tranquilli, partiamo dalla nascita del vaccino : Negli anni 2007-2008 la campagna vaccinale parte in tutte le regioni con target primario, le ragazze 12-enni e come obiettivo la prevenzione del cancro del collo dell’utero. Quindi la prima coorte, cioè il primo gruppo ad usufruire del vaccino è quella delle nate nel 1996-1997 , chi ha ad oggi (nel 2024) figlie di 26-27 anni, sa di cosa parlo. I primi vaccini a partire dal 2007 sono stati di due tipi. Il bivalente Cervarix era diretto contro i ceppi 16 e 18 del virus , quelli più diffusi e a maggior rischio oncogeno. Il quadrivalente Gardasil poteva invece prevenire l’infezione anche dei ceppi 6 e 11, che causano la formazione a livello genitale di condilomi, escrescenze o protuberanze dovute a lesioni di natura benigna della cute o delle mucose. Dal 2017 è in uso un terzo vaccino nonavalente , Gardasil 9 , che oltre a HPV 6, 11, 16 e 18, assicura la protezione contro altri cinque ceppi HPV (31, 33, 45, 52 e 58), che sono considerati ad alto rischio, pur essendo meno diffusi dei tipi 16 e 18. Il 10 giugno 2015 la Commissione europea ha rilasciato un'autorizzazione all'immissione in commercio per Gardasil 9, valida in tutta l'Unione europea. Gardasil 9 è un vaccino usato in uomini e donne e previene, oltre il 90 per cento delle forme tumorali associate al virus. Gardasil 9 è una sospensione iniettabile disponibile in flaconcini o siringhe pre-riempite. Il vaccino è somministrato per iniezione intramuscolare, preferibilmente nella spalla o nella coscia. Come si è deciso il target primario? Le pre-adolescenti (ragazze di 11-12 anni), rappresentano la popolazione ideale per la vaccinazione anti-HPV, in quanto sono all’esordio della loro vita sessuale, prima cioè che possano correre il rischio di contrarre il papillomavirus. Il dodicesimo anno di vita rappresenta inoltre un anno utile per raggiungere le pre-adolescenti durante la frequenza della scuola dell’obbligo. Era comunque già in progetto la possibilità di estendere successivamente l’offerta del vaccino anche ad altre fasce di età ( come target secondario). Poiché gli studi hanno man mano evidenziato che molti tumori orofaringei e dei genitali maschili sono attribuibili all’HPV, si è ritenuto importante estendere il vaccino ai maschi undicenni, contando anche il fatto che immunizzando anche i maschi, si vanno a diminuire i contagi e le trasmissioni per via sessuale. La prima chiamata è arrivata per la coorte dei nati nel 2006, quindi i primi vaccini per i maschi sono stati somministrati nel 2017. Incessanti studi sono stati condotti anche in altri paesi nei quali il vaccino era stato introdotto prima rispetto all’Italia, e i risultati hanno supportato l’efficacia sia nelle fasce di età superiori, che nei maschi. Visti quindi i risultati positivi è stato possibile passare progressivamente a strategie multi-coorte Infatti già nel Piano Vaccinale 2017-2019 erano state introdotte altre categorie di persone alle quali estendere l’offerta del vaccino anti HPV , e ora sono state confermate con ulteriori modifiche nel nuovo Piano vaccinale 2023-2025. Ora fai attenzione perché diamo uno sguardo al Piano vaccinale 2023-2025 . Per quanto riguarda il numero di dosi da somministrare ,a d oggi sappiamo che per garantire una protezione completa nei soggetti più giovani sono sufficienti due dosi, per cui da 11 a14 anni il ciclo vaccinale si completa con 2 dosi a distanza di 6 mesi ; mentre a partire dai 15 anni il ciclo vaccinale diventa di 3 dosi , la seconda dopo 2 mesi e la terza dopo altri 6 mesi. Sempre in questo Piano vaccinale è compreso un importante programma di recupero (chiamato anche catch up), dove si offre il vaccino gratuitamente alle donne almeno fino a 26 anni,che non hanno ricevuto il vaccino a 12 anni,queste donne si possono recuperare sfruttando ad esempio l’occasione della chiamata al primo screening. Io invece sfrutto questo podcast e i social per dirti che se non sei stata vaccinata a 12 anni puoi ricevere comunque il vaccino gratuitamente fino almeno a 26 anni, informati alla usl di riferimento nella tua regione, perché da regione a regione può cambiare l’età massima per il vaccino gratuito. Ok? Non aspettare, chiama.. Questo vale anche per gli uomini che non sono stati precedentemente vaccinati o non abbiano completato il ciclo vaccinale con età fino a 18 anni inclusi, salvo anche qui la diversa proposta delle regioni che possono aumentare l’età massima per la gratuità.Specifico che la gratuità viene mantenuta per tutte le dosi del ciclo vaccinale. La vaccinazione gratuita contro l’HPV è su chiamata attiva tramite l’invio di una lettera dal centro vaccinale della tua ASL Ora è il caso di spiegarti perché la vaccinazione è raccomandata anche nelle donne adulte ● Dai dati di letteratura si evince che circa il 70% delle donne >25 anni di età possono essere HPV negative a qualunque tipo ed avrebbero quindi un vantaggio della vaccinazione. ● I soggetti positivi normalmente lo sono per un solo tipo di HPV, quindi la vaccinazione verso gli altri tipi ha un razionale, pur non essendo da un punto di vista di “costo-efficacia” vantaggiosa in termini di Sanità Pubblica come per la vaccinazione universale dell’adolescente. Vaccino anti-HPV: quali indicazioni? ● I benefici ed il rapporto costo/efficacia del vaccino anti-HPV nelle donne di età >25 anni sono stati valutati in diversi studi. ● Finché le donne sono sessualmente attive, il rischio di acquisire nuove infezioni da HPV oncogeni permane, > 5% oltre i 25 anni di età. ● Considerando inoltre: l’immunosenescenza e la riduzione della capacità di clearance con l’aumento dell’età o l’aumento della persistenza con l’età o la debole risposta anticorpale indotta dall’immunità naturale rispetto a quella del vaccino, ● è corretto dare anche a queste donne la possibilità di proteggersi se non hanno avuto l’occasione di vaccinarsi da adolescenti. ● I vaccini anti-HPV sono stati inizialmente concepiti per ragazze e giovani donne da 9 a 26 anni. Tuttavia anche le donne di età>26 anni sono suscettibili di infezione da HPV e di contrarre patologie HPV-correlate. ● Recenti evidenze scientifiche dimostrano che anche le donne infettate da HPV-correlate, con successive clearance da immunità naturale, possono ottenere una protezione complete di tutti I tipi HPV contenuti nel vaccino. ● Pertanto si ritiene che il vaccino possa determinare, anche nelle donne di età >25 anni, una riduzione della probabilità di ammalare di cancro HPV-correlato. Si deve soprattutto alla recente introduzione della vaccinazione anti-HPV, la drastica riduzione delle diagnosi di lesioni precancerose, con grandi vantaggi per la salute pubblica e la qualità di vita delle donne. Vaccino anti-HPV: 5 cose da ricordare 1. È SICURO Perché costituito dall’iniezione del rivestimento proteico e non del virus, quindi è in grado di dare una risposta immunitaria efficace senza alcuna possibilità di causare l’infezione. 2. EFFETTI COLLATERALI RARI: Tra questi, i più comuni sono: dolore nella zona dell’iniezione, febbre, nausea, vertigini, mal di testa, dolori articolari e reazioni da ipersensibilità. Generalmente sono di lieve entità e di breve durata. 3. IMMUNIZZAZIONE Il vaccino anti HPV ha oltre 20 anni di osservazioni cliniche. Al momento la copertura dura almeno vent’anni, sono in corso ulteriori studi per valutare durata sul lungo periodo. 4. PROTEGGE DAI TUMORI Impedisce l’infezione e la sua potenziale azione oncogena. 5. EFFICACIA il vaccino viene normalmente somministrato prima del debutto sessuale, ma è stato dimostrato che è efficace anche nelle donne adulte e nella prevenzione delle recidive nelle donne già trattate per lesioni HPV-correlate. Sappiamo che esiste un’agenda 2030, ne avrai sentito parlare. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) fra gli obiettivi che fanno parte del grande obiettivo salute e benessere da raggiungere entro il 2030 ci sono anche quelli per cui il 90% delle ragazze entro i 15 anni di età deve aver completato la vaccinazione con il vaccino anti-HPV; • il 70% delle donne sottoposte a screening utilizzando un test ad alta performance a 35 anni, che deve essere ripetuto entro i 45 anni; • il 90% delle donne identificate con malattia cervicale trattate o comunque prese in carico Conclusione di tutti questi discorsoni. Ho voluto che tu avessi una visione d’insieme per capire cosa c’è dietro alla semplice raccomandazione di fare un vaccino. Non tutti sono d’accordo con i vaccini, ma io sono del parere che a volte dobbiamo considerare il male minore e valutare bene il rapporto rischio-beneficio. In questo caso sono convinta che questo vaccino possa debellare definitivamente il cervicocarcinoma. Come ti dico sempre, fino alla noia, abbiamo le armi, Vaccino più screening, ma perché non dovremmo utilizzarle? Puoi ascoltare l 'episodio dedicato a questo argomento sulla pagina del Podcast FONTI: https://www.uslnordovest.toscana.it/guida-ai-servizi/135-screening https://www.regione.toscana.it/documents/10180/6511822/Depliant+Test+HPV+e+Pap+Test.pdf/1fa4acbc-df9c-447f-aefc-ddeb6d8f412b http://www.salute.gov.it/portale/donna/dettaglioContenutiDonna.jsp?id=4511&area=Salute+donna&menu=prevenzione https://www.salute.gov.it/portale/fertility/dettaglioContenutiFertility.jsp?lingua=italiano&id=4557&area=fertilita&menu=malattie
- IVG: la legge 194 (INTERRUZIONE VOLONTARIA DI GRAVIDANZA Parte 1)
Avrai sentito nominare spesso la legge 194 . Forse in qualche maniera, soprattutto attraverso i social, sarai riuscita anche a captare di cosa si tratta, ma, a meno che non ti sia documentata personalmente, avrai probabilmente le idee un po’ confuse. Vorrei prima di tutto spiegarti un pochino questa legge. La legge 194 è entrata in vigore il 22 maggio 1978 ed è formata da 22 articoli . Il primo articolo è un po’ una premessa e sottolinea che “Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile” . Cosa significa? Significa che sai quello che stai facendo e quello che comporterà avere uno o più bambini, sia per l’accudimento ,sia per il mantenimento. E allo stesso tempo lo Stato “riconosce il valore sociale della maternita' e tutela la vita umana dal suo inizio” . Per tutelare la vita umana dal suo inizio c’è bisogno ,prima di tutto, di evitare che l’aborto sia solo un modo per limitare le nascite e che venga usato con leggerezza e senza reali motivi. Per questo la legge non impedisce l’aborto, ma lo regolamenta nei tempi e nei modi, e mette a disposizione una serie di servizi e aiuti economici per fare in modo che chi aspetta un bambino non sia lasciato solo, ma venga seguito dal concepimento attraverso una serie di servizi socio-sanitari ed aiuti economici che vanno fino alla maternità. L’interruzione di gravidanza può essere richiesta dalla donna , con la presenza o meno del padre del concepito(se lei vuole che sia presente) entro i primi 90 giorni , se si trova in circostanze per cui la gravidanza , il parto, o la maternità potrebbero comportare un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica. [ N.B. : la legge non specifica se i 90 giorni di gravidanza decorrono al primo giorno dell’ultima mestruazione ,come si calcola di solito, o se dal concepimento, che avverrebbe circa 15 giorni dopo ] Queste circostanze possono riguardare lo stato di salute della donna, le sue condizioni economiche , sociali , o familiari ; oppure il modo in cui è avvenuto il concepimento ( ad es. attraverso una violenza sessuale ) ; o la previsione di anomalie o malformazioni del concepito. A proposito di questo ultimo punto, l’ Art. 6 ci dice che: L'interruzione volontaria della gravidanza, dopo i primi 90 giorni , puo' essere praticata : a) quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna; b) quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna. Questo tipo di aborto concesso dopo i 90 giorni viene definito “aborto terapeutico” . Da quel poco che ti ho detto finora avrai capito che l’aborto NON è un semplice rimedio per una gravidanza indesiderata, Veniamo ora al lato pratico. A CHI VA FATTA RICHIESTA E CON QUALI MODALITA' Gran parte del lavoro iniziale, come scritto nell’articolo 2, lo fanno i consultori familiari, che assistono la donna in gravidanza soprattutto informandola subito sui suoi diritti e sui servizi che ha a disposizione per portare avanti la gravidanza; su come far rispettare i suoi diritti sul posto di lavoro; attuando direttamente eventuali interventi speciali di cui la donna potrebbe avere bisogno ; e, come cita la legge stessa, “contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione di gravidanza” . Quindi si cerca innanzi tutto di fa sentire la donna protetta e tutelata in modo che non si senta costretta ad interrompere la gravidanza, soprattutto nel caso in cui la motivazione principale fosse quella economica. La donna può fare la sua richiesta di IVG ad un consultorio, ad una struttura socio-sanitaria, o al medico di fiducia. In tutti e 3 i casi vengono prima di tutto fatti gli accertamenti medici e poi vengono valutate le motivazioni della richiesta di IVG. Spesso infatti capita che la donna, messa di fronte a tutti i suoi diritti e una volta appurato che ha gli aiuti necessari per farli valere in campo lavorativo, riesca a cambiare idea. Gli aiuti non si limitano alla sola gravidanza, ma vengono estesi anche per il puerperio. Tutto questo vale anche per le minorenni e per le donne straniere anche se non sono in possesso del permesso di soggiorno. Le minorenni nella maggior parte dei casi stanno ancora frequentando la scuola superiore e molto spesso per il timore di non riuscire a terminare gli studi, pensano ad interrompere la gravidanza. Quindi è bene sottolineare il fatto che se le soluzioni vengono trovate in campo lavorativo vengono trovate anche in campo scolastico con aiuti e concessioni sia durante la gravidanza ,che per l’allattamento. Quando il medico del consultorio, la struttura socio-sanitaria, o il medico di fiducia riscontrano un caso di urgenza, che rende necessario l’intervento immediato di interruzione, rilascia subito alla donna un certificato attestante l'urgenza . Con tale certificato la donna puo' presentarsi ad una delle sedi autorizzate a praticare l'interruzione della gravidanza. Nel caso in cui, invece, non si evidenzi uno stato di emergenza, viene rilasciato alla donna, copia di un documento, firmato anche dalla donna stessa, attestante lo stato di gravidanza e l'avvenuta richiesta, e viene invitata a soprassedere per sette giorni . Trascorsi i sette giorni, la donna puo' presentarsi, per ottenere l'interruzione della gravidanza. Questa pausa di sette giorni ha lo scopo principale di invitare la donna a riflettere ulteriormente sulla volontà di interrompere la gravidanza, dandole il tempo di valutare le varie opzioni che le sono state proposte per non sentirsi costretta ad affrontere una IVG. MODALITA' DI ACCESSO ALLE STRUTTURE La modalità di accesso alle varie strutture che offrono l'intervento per l’ IVG, e le analisi che è necessario eseguire prima di sottoporvisi, possono variare da regione a regione. Spesso anche all'interno della stessa Regione vengono adottate procedure diverse nei ari ospedali e strutture del territorio. L'interruzione volontaria di gravidanza viene effettuata in ospedale , oppure in case di cura convenzionate. Va precisato,però, che non tutte le strutture offrono questo tipo di intervento e che, anche all'interno di quelle che lo offrono, è possibile trovare personale sanitario che si dichiari obiettore di coscienza e che per questo non esegua l'intervento . Nonostante questo, è bene precisare che la legge afferma che anche se obiettore, il medico e il personale sanitario in generale non può rifiutarsi di offrire assistenza sanitaria alla donna sia prima che dopo la procedura. Con questi episodi sull’argomento IVG, il mio intento è quello di riuscire a farti capire che abortire non è uno scherzo, sia che avvenga volontariamente, che spontaneamente. In entrambi i casi risulterà un’ esperienza negativa , che ti porterai dentro per tutta la vita, e che ,nel caso di aborto volontario, sarà ovviamente accentuata dal senso di colpa per aver deciso della vita di un altro essere. Purtroppo, però, molto spesso potrebbe non esistere un’ alternativa migliore. L’importante è non sottovalutare i vari aspetti, fra cui il rischio fisico. Anche se oggi, grazie ai progressi in campo medico, i rischi sono minimi, non significa che siano inesistenti. L'interruzione volontaria di gravidanza è sì un diritto, ma non deve assolutamente essere utilizzata con leggerezza e incoscienza. E io sono qui per aiutarti a raggiungere il giusto livello di conoscenze, che ti permettano di prendere le tue decisioni nel modo più cosciente e sereno possibile, oltre che di prevenire quando è possibile, quella situazione spiacevole, facend o uso dei CONTRACCETTIVI. Trovi gli episodi sui contraccettivi alla pagina del podcast e qui sul blog. Puoi ascoltare l' episodio dedicato a questo argomento sulla pagina del Podcast
- SARO' MICA INCINTA?
AHI AHI AHI..non so se è un buon segno trovarti qui…..Potrei pensare che tu abbia un problemino di ritardo ..no che hai capito? Mica in ritardo a un appuntamento..intendo un ritardo mestruale... Eh lo so , sicuramente la prima domanda che ti sei fatta è :" SARO' MICA INCINTA??!!" Ed eccoti qua a cercare uno spiraglio di luce. Innanzi tutto mi interessa l’intonazione con cui ti sei posta la domanda: è stata del tipo sarò mica incinta, con tono felice? O era più un sarò mica incinta, con tono preoccupato? Sai l’intonazione, è importante perché mi fa capire se cercavi una gravidanza oppure no… Allora partiamo dalla situazione facile... cercavi una gravidanza e probabilmente è arrivata ! In questo caso la delusione starebbe nel risultato negativo del test di gravidanza. Allora, per te che cerchi la gravidanza, il primo consiglio che voglio darti è di non fare il test troppo presto , a meno che tu non abbia urgenza di sapere il risultato quanto prima. Ti dico così giusto perché , per quanto al giorno d’oggi i test di gravidanza siano super sensibili, tanto da rilevare le beta hcg perfino prima del ritardo, potrebbe uscire un falso negativo nel caso di un concepimento avvenuto qualche giorno più tardi di quello che si pensa ; o semplicemente perché le beta non sono ancora in quantità tale da essere rilevate dal test. Piuttosto fai passare qualche giorno in più dopo il ritardo. a questo punto non posso fare altro che augurarti buona fortuna e in caso di test negativo mi raccomando non buttarti giù e non ti arrendere, probabilmente andrà meglio il prossimo mese.... E a proposito! Piccola parentesi importantissima: hai già attuato il piano preconcezionale? Lo sai che prima di cercare una gravidanza è saggio effettuare una serie di esami e condurre un certo stile di vita ? Questo sia per le maggiori probabilità che la gravidanza inizi e prosegua nel migliore dei modi, riducendo i rischi principali, sia per il tuo benessere e quello del tuo bambino. Se vuoi maggiori informazioni puoi leggere i post, o ascoltare gli episodi della categoria preconcezione , il primo si intitola “ Cose da fare prima di cercare una gravidanza” Nel caso invece di test positivo questo mese, ti faccio i miei migliori auguri per la vostra nuova magica avventura e ti aspetto ad ascoltare gli episodi sulla gravidanza. Ma ora passiamo a te, a te che stai scalpitando, a te che, invece la gravidanza non la stavi cercando proprio per niente..o almeno non ora. A te che questo mese hai un indesiderato e forse anche inaspettato ritardo. Be be be la questione con te è più complessa...ma neanche più di tanto dai. Intanto te lo dico, non pensare subito di essere incinta solo perché hai il ritardo. Inoltre ,agitarsi non serve a proprio a niente , anzi molte volte l' ansia è causa di ulteriore ritardo , quindi stiamo calme. Piuttosto, ascoltami bene, facciamo un po’ il punto della situazione insieme: torniamo un attimo indietro. Ora ti farò alcune domande perché tu focalizzi sui punti salienti della faccenda. Prima domanda: IN GENERE IL TUO CICLO E' REGOLARE ? Per regolare intendo un ciclo più o meno sempre della stessa lunghezza da una mestruazione all’altra, con al massimo una differenza di 2 o 3 giorni. Se hai il ciclo regolare siamo già a metà dell’opera, mentre se non è regolare o addirittura ogni tanto salta un mese non si può essere sicuri di quando sia avvenuta effettivamente la fase ovulatoria. Se ti sembra che stia parlando arabo ci sono un post e un episodio per te e si chiamano “Le fasi del ciclo mestruale” scoprirai come funziona il nostro ciclo. Seconda domanda: USI ANTICONCEZIONALI ? Se la risposta è sì dovresti chiederti perché avrebbe dovuto fallire. Ad esempio se usi il preservativo hai notato una rottura? Oppure se usi la pillola sei sicura di non aver saltato un giorno?lo stesso vale per gli altri metodi che richiedono delle accortezze ( l’anello contraccettivo, la spirale, il diaframma e soprattutto il coito interrotto ecc.). se invece non usi contraccettivi, o il vostro metodo è il coito interrotto, oltre al fatto che dovrei rimproverarti dato che non desideri una gravidanza, sei praticamente in balia delle onde, perché in questo caso può essere tutto e niente. Terza domanda: SE PENSI CHE QUALCOSA SIA ANDATO STORTO, TI RICORDI PIU' O MENO IN CHE PERIODO DEL MESE E' SUCCESSO DOPO L'ULTIMA MESTRUAZIONE? Questa domanda devi portela solo nel caso tu abbia il ciclo regolare perché solo così puoi capire se è andato storto qualcosa proprio all’interno della zona minata cioè durante fase ovulatoria , che va all’incirca per stare larghi dal 10° al 18° giorno del ciclo Quarta domanda: PERCEPISCI SINTOMI DIVERSI RISPETTO ALLA SINDROME PREMESTRUALE? Di solito non è semplice distinguere i sintomi premestruali dai primi sintomi della gravidanza perchè a pochi giorni di ritardo potrebbero essere simili e non molto accentuati. E spesso accade che non si manifesti proprio alcun sintomo , né che preannunci l’arrivo imminente delle mestruazione, nè che faccia pensare a un possibile inizio di gravidanza. Attenzione il tutto è molto soggettivo eh. (leggi anche il post " Sintomi di gravidanza o sindrome premestruale? " o ascolta l'episodio del Podcast ) ”Allora che mi dici delle tue risposte? Le cose sono due, o l'ansia è calata, o... è aumentata !! Se sei più tranquilla significa che le probabilità che tu sia incinta sono poche. Nel caso in cui invece dopo il questionario tu sia mooolto più agitata, significa che dopo le riflessioni che ti ho proposto ti sei resa conto che questo mese non è andato proprio tutto liscio. Ti dirò , in entrambi i casi puoi comunque aspettare ancora qualche giorno prima di fare il test, non succede nulla; ma se hai bisogno di saperlo al più presto ,come ti ho detto all’inizio, oggi i test riescono a intercettare una gravidanza addirittura prima del ritardo, anche 5 giorni prima. Puoi acquistare il test in farmacia, a meno che non ti crei imbarazzo o tu non voglia farlo sapere in giro. In tal caso hai 2 soluzioni : o vai in una farmacia dove non conoscono te e magari neanche i tuoi familiari...oppure lo acquisti su internet . Amazon ad esempio ne mette a disposizione diversi. Il più utilizzato è sicuramente il Clearblue , che ha recensioni molto positive. Puoi acquistare la confezione da due o più test e puoi scegliere la tipologia con display digitale che ti informa anche su quante settimane sono passate all'incirca dal concepimento , oppure la tipologia con le classiche linette. La sensibilità e la veridicità del risultato sono ottime . N.B . Consiglio : se sceglierai quello digitale , fai una foto al display se dovesse uscire il risultato positivo e tu volessi tenerlo per ricordo, perchè ovviamente dopo un po' di ore si spenge. E ripeto ancora una volta che , per evitare i falsi negativi del test, è raccomandabile non effettuarlo troppo presto. Nel caso in cui tu voglia semplicemente attendere senza fare il test , perchè sai che non avresti nessun problema ad accettare la gravidanza , sappi che dalla prossima mestruazione mancata, cioè intorno alla 5a -6a settimana di amenorrea (= assenza di mestruazione ), nel caso tu fossi davvero incinta arriveranno i primi sintomi. Se vuoi sapere quali sono , ti consiglio di nuovo di leggere o ascoltare anche " Sintomi di gravidanza o sindrome premestruale? " Invece ti consiglio caldamente un diverso comportamento se per qualunque motivo hai già in mente in caso di gravidanza di effettuare una IVG ,cioè interruzione volontaria di gravidanza. Con questi presupposti infatti dovresti fare il test di gravidanza prima possibile per poter fare richiesta di IVG appena scopri di essere incinta. In questo modo eviterai di essere troppo avanti con le settimane di gravidanza , perché l’IVG prima viene fatta e meglio è. Oltre al fatto che avrai più tempo per riflettere e decidere se è davvero la strada giusta da prendere . Trovi 3 episodi con tutte le informazioni che ti servono riguardo l’IVG. Mi raccomando pensaci bene prima di prendere qualunque decisione, e come capirai ascoltando gli episodi dedicati all’IVG, esistono molte alternative. E ti dirò di più, a settembre-ottobre 2023 si stanno prendendo decisioni per nuove normative che riguardano appunto le agevolazioni per le future mamme e i futuri papà a livello lavorativo e di aiuti economici e fisic i per le gestanti e le neomamme bisognose di supporto. Seguimi e ti terrò informata sull’argomento anche sulla mia pagina instagram, Ostetrica Sere . Spero di esserti stata un po’ d’aiuto. Se hai bisogno di chiarimenti, contattami. Puoi ascoltare l'episodio dedicato a questo argomento sulla pagina del Podcast
- "Maternità: decisioni difficili" la storia di Mary
Ogni storia è un fiore che sboccia nel nostro giardino e un petalo di consapevolezza per chi la ascolta... Ti do il benvenuto nella rubrica 'Raccontami la tua Storia'. Qui condivido le storie di chiunque voglia raccontare le proprie esperienze in modo anonimo. I nomi sono inventati, ma le storie sono reali. Vorresti inviare anche il tuo contenuto? Leggi o ascolta come fare. Inizia a pensare ad un nome di fantasia... Ogni racconto ha il suo episodio sul Podcast "Pianeta Prevenzione" . Puoi ascoltare l'episodio direttamente dal lettore qui sotto o da Spotify, oppure sulla pagina del podcast sul sito cliccando l'icona delle cuffie. <- Ascolta da qui o su Spotify <- Ascolta dalla pagina del Podcast "Ciao sono una mamma di 3 bimbi piccoli." LA DECISIONE DI NON ALLATTARE "Non sentitevi meno mamme se avete deciso di non allattare perchè i bimbi crescono anche con il latte artificiale; però se potete datelo perché è un esperienza bellissima io li ho allattati fino a 11 mesi e devo dire che un po`mi è dispiaciuto smettere però l' ho dovuto fare perchè era diventato troppo faticoso. L’ ultimo figlio ho deciso di non allattarlo perchè avevo da poco rifatto il seno e perche` restando a casa da sola sarebbe stato impossibile restare ferma con gli altri due ancora piccoli; sarei stata costretta a staccarlo in continuazione. Quindi ho pensato che si sarebbe nutrito meglio con il latte artificiale. Quando ho allattato i primi due, infatti, ero abituata a tenerli attaccati almeno 30 minuti, con l’ultimo non avrei potuto. " UN'ALTRA DECISIONE DIFFICILE: GRAVIDANZA INATTESA E INDESIDERATA " I miei 3 figli hanno due anni di differenza fra di loro e quando ho scoperto di essere incinta della mia terza gravidanza ero già di 1 mese ed ero sconvolta, non lo volevo questo bambino non era nei miei pensieri (pur peccando perchè ci sono persone che nn possono averli). Qualcuno potrebbe dire - Non potevi stare attenta? I figli non capitano - Anch’ io pensavo queste cose finché non è capitato a me. Sì posso dire che a me è veramente capitata questa gravidanza. Ero sconvolta, piangevo perché non lo volevo e andai subito ad informarmi su come fare per abortire. Andai anche ai colloqui e preparai tutta la documentazione, ma poi non ce l'ho fatta a portare a termine quel gesto estremo. Decisi di tenerlo. Non me ne sono pentita, però è pesante. Non avendo aiuti da nessuno (perché mio marito collaborazione zero) sto praticamente h24 da sola con loro e la mia unica salvezza è quando vanno la mattina a scuola, per respirare e riordinare casa. Quindi la maternità è tosta se affrontata da sola come me." NON SIAMO SOLO MAMME "Ma noi mamme ci rimbocchiamo le maniche per i nostri figli. La maternità cambia il modo di pensare e vedere le cose perché ora vediamo tutto attraverso gli occhi dei nostri figli; il primo pensiero va a loro come è giusto che sia, ma non dimenticate che siamo donne e che è giusto dedicarci a noi stesse quando ci è possibile. Con tutta sincerità vi dico che nei momenti in cui sono veramente esausta a volte penso - Ma chi me lo ha fatto fare? Potevo restare con uno figlio o neanche uno - Non mi sento una cattiva madre quando lo penso perché sono umana. Poi quando mi guardano con gli occhi innamorati e quel sorriso mi passa tutta la stanchezza e anche i momenti no." Grazie a Mary, che con il suo contributo ha arricchito la rubrica "Raccontami la tua storia" Ti piacerebbe che venisse pubblicata anche la tua storia? Scopri come fare qui → "Raccontami la tua storia: cos'è e come funziona" o chiedimi info sulla Chat del sito o uno dei miei Contatti Tutte le storie sono ascoltabili sul Podcast "Pianeta Prevenzione" , qui sul sito e su tutte le piattaforme di ascolto Cerca "Maternità: decisioni difficili" la storia di Mary" Sai che leggerò i vostri commenti sul Podcast ? Aggiungo sempre anche le mie considerazioni. Lascia il tuo qua sotto, o sotto l’episodio sulle piattaforme di ascolto del Podcast
- "Violenza Ostetrica" La storia di Nany
Ogni storia è un fiore che sboccia nel nostro giardino e un petalo di consapevolezza per chi la ascolta... Ti do il benvenuto nella rubrica 'Raccontami la tua Storia'. Qui condivido le storie di chiunque voglia raccontare le proprie esperienze in modo anonimo. I nomi sono inventati, ma le storie sono reali. Vorresti inviare anche il tuo contenuto? Leggi o ascolta come fare. Inizia a pensare ad un nome di fantasia... Ogni racconto ha il suo episodio sul Podcast "Pianeta Prevenzione" . Puoi ascoltare l'episodio direttamente dal lettore qui sotto o da Spotify, oppure sulla pagina del podcast sul sito cliccando l'icona delle cuffie. <- Ascolta da qui o su Spotify <- Ascolta dalla pagina del Podcast Oggi diamo voce a Nany, che ci racconta in prima persona l'esperienza traumatica della violenza ostetrica subita durante il travaglio e il parto, della sua prima gravidanza. La violenza ostetrica è spesso minimizzata o non riconosciuta perché c'è una tendenza a considerare normali certi comportamenti del personale sanitario, che frequentemente vengono accettati come parte dell'evento. Il racconto di Nany può essere di aiuto per focalizzare a mente lucida sugli atteggiamenti anomali del personale sanitario. Ecco la storia di Nany, raccontata da lei stessa in prima persona: "Vorrei iniziare il mio racconto con una riflessione: Si parla spesso di “violenza ostetrica”, ma secondo me è una definizione imprecisa e riduttiva. In realtà, dovremmo chiamarla in un altro modo, perché la violenza che noi neomamme subiamo in un momento tanto delicato della nostra vita non arriva solo dalle ostetriche. La subiamo anche (e a volte soprattutto) dai ginecologi, dai medici di reparto, dalle infermiere, dagli anestesisti, dalle puericultrici. È una violenza che può essere fisica, psicologica, emotiva. È una violenza sistemica, che coinvolge più comparti e figure sanitarie, e che spesso ci lascia sole, spaventate, disorientate. È importante allargare lo sguardo e riconoscere l’intero sistema che, invece di prendersi cura di noi, ci ferisce proprio nel momento in cui siamo più vulnerabili. Io credo di aver subito una forma di violenza ostetrica, dal momento in cui sono arrivata in ospedale fino a quando ne sono uscita. Sono entrata in ospedale per un controllo, dovevo fare un monitoraggio. Dopo il monitoraggio ci siamo accorti che la bambina era diventata tachicardica, e io non la sentivo muoversi da alcune ore. A quel punto hanno deciso di ricoverarmi. Da lì sono iniziate le induzioni, che sono andate avanti per quattro giorni. Sono partiti con la fettuccia. Ho chiesto spiegazioni su cosa fosse, come funzionasse e cosa avrebbe comportato, ma non ho ricevuto alcuna risposta. Poi sono passati alle prostaglandine. L'applicazione avveniva ogni quattro, forse cinque ore. Ricordo bene che, già dopo dieci minuti dalla prima somministrazione, ho iniziato a sentire un bruciore fortissimo. Ho chiamato l’infermiera, che a sua volta ha chiamato l’ostetrica. Ho cominciato a fare domande, a chiedere se fosse normale, perché sono un soggetto allergico, con diverse allergie a numerosi farmaci. Ero preoccupata che stessi avendo una reazione avversa. Ma mi hanno detto che era tutto normale, che era normale sentirsi bruciare.... Successivamente mi è stata somministrata l’ossitocina, e da quel momento sono iniziate le contrazioni vere e proprie, molto forti. Io ritengo di aver subito, in questa fase, una forma di violenza ostetrica, esclusivamente perché nessuno rispondeva alle mie domande. Mi è stato imposto di restare sdraiata, ferma, immobile a letto. Non mi era permesso alzarmi. Ma per me, la violenza ostetrica non si è fermata lì. È continuata. Durante il travaglio, in sala parto, ho avuto accanto un’ostetrica meravigliosa: molto paziente, dolce, disponibile. Ammetto che da quel punto di vista sono stata fortunata. Mi è stata vicina per tutto il tempo, ha cercato di rassicurarmi, ricordo che mi faceva dei massaggi e mi ha sempre lasciato scegliere la posizione che ritenevo più adatta per me, sia durante il travaglio che durante il parto. Il problema è sorto quando è arrivata la ginecologa di turno. Entrata in sala travaglio ecco un'altra forma di violenza che ho subito, quella di dover praticamente pregare la ginecologa perché contattasse l’anestesista per farmi l’epidurale. N.B. L’ospedale dove ho partorito offriva la possibilità di fare l’epidurale, e io mi ero preparata con largo anticipo: avevo fatto tutte le visite necessarie, consegnato tutta la documentazione, seguendo scrupolosamente le indicazioni ricevute. Mi era stato detto chiaramente: “Signora, basta che alzi la mano e la richiede, e subito le verrà fatta.”. E invece no. Ho dovuto insistere, insistere tanto Non perché non ci fossero le condizioni mediche — ero dilatata solo di 3 cm, quindi perfettamente in tempo per riceverla — ma per una questione che ancora oggi non riesco a spiegarmi. La ginecologa continuava a ripetermi frasi del tipo: “Ma dai, sei così giovane, non riesci a sopportarlo? Non è così doloroso il parto…Sei arrivata fin qui, i primi centimetri sono i più difficili, poi è tutto in discesa. Non ti serve l’epidurale. È più il tempo che ci vuole a chiamare l’anestesista che il sollievo che ti darà" Alla fine sono riuscita a convincerla, ed è stata fatta la prima dose di epidurale. Peccato però che non mi abbiano spiegato che ne sarebbe servita una seconda. Secondo loro, avrei dovuto ricordarmi da sola — io, in travaglio attivo, sudata, stremata, con le contrazioni continue, in una stanza calda, mio marito che cercava di aiutarmi porgendomi l’acqua e l’ostetrica che provava a starmi vicino — dovevo ricordarmi io che dopo un’ora e mezza o due avrei dovuto chiedere un’altra dose. Mi è sembrato assurdo. E ingiusto. Durante il travaglio la ginecologa è entrata in sala, ha fatto uscire mio marito — lo ha praticamente obbligato a lasciare la stanza Poi, mentre mi visitava, mi ha detto: "Signora, adesso sentirà un pizzicore"... E invece, improvvisamente, ho sentito tutto il corpo bagnato, un senso di perdita fortissimo. Ho alzato la testa e ho visto tantissimo sangue. Mi sono spaventata. Ho cominciato a urlare, perché non capivo cosa stesse succedendo, nessuno mi aveva spiegato nulla. La ginecologa ha guardato l’ostetrica e le ha detto: “La signora deve partorire immediatamente, la bambina sta entrando in sofferenza.”I o ho urlato ancora, ma questa volta dalla rabbia, dalla paura, dal totale disorientamento. Da lì è iniziato tutto a succedere molto in fretta. L’ostetrica è corsa a chiamare mio marito e mi ha detto: “Come ti vuoi mettere per partorire? Vuoi la posizione classica? La sedia?” Ero talmente sconvolta che ho risposto d’istinto: la posizione classica. E così mi sono ritrovata lì, a spingere. Ma non ci riuscivo. Ero esausta, distrutta fisicamente, e mentalmente ero nel panico più totale. L’ostetrica se n’è accorta, ha capito che ero molto provata. Così ha richiamato la ginecologa. Lei è tornata, ha guardato mio marito e gli ha detto di uscire di nuovo. Poi mi ha guardata e ha detto: “Al mio tre spinge.” Ho spinto. Ma al suo “tre”, invece di aiutarmi con la voce o con il supporto, mi è salita sopra con tutto il corpo, premendo con forza sulla pancia per far uscire la bambina. Io ho urlato! Mi sono arrabbiata. Ero terrorizzata: temevo avesse fatto male alla mia bambina. Mio marito, sentendo le urla, è entrato di nuovo. L’ha vista sopra di me, si è arrabbiato anche lui. Non capiva cosa stesse succedendo. Solo quando ha visto che la bambina stava uscendo si è tranquillizzato un po’. La ginecologa se n’è andata poco dopo: era arrivato il cambio turno. Ha lasciato l’ostetrica da sola, che ha portato avanti il resto del parto. Poco dopo è nata mia figlia Il primo vero contatto con mia figlia sarebbe dovuto essere un momento indimenticabile, pieno d'amore. E lo è stato — ma non nel modo in cui avrei voluto. Quando è nata, me l’hanno appoggiata sul petto per il contatto pelle a pelle. Mio marito era accanto a me e mi diceva: "È nata, è la nostra principessa!" Ma io non riuscivo a rilassarmi. Non riuscivo nemmeno a respirare bene. Perché mia figlia era bluastra, non piangeva, e le ostetriche e la ginecologa si scambiavano sguardi preoccupati, parlavano sottovoce tra loro. Me l’hanno messa sul petto a pancia in su, ed è stato subito chiaro che qualcosa non andava. Dopo pochi secondi hanno iniziato la rianimazione. Non so quanto tempo sia passato, ma per me è sembrata un’eternità. Alla fine ha fatto un respiro. Il suo primo respiro. Nel frattempo io espellevo la placenta, mentre il personale faceva i controlli per assicurarsi che non ci fossero danni dovuti al parto. Dicevano che era tutto “nella norma”, ma per me, nulla di tutto ciò lo era. È stato un momento traumatico. Un trauma che mi porto dentro ancora oggi. Quella paura, quella sensazione di poter perdere mia figlia proprio nel momento in cui l’ho stretta per la prima volta, ha segnato qualcosa di profondo. Ha segnato il modo in cui oggi vivo la maternità, il modo in cui mi prendo cura di lei, il legame che abbiamo. Da quel giorno, ogni volta che lei sta male o piange, dentro di me si riaccende quella paura. Quella scena non riesco a dimenticarla. Il primo ricordo che ho di mia figlia non è stato gioia — è stata paura. E credo che tante cose si sarebbero potute evitare. La violenza — quella che definirei sistemica — non è finita con il parto. Anzi, è continuata nei momenti successivi, quelli in cui avrei dovuto iniziare a vivere l’inizio del legame con mia figlia con serenità. Avevo partorito alle sei del pomeriggio. Qualche ora dopo, ho chiesto a un'infermiera se potesse rimuovermi l’ago dell’accesso venoso, perché durante il parto si era spostato e avevo metà ago fuoriuscito dal braccio. Mi faceva male, era fastidioso, e soprattutto non riuscivo a prendere in braccio mia figlia con entrambe le mani. La risposta che ho ricevuto è stata glaciale: “Signora, questa non è un’emergenza. Siamo sotto organico, non posso aiutarla.” Io ho cercato di spiegare: “Capisco perfettamente la situazione, ma non riesco a prenderla in braccio con una mano sola. E se uso l’altro braccio, rischio di spezzare l’ago.” Ma nulla. Nessuno è venuto. Nessuno ha fatto nulla. Sono venuti solo la mattina dopo, alle dieci. Solo allora si sono ricordati di rimuovere l’ago, dopo tutta una notte in cui ho dovuto chiedere a mio marito di aiutarmi in tutto. Finché è potuto rimanere, lo ha fatto. Ma quando lo hanno fatto uscire, sono rimasta sola a dover chiedere aiuto continuamente, In un ospedale dove avrei dovuto sentirmi sicura, protetta, accompagnata." Ti piacerebbe che venisse pubblicata anche la tua storia? Scopri come fare qui → "Raccontami la tua storia: cos'è e come funziona" o chiedimi info sulla Chat del sito o uno dei miei Contatti Tutte le storie sono ascoltabili sul Podcast "Pianeta Prevenzione" , qui sul sito e su tutte le piattaforme di ascolto Cerca "Violenza Ostetrica- La storia di Nany" Sai che leggerò i vostri commenti sul Podcast ? Aggiungo sempre anche le mie considerazioni. Lascia il tuo qua sotto, o sotto l’episodio sulle piattaforme di ascolto del Podcast

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